“All’inizio del prossimo secolo ci saranno solo cinque re sulla terra: i quattro delle carte da gioco e il re d’Inghilterra”.
Chi lo disse? Re Farouk, deposto nel 1952 da un golpe militare, penultimo re d’Egitto. La frase nacque sicuramente come una battuta, venata dall’amarezza per la fine o meglio il lento decadimento della monarchia come istituzione, ma se vogliamo non andò troppo lontano dal vero ed è sempre ricordata quando si tratta di parlare della sovrana inglese e di fare un consuntivo sul suo regno.
Elisabetta II, nata a Londra il 21 aprile del 1926, si avvia a compiere 90 anni e non sembra abbia nessuna intenzione di cedere il passo o mettersi da parte. Nel suo lunghissimo regno, se possiamo dire felice e reale (ha sul serio preso delle decisioni per le sorti del Regno Unito e del mondo), un unico piccolo neo offusca lo splendore adamantino che lo caratterizza: l’ incontro con una ragazza, una babysitter, seppure di nobili origini, che diventerà sua nuora. Lady D per tutti i rotocalchi e i giornali di gossip del mondo.
La regina dei cuori. Termine che almeno usavano quando era in vita. Dalla sua morte, avvenuta in circostanze ancora non del tutto chiarite, che danno adito a dubbi e vivaci ipotesi complottistiche, ormai non lo si usa più. Diana Spencer, ormai non più principessa del Galles, morì a Parigi il 31 agosto del 1997 in un tragico incidente stradale. Per alcuni una sicura condanna a morte, perché la decapitazione nella Torre di Londra non si usava più. Le ombre sulla famiglia reale, ipotetico mandante di questo omicidio di Stato, sembrano ormai quasi del tutto dissolte, solo pochi oltranzisti ancora combattono credendole verità.
Sta di fatto che l’astro di Lady Diana ha fatto il suo corso e vive ancora ormai solo più nella memoria dei figli che l’ hanno amata e di coloro che l’ hanno conosciuta. Davanti alla regina è fatto divieto pure di nominarla, almeno così si mormora. Forse anche solo per non ricordarle un dolore e il fatto che mai la Corona inglese rischiò di cadere come quella notte d’agosto sotto il ponte dell’Alma.
Due giornaliste, Luisa Ciuni e Elena Morra, (quest’ ultima è stata caporedattore centrale del settimanale “Diva e donna”), hanno cercato di approfondire il rapporto tra queste due donne, le ragioni dei loro contrasti, i segreti, le bugie, il perché invece di unire le loro forze in un obbiettivo comune, si siano in un certo senso combattute, dietro le quinte di una monarchia che da Elisabetta I alla Regina Vittoria, fino a Elisabetta II, ha sempre visto le donne reggere le redini del comando.
Il risultato dei loro sforzi è contenuto in Diana e la Regina, edito da Cairo editore. Premetto che non ci sono tesi rivoluzionarie o scoop sensazionalistici, molto di quello che leggerete è già apparso su rotocalchi, libri o riviste, ma ciò non toglie il grande sforzo di sintesi e di chiarezza di due giornaliste che hanno trattato nelle loro carriere quei fatti o per lo meno li hanno vissuti e approfonditi e si sono fatte le loro idee.
La storia della principessa triste e della regina di ferro non racconta, in effetti, niente di nuovo. In un’epoca in cui i principi reali si sposavano ancora con le principesse non per loro scelta, ma per motivi di Stato e di convenienza, la storia di Carlo e Diana era una delle tante, uno dei tanti matrimoni di facciata utili a unire ricchezze, celebrare fasti e perpetuare dinastie. Unica differenza, che a Elisabetta deve essere sfuggita, il carattere, e la determinazione di Diana nel perseguire i suoi sogni, e inoltre il fatto che Carlo era già sposato de facto con un’altra donna, oggi finalmente sua moglie a tutti gli effetti.
Suocera e nuora non trovarono mai un accordo, e se Elisabetta sgridava il figlio che continuava questa relazione invisa con Camilla, allo stesso tempo sgridava la nuora che non accettava la situazione con l’aplomb a la discrezione che una principessa del Galles doveva dimostrare. E quando Diana Spencer pubblicamente parlò dei suoi dissapori coniugali e sostenne che Carlo non era adatto a diventare un giorno re, il rapporto tra le due donne si ruppe per sempre, avvelenato ancora di più dalla sua decisione, inseguito, di iniziare una relazione con un musulmano.
