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:: Liberi junior – Si può toccare l’arcobaleno? e Si può fare solletico a una tigre? di Sue Nicholson, disegni di Lalalimola, traduzione di Martina Rinaldi (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

4 aprile 2020
Si può toccare l'arcobaleno

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Oggi vi parlo di due simpatici albi, in copertina lucida cartonata, della collana Chi lo sa? di Gallucci Editore: Si può toccare l’arcobaleno? E tante altre fantastiche curiosità sul nostro pianeta! e Si può fare solletico a una tigre? E tante altre fantastiche curiosità sugli animali.

Colorati, divertenti, utili questi albi insegnano ai bambini e ai ragazzi come la curiosità verso il mondo che li circonda possa portarli ad ampliare le loro conoscenze della natura, del pianeta e degli animali. Perchè viviamo in un mondo meraviglioso, che va tutelato, ed è bene che già da piccoli i nostri figli scoprano quanti misteri e quante stravaganze esistano in natura.

Si può toccare l’arcobaleno è dedicato ai misteri e alle mille curiosità legate al nostro pianeta, casa comune di tutta l’umanità. Si può stare in piedi su una nuvola? Ma la terra ha un tetto? Di cosa è fatto il sole? Dove vanno le stelle al mattino? E tante altre domande simili troveranno finalmente una risposta, chiara ed esauriente, scientificamente valida ma veicolata in modo divertente e spiritoso con disegni buffi e allegri, e frasi brevi ma dettagliate.

Si può fare solletico a una tigre

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Si può fare solletico a una tigre? invece è dedicato al magico mondo degli animali dai più minuscoli ai più grandi. Perchè le coccinelle hanno i pois sul dorso? Ve lo siete mai chiesto? Bene io non lo sapevo ma per ogni pois c’è una funzione che la natura ha ideato. E sapete quale è l’animale più puzzolente? Forse sì, ma non è il solo e anche quasta volta la selezione naturale ha ideato un metodo ignegnoso per aiutare gli animali a difendersi e a sopravvivere. E poi Gli squali si lavano i denti? questa curiosità farà sorridere la mia amica Lucia.

Bene è tutto, per oggi almeno, ma tornerò nei prossimi giorni con altri libri per bambini e ragazzi.

Sue Nicholson, dopo aver lavorato nell’editoria, si è dedicata alla scrittura di libri per tutte le età e degli argomenti più vari, soprattutto per i più piccoli.

Lalalimola è un’artista spagnola, che vive a Barcellona. Ha lavorato come designer, ha insegnato disegno all’università di Valencia e ha poi deciso di dedicarsi alle illustrazioni, per bambini e non solo.

Source: libri inviati dall’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Gallucci.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Nota: età dai 4 anni, puoi scegliere il punto di consegna e ritirare quando vuoi.

:: La Watson Edizioni cerca autori e autrici di romance

3 aprile 2020

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Avete talento per la scrittura? Vi piacciono le storie d’amore? La Watson Edizioni cerca voi.

Watson Edizioni è una casa editrice dedicata al fantastico. La biblioteca Watson racchiude titoli che spaziano dal fantasy alla fantascienza, dai libri per ragazzi ai romanzi di formazione, gialli, thriller, horror e molto altro. E da oggi c’è una grande novità: la collana Lo studio in rosa è pronta a ospitare romanzi d’amore.

I generi ricercati spaziano dal contemporary romance a quelli di ambientazione storica e che siano spensierati, delicati o piccanti poco importa. La collana, curata da Arianna Rossi e Silvia Casini, avrà l’obiettivo di portare alla luce nuovi talenti e voci. Verranno prese in considerazione tutte le sfumature dell’universo femminile.

Quindi, se avete un romanzo nel cassetto e se avete voglia di iniziare insieme a Watson Edizioni questo viaggio, potete inviare le vostre opere a: romanzirosa@watsonedizioni.it. Ricordatevi di allegare anche una sinossi e una breve bio.

In bocca al lupo!

