Archive for the ‘Due libri a confronto’ Category

:: Due edizioni a confronto: Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (Testo inglese a fronte) a cura di Nicola Vacca

19 ottobre 2017

antologia di spoon river

Spoon River è un luogo vero non segnato su nessuna carta geografica. Ma è anche un luogo immaginario che esiste solo nella fantasia di chi vuole farci credere di esserci stato.
Edgar Lee Masters è il poeta americano che ha inventato Spoon River, un posto unico che esiste attraverso una serie suggestiva di allusioni.
Quel meraviglioso libro che poi ha scritto è diventato nel tempo uno dei punti di riferimento più importanti della poesia mondiale.
Antologia di Spoon River fu pubblicata negli USA per la prima volta nel 1915 e in edizione definitiva esattamente cent’anni fa, nel 1916, dall’editore newyorkese MacMillan (alcune poesie erano già apparse fra il 1914 e il 1915 sulle pagine del «Reedy’s Mirror»).
In Italia la traduzione arriverà solo nel 1943, grazie a Cesare Pavese che la segnalò a Fernanda Pivano come esempio di differenza tra letteratura inglese e letteratura americana.
Antologia di Spoon River è, infatti, profondamente americana: descrivendo il microcosmo di una cittadina rurale del Midwest, Masters ha voluto indagare il macrocosmo della vita umana in un’ironica e commovente enciclopedia di dolori, rimpianti ed emozioni. Il poeta fa parlare le lapidi di quanti hanno trovato sepoltura nel cimitero sulla collina: questi 244 personaggi riassumono la loro vita, danno voce a recriminazioni, tentano di raddrizzare i torti e, in sintesi, raccontano la loro verità. Prigionieri durante la loro vita di una mentalità provinciale e ristretta, frustrati nei tentativi di evasione, ora da morti sono definitivamente prigionieri, perseguitati da una maledizione, la maledizione di Spoon River.
Ogni generazione di lettori ama questo libro che a distanza di un secolo offre sempreverdi emozioni.
La galleria dei personaggi che Masters mette sulla carta è la metafora della civiltà contemporanea ma è anche lo specchio della condizione umana.
Ci sono tutte le classi sociali sulle lapidi di Spoon River, a testimonianza di tutte le contraddizioni dell’esistenza.
Antonio Porta che ha tradotto il capolavoro di Edgar Lee Masters (nel 1987 in Oscar poesia Mondadori e di recente è uscita una nuova edizione da Il Saggiatore con l’aggiunta di tre frammenti inediti) scrive: «Il viaggio agli inferi, dunque, nella poesia antica, come in quella moderna, viene affrontato da Edgar Lee Masters anche nel nome di Dante e lungo la via tracciata dall’Inferno della Commedia. La poesia che ci parla del regno dei morti, il regno in cui, finalmente, la verità della giustizia non si fa attendere e non è più velata dagli scenari della sopraffazione».
Gli epitaffi raccontati in prima persona dai defunti con la lingua schietta di una poesia che si sporca le mani con tutte le sfumature dell’inferno dei viventi ( a parlare di se stessi nel libro di Masters: suicidi, puttane, imbroglioni, direttori di banca corrotti, atei, blasfemi) hanno consegnato alla storia «un poeta robusto», come giustamente fece osservare Ezra Pound.
A cento anni dalla sua prima pubblicazione arriva in Italia un’ altra traduzione. La prima l’ha curata per Mondadori Luigi Ballerini.
Il poeta e critico con la nuova traduzione mette in luce ciò che Masters racconta di sé attraverso i suoi personaggi (sul versante politico ad esempio sappiamo che detestava Abraham Lincoln, e che non manca occasione di esercitare il suo sarcasmo in modo diretto e indiretto; sul versante privato invece è noto che numerose delle ragazze seppellite sulla collina richiamano il suo primo grande amore, Margaret George). Ballerini dà risalto alla struttura narrativa dell’antologia, al suo disegno, agli echi e ai rimandi, ai modelli letterari; e anche alle dinamiche sociali e politiche della provincia americana e alle caratteristiche di tutte quelle figure – quasi stereotipi – che la affollano: il medico, il giudice, il becchino, il direttore del giornale e quello della banca, la maestra.
Il Saggiatore ,invece, ripropone una nuova edizione dell’Antologia nella prestigiosa traduzione di Antonio Porta.In questo volume ci sono tre testi inediti di Edgar Lee Masters presentati in esclusiva per i lettori italiani.
Porta nel suo lavoro ha cercato di rispettare la sostanza dialogica dell’originale, conservando per ciascun personaggio un linguaggio proprio, in modo da trasmettere al linguaggio della poesia italiana il modello del monologo – confessione messo così felicemente a punto da Lee Masters.
Sono le parole intramontabili di Antonio Porta che consegnano alla posterità l’Antologia di Spoon River e ci spiegano perché vale la pena oggi tradurre questo poeta straordinario. Con Edgar Lee Masters «la poesia diventa così un linguaggio di verità che agisce nella vita e non si limita a indicare da lontano catastrofi individuali e sociali».

