I comics a stelle e strisce stanno vivendo da alcuni anni un momento di successo, grazie ai tanti adattamenti cinematografici che sono usciti, e che hanno riportato alla ribalta vari personaggi.
Gli eroi hanno il loro fascino, ma non mancano nemmeno i cattivi carismatici, tra cui spicca Loki, fratello traditore di Thor nella saga omonima, diventato particolarmente popolare grazie all’interpretazione nei film del bravissimo Tom Hiddleston. A Loki e ad una storia inedita del suo passato, è ispirato il romanzo di Mackenzie Lee uscito per Mondadori nella collana Oscar Vault, che apre quindi al mondo rutilante dei libri ispirati ai fumetti, floridissimi sia negli States che in Giappone.
La vicenda porta nel passato del giovane, quando era ancora un ragazzino, e cercava di mostrarsi all’altezza della situazione, ma dato che suo padre Odino aveva avuto un presagio in cui l’aveva visto combattere contro di lui viene messo da parte a favore di Thor. L’unica persona che gli dimostra considerazione è la bella maga Amora, che Loki sente come uno spirito affine e alla quale si lega in un rapporto prima d’amicizia e poi sentimentale. Ma un giorno i due ragazzi causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti e quindi Amora viene privata dei suoi poteri ed esiliata in un altro mondo, che è poi la Terra.
Tempo dopo, sul nostro pianeta, in quella che è nota come la Londra vittoriana, avvengono alcuni delitti misteriosi, in cui le vittime rimangono sospese tra vita e morte, e Loki viene mandato dal padre a scoprire quello che è successo. Farà alcuni incontri e capirà meglio il suo destino e i suoi poteri, in mezzo a vicoli e luoghi iconici appartenenti ormai all’immaginario collettivo.
I comics raccontano quella che viene raccontata la storia ufficiale, che si dipana secondo varie serie e autori nel corso degli anni, poi ci sono aggiunte e periodi nuovi che vengono raccontati, e questo libro si inserisce in una nuova linea temporale su Loki, in un passato anche lontano rispetto ai fatti narrati nelle storie disegnate e al cinema. Una storia divisa in due parti, una più vicina alle atmosfere dei fumetti e dei film, ambientata ad Asgard, e l’altra che riecheggia il genere gotico vittoriano, che periodicamente torna di moda perché non tramonta mai.
Loki il giovane dio dell’inganno si rivolge agli appassionati del personaggio, raccontando nuove cose su di lui, soprattutto alle giovani generazioni che hanno imparato ad amare questo malvagio carismatico e ambivalente grazie ai film, arricchendo la sua vita con nuove storie, che andranno a ricongiungersi con quelle ufficiali e già note. Loki sarà protagonista, sempre con il volto di Tom Hiddleston, di una serie sulla piattaforma Disney +, ma dopo aver letto il libro sarebbe bello pensare anche a qualcosa sulla sua giovinezza, partendo come spunto dalle vicende qui raccontate.
Mackenzi Lee laureata in storia e in scrittura creativa, è autrice del fantasy storico This Monstrous Thing; con The Gentleman’s Guide to Vice and Virtue, seguito da The Lady’s Guide to Petticoats and Piracy (entrambi di prossima pubblicazione presso Mondadori), ha vinto lo Stonewall Honor Award 2018 e il New England Book Award. Ha inoltre scritto due raccolte di biografie dedicate alle donne (Bygone Badass Broads) e ai cani che hanno fatto la storia (The History of the World in Fifty Dogs).
Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.
Le donne hanno avuto molta più difficoltà degli uomini ad affermarsi in ambito anche creativo, ma nonostante questo la Storia dell’arte presenta varie pittrici, anche se spesso non vengono studiate come i colleghi uomini.
Amici blogger, amici lettori,
Emily Dickinson è stata una poetessa statunitense. È considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo. Nacque a Amherst nel Massachusetts il 10 dicembre 1830 e morì nello stesso luogo di nefrite il 15 maggio 1886 all’età di 55 anni. Al momento della sua morte la sorella scopre nella camera di Emily diverse centinaia di poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore. Prima della sua morte erano stati pubblicati solo sette testi, con varie modifiche apportate dagli editori. Nel 1890 la sorella di Emily, Vinnie, e Mabel Loomis Todd, riescono a ottenere la pubblicazione di un volume di poesie, primo di una lunga serie. Dal 1924 al 1935 vengono pubblicate altre trecento poesie di Emily Dickinson, trovate dalla nipote Martha dopo la morte della madre, cognata di Emily, a cui le aveva affidate in custodia quando era ancora in vita. Diverse poesie furono poi ricavate dalle lettere della Dickinson, nonché dai biglietti che ella scrisse per accompagnare i doni fatti a parenti e amici.
Il giorno della nutria, di Andrea Zandomeneghi, è un romanzo dedicato alle parole e alle immagini del pensiero conscio e inconscio di un uomo pieno di nevrosi irrisolte, in una giornata particolare. Del dipanarsi della giornata di Davide, assistiamo al breve prequel, alle motivazioni e alla soluzione dell’enigma iniziale: la scoperta di una nutria scuoiata e congelata sugli scalini di casa, con tutte le implicazioni, le attribuzioni e i possibili significati, visibili e nascosti. Nello scioglimento dell’enigma, Andrea non fa sconti alle immagini da incubo presenti nella realtà, come quando racconta della malattia della madre di Davide, né a quelle del sogno o dell’ebbrezza: niente edulcoramenti né giustificazioni. Un libro coraggioso e ricco di citazioni provenienti da letture evidentemente assimilate dall’autore e non pretestuose, che fa ben sperare sulle case editrici e sugli scrittori autentici.