:: Rosa d’Oriente Tè verde e Il ciliegio del mio nemico di Ting-Kuo Wang

3 aprile 2020

Rosa d'Oriente Tè verdeOggi vi parlo di un tè delizioso, leggero, dolce, Rosa d’Oriente Tè verde, della famiglia dei tè verdi, consigliati al mattino essendo molto depurativi dalle scorie della notte. Questo è ottimo e speziato, composto di sencha cinese, gunpowder, Wu Lu, Pai Mu tan, Jasmin, erba cedrata, boccioli di roselline, fiori di calendula, aroma di mango e rosa, e fiordaliso.

Un tè ricco, come potete vedere anche dall’immagine. Se lo assaggerete scoprirete uno dei tè verde migliori della collezione. Bevo molti tè in questi giorni (ormai senza zucchero, per aiutare la linea, e perchè lo zucchero ormai ho imparato depotenzia le difese battericide dell’organismo). Senza essere una cura miracolosa, bere tè fa bene, disinfetta le vie urinarie, pulisce stomaco e intestino naturalmente. E drena i reni. Dove ristagnano batteri, virus e scorie.

Se è gradevole dunque ancora meglio, se è fatto con essenze e componenti di pregio beh vale tutti i soldi che costa (7, 20 E all’etto).

Se volete provarlo lo trovate a questo link.

Per una preparazione ottimale

vi rimando agli articoli precedenti qui:

Consigliati:

Un cucchiaio di tè per persona.
Temperatura dell’acqua di 80 °.
Tempo di infusione da 2 a 3 minuti.

Consiglio goloso

Consiglio di accompagnare Rosa d’Oriente Tè verde, con una fetta di torta Paradiso. La più semplice e buona che c’è.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura

Consiglio di sorseggiare Rosa d’Oriente Tè verde leggendo Il ciliegio del mio nemico di Ting-Kuo Wang, tradotto dal cinese da Maria Gottardo e Monica Morzenti, edito da Neri Pozza Editore. Seguirà a breve la recensione.

Source libro: libro inviato dall’editore, si ringrazia l’ Ufficio Stampa Neri Pozza.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

:: L’editoria al tempo della pandemia, alcune riflessioni

3 aprile 2020

e-book-coronavirusÈ alquanto ingenuo, per non dire superficiale, pensare che (durante) e dopo questa pandemia l’editoria non subirà grandi cambiamenti. Tutto cambierà, la nostra stessa vita, e dunque anche il mondo dei libri. Accettare la percezione di questo inevitabile cambiamento è già un primo passo nella giusta direzione.

Un altro passo da compiere e non farsi prendere dallo sconforto e dalla disperazione pensando “tutto è perduto” “l’editoria è morta” “tutti i suoi operatori (editori, scrittori, librai, addetti stampa, blogger di libri perché no ci siamo anche noi in ballo) saranno sul lastrico”. Ben vengano gli aiuti statali, e le misure atte a supportare la cultura e la lettura in particolare, ma strepitare non è il modo giusto per spingere lo stato a darsi una mossa. Anche se questa mossa è necessaria e vitale. Sia ben chiaro.

Un’altra considerazione a margine è che ora le risorse vanno convogliate su esigenze vitali (cibo, medicine, luce, gas, acqua). I libri sono un bene indispensabile ma non vitale. La gente vive anche senza leggere. Male ma vive. Senza cibo, medicine, acqua etc… no. Quindi è importante averlo bene in mente prima di fare rivendicazioni. Un’altra cosa, io amo i libri, senza i libri la mia vita sarebbe molto più povera e infelice. Lo so il diritto alla felicità e un diritto primario ma cerchiamo di correlarlo in un’ottica più ampia e solida.

Sento voci che vorrebbero riaprire le librerie. Trasformandole in veicoli di contagio? È questo davvero che volete? Già rischiamo a uscire di casa per andare al supermercato, in farmacia, negli ospedali, limitiamo questi rischi, almeno ora che il momento è più critico.

E utilizziamo risparmi e risorse per i beni primari di stretta sopravvivenza. Non sappiamo il dopo come sarà, non sappiamo se ci sarà svalutazione, se i prezzi dei beni primari saliranno alle stelle, se ci sarà cibo per tutti. Non lo sappiamo. Scelte razionali e sensate fatte adesso potrebbero cambiare il nostro domani. Detto questo significa che non dobbiamo più leggere? No, certo che no. Anche la felicità è un bene primario ma possiamo conservare il diritto alla lettura senza perdere di vista l’essenziale.

