Un ultimo ramoscello di ciliegio tra i lillà candidi e le giunchiglie gialle, in una panciuta brocca bianca…ce lo infilò coscienziosamente, a completare un disegno che aveva bisogno giusto di quell’attenzione. Gridando “Primavera!”, la brocca appoggiava su un tavolino al centro della stanza.
E’ San Valentino, per molti ma non per tutti. La festa degli innamorati è spesso un giorno triste per coloro che sono vittime di passioni incontrollate, di tradimenti, di sotterfugi sentimentali, di distorsioni affettive, di annichilimento del cuore, di spolpamento dell’anima, insomma, di dolore perché l’Amore anche quando è vero ed autentico si nutre di questa erbaccia amara. In questo racconto brevissimo si parla di un triangolo amoroso e di una scelta obbligata. Sarah, cinquantacinque anni portati con fierezza, riceve la visita di James, l’uomo di 53 anni con cui era stata sposata per dieci anni. Non sapeva perché venisse a trovarla, era trascorso del tempo dal loro ultimo incontro ravvicinato, i figli Nancy e Martin erano oramai grandi e indipendenti. James disse che voleva andare a trovarla “solo per parlare”. Già, ma di cosa? Se lo chiede con ansia e premonizione. Lui l’aveva tradita, abbandonata per un’altra donna, la magnetica Rose, però adesso non sentiva più quella fitta che accompagna sempre certe sconfitte dello spirito. In fondo, ci si abitua a tutto prima o poi. Forse voleva rimproverarla per qualcosa?
In realtà non ricordava che James avesse mai criticato le sue scelte, ma andarsene con una donna i cui gusti erano in tutto e per tutto opposti ai suoi non doveva essere considerata una critica?
James arriva col fiatone delle colpe e bussa alla sua porta del perdono:Ora sentiva che lui le era stato restituito. Può ritornare Sarah sui propri passi, può cancellare anni di silenzio interiore, accettare la proposta bizzarra del suo ex marito e partire insieme a lui verso una meta lontana come un sogno? Quando è stata ferita, solo il tempo ha rimosso le cicatrici; per lei, segretaria di direzione in una compagnia petrolifera, si era aperto un mondo ignoto e pieno di opportunità esistenziali. Si era messa a viaggiare, Parigi, New York, varie città dell’Inghilterra, un tripudio di giornate colorate dopo il monocromo fallimento matrimoniale. E adesso che si era liberata di lui, James veniva a scombinare le carte nuovamente. Forse si potrebbe dargli un’ultima chance, Sarah lo ama ancora, dopo tutto, dopo l’inferno della separazione? Ma questa storia include una ulteriore parte in gioco affatto marginale:Rose, amante e seconda moglie di James. Con lei tutto diventa pericoloso. Rose ha messo al mondo i figli di James, Rose la bugiarda, Rose la donna instabile che cerca protezione, Rose l’indomita, la sanguisuga, Rose è una minaccia per la serenità ritrovata di Sarah. Che fare? Lo scoprirete leggendo l’ultima pagina di questo “Pozzo” che può essere benefico solo se porta acqua e non ci si cade dentro. Sarah è una donna saggia come una pianta, riesce a vedere oltre la cortina di un fumo nocivo per lei e per il suo futuro. Un racconto scritto da una Doris Lessing in gran forma. Non un semplice intrattenimento o un esercizio di stile, ma un osservatorio sulle più astruse combinazioni di amore, coppia, e trappole.
Doris Lessing (Doris May Taylor) è nata in Persia (Iran), figlia di genitori inglesi, nel 1919, e ha vissuto l’infanzia a Kermanshah dove il padre lavorava in una banca. Nel 1925 la famiglia si è trasferita nella colonia britannica della Rhodesia (oggi Zimbabwe) a gestire una fattoria.
Doris Lessing ha studiato in un convento e poi in una scuola femminile di Salisbury, che ha abbandonato a quattordici anni. Ha completato la sua formazione da autodidatta, leggendo i grandi classici della letteratura. Ha lasciato la casa paterna a quindici anni.
Nel 1937 si è trasferita a Salisbury ed è iniziato il suo impegno politico, nella sinistra non razzista. A diciannove anni si sposa con Frank Charles Wisdom e ha da lui due figli, John e Jean.
Divorzia dal marito e lascia la famiglia nel 1943.
Si iscrive al Partito comunista, che abbandonerà nel 1954.
Sposa in seconde nozze l’attivista politico ebreo-tedesco Gottfried Lessing. Ma anche dal secondo marito si separa, nel 1949, dopo aver avuto da lui un figlio. Dopodiché si trasferisce in Inghilterra col figlio minore, Peter, e lì pubblica il suo primo romanzo, L’erba canta, nel 1950. Da questo momento consacra la sua vita alla scrittura.
Tra gli altri premi ha vinto il Grinzane Cavour “Una vita per la letteratura” nel 2001.
Nel 2007 ha vinto il premio Nobel per la letteratura.
In Italia i suoi romanzi sono pubblicati da Feltrinelli. Il ciclo di fantascienza invece è edito da Fanucci.
La Lessing è morta il 17 novembre a Londra.
Source: libro acquistato dal recensore.
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Mi è capitato di rileggere recentemente “La Favola Spezzata”, testo scritto da Wendy Berry edito dalla casa editrice Mondadori.
