Posts Tagged ‘letteratura argentina’

:: Il pittore fulminato di Cesar Aira (Fazi 2018)

25 maggio 2018

Il pittore fulminatoQuel paesaggio, colto voltandosi, risvegliava in Rugendas vecchi dubbi e gravi interrogativi. Si domandava se sarebbe stato capace di farsi carico della sua vita, di guadagnarsi il pane con il suo lavoro, vale a dire con la sua arte, se avrebbe potuto fare quello che facevano tutti… […] Nel frattempo, la sua giovinezza era quasi passata, e lui ancora non conosceva l’amore. Si era ostinato a vivere in un mondo incantato, in una fiaba, e non aveva imparato niente di pratico, ma almeno aveva imparato che il racconto si prolungava sempre, e che nuove prospettive, più capricciose e imprevedibili delle precedenti, attendevano l’eroe. La povertà e l’abbandono erano soltanto un episodio in più. Poteva anche finire a chiedere l’elemosina davanti al portale di una chiesa sudamericana, perché no? Nessun timore era esagerato, trattandosi di lui.

Il pittore fulminato (Un episodio en la vida del pintor viajero, 1993) di Cesar Aira è un romanzo breve (meno di 100 pagine) pubblicato nel 1993, e tradotto in Italia per Fazi da Raul Schenardi, che narra le vicende e le disavventure di un pittore tedesco, di nome Rugendas, nel suo pellegrinaggio per le allora inesplorate terre del Sudamerica (lo visitò a cavallo dell’ 800).
Più che un diario di viaggio, è un’ insolita trasposizione di un percorso artistico e umano che ci porta nel cuore stesso della creazione artistica. Dire che è bellissimo è piuttosto banale, ma veritiero, lo stile è classico, poetico, ricco di termini armoniosi, forse un po’ barocchi, ma ricchi di quel fascino che la letteratura sudamericana sa sprigionare tra il sogno e la meraviglia.
Cesar Aira, autore che non conoscevo e di cui mai avevo senti parlare, è uno scrittore e traduttore vivente, considerato uno dei più importanti scrittori latinoamericani contemporanei, ed ha un padrino di eccezione, Roberto Bolano, sua infatti è la acuta introduzione in cui definisce Aira uno dei tre o quattro migliori scrittori di lingua spagnola di oggi.
Seppur breve il romanzo racchiude una sua completezza e perfezione. E’ una gemma rara insomma, che consiglio non solo ai cultori dei racconti brevi, ma anche a coloro che si interrogano sui limiti che la vita ci pone davanti e su come superarli.
Rugendas un giorno a cavallo viene colpito da un fulmine. Non muore, ma riporta ferite invalidanti e dolorosissime. Da questo giorno la sua vita cambia, e se non fosse per l’amicizia del giovane e meno talentuoso Krause, che in un certo modo si dedica a lui aiutandolo e sostenendolo, la sua vita avrebbe potuto dirsi finita.
Ma la pittura resta il cardine del suo percorso se non spirituale certamente trascendente. Il dolore, la menomazione, la cecità, nulla possono contro la forza creativa che lo attraversa, con la stessa potenza distruttiva del fulmine.
Può anche forse definirsi una parabola morale, ma la bellezza di questo libro sta nella lieve alchimia tra sogno e realtà. Quando finalmente può assistere a un malon, la sua missione terrena può dirsi compiuta. E i limiti superati.

Le lingue delle fiamme sia alzavano dai falò e gettavano riflessi dorati sugli indios, illuminando un dettaglio qua e là, o spegnendolo con una folgorante spazzolata d’ombra, imprimendo vivacità a quelle espressioni assorte e un certo dinamismo a quello stupore ebete.

Cesar Aira, nato in Argentina nel 1949, è uno dei più importanti scrittori latinoamericani contemporanei. Autore di grande prestigio in patria e all’estero, ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è stato finalista al Man Booker International Prize.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Cristina dell’ Ufficio Stampa Fazi.

:: Gli autonauti della cosmostrada ovvero un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia di Julio Cortázar e Carol Dunlop (Einaudi 2012) a cura di Michela Bortolotto

30 gennaio 2018
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Domenica 23 maggio 1982. Un uomo e una donna si apprestano a percorrere la strada Parigi-Marsiglia a bordo del loro pulmino Wolkswagen rosso. Un normale viaggio di circa una decina di ore da percorrere tutte lungo l’autostrada. Un tragitto di ordinaria amministrazione. Niente di particolare, starete pensando. E invece no. Non c’è nulla di banale se i due viaggiatori sono Julio Cortázar e sua moglie Carol Dunlop e se il loro intento non è quello di raggiungere Marsiglia il prima possibile, ma bensì, quello di fermarsi

nelle 65 aree di sosta dell’autostrada al ritmo di due al giorno, vale a dire impiegando poco più di un mese per compiere il tratto Parigi-Marsiglia senza mai uscire dall’autostrada”.