Attualmente il digitale è una risorsa e lo dico io che amo notevolmente di più l’edizione fisica. Ma ora penso alle vite dei corrieri, alla loro salute, alla vite dei librai, alla loro salute, alla vita dei lettori, alla loro salute. Ragiono in vite e non in libri. E questo penso dovrebbero fare tutti. Il digitale è una risorsa ora che siamo nel pieno della pandemia, e lo sarà in futuro quando avremo a che fare con la più grande crisi economica che la nostra società ricordi a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. (Allora i morti in Europa furono 55 milioni, infrastrutture distrutte, macerie e rovine, giusto per darvi un reale quadro della situazione di allora neanche minimante paragonabile al nostro pur drammatico oggi).

La rivoluzione del digitale penso sarà la più significativa criticità. E le librerie, e tutti gli operatori del settore, per sopravvivere ne devono prendere atto. Perché noi vogliamo che ll’editoria sopravviva, giusto? I libri si stampano, esistono le tipografie, ora momentaneamente “chiuse”. Riapriranno, come le fabbriche, come i negozi, come tutte le attività commerciali, quando la situazione sarà sicura. Ma avremo meno a che fare con i libri cartacei innanzi tutto per i costi, la gente avrà meno soldi da spendere per i libri e dunque sceglierà le edizioni più economiche (alzare i prezzi dei libri renderà solo la lettura più elitaria a mio avviso e non risolverà il problema a monte) e poi perché la filiera si snellirà. Molti perderanno il lavoro, questo è un dato di fatto. Occupiamoci subito di permettere a queste risorse di reinventarsi. Di trovare altri modi in cui mettere a profitto abilità e competenze. Anche queste sono vite, e noi ragioniamo in vite, giusto? Costruiamo il nostro futuro con scelte ponderate oggi.

Può non piacere questo discorso, il virtuale di per sé è una strada che non accontenta tutti, ma è una strada, accontentiamoci di questo.

E voi cosa ne pensate? Avete proposte costruttive in merito?

Aspetto le vostre riflesisoni e i vostri commenti.

It is somewhat naive, not to mention superficial, to think that (during and) after this pandemic publishing will not undergo major changes. Everything will change, in our own life, and therefore also the world of books. Accepting the perception of this inevitable change is already a first step in the right direction.

Another step to take and not get caught up in despair and think “everything is lost” “publishing is dead” “all its operators (publishers, writers, booksellers, press officers, book bloggers because yes, we are there too) will be broke”. State aid is welcome, and measures to support culture and reading in particular, but screaming is not the right way to push the state to move. Although this move is necessary and vital. I want to be clear.

Another consideration in the margin is that resources must now be channeled onto vital needs (food, medicine, electricity, gas, water). Books are an indispensable but not vital. People can survive without reading. Live, if badly. Without food, medicine, water etc … they can’t. So it is important to have this in mind before making claims. Another thing, I love books, without books my life would be much poorer and unhappier. I know the right to happiness is a primary right but letr’s try to correlate it in a broader and more solid perspective.

I hear rumors that they would like to reopen the bookstores. By turning them into contagion vehicles? Is this really what you want? We already take risks when we leave home to go to the supermarket, pharmacy, hospitals, let’s limit these risks, at least now that the moment is critical.

And we use savings and resources for primary survival goods. We do not know what will come after, we do not know if there will be devaluation, if the prices of primary goods will skyrocket, if there will be food for everyone. We do not know. Rational and sensible choices made now could change our tomorrow. Does that mean that we don’t have to read anymore? No, of course not. Happiness is also a primary resource but we can preserve the right to reading without losing sight of the essentials.

Currently digital is a resource and I say that I love the physical edition considerably more. But now I think of the lives of couriers, their health, the lives of booksellers, their health, the lives of readers, their health. I reason in life and not in books. And this I think everyone should do. Digital is a resource now that we are in the midst of the pandemic, and it will be in the future when we are dealing with the greatest economic crisis that our society remembers since the end of the Second World War. (Then there were 55 million dead in Europe, destroyed infrastructure, rubble and ruins, just to give you a real picture of the situation at the time, not comparable in the least to our dramatic one today).