Che sciocchi che siamo, pensò attraversando Victoria Street. Lo sa il cielo soltanto difatti perché la si ama sì tanto, ciascuno a suo modo, la vita, inventandosela magari, costruendola ciascuno intorno a sé, disfacendola e creandola daccapo ogni momento; anche le persone sciatte e insulse, persino i più miseri degli sventurati che siedono là sulle soglie (e bevono alla loro perdizione) si comportano allo stesso modo; non si può porre rimedio – Clarissa ne era certa – mediante Leggi dello Stato, per questa semplicissima ragione: tutti amano la vita. Negli occhi della gente, nel ciondolare, nell’andar vagabondando, nell’andare a fatica; nel frastuono e nel fragore; tra carrozze e automobili e omnibus e furgoni e uomini-sandwich dal passo strascicato e dondolante; bande musicali; organetti di Barberia; nel trionfale metallico ronzio e nella strana alta canorità di un aeroplano, lassù, era ciò che’essa amava: la vita; Londra; quel momento del mese di giugno. (p. 24).
Scarlett Thomas si è già fatta conoscere dal pubblico italiano con i suoi romanzi rivolti ad un pubblico adulto, arguti e interessanti, sospesi tra realtà e fantasia, tutti editi da Newton Compton.


Kappalab, casa editrice nata per iniziativa dei mitici Kappaboys, ha iniziato la sua attività proponendo romanzi legati in qualche modo al mondo dei manga e degli anime. Ora allarga il suo sguardo anche a libri legati a film di culto della stessa generazione che ha amato Goldrake & C.
Tutti, almeno così dovrebbe essere, abbiamo letto e studiato la Seconda guerra mondiale che scosse il globo terrestre dal 1939 al 1945. Per quanto ricordo, il mio fu uno studio fatto di nomi di persone, di luoghi e di date in successione. Un apprendere un po’ troppo meccanico che non mi permise di comprendere a fondo il dramma che travolse l’umanità intera. Poi, per fortuna esistono libri che raccontano quel dramma portandoti a contatto con chi lo visse. Uno di questi è “Inferno. Il mondo in guerra 1939-9145” di Max Hastings, edito da Beat. Il volume, sono quasi 900 pagine, racconta sì le vicende del secondo conflitto mondiale e i diversi fronti sui quali esse si insediarono, ma il tutto è fatto in modo diverso. Il testo di Hastings narra la guerra attraverso le esperienze umane di coloro che le vissero sulla propria pelle. Pagina dopo pagina, attraverso frammenti di vita di persone comuni, scopriamo come tutti coloro che furono coinvolti nel conflitto (dal soldato delle prima linea, alla maestra di scuola elementare, passando per il ragazzino rimasto a casa con la madre) fossero uniti da un unico e urgente bisogno: sopravvivere alla devastazione che imperava ovunque. Hastings presenta il conflitto che tormentò il mondo dal 1939 al 1945 come un vero e proprio inferno che travolse l’intero pianeta. Dall’invasione della Polonia, ai campi di sterminio, alle bombe atomiche, l’autore non esclude nulla e si concentra anche su fronti della guerra che non sempre sono stati accuratamente analizzati, come l’India, la Cina o il ruolo della Russia nel Nord Europa. Quello che emerge dal libro di Hastings non sono solo tanti interrogativi su come la Seconda guerra mondiale è stata condotta, ma ci sono anche riflessioni sui ruoli svolti dai diversi attori (Stati e Nazioni) coinvolti in essa. Pagina dopo pagina si alternano eventi bellici e storie di vita di essere umani (militari e non) le cui esistenze furono per sempre sconvolte. Tanto è vero che molti soldati, non si resero conto che una volta tornati a casa, la loro vita post bellica sarebbe stata in un certo senso influenzata dallo schieramento di appartenenza che avevano avuto sul campo di battaglia. Altro aspetto che impressiona è il numero dei morti che ebbe ogni Paese coinvolto, basti pensare che “tra il settembre del 1939 e l’agosto del 1945, 27.000 persone in media morirono a causa della guerra”. Questa era la media giornaliera, per il dato complessivo fate due calcoli e avrete il numero completo della catastrofe dello scontro. “Inferno. Il mondo in guerra 1939-1945” di Max Hastings è come una sorta di calamita, nel senso che una volta che lo si comincia a leggere, questo libro ti tiene incollato alla Storia raccontata attraverso le storie dei tanti individui da essa travolti. Hastings ci fa scoprire le vicende di coloro che, volontariamente o no, presero parte ad una delle pagine più sanguinose ìdel corso storico, dove il livello di odio e di disumanità verso il prossimo raggiunse livelli incalcolabili. Traduzione Roberto Serrai.
Kim Stone è ispettore di polizia a Black Country. È tenace, efficente, preparata. Ha sofferto una determinante mancanza d’affetto in gioventù, ma è decisa a portare avanti il suo lavoro con passione. Quando Amy e Charlie di nove anni scompaiono, Kim rivive in pochi attimi un caso di qualche tempo prima, difficile e drammatico. Si ritrova ad assistere alle stesse scene: due bambine rapite, felici e molto unite. Due coppie di genitori disperati che vivono nell’angoscia, con effetto immediato. La richiesta urgente del silenzio stampa, per evitare i giornalisti sciacalli. La riunione della sua squadra e la necessità di una base operativa sicura. La Stone inizia a scavare nella vita personale e lavorativa delle due famiglie coinvolte, ed è inevitabile il flusso dei ricordi che comincia a serrarle il respiro. Fino a che punto si sente parte di questa vicenda? Ha il coraggio di affrontare la rabbia e la frustrazione di genitori sofferenti? È in grado di proteggersi e di proteggere le due bambine, evitando loro inutili crudeltà? Con che genere di delinquenti si deve rapportare?























