Leonardo Patrignani, autore tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco, serbo, turco, grazie alla saga Multiversum merita il prestigioso premio “Book of the Year” per due anni consecutivi, mentre nel 2015 gli viene attribuito il riconoscimento ‘’Best Book for Christmas’’. I suoi libri sono stati distribuiti in 24 Paesi. Durante il 3º Incontro Internazionale di Letteratura Fantastica, tenutosi presso l’Auditorio Borges della Biblioteca Nacional de Buenos Aires ha rappresentato magistralmente l’Italia. Leonardo Patrignani, in occasione, dell’uscita del suo ultimo capolavoro ‘’ Time deal’’ (DeAgostini) che come sostiene Licia Troisi è “Un romanzo che tiene incollati alla pagina” e come annuncia Glenn Cooper è ‘’ una lettura imperdibile’’ ha gentilmente risposto alle domande che seguono.
Ha un passato da musicista, c’è qualcosa in comune tra scrivere un libro e cantare una canzone?
Nel mio caso c’è molto in comune perché, ai tempi, non solo cantavo i brani della mia band, ma ne ero anche l’autore. Quindi partiva tutto dal processo creativo, anche perché i primi due dischi del mio gruppo erano dei “concept album”, vere e proprie storie che si dipanavano traccia dopo traccia.
Nella sua vita si è anche dedicato alla recitazione e al doppiaggio di famosi video games, queste esperienze le sono state utili per diventare uno scrittore affermato?
Direi di no. Queste attività hanno di certo arricchito la mia esperienza, ma fanno parte di un mondo lontano da quello dell’editoria.
La saga ‘’Multiversum’’, è stata distribuita in 24 paesi dove ha preso l’ispirazione per scrivere i tre capolavori?
Dalla realtà che mi circonda e dalla continua domanda che faccio a me stesso di fronte a ogni genere di bivio: “e se avessi preso la strada opposta?”

Nel 2015 è uscito ‘’There’’ un libro che le ha dato parecchie soddisfazioni come la possibilità di rappresentare l’Italia al terzo incontro internazionale di letteratura fantastica a Buenos Aires com’è stata quest’esperienza? Inoltre, prossimamente dello stesso libro sarà presentato un adattamento cinematografico cosa si aspetta da questa nuova avventura?
There è senza dubbio il romanzo a cui tengo di più, per la vicenda umana che racconta e per le domande esistenziali che covano sotto la superficie dell’intreccio narrativo. Non so che cosa accadrà a livello cinematografico, non mi occupo in prima persona del progetto e ho solo venduto un’opzione sui diritti cinema tramite il mio agente, dunque rimango in attesa senza volare troppo con la fantasia. Se la cosa andrà avanti, ne riparleremo con piacere.
Quest’anno ha appassionato i lettori con il suo nuovo romanzo ‘’Time deal’’ potrebbe, per favore, descriverlo brevemente?
In una frase: siamo sicuri che vivere per sempre sia quello che vogliamo dalla nostra esistenza? Non è detto, e nonostante i progressi della medicina e della ricerca in termini di nanotecnologie, chi avesse tra le mani un potere simile, domani, potrebbe farne il peggiore degli usi. E trasformare il miracolo in condanna. Questo accade ad Aurora, un’isola del Pacifico che ospita ancora la vita a seguito di una catastrofe nucleare. In questa metropoli soffocata dall’inquinamento seguiremo le vicende di alcuni ragazzi sulle cui spalle graverà il peso del futuro dei loro concittadini.
Se si trovasse nelle condizioni dei protagonisti di ‘’Time deal’’ come si comporterebbe?
Prenderei tutte le informazioni del caso, come faccio al giorno d’oggi in materia di medicina, prima di farmi un’opinione. Tendenzialmente, comunque, sono per la scienza. Certo, bisogna sempre stare attenti al rovescio della medaglia, che in questo frangente mi ha fornito lo spunto per una distopia vera e propria.
Consiglierebbe ‘’Time Deal’’ ai ragazzi?
Certamente. Il romanzo è inserito nella collana Young Adult di DeA, e i ragazzi sono il target principale del libro, anche se – per via delle tematiche universali – ho sicuramente anche tanti lettori adulti in prima fila. Cerco sempre di immaginare storie per tutti, che non siano ghettizzate in un solo settore. Col rischio, a volte, di mandare in crisi i librai. Ma ti lascio con un interrogativo: se oggi venisse pubblicato per la prima volta Stephen King, un romanzo come IT in che settore finirebbe? Ragazzi o adulti? Io dico: entrambi. Non a caso, il Re è da sempre il modello a cui mi ispiro, ed è un autore “incatalogabile”.
Ringrazio infinitamente Leonardo Patrignani, che con sincerità e disponibilità ha risposto a ogni quesito, l’Italia intera dovrebbe essere fiera di scrittori come lui che con capacità, passione e competenza diffondono la letteratura nazionale nel mondo.