The digital revolution I think will be the most significant criticality. And bookstores, and all operators in the sector, must try to survive. Because we want publishing to survive, right? Books are printed, there are printers, now temporarily “closed”. They will reopen, like factories, like shops, like all businesses, when the situation is safe. But we will have less to do with paper books first of all for the costs, people will have less money to spend on books and therefore will choose the cheaper editions (raising the prices of books will only make reading more elitist in my opinion and not will solve the problem upstream) and then the supply chain will need to be streamlined. Many will lose their jobs, that’s a fact. Let’s take care of allowing these people to reinvent themselves. To find other ways to capitalize on skills and competences. These too are lives, and we reason in lives, right? We build our future with thoughtful choices today.

You may not like this speech, the virtual in itself is a road that does not satisfy everyone, but it is a road, let’s be satisfied with this.

And what do you think of it? Do you have constructive proposals on this?

I await your reflections and your comments.

:: LAZIO YOUth CARD Regione Lazio

1 aprile 2020

LAZIO-YOUth-CARD

Oggi vi parlo dell’App della Regione Lazio LAZIO YOUth CARD (ad oggi oltre 70.000 possessori solo in Italia) con agevolazioni nel Lazio e in ben 38 paesi europei.

Ma di cosa si tratta? 

L’APP LAZIO YOUTH CARD (scaricabile da Google Play e Apple store) consente ai giovani di età compresa tra i 14 ed i 30 anni (non compiuti), semplicemente scaricando la stessa sul proprio smartphone, di accedere mediante sconti e agevolazioni, a cultura, sport, spettacolo, istruzione, turismo, ecc.

L’iniziativa ha ottenuto l’adesione di numerosi teatri, librerie, musei, strutture ricettive, alberghiere ed extra alberghiere, parchi divertimenti, agriturismi, campeggi, attività di ristorazione, centri sportivi, concessionari auto/moto, viaggi studio, commercio, ecc. per un totale di oltre 2.200 Enti.

Allo stato attuale, in considerazione del momento contingente, l’attenzione è rivolta in modo particolare verso i servizi on line, tra cui anche l’editoria, al fine di agevolare il più possibile i giovani nell’usufruire di offerte dedicate.

La Regione Lazio è l’unica regione italiana ad aver aderito tramite LAZIOcrea ad EYCA, il network delle “YOUTH CARD” dei paesi europei. Così LYC ha una validità europea e i suoi possessori possono contare su una rete di 35.000 esercizi commerciali convenzionati in 38 paesi europei ed entrare in una rete di 7 milioni di utenti.

LAZIO YOUTH CARD non significa solo sconti, ma anche opportunità esclusive: nel corso del 2019 sono stati distribuiti ai giovani possessori della LAZIO YOUth CARD oltre 30.000 biglietti gratuiti per assistere ai più importanti appuntamenti culturali e di intrattenimento in programma (Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Musica per Roma, Mercoledì al cinema gratis, Festa del Cinema di Roma, Più Libri Più Liberi, Rugby 6 Nazioni, Internazionali di Tennis, Coppa Italia, Internazionali di Nuoto, La Notte dei Re, Beach Volley, We Run Rome.

Sulla scia del grande successo realizzato nel 2019, a febbraio 2020 è ripartita la programmazione delle iniziative speciali con i più importanti ed attrattivi appuntamenti culturali e sportivi sul territorio che verrà ripresa al termine del periodo di emergenza da Covid-19.

Ad oggi, grazie alle suddette promozioni, oltre 70.000 ragazzi hanno aderito, scaricando e portando a termine l’iscrizione.

Link dedicato al progetto www.regione.lazio.it/youthcard.

