Mangiare o non mangiare carne è un tema molto attuale, e soprattutto molto dibattuto. I motivi per una scelta o per l’altra sono vari e spesso non troppo consapevoli. Per alcuni è solo una moda, magari passeggiera, un modo per essere in, per altri è una scelta di vita con implicazioni morali e etiche, o per motivi di salute. Nei mesi scorsi si è parlato del fatto che la carne rossa possa essere cancerogena, tra ammissioni e ritrattazioni. La confusione è tanta insomma. A fare chiarezza ci prova un’ iniziativa di VandA ePublishing, la pubblicazione di due libri che partono da presupposti opposti. A metterli a confronto ci penserà la nostra Micol Borzatta. Buona lettura.
Contro la caccia e il mangiar carne – Lev Tolstoj
Partendo dai tempi della lotta tra paganesimo e cristianesimo, passando per i pitagorici, gli agnostici, i cristiani, i bramini, i buddisti, i filosofi greci, Lev Tolstoj spiega come dovrebbe essere il percorso che l’uomo dovrebbe affrontare se vuole veramente condurre una vita morale.
Come in tutte le cose, anche per condurre una vita morale bisogna rispettare un preciso ordine nell’acquisizione delle virtù necessarie. Per procedere correttamente bisogna iniziare dal primo gradino e salire, gradino dopo gradino, passo dopo passo.
Il primo gradino è l’astinenza. Astinenza vista nel senso più materiale e carnale del termine. Come per lo spirito è l’astinenza al piacere, all’istinto carnale e animale, per il fisico e la salute è l’astinenza dal mangiare carne.
Il digiuno viene infatti visto come un processo di purificazione. Un essere umano che mangia carne sarà per sempre debole, debolezza che lo porterà a ricaderci ancora e a non avere le forze necessarie per usare la forza di volontà e resistere a queste tentazioni, non per niente, secondo Tolstoj, la storia dimostra ampiamente che la maggior parte degli uomini forti, snelli, in salute e attivi si nutra esclusivamente di pane nero, riso e cereali.
Un saggio molto forte che anticipa di parecchio la moda odierna al vegetarianesimo e al veganesimo.
Tolstoj perora la sua causa di ex cacciatore convertito portando esempi di smembramento di capi di bestiame da parte dei macellai, a battute di caccia e alla preparazione del pollame. Tutte descrizioni forti, raccontate nei minimi particolari, senza mezze parole, con scene che possono anche turbare quei lettori un po’ deboli di stomaco, ma necessari, sempre secondo Tolstoj, per far capire ai carnivori la realtà dei fatti.
Un saggio che invece di essere solo un’esposizione del proprio pensiero, sembra più un discorso politico, un trattato per convincere chi non lo è ad abbracciare lo stile di vita vegetariano, o meglio ancora vegano.
Un saggio che si legge velocemente vista la sua brevità, ma che fa riflettere, sia allora come oggi, su quello che potrebbe veramente essere necessario per la nostra salute e quello che non lo è.
Lev Nikolaeviv Tolstoj nasce nel 1828 a Jàsnaja Poljana e morto nel 1910 a Astàpovo. Scrittore, filosofo, educatore, attivista sociale russo, pedagogo e studiosi di testi sacri occidentali e orientali, agli inizi degli anni ottanta si converte, sviluppa un’etica basata sul principio della non-violenza, adotta uno stile di vita ispirato al Vangelo e diventa vegetariano.
Fumo, bevo e mangio molta carne! di Pierangelo Dacrema
Chi non è più tra i giovanissimi si ricorda i vecchi tempi in cui si poteva fumare nei locali, al cinema, in classe senza nessun problema. Tempi che per chi è ancora un fumatore rimpiange, mentre per i non fumatori è una vittoria. Finalmente i demoni sono stati esorcizzati, i fumatori sono stati esiliati fuori.
