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:: Petrademone: l’ultimo libro di Manlio Castagna a cura di Lucrezia Romussi

13 aprile 2018

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Manlio Castagna regista del pluripremiato cortometraggio ‘’Indice di frequenza’’ con Alessandro Haber, vicedirettore artistico del Giffoni Film Festival e dal 2017 anche Direttore Marketing, creative advisor per il Doha Film Institute in Qatar, critico cinematografico per Virgin Radio, docente di Teoria e Tecnica della Sceneggiatura, Neurocomunicazione, Event Manager e Social Media Marketing per il Cinema, scrittore di libri dal successo mondiale come “Pronto soccorso cinematografico per cuori infranti”, ‘’Il Punto di Incontro’’ e ‘’Io e il cane’’, sceneggiatore e regista di svariate opere quali videoclip, documentari, cortometraggi e webseries, nel 2018 ha pubblicato ‘’Petrademone’’ un nuovo romanzo per ragazzi, edito da Mondadori.

Petrademone è ambientato sui monti Lucretili, nella fantastica località di Petrademone. La protagonista è Frida, ragazza rimasta da poco orfana, trasferita in città perché affidata agli zii. La fanciulla, non si ambienta facilmente nel nuovo paese nonostante la zia Cat sia molto dolce, infatti, spesso si abbandona a momenti di estremo dolore in solitudine, ciò nonostante spesso mostra determinazione, carattere e passionalità portando degnamente l’illustre nome che richiama alla mente l’indimenticata pittrice Frida Kahlo. Contemporaneamente, nella misteriosa tenuta dei parenti spariscono gli amati border collie così come tutti gli altri cani della zona. L’adolescente, intanto, incontra Tommy, Gerico e Miriam ragazzi coetanei che, contrastando la sua iniziale diffidenza riescono a renderla più serena. La zia si ammala e ad accudire la ragazza interviene la sorella che la raggiunge con la figlia muta. L’esistenza di Frida si complica poiché da quel momento le vengono imposte dure e insensate regole. Mistero, intrigo, divertimento e avventura sono componenti fondamentali di ‘’Petrademone’’. Questi si riflettono magistralmente, non solo, nell’incredibile intreccio della storia, ma anche nella descrizione minuziosa e suggestiva dei paesaggi: nebbia animata, notti inquiete e giorni immobili trasportano Frida e il lettore in un mondo parallelo malvagio che farà loro intraprendere un’avventura fantastica degna di veri sognatori. Petrademone è un libro ricco di colpi di scena in cui trovano equilibrio vari generi: dal giallo al fantasy. Si rivela, quindi, adatto a incontrare le preferenze dei più svariati lettori e, in questo, Manlio Castagna ha dato ancora una volta segno di ineccepibile bravura. Manlio Castagna con il suo ‘’Petrademone’’ costituisce, senza dubbio, uno tra i tesori d’Italia, del quale la nostra Nazione dovrebbe essere fiera. Quindi, grazie a tutti gli scrittori come lui che credono ancora nell’arte e nella letteratura, perché entrambe rappresentano sicuramente una potentissima arma contro molti mali presenti nel mondo contemporaneo.

:: Letture natalizie a cura di Lucrezia Romussi

21 dicembre 2017

Christmas

Gentili lettori, siete ancora alle prese coi regali natalizi? Niente paura E per Natale regalate un libro è certo una fonte di validi consigli. Se non bastasse Lucrezia Romussi ci parlerà delle sue letture natalizie. Colgo l’occasione di augurare a tutti uno splendido e luminoso Natale ricordandoci di chi è più fragile e più debole. Buone Feste!