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Marcos y Marcos presenta in un’edizione speciale La Principessa Sposa di William Goldman, romanzo fantasy e fiabesco noto negli anni Ottanta con il titolo dell’omonimo film, La storia fantastica e capace di appassionare un’intera generazione affamata di avventure oltre la realtà.
Ogni libro di Fredrik Sjöberg è una garanzia. Nel senso che cominci a leggerlo nella convinzione che conoscerai una storia e, come sempre, scopri più di una vita. Anche in “Mamma è matta, papà è ubriaco” l’entomologo svedese ci porta alla scoperta di una vita sconosciuta, o meglio, di un artista – Anton Dich- finito nel dimenticatoio. Il tutto parte da un quadro -il ritratto di due cugine- , nel quale l’autore si è imbattuto in un’asta danese e, da subito si scatena in lui l’attenzione per l’autore Anton Dich. Chi era, cosa fece, chi sposò, che rapporto aveva con le due ragazzine ritratte e perché nessuno si ricorda di lui? Nel nuovo libro pubblicato da Iperborea si cerca di ricostruire la vita di Dich. Punto di partenza sono i racconti di alcuni nipoti dell’artista. Storie che conducono Sjöeberg nei primi anni del 1900, nella vita di Eva Adler, moglie di Dich, e nella sua famiglia nella quale le donne ebbero grande spirito di iniziativa imprenditoriale, avendo spesso più successo dei mariti. Eva e Anton, già che amore quasi perfetto! Sì perché prima di Dich, Eva era sposata con un altro artista, tal Ivar Aresonius, che morì giovanissimo dopo aver fatto opere su opere molto apprezzate dal pubblico e dalla critica. Anton arrivò dopo e per tutta la sua vita e carriera, lo spettro del primo marito di Eva aleggiò su di lui. Il libro di Sjöberg è una vera e propria avventura che ci porta a Stoccolma, in Austria, in Germania, in Italia, sempre sulle tracce di Dich. La cosa che stupisce è che questo artista (patrigno di una delle ragazzine dipinte) riuscì, sembrerebbe, ad imbattersi in artisti come Modigliani, Picasso, Derain, Brecht, Cendrars, trovandosi al posto giusto, pure nel momento giusto, senza però riuscire ad avere mai il successo tanto desiderato. Dich era pure un uomo dal carattere complesso, molto autocritico, che non esitava ad esternare la sua insoddisfazione sulle sue stesse opere, da lui stesso prese di mira e, in diversi casi, distrutte. Conoscenti ne aveva Dich, una moglie che lo amava pure, ma il suo unico più grande amico -quello che poi complicava sempre le relazioni con gli altri- fu l’alcool. L’inseparabile bottiglia sarà anche quella che porterà Dich nella tomba, nel 1935, a Bordighera dove, ancora oggi, è sepolto. La tomba si deve cercare, e lo conferma anche l’autore, ma c’è. “Mamma è matta, papà è ubriaco” di Sjöberg si inserisce alla perfezione nella serie di libri da lui scritti e dedicati a quegli artisti, studiosi che ebbero un grande intuito ma che, per uno strano scherzo del destino, finirono nel dimenticatoio. Ricordiamo “L’arte di collezionare le mosche” (Iperborea 2015), con protagonista René Malaise, scienziato svedese, inventore della trappola per mosche. “Il re dell’uvetta” (Iperborea, 2016), con protagonista Gustaf Eisen, zoologo, pittore, archeologo, fotografo, esperto di lombrichi divenuto un pioniere della coltivazione dell’uvetta in California. “L’arte della fuga” (Iperborea 2017) dedicato al pittore paesaggista Gunnar Widforss, sconosciuto in patria, ma osannato in America. “Mamma è matta, papà è ubriaco” di Sjöberg è il viaggio nella Storia, in luoghi diversi e epoche lontane, alla ricerca degli indizi giusti per poter ricostruire una vita, quella del pittore Anton Dich, facendone degna memoria e restituendola ai lettori di oggi e del domani. Traduzione Andrea Berardini.
Benvenuto Sam su Liberi di scrivere, e grazie di aver accettato questa intervista. La situazione è seria in Italia, e nel mondo, in questi giorni, ma ognuno continua a fare la sua parte, noi continuando a parlare di libri. Raccontaci qualcosa di te, dove sei nato? Che studi hai fatto? Dove vivi attualmente?
Il nome di Astrid Lindgren, una delle più grandi scrittrici per ragazzi del Novecento, continua ad essere noto anche alle nuove generazioni, soprattutto grazie a quello che rimane il suo capolavoro, Pippi Calzelunghe, storia della prima eroina ragazzina anticonformista alle prese con l’avventura di vivere e crescere.
La Corte editore chiude la trilogia di Luca Buggio dedicata ai giorni dell’assedio di Torino del 1706 con La città dei santi, che racconta da un punto di vista insolito uno degli eventi più importanti della Storia europea degli ultimi secoli, capace di cambiare in maniera definitiva gli equilibri politici dell’epoca, creando nuovi regni e indebolendone altri.
