E così, nel pomeriggio di una domenica di pioggia, Lupo (Julio) e Orsetta (Carol) partono a bordo del loro Fafner , rifornito di tutte le provviste necessarie, alla volta di Marsiglia.
Inizia così la loro avventura alla scoperta di quanto un’autostrada possa offrire a due viaggiatori curiosi. Da questo viaggio durato circa un mese nasce il libro Gli Autonauti della Cosmostrada.
Questo libro non è un semplice resoconto di viaggio. È un diario scritto a quattro mani, è una lista di cose da portare, è un susseguirsi di incontri, saluti, sguardi amichevoli, ma anche scontri. È una raccolta di foto e immagini. È un gioco con regole precise che Julio e Carol si apprestano a fare con incoscienza e innocenza quasi fanciullesche.
L’autostrada non è più un semplice non-luogo da attraversare il più velocemente possibile per arrivare alla meta. L’autostrada è essa stessa la meta, il viaggio. Un viaggio fatto di nuovi incontri, di riflessioni e anche di ricordi. Nella loro avventura Lupo e Orsetta incontrano così turisti e lavoratori, camionisti e operai. Ogni incontro merita di essere riportato nel loro diario di viaggio. Julio e Carol osservano e scrivono. Ma non solo. Questo viaggio è anche un’occasione per ricordare episodi della loro vita e riflettere sul passato e sul presente e per scoprire che nelle aree di servizio si vende di tutto, compreso un Budda di porcellana alto un metro!
Un viaggio, insomma, un po’ fuori dagli schemi classici. A renderlo ancora più speciale c’è, inoltre, il fatto che, senza saperlo, questo è stato l’ultimo viaggio insieme di Lupo e Orsetta.
Gli Autonauti della Cosmostrada si legge tutto d’un fiato. Una pagina tira l’altra e, una volta letta l’ultima parola, si viene presi da un’irrefrenabile voglia di partire. Non importa per quale destinazione perché in fondo, citando un nostro cantante compatriota,

che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo
L’incanto sarà godersi un po’ la strada.

E la strada, o meglio, le pagine, in questo caso, si godono tutte, dalla prima all’ultima.

Julio Cortázar è nato a Bruxelles nel 1914, figlio di un funzionario dell’ambasciata argentina in Belgio. È considerato fra i maggiori autori di lingua spagnola del XX secolo. Morì di leucemia nel 1984 a Parigi, dove è sepolto. Tra i suoi libri pubblicati da Einaudi, oltre a Bestiario (1965) e al Gioco del mondo. Rayuela (1969, 2013), Storie di cronopios e di famas (1971), Ottaedro (1979), Il viaggio premio (1983), Il persecutore (ultima edizione nelle «Letture Einaudi», 2017), il volume complessivo dei Raccontia cura di Ernesto Franco, nella «Biblioteca della Pléiade» (1994), Fine del gioco (2003), Carte inaspettate (2012), Gli autonauti della cosmostrada ovvero Un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia (2012), diario di viaggio scritto a quattro mani con la moglie Carol Dunlop, Animalia (2013) e Lezioni di letteratura (2014).

Carol Dunlop nata a Quincy, Massachusetts, nel 1946, la scrittrice, fotografa e traduttrice,  sposò Julio Cortázar nel 1979; morì a Parigi nel 1982. È autrice del romanzo La solitude inachevée (1976).

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Elogio dell’ombra di Jorge Luis Borges (Adelphi 2017) a cura di Nicola Vacca

21 novembre 2017

elogio dell' ombraElogio dell’ombra è il punto più alto della poesia di Jorge Luis Borges. Il libro, in una nuova e importante traduzione di Tommaso Scarano, torna in libreria per i tipi di Adelphi.
Scritto tra il giugno 1967 e l’agosto 1969, questo volume di versi rappresenta per il grande scrittore argentino uno dei momenti più significativi della sua poesia congetturale e labirintica.
L’inconoscibilità del reale, visto e sentito all’ombra del labirinto, è il tema principale di questo nucleo di poesie in cui Borges si smarrisce senza alcuna preoccupazione di ritrovarsi.
Ed è proprio nel cuore del suo labirinto che il poeta scopre un’etica della scrittura in cui il sogno e il tempo presente si coniugano e insieme squadernano una serie infinita di interrogazioni. Questo è il luogo in cui Borges alimenta, attraverso il fuoco incandescente della parola, dissertazioni metafisiche sul senso dell’esistere.
Nell’Elogio dell’ombra il poeta è prima di tutto un uomo scettico che sul filo della memoria non lascia indietro nessun punto di domanda.
Memoria che incontra sempre la nostalgia rende la riflessione borgesiana sulla condizione umana un fatto tutto da attraversare. Perché nella consapevolezza degli attraversamenti l’ombra (che è la cecità, ma anche la morte) pretende il suo elogio e il poeta, scavando nei labirinti delle congetture, potrà finalmente giungere al suo centro, alla sua chiave e alla sua algebra e alla fine del viaggio scrivere: «Presto saprò chi sono».
Elogio dell’ombra è il cuore della poesia congetturale e metaforica del grande poeta argentino, che per tutta la sua esistenza ha esplorato i labirinti mentali dell’essere umano. Cavalcando il sogno esercitandosi sempre col pensiero del dubbio, ha costruito un mondo lirico pieno di invenzioni assolute e fantastiche.
La lettura di queste poesie di Borges ci conduce in un universo ricco di suggestioni dove l’universalità dell’Assoluto, la ricerca della bellezza, la percezione dell’eternità e le atmosfere pensanti del sogno ci danno l’impressione di entrare direttamente nel cuore della grande biblioteca di ogni tempo, dove troviamo uno scrigno di tesori letterari offerti in una forma che conserva l’immediatezza, la naturalezza, l’umorismo raffinato del poeta sapiente e saggio.
Elogio dell’ombra, come del resto tutta la sua opera, è un meraviglioso insieme di intuizioni filosofiche, religiose e morali che hanno dato voce alle inquietudini etiche e metafisiche del mondo intero. E lui è uno straordinario grande maestro della bagliore che ha camminato nell’oscurità perenne per giocare con la poesia una misteriosa partita a scacchi. Come in un lungo sogno il poeta ha accarezzato la bellezza, ha cercato la verità perdendosi nel tempo immortale della biblioteca di tutti i libri del mondo.