A Natale i ritmi frenetici del quotidiano sembrano sparire per qualche giorno, l’atmosfera è allegra e gioiosa, i cuori più sereni, vengono dimenticati anche i problemi e le insoddisfazioni sperando di conoscere un Babbo Natale così buono che possa risolverli tutti; le famiglie si riuniscono e le distanze perdono il loro significato, un abbraccio vale più di un insulto e un gesto altruista sembra essere scontato: questa è la magia del Natale. Per le letture natalizie ho deciso di proporvi testi ambientati proprio in questo periodo dell’anno. Così, guardando attraverso la finestra le luci e le decorazioni potrete riconoscere la stessa ambientazione anche nel romanzo che state leggendo come se foste davvero voi i personaggi della storia. I libri descritti sono tendenzialmente brevi, pensati appositamente per essere apprezzati nel periodo di festa e aggiungere magia dentro la magia del Natale. Il Canto di Natale scritto da Charles Dickens è un romanzo breve di genere fantastico. Dickens nasce a Portsmouth mentre correva l’anno 1812. A causa del padre, incarcerato, per debiti lo scrittore è costretto a interrompere gli studi. Lavora, prima, in un’azienda di lucido per scarpe, poi, in uno studio legale e, infine è impiegato come cronista parlamentare e collaboratore di riviste umoristiche. Questa fase della vita durante la quale regnano povertà, miseria e umiliazione lo segna profondamente sia da un lato personale che artistico. A 26 anni, pubblica “Il circolo Pickwick”, romanzo d’esordio, considerato una tra le opere più importanti della letteratura britannica. A questo seguiranno capolavori come ‘’Le avventure di Oliver Twist’’, ‘’Grandi speranze’’ e ‘’David Copperfield’’. La sua popolarità, quindi, diventa molto estesa. Quel bambino sfortunato e povero era diventato grazie alla sua bravura uno scrittore famoso. La celebrità di Dickens è collegata anche alla consuetudine di emettere sul mercato i testi in dispense mensili, con le conferenze, gli spettacoli teatrali da lui stesso organizzati. Nel 1846 Charles Dickens fonda il quotidiano “Daily News”, dal quale si ispira anche l’odierno ‘’Daily News’’ uno tra i periodici più letti d’ America fondato nel 1919 da Joseph Medill Patterson e Robert R. McDonald. Quasi cinquantenne Charles si innamora perdutamente di Ellen Ternan, attrice con una scarsa vocazione artistica. La relazione occulta tra i due rimane segreta fino al 1934: la notizia è stata per molti scandalosa, il cantore della probità familiare non può aver tradito la moglie per un semplice attricetta, in realtà così è stato. Infine, Charles Dickens muore nel 1870. ‘’Il Canto di Natale’’ racconta di Scrooge, un uomo d’affari, avaro, egoista, ricco senza moglie e figli, trasandato, magro e gobbo. Non tutti sanno che a questo personaggio poco raccomandabile si ispira Barks per il suo ‘’Paperon de’ Paperoni’’ e che la rivista ‘’Forbes’’ famosa rivista americana d’ economia lo pone al 6º posto nella classifica dei personaggi di fantasia più ricchi del mondo con un patrimonio di 8 miliardi di dollari. Durante la notte di Natale, quando le famiglie si riuniscono attorno a una tavola imbandita, i bambini attendono Babbo Natale dalle finestre, i biscotti alla cannella sono i veri protagonisti, e quado il dolce profumo di neve traspare dall’aria, ad Ebenezer Scrooge appare il volto del defunto socio Marley. Il fantasma gli consiglia di cambiare vita se non vuole vagare per l’eternità, portando il macigno della sua aridità come lui. Nella stessa notte, Scrooge incontra tre spiriti: lo Spirito del Natale Passato, Presente e Futuro. Il Natale passato fa rivivere al protagonista la sua infanzia, riportandolo agli anni del collegio, dopo la morte prematura della madre. Il Natale passato a questo punto, cambia scena e mostra un Ebenezer apprendista