:: La cucina del Casale di Luisanna Messeri (Rai Libri 2018) a cura di Giulietta Iannone

30 marzo 2020

CasaleChi di voi non ha mai sognato di vivere in un casale toscano, immersi nella natura, con il proprio orto, un prato fiorito, un cane, dei cavalli, e una meravigliosa cucina piena di pentole, piatti di ceramica, mobili di legno rustico, taglieri, e dotata di tutti gli ingredienti necessari per cucinare piatti sani e sostanziosi? Ecco il libro di cui vi parlo oggi vi aiuta a rendere un pochino più concreto questo sogno. La cucina del Casale di Luisanna Messeri è un manuale di cucina che illustra tutti i segreti e la bellezza della cucina toscana, una cucina ricca, saporita e molto semplice. Una cucina casereccia ma non per questo meno saporita e ricca di tutti quegli ingredienti necessari al benessere e alla salute. Oltre alle ricette, Luisanna Messeri ci dispensa mille consigli dal come fare la spesa, a come ordinare la dispensa elencandoci perfino quegli ingredienti che mai dovrebbero mancare. Diviso per stagioni e ingredienti, accompagnato da un linguaggio semplice e diretto ci insegna tra le altre cose quanto è importante mettere molta cura nei piatti che cuciniamo e che serviamo in tavola per noi e le nostre famiglie. È un modo di volersi bene, di tramandare le nostre tradizioni culturali e sociali, di accrescere quel patrimonio di conoscenze e abilità che si tramanda di generazioni in generazioni. E poi è divertente, cretivo, e rilassante, in questi giorni di ansia e tensione potere mettere alla prova la nostra abilità ai fornelli è un’attima attività che soprattutto apprezzeranno i vostri commensali. Buon appetito!

Luisanna Messeri cuoca e popolare volto televisivo, dal 2011 è stata presenza fissa alla “Prova del cuoco” come maestra di cucina.
È autrice e interprete di vari programmi, tra cui “Il club delle cuoche”, una food comedy di grande successo trasmessa da Sky.
È stata autrice e conduttrice per Rai Radio 2 di “Chef ma non troppo-Decanter”, il primo corso di cucina radiofonico.
È comparsa in diversi film di amici registi, tra cui La pazza gioia di Paolo Virzì.
Dirige la collana “Audiocook” della casa editrice Emons. Tra i suoi libri precedenti, 111 ricette italiane che devi saper cucinare (Emons, 2015).

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo l’ufficio stampa Rai Libri.

:: Solidarietà digitale: tanti classici disponibili in formato gratuito

27 marzo 2020

Anna KareninaTra le iniziative atte ad aiutarci ad affrontare questa emergenza, c’è sicuramente quella che permette la possibilità di scaricare gratuitamente, dai principali negozi online, quasi tutti i migliori libri della letteratura mondiale, nelle traduzioni più prestigiose. Da lettrice, che si occupa di libri su questo blog ormai da anni, è una cosa che mi colpisce nel profondo, la creatività, non solo artistica, ma anche solidale ha davvero mille modi di esprimersi, e questo è sicuramente segno che per quanto distruttivo sia questo virus noi abbiamo la possibilità di neutralizzarlo. Per cui qui va il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno operato perchè questo si sia realizzato: editori, traduttori, redattori. Anna Karenina, nella traduzione di Gianlorenzo Pacini, Moby Dick, nella traduzione di Alessandro Ceni, Pere Goriot, nella traduzione di Cesare De Marchi, Orgoglio e pregiudizio, Madame Bovary, Moll Flanders, Le relazioni pericolose, La donna in bianco, Il conte di Montecristo, L’Odissea, Germinale, Notre-Dame de Paris, I Promessi sposi, Le Affinità elettive, Zanna Bianca, e tanti altri, li potete trovare tutti a questo link qui ma anche su altri store online. Buona lettura a tutti!

Nota: non tutti i libri sono ancora gratuiti, vi consiglio di affrettarvi.

:: Nota di lettura: María di Nadia Fusini, (Editore Einaudi 2019) a cura di Lidia Popolano

26 marzo 2020

978880624148HIGUna storia in apparenza come tante, quasi scontata. Una storia di violenza che raggiunge però un epilogo inatteso e non funzionale alla trama classica di una storia del genere, ma semmai alla comprensione profonda dei protagonisti.

