Posts Tagged ‘Russia’

Il confine dell’oblio, Sergej Lebedev, (Keller 2018) A cura di Viviana Filippini

3 agosto 2018

“Il confine dell’oblio” di Segej Lebedev, edito da Keller, è un romanzo ammantato da un senso di claustrofobia e dal costante bisogno da parte del protagonista di mettere assieme i pezzi di vita altrui per dare una senso anche alla propria. Sì perché lo scrittore russo mette in forma un romanzo nel quale l’intento principale è quello di salvare la Storia e i fatti (compresi quelli dolorosi) che l’hanno caratterizzata, proprio per evitare che essa finisca nel dimenticatoio: nell’oblio. Oblio KellerAl centro delle trama c’è un rapporto indissolubile, più potente dei legami di sangue, tra il protagonista e l’anziano vicino di casa soprannominato Nonno due. L’uomo è solo, cieco e di lui non si sa nulla, né da dove venga, né cosa abbia fatto nel suo passato. Un individuo misterioso attorno al quale ci sono tante dicerie dalle quali il piccolo protagonista non si lascia influenzare. Il ragazzino si affeziona molto all’anziano e l’empatia tra i due è reciproca, a tal punto che nei primi anni Novanta (siamo nel 1991) Nonno due sacrificherà la sua vita per salvare quella del suo piccolo amico. Il bambino, diventato adulto, inizierà una vera e propria indagine, che non solo lo porterà a viaggiare in lungo e in largo per la terra russa. La sua ricerca gli permetterà di dare sempre più forma al passato di quel vecchio cieco e burbero da lui chiamato Nonno due. Il viaggio compiuto dal protagonista di Lebedev è rivolto sempre più verso il Nord della Russia (Siberia) e addentrandosi nelle pagine si ha come la sensazione di compiere una vera e propria discesa agli inferi in un mondo dove, ad un certo punto, non si riesce più a comprendere chi sia davvero la vittima e chi il carnefice. Il protagonista troverà lettere, incontrerà persone e scoprirà indizi che gli permetteranno di mettere assieme la vera identità di Nonno due. Dati che lo faranno soffrire e riflettere. Nonno due infatti fu per parecchio tempo il capo di un gulag, ebbe una sua famiglia, ma le avversità del Destino e della vita giocarono contro di lui. A fare da sfondo all’indagine c’è il paesaggio siberiano fatto di miniere in disuso, di crepacci naturali pieni di memoria, di caserme un tempo piene di uomini. Luoghi vuoti nel presente, afflitti da un senso di opprimente desolazione sotto la quale ribollono le indicibili violenze che caratterizzarono la vita degli internati e quella dell’anziano. Nel compiere la sua ricostruzione il protagonista del romanzo di Segej Lebedev mette in evidenza la magnifica bellezza delle terre russe, modificate e ferite in modo irreparabile dall’uomo. Allo stesso tempo, la violenza sull’ambiente rispecchia quella che gli esseri umani hanno compiuto verso altri loro simili, con il conseguente annientamento di ogni aspirazione alla libertà del vivere, agire e pensare. “Il confine dell’oblio” di Lebedev è un libro che vuole fare memoria del passato russo, di quell’epoca storica del Novecento dolorosa, già narrata da autori come Aleksandr Solženicyn o Varlam Šalamov. Il tutto per mantenere vivo nel presente il ricordo delle centinaia di migliaia di uomini e donne finiti nei gulag. Traduzione dal russo Rosa Mauro.

Sergej Lebedev è nato a Mosca nel 1981 e ha lavorato per sette anni in spedizioni geologiche nella Russia settentrionale e in Asia centrale. Lebedev è un poeta, saggista e giornalista. Oggi è una delle voci più importanti della nuova letteratura russa.

Source: grazie all’uffcio stampa e allo staff di Keller editore.