contabile presso l’anziano e benevolo Fezziwig. Ora, Scrooge, adulto e ricco, è di fronte a Bella, la fidanzata, una ragazza povera che decide di lasciarlo perché la ricchezza lo ha molto cambiato. Lo Spirito del Natale Presente lo risveglia dal sonno tormentato mostrandogli la gioia e l’atmosfera felice del Natale. Concludendo gli incontri metafisici ‘’Lo Spirito del Natale Futuro’’ mostra al protagonista la drammatica morte di un signore ricco che rimane solo, senza né cari nè affetti. Lo spirito personifica, quindi, la morte quando gli sfoggia la sua tomba, nell’ anno successivo. Ebenezer Scrooge è davvero molto turbato. ‘’Luci di Natale’’ scritto da Maria Grazia Deledda è un saggio breve. Grazia Deledda nasce da una famiglia benestante a Nuoro nel 1871. Grazia frequenta le elementari fino alla quarta, poi è seguita privatamente da un maestro che le impartisce lezioni di italiano, latino e francese. In seguito con audacia e determinatezza continua il suo viaggio culturale da autodidatta. Non ancora diciassettenne spedisce a Edoardo Perino, uno tra i rappresentanti più autorevoli dell’editoria di quel periodo, alcuni racconti, ‘’Sangue sardo’’ e ‘’Remigia Helder’’. Pirino apprezzandoli significativamente li fa pubblicare sulla rivista ‘’Ultima moda’’. Grazia, inizia, quindi la sua prolifera carriera letteraria, nascono così ‘’Memorie di Fernanda’’ pubblicato a puntate sullo stesso giornale, ‘’Cenere’’ dal quale è tratto il film con protagonista la dannunziana Eleonora Duse, e molti altri strabilianti romanzi. Grazia nel ‘’99 si trasferisce a Cagliari e qui conosce il marito, funzionario del ministero delle finanze prima e, agente letterario della moglie, poi. Il 1927 è l’anno della svolta: Maria Grazia Deledda riceve il premio Nobel per la letteratura, dimostrando come attraverso caparbietà e capacità nonostante non si abbia avuto l’opportunità di frequentare scuole rinomate si possa arrivare all’apice di un certo settore. Trasformandosi, così, da persona che non ha potuto studiare a materia di studio per i posteri. Nel 1936, la scrittrice muore. ‘’Luci di Natale’’ è ambientato nella terra natale di Grazia. I protagonisti sono Felle e Lia, bambini, vicini di casa e umili d’origine. Durante la Vigilia, a casa di Felle c’è attesa di conoscere il ricco fidanzato della figlia che, insieme al nonno, si unirà a loro per la cena. Felle e i fratelli, usciti dall’ovile per festeggiare il Natale con i parenti, sono trepidanti di conoscere l’uomo che ha rubato il cuore all’unica sorella. Nella casa accanto, invece, è descritta l’atmosfera nell’abitazione di Lia. La famiglia intera sta aspettando un grande dono e, proprio grazie a Felle, essi saranno in grado di riceverlo. Nel saggio il tema dominante è l’attesa: l’attesa del Natale, l’attesa di un futuro marito, l’attesa di un regalo prezioso, l’attesa la vera felicità, ancor più del momento atteso. ‘’Poesie di Natale’’ scritto da Aleksandrovič Brodskij è una raccolta di poesie. Aleksandrovič Brodskij nasce a Leningrado nel 1940 da una famiglia ebraica. Inizia la sua vita in una fase molto turbolenta della storia. In Russia, infatti, è in corso la seconda guerra mondiale: Leningrado è assediata. La famiglia, quindi, si trasferisce nella lontana Čerepovec per poi far ritorno in patria a guerra finita. A sedici anni Brodskij abbandona definitivamente la scuola per aiutare economicamente la famiglia. Lavora come apprendista tornitore, sezionatore dei cadaveri, fuochista, guardiano di un faro, esploratore geologico. Inizia, così da autodidatta a studiare inglese e polacco. Partecipa al ‘’Torneo dei poeti’’ a Leningrado, leggendo la poesia ‘’Cimitero ebreo’’, inaugura, perciò, la composizione poetica. Successivamente, conosce Marianna Pavlovna Basmanova pittrice e sua futura moglie. Nel 1964 