Due uomini e due donne legati a una vicenda in apparenza di banale cronaca nera, che si svolge in un’isola non identificata chiaramente, ma che ricorda le atmosfere che si possono assaporare nelle Egadi. Due di loro: la coppia abusatore/vittima. Gli altri due: gli investigatori del crimine. Una storia raccontata con pochi accadimenti e molti pensieri e ipotesi.

I caratteri, ben delineati: all’inizio, soprattutto quelli della coppia abusatore/vittima, poi anche quelli degli investigatori. Una scelta spiazzante, questa, che Nadia Fusini realizza proprio nel finale del libro, quando tutto ormai sembra definito e invece c’è ancora spazio per illuminare due vite solitarie e “altre” che si riconoscono senza invadersi reciprocamente.

Non c’è un vero e proprio finale, ma il valore aggiunto del romanzo è proprio l’assenza dei fin troppo scontati “titoli di coda”. Una decisione sapiente che lascia il gusto amaro e dolce della realtà, fatto di disillusione e di speranza: vita vera.

:: È tempo di tornare – Shanmei

26 marzo 2020

tempo di tornare nuovo

È tempo di tornare è la continuazione di È tempo di partire.

Ritroviamo finalmente Chòu jiǎo e Fúróng huā (Piedi Puzzolenti e Fiore di Ibisco) ormai da alcuni anni a Pechino. Mentre Fúróng huā è diventata una famosa esperta di arti marziali, Chòu jiǎo è finito… a lavare i piatti in una taverna. Beve e non sa scrollarsi di dosso la sfortuna che sembra perseguitarlo. Sarà Fúróng huā a trovarlo e a spronarlo a non lasciarsi andare, e anzi lo invita alla sua scuola, gli fa dare una ripulita e lo convince a riprendere ad allenarsi seriamente, perché presto ci sarà un importante torneo di arti marziali a Pechino e il primo premio gli consentirà di far avverare il suo antico sogno: aprire una scuola di arti marziali tutta sua.

Sempre un wuxia comico, insomma si ride, saranno predominanti le scene di combattimento, sia a mani nude che con la spada, salti, capriole, piroette, colpi segreti e proibiti, insomma se amate le storie asiatiche dove si danno botte da orbi avrete di che divertirvi.

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:: Un’ intervista con il Dott. Tiziano Ciocchetti redattore di Difesa Online a cura di Giulietta Iannone

24 marzo 2020

PandemiaBenvenuto Tiziano e grazie di aver accettato questa nuova intervista. Data la gravità del momento, e la difficoltà di tracciare scenari possibili una volta finita la pandemia, inizierei col chiederti una valutazione prettamente personale della situazione. In che misura secondo te cambieranno gli equilibri geopolitici e strategici una volta che l’allarme sanitario sarò rientrato? C’è un rischio reale per la tenuta democratica degli stati?

Sicuramente andremo incontro ad un peggioramento delle nostre, già precarie, condizioni economiche. Con il risultato di far aumentare il malcontento nei confronti di una classe politica che si è dimostrata inadeguata (una situazione che ricorda l’8 settembre). L’Unione ha mostrato il suo vero volto, ovvero quello di un gruppo di inutili burocrati incapaci di fronteggiare la crisi. Gli altri Stati hanno fatto affidamento ai propri leader costituzionalmente riconosciuti, mentre da noi assistiamo alle apparizioni facebook della coppia social Casalino-Conte, con un Parlamento, de facto, sospeso.

Il ridimensionamento dell’esercitazione Defender Europe che ripercussioni avrà secondo te? Un’unificazione delle forze armate europee sotto un’unica autorità è ancora sul piatto delle consultazioni e trattative o la pandemia in corso ha incidentalmente provocato un ritorno più spiccato ai vari nazionalismi? 