Joris – Karl Huysmans è conosciuto soprattutto per il romanzo «À rebours» (Controcorrente), considerato il manifesto e il vangelo del Decadentismo.
Con il romanzo Dieci prugne ai fascisti, vincitore della XV edizione del Premio Anima, edito da Elliot Edizioni nel 2016, Elvira Mujčić racconta la storia di una famiglia spezzata a metà, tra l’Italia e la Bosnia, tra la terra nella quale è emigrata e la terra di origine. Attraverso un tortuoso viaggio fatto di treni e corriere, sudore e puzza, sangue e cicatrici, litigi e risate, caffè e CocaCola, sputi in faccia e un branco di cani, tre fratelli, Candido, Zeligo e Lania partono dall’Italia. Dalla stessa Italia partono anche, dentro un carro funebre, la Madre, un giovane becchino precario e depresso e la salma della nonna Nana. Tutti arrivano in Bosnia per ricongiungersi con l’altra metà della famiglia, il nonno, gli zii e i cugini. Tutti lì per celebrare il funerale della nonna desiderosa di trascorrere l’eterno riposo nella sua Bosnia lasciata per troppo tempo. Tutti protagonisti di un entusiasmo stuporoso alla vista dello scintillio del carro funebre che si avvicina alla loro casa, perché la famiglia spezzata, lasciata a metà, adesso si ricompone. Il lettore più attento, capace di andare oltre i temi che emergono dalla narrazione quali l’importanza della Memoria nella Storia e la decisiva critica all’invasione fascista, si accorge di come, attraverso una semplicissima conta da uno a dieci che fa una Nana giovanissima quando porta le dieci prugne ai soldati invasori di una Bosnia degli anni quaranta del Novecento, lo scrittore intervenga sullo scorrere degli eventi narrati nel tempo. L’intero viaggio, l’intero romanzo risultano funzionali al finale lasciato in bocca a Nana che spiega al nipote come abbia imparato a contare. Con un’ironia sconvolgente, dalla portata tragicamente dolorosa, la scrittrice compone tra le pagine l’esegesi del lavoro di scrittura. Da qui nasce una particolarissima spiegazione di cosa voglia dire essere scrittore, oggi e sempre. Semplicemente invertendo il sette con il sei nella conta, il personaggio di Nana ride perché è stato capace di piegare lo scorrere del tempo sotto il lavorio delle sue stesse mani divenendo attore consapevole nella grande Storia. Una Storia che travolge l’essere umano rendendolo presenza inconsapevole nel mondo, incapace di decidere la propria presenza attraverso atti di scelta. Come la stessa guerra portata dagli italiani in Bosnia che accade senza accadere. Nel racconto di Nana c’è la guerra ma non succede nulla, se non i soldati che chiedono cibo e le famiglie che offrono quel poco che hanno, pane e frutta. Il personaggio, invece, è lo scrittore che, scrivendo, altro non fa che intervenire in prima persona sulla realtà, raccontandola. Realtà che altrimenti non esisterebbe, sebbene l’uomo ci viva dentro. In maniera acuta ed esemplare, attraverso l’utilizzo della potentissima arma dell’ironia, Mujčić regala pagine di notevole importanza per l’originalità con cui scrive della scrittura stessa.
Si discute spesso – o forse si discuteva spesso – di analfabetismo scientifico, un problema grave in un paese che legge poco come il nostro, e nel quale la cultura scientifica è stata troppo a lungo considerata “di serie B”.
Ognuno deve fare i conti con un proprio libro dell’inquietudine. Il prezzo da pagare è sempre salato.

Demoni mostri e prodigi. L’irrazionale e il fantastico nel mondo antico è un libro che unisce saggistica e narrativa in una forma testuale ibrida che ha lo scopo di raggiungere un pubblico più vasto attraverso una prosa accessibile, sebbene ricca di contenuti. Il lettore si ritrova a viaggiare in un mondo antico in balìa degli umori degli dèi e abitato da creature mostruose, affascinanti e quasi sempre mortifere, ma è accompagnato da un vate moderno, Giorgio Ieranò, professore di Letteratura Greca all’Università di Trento. Lo stile narrativo, scorrevole ed intrigante, è imbevuto di riferimenti letterari che aiutano chi legge a diventare più consapevole anche del presente: oggi gli scaffali delle librerie, i film al cinema e le serie tv coinvolgono il soprannaturale in ogni modo. Il fantasy costituito da vampiri, licantropi, fantasmi e streghe non è che l’adattamento del mito antico, delle tradizioni e delle leggende che non muoiono mai perché di generazione in generazione, di secolo in secolo, passano da un uomo all’altro cambiando forma e a volte nome, ma mantenendo la propria essenza.
Kim Stone è ispettore di polizia a Black Country. È tenace, efficente, preparata. Ha sofferto una determinante mancanza d’affetto in gioventù, ma è decisa a portare avanti il suo lavoro con passione. Quando Amy e Charlie di nove anni scompaiono, Kim rivive in pochi attimi un caso di qualche tempo prima, difficile e drammatico. Si ritrova ad assistere alle stesse scene: due bambine rapite, felici e molto unite. Due coppie di genitori disperati che vivono nell’angoscia, con effetto immediato. La richiesta urgente del silenzio stampa, per evitare i giornalisti sciacalli. La riunione della sua squadra e la necessità di una base operativa sicura. La Stone inizia a scavare nella vita personale e lavorativa delle due famiglie coinvolte, ed è inevitabile il flusso dei ricordi che comincia a serrarle il respiro. Fino a che punto si sente parte di questa vicenda? Ha il coraggio di affrontare la rabbia e la frustrazione di genitori sofferenti? È in grado di proteggersi e di proteggere le due bambine, evitando loro inutili crudeltà? Con che genere di delinquenti si deve rapportare?

