Edgar Lee Masters, Garnett, Kansas, 1868 – Melrose Park, Pennsylvania, 1950. Avvocato, nel 1916 pubblicò l’edizione definitiva della sua Antologia di Spoon River, che ebbe un clamoroso successo internazionale.

Source: libri arrivati al recensore dai rispettivi uffici stampa Mondadori e Il Saggiatore.

:: Due libri a confronto: La discriminazione e lo sradicamento in Tutti i giorni di tua vita, Lia levi, (ed e/o 2016) e Sotto un sole diverso, Ernst Lothar (ed, e/o 2016), a cura di Viviana Filippini

12 aprile 2016
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Di solito quando recensisco libri, li commento in pezzi distinti, ma Tutti i giorni di tua vita di Lia Levi e Sotto un sole diverso di Ernst Lothar, entrambi editi da e/o, credo debbano essere raccontati assieme. I mondi narrativi creati dai due autori sono diversi, ma non troppo, perché in entrambe i testi le protagoniste sono due minoranze etniche (ebrei e altoatesini) che durante il periodo del Fascismo non ebbero vita facile nel nostro stivale. Gli ebrei come quelli narrati da Lia Levi finirono vittime delle leggi razziali del 1939, mentre i sud tirolesi raccontati da Ernst Lothar, assistettero inermi agli accordi tra Mussolini e Hitler, con i quali si stabilirono l’italianizzazione forzata per chi stava in Sud Tirolo con la rinuncia totale alla propria cultura d’origine, o il rimpatrio, ma sarebbe meglio chiamarlo esilio, nelle terre del Reich. Nonostante gli autori non si siano mai conosciuti (la Levi è nata nel 1931, Lothar nel 1890), ciò che mi ha colpito di Tutti i giorni di tua vita e di Sotto un sole diverso è che in tutti e due i testi ci sono temi ricorrenti e simili come il conflitto generazionale tra genitori e figli, l’imposizione di dover rinunciare alla propria cultura d’origine, la discriminazione accompagnata all’emarginazione perché considerati diversi e – brutto da scrivere- razze inferiori, le deportazione e lo sradicamento dalla propria terra. A Roma abbiamo una famiglia di ebrei che entra nella sua nuova casa. Al Nord, in Sud Tirolo, c’è un nucleo familiare dove un anziano nonno si ritrova a crescere i nipoti rimasti orfani. Le storie sono ambientate nell’Italia del nascente e dilagante Fascismo e i nuclei familiari protagonisti dovranno affrontare non solo i problemi quotidiani, ma dovranno imparare a convivere con il regime. Per la famiglia di Tutti i giorni di tua vita, le due sorelle (Regina e Corrina) hanno caratteri tra loro stanno agli antipodi, e non a caso assumeranno un atteggiamento differente verso il regime, che rispecchia anche il loro approccio nei confronti della vita. Regina sarà più impulsiva e propensa all’impegno politico e all’antifascismo, mentre Corinna, la minore, sceglierà la via della docilità e della tranquillità. Sulla stessa scia vivono i Mumelter nati dalla penna di Lothar, dove il capofamiglia si sente molto attaccato alle proprie origini altoatesine, tanto da vedere in Hitler l’unico che possa salvare la loro integrità culturale. Una speranza presto disillusa. Accanto a nonno Mumelter arrivano gli scapestrati nipoti: Sepp, il più giovane, si lascerà abbagliare dal Fascismo diventando un balilla; Riccarda darà scandalo rimanendo incinta fuori dal matrimonio e il maggiore Andreas verrà arrestato per il suo impegno antifascista.