Siamo arrivati in un’epoca dove solo i salutisti hanno voce in capitolo, dove se non sei vegano, se non rispetti l’ambiente, se non usi i pannolini del tipo giusto per ogni bambino gli rovini la vita, ma nessuno si ricorda, salutisti in primis, che fino a oggi siamo cresciuti tutti con genitori che fumavano in casa, con il fumo passivo nei locali, con un solo tipo di pannolino o di omogeneizzato e nessuno è morto, anzi siamo cresciuti bene e ci siamo fatti gli anticorpi.
Questo romanzo è un po’ un romanzo propaganda, anche se con toni molto leggeri e ironici. Dacrema vuole far capire come gli eccessi sono sempre negativi, sia quelli troppo liberali che quelli troppo restrittivi, e lo fa con questo libro, raccontando il passato e la vita di chi fuma, di chi beve e di chi mangia troppo, spesso ingigantendo le cose di proposito, ma solo per far vedere come sono ridicole tutti gli eccessi.
Un romanzo che si legge volentieri e che in molte pagine fa anche ridere, romanzo in cui spesso ci si rivede se facenti parte di fumatori o ex fumatori. Un romanzo che fa davvero pensare senza, per una volta, voler far cambiare la vita al lettore.
Pierangelo Dacrema è docente ordinario di Economia degli intermediari finanziari all’Università della Calabria. Ha insegnato all’Università di Bergamo, di Siena, alla Cattolica, alla Bocconi e alla Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano. Ha già pubblicato La crisi della fiducia. Le colpe del rating nel crollo della finanza globale nel 2008, Il miracolo dei soldi. Come nascono, dove vanno, come si moltiplicano nel 2010, La dittatura del PIL nel 2013, Lettera aperta a uno studente universitario nel 2013, Marx & Keynes: un romanzo economico nel 2014, La morte del denaro nel 2014, Trattato di economia in breve nel 2015.
Source: ebook inviati dall’editore, ringraziamo Fabia dell’Ufficio Stampa VandA ePublishing.

L’estrazione è stata fatta. Abbiamo i due vincitori, che si aggiudicano le due copie messe in palio da Newton Compton de Lo strano caso dell’ orso ucciso nel bosco di Franco Matteucci. Ringrazio i lettori che hanno partecipato e spero che voi tutti abbiate trovato l’iniziativa di vostro gradimento. Non c’è niente di più bello che ricevere libri, almeno lo è per me e credo lo sia anche per voi che seguite questo bl0g. Cercherò di partecipare ad altre iniziative simili, migliorando anche alcuni dettagli per rendere tutto più facile. I vincitori riceverenno una mail per i dettagli della spedizione. Siete curiosi di sapere chi sono? Seguite questo link: 









Innanzitutto che esistano una quantità spropositata di qualità di sigari, ognuna con il proprio nome, e le proprie qualità, e da non fumatrice è una cosa che mi ha sorpreso. Sigmund Freud ne fuma continuamente, e sempre diversi e costosi. Poi che Papa Leone XIII fosse un cultore, o proprio un adepto del vino Mariani, un vino medicinale corretto con la Cocaina del Perù, e ne era così entusiasta che prestò la propria immagine per locandine pubblicitarie dell’epoca (vedesi foto). Che già agli inizi del Novecento si usasse una forma rudimentale di poligrafo, (anche Lombroso si ingegnò a perfezionarlo), capace di rendere evidente se il soggetto dell’indagine mentisse o dicesse al verità. Che tra massoni si salutasse in un determinato modo, e non ostante la scomunica immediata, se scoperti, molti alti prelati lo fossero. Che Leone XIII fu il papa più longevo (e simpatico) della storia. Che Francesco Giuseppe, Imperatore del Sacro romano Impero, esercitò un antico diritto lo Ius Veti, per impedire l’elezione di un papa a lui sgradito (impedì anche la sepoltura in terra consacrata del figlio Rodolfo, morto suicida). Che la ditta Annibale Gammarelli è la più antica sartoria romana, e che da secoli veste papi e cardinali.
