Jorge Luis Borges nacque a Buenos Aires, il 24 agosto 1899, è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico argentino. È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo. Oggi l’aggettivo «borgesiano» definisce una concezione della vita come storia (fiction), come menzogna, come opera contraffatta spacciata per veritiera (come nelle sue famose recensioni di libri immaginari, o le biografie inventate), come fantasia o come reinvenzione della realtà. Morì a Ginevra nel 1986.

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo l’Ufficio Stampa “Adelphi”.

:: Storia del pinguino che tornò a nuotare di Tom Michell, (Garzanti, 2016) a cura di Elena Romanello

15 aprile 2016
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Recentemente ha commosso il mondo la storia del pinguino che torna ogni anno in Sud America a trovare e salutare l’uomo che l’ha salvato dal petrolio che lo stava uccidendo, riconoscendolo tra tanti anche a distanza di tempo, mostrando intelligenza e capacità di relazionarsi, oltre che veri e propri sentimenti non certo bestiali.
Storie così non sono così rare, e Tom Michell, oggi un tranquillo docente inglese ma in gioventù insegnante in Argentina e in giro per l’America latina nei turbolenti anni Settanta, racconta una vicenda simile, che gli è successa appunto allora e l’ha segnato per sempre.
Durante una vacanza in Uruguay, poco prima di tornare a Buenos Aires dove insegna, Tom trova sulla spiaggia una colonia di pinguini ricoperti di petrolio, senza vita, tranne uno che ancora si muove. Tom sente scattare qualcosa in lui e decide di aiutarlo, portandolo in albergo e ripulendolo, con molta fatica iniziale perché il pinguino è spaventato, ma poi sembra capire. Ma quando fa per rilasciarlo in mare, il pinguino, a cui ha dato il nome di Juan Salvador dalla versione spagnola de Il gabbiano Jonathan Livingstone non ci sta e inizia a seguirlo. Diventerà per un bel po’ di tempo il nuovo ospite del collegio dove insegna Tom, creando amicizie, diventando un punto di riferimento per tutti coloro che gravitano intorno alla scuola, in particolare per un ragazzo terrorizzato dall’acqua, con cui forse troverà il coraggio di riprendere a nuotare.
Una favola vera, esilarante e struggente, che ripercorre l’eterno tema dell’amicizia tra gli esseri umani e gli altri esseri viventi che condividono con noi lo spazio su questo pianeta, con stavolta come interlocutore il pinguino, un animale per molti lontano ma che in certe terre è una presenza fissa anche se a rischio per problemi ambientali. Una storia animalista e ecologista, ma non solo, anche una vicenda on the road, in Paesi per cui l’autore ha una nostalgia enorme, anche se ci ha vissuto in epoche di dittature e colpi di stato, e che ricorda nel loro incanto così diverso dalla campagna inglese e non solo, per la loro gente, per il calore umano e animale che ha trovato e che a distanza di anni sono rimasti tra i suoi ricordi più belli.
L’autore ha voluto dopo anni raccontare alla sua famiglia questa incredibile avventura, emblema di libertà, spensieratezza, giovinezza e un po’ di sana incoscienza, prima editando in proprio il libro, e poi diventando un caso editoriale. Una storia per tutte le età, non retorica ma ricca di insegnamenti e spunti, sul passato ma senza inutili nostalgie, arricchita da alcune bellissime illustrazioni di Juan Salvador fatte dall’autore stesso presente il modello o ricordandolo.

Tom Michell, docente di inglese, ha deciso di narrare per la sua famiglia la storia della sua amicizia con Juan Salvador, e l’ha stampata in proprio. Non immaginava certo che sarebbe diventata uno dei più importanti casi editoriali dell’anno. Ora pubblicato dalla casa editrice Penguin, La storia del pinguino che tornò a nuotare è stato venduto in 20 paesi del mondo.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Francesca dell’Ufficio Stampa Garzanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.