 

I diari della Kolyma. Viaggio ai confini della Russia, Jacek Hugo Bader, (Keller 2018) A cura di Viviana Filippini

18 giugno 2018

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Tornano i reportage mozzafiato di Jacek Hugo Bader con “I diari della Kolyma. Viaggio ai confini della Russia”, edito in Italia da Keller. Nel libro lo scrittore giornalista si addentra nella terra della Kolyma dove, durante il periodo del Comunismo, centinaia di migliaia di persone furono internate nei Gulag. Bader va alla ricerca di coloro, uomini e donne, giovani o vecchi, che furono rinchiusi  nei campi di lavoro con l’accusa di aver violato l’articolo 58 del codice penale russo (bastava raccontare barzellette che sbeffeggiavano il regime) o perché sospettati di aver idee contrarie al regime al potere o di essere delle spie. Secondo le fonti recuperate da Bader, una volta chiusi i campi, la maggior parte dei sopravvissuti si sarebbe raccolta lungo i 2000 chilometri dell’autostrada che attraversa la Kolyma. Dal porto di Magadan fino alla Jacuzia, Bader si addentra in un territorio che, pagina dopo pagina, si rivelare essere uno dei cimiteri più estesi presenti al mondo. In questo reportage di viaggio, oltre alla cronaca nella quale Bader narra il suo spostamento fisico sull’autostrada, evidenziando le difficoltà e lo stato di precarietà in cui è costretto a vivere (freddo, mancanza di adeguata connessione internet per inviare i suoi articoli, condizioni igienico sanitarie scarse, povertà estrema delle persone incontrate), lo scrittore ci racconta le persone. Molti degli ex internati non ci sono più, ma a narrare degli “zek” (ossia i reclusi o prigionieri) ci sono i discendenti (figli o nipoti) o conoscenti. Anche loro, uomini e donne ricordano e, allo stesso tempo, si arrabattano a sopravvivere facendo i lavori più disparati e disperati: truffatori, pescatori di salmone, cercatori di oro, commercianti corrotti. Non solo, il giornalista polacco si imbatte anche in studiosi che vivono ogni giorno cercando funghi e bacche, in scultori che vanno alla ricerca delle teste estirpate di Lenin e minatori intenti a scavare nelle fosse comuni in cerca di oro, dove invece trovano spesso resti umani degli ex internati. Bader ha svolto il viaggio per raccogliere queste storie nel 2010 e durante il suo cammino ha incontrato tanti individui che hanno fatto rivivere un passato di dolore e morte non a tutti conosciuto. Un ritratto chiaro e lucido di un mondo dove molti innocenti finirono vittime di Lenin e Stalin senza avere colpe precise e concrete. A fare da sfondo a questo viaggio il paesaggio della Kolyma, il suo freddo pungente con il permafrost (un terreno perennemente ghiacciato) pronto a diventare paludoso nei pochi mesi in cui le temperature si alzano. Il tutto è caratterizzato da una desolazione costante di un paesaggio popolato da anime dolenti e solitarie. Ogni incontro vissuto da Bader è la scoperta di un pezzo di vita, tradizioni, usi e costumi altrui e, allo stesso tempo, è anche un confronto emotivo sulle dolorose esperienze vissute dagli “zek”. “I diari della Kolyma. Viaggio ai confini della Russia” di Jacek Hugo-Bader mostrano una Russia composta da gente povera, sfruttata, maltrattata e costretta, in passato, ma anche oggi, a subire indicibili violenze che hanno lasciato ferite indelebili nei corpi e negli animi. Traduzione Marco Vanchetti.

Jacek Hugo-Bader è nato a Sochaczew nel 1957, ha una moglie, due figli e due cani. È stato insegnante in una scuola per ragazzi in difficolta, ha lavorato in un negozio di alimentari, caricato e scaricato treni, è stato pesatore in un punto vendita di maiali, consulente matrimoniale e ha gestito una società di distribuzione. Dal 1991 è reporter per la «Gazeta Wyborcza», il piu importante quotidiano polacco. Ha scritto numerosi reportage sull’ex Unione Sovietica, sull’Asia centrale, Cina, Tibet e Mongolia e vinto prestigiosi premi come il Grand Press nel 1999 e nel 2003, il Bursztynowego Motyla nel 2010 oltre all’English Pen Award proprio con I diari della Kolyma. Sempre per Keller è uscito in Italia Febbre bianca. Un viaggio nel cuore ghiacciato della Siberia (trad. M. Borejczuk).

 

Source: inviato dall’editore.

:: Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche, Paolo Borgognone, (Zambon Editore, 2015)

17 marzo 2015

BoVorrei iniziare questa recensione partendo da una premessa: non è necessario condividere o abbracciare acriticamente le tesi di un autore per leggere un suo testo. Sembra sciocco dirlo, ma non è un’ovvietà come può a prima vista sembrare, e se mi seguirete capirete il perchè. “Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche” di Paolo Borgognone, Zambon Editore, è un testo fortemente schierato, filorusso, e dichiaratamente critico dell’appoccio statunitense quando si tratta di relazioni internazionali. Se agli americani non dà dei nazisti poco ci manca, (Giulietto Chiesa nella sua prefazione lo fa piuttosto apertamente citando Brecht).
Comunque le idee non attaccano la lebbra, non corrompono, non inquinano le menti, (a fare il lavaggio del cervello già ci pensa egregiamente la tv, e il testo è piuttosto critico con la società dello spettacolo occidentale di debordiana memoria) bisogna unicamente avere gli strumenti adatti per interpretarle, classificarle, ordinarle. Insomma, non diventerete tutti filorussi e dichiaratamente putiniani leggendo questo libro, ma avrete l’accesso a una quantità di informazioni, ampiamente documentate tra l’altro, che vi aiuteranno a farvi un’idea del mondo e della storia, e soprattutto vi aiuteranno ad avere un approccio critico della realtà, qualsiasi ideologia seguite (anche l’agnosticismo di Carrére può essere una scelta).
I fatti, e solo i fatti sono il collante dell’opera, le conclusioni e le tesi argomentate che seguono possono essere accolte favorevolmente, contestate o rigettate in toto, ma tuttavia creano un dibattito critico che a mio avviso è necessario se non indispensabile nel mondo contemporaneo.
Di cosa parla questo libro? Be’ il titolo è chiarificatore, Capire la Russia ha l’ambizione di capire un paese-continente, metà Europa metà Asia, o meglio di capire le sue dinamiche politiche e sociali, partendo dalla sua storia recente, e per farlo non si limita a proporre teorie, ma presenta fatti, fa nomi, indica date, crea collegamenti che ai più potrebbero sfuggire.
Direte voi: è per un pubblico di lettori specialistico. In parte, ma non del tutto. Non è solo per addetti ai lavori. I concetti guida sono semplici e immediati, lo stile discorsivo, è sì un testo politologico, ma si presta a diversi piani di lettura. Non è indispensabile conoscere l’opera omnia di Fukuyama o Samuel P. Huntington (tra l’altro ex direttore degli Studi strategici e internazionali di Harvard) per dire, due autori statunitensi citati spesso, per avvicinarcisi, dopo aver superato l’ostacolo principale, ovvero non essere spaventati davanti della mole del testo.
I pro e i contro. Di Capire la Russia ho apprezzato grandemente il metodo di studio (scientifico), la passione dello studioso che fortemente crede in ciò che argomenta e soprattutto la vastità del materiale disponibile, raccolto in anni e anni di studio. La vastità delle informazioni (e la preparazione dell’autore) è davvero enorme, considerate 670 pagine fitte di rimandi bibliografici, citazioni di interviste, link ad articoli del web. Insomma leggere questo testo è piuttosto impegnativo, ma premia con discreta generosità. L’autore certo presenta ciò in cui crede senza cedimenti, c’è poco margine per il dubbio (linea guida che ha invece da sempre guidato i mie studi) ma è piuttosto incoraggiante per far luce in una materia magmatica e in continuo movimento. Cosa penso io della situazione Russia non è oggetto di questa recensione (grazie a Dio direte voi), mi limito a indicarvi alcune vie interpretative, per non perdersi nella grande quantità di informazioni (che se è apprezzabile, almeno per me) capisco che possa essere dispersivo per altri.
In conclusione, la politologia, dopo tutto, è una scienza a dir poco interessante, e se anche avrò con questa mia recensione avvicinato o per lo meno incuriosito, qualche lettore che guarda la tv e si chiede come è possibile che sia successo in Ucraina quello che è successo, avrò fatto un buon lavoro.

Paolo Borgognone (1981), astigiano, si è laureato in Storia all’Università degli Studi di Torino nel 2008. Fa parte del Comitato Scientifico del Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia (www.civg.it). Per la casa editrice Zambon ha pubblicato “Il fallimento della sinistra “radicale” e, nel 2013, una trilogia sul tema della disinformazione strategica, dedicata rispettivamente ai casi latinoamericano, eurasiatico-mediorientale e italiano. Capire la Russsia è in corso di traduzione in tedesco.