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I capostipiti delle famiglie (Valfredo per la Levi e nonno Mumelter per Lothar) assistono inermi al frantumarsi di quella solidità che nel tempo si erano costruiti e in un certo senso sono la rappresentazione di una generazione che consapevole della fine di un epoca, non vuole rinunciare alle proprie radici per non far cadere nella dimenticanza i sacrifici secolari. In loro opposizione ci sono i figli con le loro mentalità nuove, a volte avventate, e sempre pronti a fare di tutto pur di sentirsi vivi e partecipi agli eventi a loro contemporanei. Questo creerà conflitti ed evidenzierà quanto l’evolversi delle teste delle persone della “storia”, in alcuni casi, sia pesantemente influenzato dall’imporsi della “Storia”. In entrambe i libri attorno alle due famiglie principali si aggirano personaggi che cercheranno di favorire e, soprattutto, di ostacolare l’agire delle famiglie, come per impedire loro di poter vivere in armonia e in libertà. Nella vita quotidiana narrata da Lia Levi, le due sorelle Regina e Corinna, entrambe sposate con mariti non ebrei, si confronteranno con Lilli Durante, un attrice del regime che non esiterà a fare la spia su chi sono gli ebrei del quartiere. Accanto a quest’ultima c’è una sarta fascista e pure Tarantella, un servetta di campagna che, tradita nel suo onore femminile, dovrà dare una sistemata alla sua esistenza per evitare che le conseguenze ricadano su di lei e sulla famiglia di Regina e Corinna. Stessa cosa accade nel libro di Lothar, nel quale i Mumelter, cacciati dal loro amato sud Tirolo, dovranno vivere nella sconosciuta Cecoslovacchia. Non solo, ma ogni loro azione e scelta, compresa la tenera amicizia tra Andreas e la figlia di una famiglia di americani, sarà sempre sotto stretto controllo e le conseguenze delle scelte compiute, avranno per loro conseguenze inaspettate e imprevedibili. I due romanzi usciti per e/o nel 2016 sono nati in epoche lontane tra loro, nel senso che Sotto un sole diverso venne pubblicato la prima volta nel 1943, Tutti i giorni di tua vita della Levi settantatre anni dopo. Questo lasso temporale non impedisce alla due storie di poter essere prese in esame in contemporanea, in quanto molto simili, e di scoprire come individui lontani tra loro per cultura e tradizioni abbiano narrato il dramma dello sradicamento. Con Sotto un sole diverso di Ernst Lothar e Tutti i giorni di tua vita di Lia Levi ci si rende conto che quell’essere estirpati dalla propria terra è ancora attuale, perché pensando ai tanti immigrati che occupano le cronache dei nostri giorni, sono cambiati il colore della pelle, i vestiti, usi e costumi, ma la storia di allontanamento, spontaneo o imposto, dalla propria terra è attuale ancora oggi come ieri. Sotto un sole diverso è tradotto dal tedesco da Monica Pesetti.

Lia Levi, di famiglia piemontese, vive a Roma, dove ha diretto per trent’anni il mensile ebraico Shalom. Per le nostre edizioni ha pubblicato: Una bambina e basta (Premio Elsa Morante Opera Prima), Quasi un’estate, L’albergo della Magnolia (Premio Moravia), Tutti i giorni di tua vitaIl mondo è cominciato da un pezzo,L’amore mio non puòLa sposa gentile (Premio Alghero Donna e Premio Via Po) La notte dell’oblio e Il braccialetto (Premio speciale della giuria Rapallo Carige, Premio Adei Wizo). Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica. È stata finalista al Premio Maria Teresa di Lascia e al Premio Minerva.

Ernst Lothar Müller (Brno 1890-Vienna 1974) è stato uno scrittore, regista e critico teatrale, grande interprete dello spirito austriaco. Dopo la laurea in giurisprudenza e una rapida carriera nella burocrazia austriaca si dedicò anima e corpo alla scrittura e al teatro. Nel 1938, a causa delle persecuzioni del regime nazista per le sue origini ebraiche, emigrò negli Stati Uniti dedicandosi all’insegnamento universitario. Dopo la caduta del Reich tornò a Vienna e continuò a scrivere romanzi, liriche e saggi. La melodia di Vienna, pubblicato dalle nostre edizioni nel 2014, è il suo capolavoro.

Source: libri inviati dall’editore, ringraziamo Giulio dell’Ufficio Stampa EO.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.