Il libro racconta questa guerra, persa in partenza dalla principessa bella e affascinante, ma ignara di come andavano le cose a corte. Più si ribellava, più era condannata alla tragedia. Anche perché i Windsor rimasti non avevano tanto il carisma del comando, e Carlo non faceva eccezione.
Luisa Ciuni, giornalista e scrittrice, è palermitana ma vive da sempre a Milano, dove lavora come caposervizio moda al quotidiano Il Giorno, per il quale si occupa anche di cronaca bianca ed eventi mondani. Ha scritto diversi testi sulla moda e sulla storia della moda, oltre a Gossip terapia e Le bugie hanno le gambe lunghe (entrambi con Elena Mora). Ha partecipato alle raccolte di racconti Cuori di pietra, Facce di bronzo e Corpi.
Elena Mora è nata in Piemonte e vive a Milano. Giornalista per professione, è caporedattore centrale al settimanale Diva e donna. Scrittrice per passione, ha all’attivo diversi titoli tra cui Manuale anti-ansia per genitori (con Maria Rita Parsi), Gossip terapia e Le bugie hanno le gambe lunghe (con Luisa Ciuni). Ha partecipato alle raccolte di racconti Cuori di pietra, Facce di bronzo e Corpi. È anche autrice di libri per bambini e di cartoni animati.
Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’Ufficio Stampa Cairo Editore.
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Innanzitutto che esistano una quantità spropositata di qualità di sigari, ognuna con il proprio nome, e le proprie qualità, e da non fumatrice è una cosa che mi ha sorpreso. Sigmund Freud ne fuma continuamente, e sempre diversi e costosi. Poi che Papa Leone XIII fosse un cultore, o proprio un adepto del vino Mariani, un vino medicinale corretto con la Cocaina del Perù, e ne era così entusiasta che prestò la propria immagine per locandine pubblicitarie dell’epoca (vedesi foto). Che già agli inizi del Novecento si usasse una forma rudimentale di poligrafo, (anche Lombroso si ingegnò a perfezionarlo), capace di rendere evidente se il soggetto dell’indagine mentisse o dicesse al verità. Che tra massoni si salutasse in un determinato modo, e non ostante la scomunica immediata, se scoperti, molti alti prelati lo fossero. Che Leone XIII fu il papa più longevo (e simpatico) della storia. Che Francesco Giuseppe, Imperatore del Sacro romano Impero, esercitò un antico diritto lo Ius Veti, per impedire l’elezione di un papa a lui sgradito (impedì anche la sepoltura in terra consacrata del figlio Rodolfo, morto suicida). Che la ditta Annibale Gammarelli è la più antica sartoria romana, e che da secoli veste papi e cardinali.
Il Talmud è, in un certo senso, il libro del grande mistero del popolo ebraico. È un libro misterioso non perché è scritto in una lingua diversa e con uno stile tutto suo, ma perché è un libro unico nella letteratura mondiale. Inizia come un’opera circoscritta nei suoi scopi, un commentario alla Torà Orale, ma presto arriva a affrontare ogni possibile argomento che sia rilevante per l’umanità, ovunque si trovi. Scritto in un linguaggio semplice, con tutta la sua semplicità contiene profondità di saggezza, di conoscenza e di analisi di ogni possibile domanda. Il Talmud è un libro del mistero che è totalmente aperto perché il segreto che contiene non ha bisogno di essere nascosto, essendo così profondo e criptico che ci si può solo connettere ad esso, ma non si può mai arrivare a comprenderlo appieno. Per gli ebrei il Talmud è un libro vitale perché in una certa misura da lui dipende la loro stessa esistenza, ma, contemporaneamente, il Talmud trasmette al mondo intero un messaggio, che forse il mondo, solo adesso, può cominciare a comprendere.

La casa editrice propone in italiano l’ottima biografia contemporanea di Lyndall Gordon, elogiata dalla critica britannica e vincitrice del Cheltenham Prize for Literature. Nelle pagine del libro, l’autrice dà un ritratto di Charlotte Bronte molto lontano dall’immagine patetica che ha dominato per troppo tempo, presentandola come una donna passionale, moderna, ironica, anticonformista, protofemminista, che vive nella sua vita due grandi passioni non solo platoniche e poi un breve e felice matrimonio. Un personaggio molto diverso dalle due tragiche sorelle Anne e Charlotte, morte prematuramente senza essersi spostate dal nativo Yorkshire, che viaggiò e mise molto di suo nei suoi romanzi, dove si parla anche di tematiche sociali e di condizione della donna.
Oltre a questa nuova biografia, Fazi propone anche il primo romanzo di 



