La Defender Europe è una esercitazione finalizzata a mostrare ai russi chi comanda in Europa (ne ho descritto il senso geopolitico in un articolo per Difesa online), cioè gli americani. Il dispiegamento di 25.000 uomini, o meno, è solo un atto dimostrativo.
Unificazione di forze europee? Fantasia! La NATO non verrà mai soppiantata, almeno per i prossimi vent’anni.
I nazionalismi sono sempre esistiti, solo noi italiani facciamo finta di non vederli. Prendiamo il surplus di Bilancio con l’Estero della Germania, da anni Bruxelles sostiene che è troppo alto e che Berlino deve diminuirlo. Ma la Germania lo reinveste nel suo welfare (il migliore in Europa) perché altrimenti non esisterebbe una Germania unita.

Stiamo assistendo a un utilizzo delle forze armate non più per meri scopi bellici, ma forse per la sua accezione più nobile di difesa della popolazione e mantenimento dell’ordine. È un’evoluzione prevista o si è fatta come si suol dire di necessità virtù? 

Le Forze Armate di una nazione esistono per difendere la stessa da nemici esterni, quindi già difendono la popolazione. Quando i militari vengono utilizzati per l’ordine pubblico vuol dire che la situazione interna è critica.

Per quanto riguarda la tenuta dell’Unione europea, esiste un piano comune, una qualche forma di coordinamento in caso di minacce pandemiche? Prevede che comunque venga messo in atto nei prossimi mesi?

Piani comuni per simili eventi non ne esistono, perché ogni paese dell’Unione agisce secondo i propri scopi e, come ci hanno dimostrato, ignorando le difficoltà degli altri.

In che misura la disinformazione e le fake news stanno influenzando l’opinione pubblica?

Io avrei più paura delle fake dei governi. Per quanto riguarda la disinformazione il nostro esecutivo non è stato secondo a nessuno.

Nel caso di un’ipotetica guerra batteriologica diciamo tradizionale, esiste una strategia e un piano comune europeo per fronteggiare la questione?

Esiste solo in ambito NATO. Ovvero secondo quanto stabiliscono gli USA.

E in che modo si potrebbe fronteggiare un eventuale attacco terroristico che utilizzasse armi batteriologiche?

Non si potrebbe.

La NATO non ha attivato alcun protocollo in caso di pandemia? Come si collocano in questo quadro di instabilità l’invio di medici militari e non, derrate e aiuti all’Italia da parte di paesi esterni alla NATO come la Russia, la Cina e Cuba? Non dovrebbe essere per prima Bruxelles, e poi Washington a coordinare gli aiuti nei paesi europei più colpiti? 

Dovrebbe essere così. Ma questa pandemia sta evidenziando la finzione di certe alleanze.

Finita l’emergenza come si ovvierà all’inevitabile disturbo post traumatico sofferto dalla popolazione? Servono dunque non solo virologi, e immunologi ma anche medici militari esperti di queste problematiche?

Serviranno sostanziosi investimenti pubblici, unico rimedio efficace.

Grazie della disponibilità, speriamo di aver fatto chiarezza con informazioni chiare e attendibili e sensibilizzato i nostri lettori su queste tematiche.

:: Gruppo di lettura – Un incantevole aprile di Elizabeth von Arnim

24 marzo 2020

Un incantevole aprileNuovo gruppo di lettura per il bel libro di Elizabeth von Arnim “Un incantevole aprile“, libro davvero stupendo, allegro, pieno di luminosa speranza.

Vi invito tutti a leggerlo e incontrarci sabato 4 aprile, alle 18,00, qui sul blog. Arrivate puntuali.

In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molto diversa da quella che avevano sognato il giorno del matrimonio. Mrs Wilkins, timida e repressa, è sposata con un avvocato ambizioso che «lodava la parsimonia tranne quando si trattava del cibo che finiva nel suo piatto»; Mrs Arbuthnot, estremamente religiosa, è sposata a uno scrittore di biografie sulle amanti dei re: per una donna come lei, una cosa davvero sconveniente. Insieme decidono di rispondere a un annuncio per l’affitto di un castello a San Salvatore, piccola cittadina della Liguria, per tutto il mese di aprile. A loro si uniscono Mrs Fisher, un’anziana signora che incarna appieno la morale vittoriana nel portamento, nelle amicizie e nella rigida etichetta che esige sia rispettata, e Lady Caroline, giovane ereditiera di una bellezza sopraffina in cerca di requie dalla vita mondana e dagli innumerevoli spasimanti. Le quattro donne, che si conoscono a malapena, si lasciano così alle spalle la grigia e piovosa Inghilterra per godersi un mese di vacanza in Italia. Immergendosi nel calore della primavera italiana e nella bellezza placida del luogo, avvolte nei profumi dei glicini e dei narcisi che aiutano a mettersi a nudo, le signore imparano ad apprezzarsi, mentre ognuna, a turno, sboccia e ringiovanisce, riscoprendo l’amore e l’amicizia, ritrovando la speranza. Un delizioso e irriverente romanzo al femminile che, uscito per la prima volta nel 1922, fu subito un bestseller.
Da Un incantevole aprile, uno dei romanzi di maggior successo dell’autrice, sono stati tratti due film.

«Un romanzo sulla bellezza bello a sua volta; parla dei sensi ed è sensuale, ma soprattutto, parlando di felicità rende felice il lettore».
dall’introduzione di Cathleen Schine

«Che meraviglia. Che felicità. Raramente si esce così rigenerati, deliziati, dalla lettura di un libro».
Susanna Nirenstein, «la Repubblica»

«Se si scopre uno dei tanti romanzi di Elizabeth von Arnim, se ne diventa dipendenti».
Natalia Aspesi, «Il Venerdì di Repubblica»

:: Qui Radio Londra

22 marzo 2020

Radio LondraAmici blogger, amici lettori,

stiamo combattendo una “guerra” che si combatte non solo sul fronte sanitario, ma anche su quello psicologico, spirituale e morale. Noi stiamo conducendo la “resistenza” su questo secondo fronte, non meno importante del primo. Per cui invito tutti a “non smettere di leggere”, lo so è difficile, mille pensieri ci turbinano nella mente, ansie, preoccupazioni, paure, ma leggere resta un’attività che possiamo fare tutti, che apporta grandi benefici, anche contro l’ ansia e la depressione, nemici forse ancora più insidiosi di un virus. C’è la meditazione, la preghiera, l’attività fisica, l’ascolto di musica, la visione di film, documentari, serie televisive, ma la lettura ha un qualcosa in più, vi difende, vi fortifica, permette alla vostra mente di creare quegli anticorpi che vi serviranno in questi giorni difficili. I libri diventeranno presto molto simili ai veri amici, quindi cercate di leggere qualche pagina ogni giorno, col passare del tempo una pagina diventerà due pagine, tre pagine. Negli attimi di pausa, quando potete dedicare tempo a voi stessi, la compagnia dei libri vi ricaricherà le pile, come si suol dire. La mente è creativa, immagina, vede oltre al tempo contingente e ci proietta al di là, quando questa emergenza sarà finita e dovremo ricostruire il nostro mondo. Questa granitica certezza vi accompagni in questi giorni dove tutti insieme, in ogni angolo del mondo, siamo chiamati a combattere la stessa battaglia. Io nel mio piccolo, con il mio blog, cercherò di andare avanti, fin che le forze me lo consentiranno. Un saluto a tutti.

Blogger friends, reader friends,

we are fighting a “war” that is being fought not only on the health front, but also on the psychological, spiritual and moral front. We are conducting “resistance” on this second front, no less important than the first. So I invite everyone to “don’t stop reading”, I know it’s difficult, a thousand thoughts swirl in our minds, anxieties, worries, fears, but reading remains an activity that we can all do, which brings great benefits, even against the anxiety and depression, perhaps even more insidious enemies of a virus. There is meditation, prayer, physical activity, music listening, watching movies, documentaries, television series, but reading has something more, it defends you, strengthens you, allows your mind to create those antibodies that you will need in these difficult days. The books will soon become very similar to real friends, so try to read a few pages every day, as time goes by, one page will become two pages, three pages. In the moments of pause, when you can devote some time to yourself, the book company will recharge your batteries, as they say. The mind is creative, it imagines, it sees beyond contingent time and projects us beyond, when this emergency is over and we will have to rebuild our world. This rock-solid certainty shall accompany you in these days where all together, in every corner of the world, we are called to fight the same battle. I in my small way, with my blog, I will try to go on, as long as the forces allow me. Hello everybody.