dopo un tentato suicidio, il letterato viene arrestato e poi condannato alla pena massima per parassitismo: 5 anni di lavori forzati in esilio nel distretto di Konoša. Tuttavia, il periodo al confino non è stato triste per Brodskij anzi quelli sono stati per lui anni di estrema felicità. In seguito riesce a entrare nella sezione dei traduttori dell’Unione degli scrittori dell’URSS, evitando, così altre accuse di parassitismo. Nel luglio 1972 Brodskij parte per gli Stati Uniti: insegna storia della letteratura russa e teoria del verso alle Università di Michigan, New York e Columbia. Nel 1973 appare anche la prima raccolta di versi in inglese autorizzata dal poeta, ‘’Selected Poems’’. Nel 1987 i capolavori di Aleksandrovič Brodskij sono ufficializzati dal riconoscimento del Premio Nobel. Nel ’96 del secolo scorso muore e viene sepolto in Italia, a Venezia secondo la sua volontà. ‘’Poesie di Natale’’ contiene 18 poesie comunate tutte dal tema natalizio. Tuttavia esse sono molto diverse tra loro, alcune malinconiche, altre scherzose talune rabbiose ulteriori disperate, né un esempio la prima che si ispira a un’adorazione dei magi. Aleksandrovič Brodskij attraverso questa raccolta racconta svariati modi di vivere il Natale attraverso la poesia. ‘’Fuga dal Natale’’ scritto da John Ray Grisham Jr. è un giallo giudiziario. John Ray Grisham Jr. nato nel 1955 a Jonesboro, in USA, da una modesta famiglia, conseguita la laurea in legge, diventa avvocato. Durante gli anni successivi è eletto per i Democratici alla Camera dei Rappresentanti del Mississippi. A latere di quelle che sono già due impegnative professioni, Jonh riesce a trovare il tempo di scrivere romanzi. Escono così sul mercato ‘’Il momento di uccidere’’, opera d’esordio, ‘’Il rapporto Pelican’’, ‘’Il cliente’’, ‘’ Il professionista’’ ambientato a Parma, attraverso le sue opere colleziona oltre 60 milioni di copie vendute. ‘’Fuga dal Natale’’ è ambientato durante le festività natalizie. Quel periodo nel quale ci sono feste, cenoni, scambi di doni, visite di parenti ma anche quel periodo nel quale il consumismo sembra essere l’unico e vero protagonista. La famiglia Krank che ha da poco subito un esoso esborso di 6100 dollari, proprio per tale tendenza consumistica. Per il primo Natale, però, i Krank devono festeggiare il Natale senza la figlia neolaureata partita per il Perù in missione umanitaria. Il signor Luther Krank allora decide di investire più o meno la somma spesa l’anno precedente per una crociera ai Caraibi, fuggendo, dunque, da addobbi, regali, decorazioni e banchetti. L’impresa risulterà più difficile del previsto: i falsi moralismi e le vere falsità della gente sembreranno prendere il sopravvento, ma il finale sarà davvero inaspettato. ‘’La notte di Natale’’ scritto da Selma Lagerlöf è una raccolta di racconti. Selma Lagerlöf nasce a Mårbacka in Svezia. Terminati gli studi, diventata presto maestra elementare. Scrive successivamente diverse opere di straordinaria bellezza e incanto come la ‘’Saga di Gösta Berling’’ in un primo tempo censurata dalla critica, ‘’Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson’’ grande successo letterario mondiale e ‘’I miracoli dell’Anticristo’’ ambientato in Sicilia. Selma, nel 1909 diventa la prima donna Premio Nobel e, inoltre, diviene la prima donna a essere nominata fra gli Accademici di Svezia nel 1914. Per questo motivo, nel 1958 il regista svedese Hasse Lagerkvist decide di girare un film sulla sua vita, raccontando aneddoti e curiosità riguardo a una tra le tante donne che non solo hanno contribuito in maniera fondamentale alla letteratura internazionale ma che hanno anche fornito un contributo essenziale per l’emancipazione femminile odierna. Selma Lagerlöf nel 1940, agli inizi del secondo conflitto mondiale. ‘’La notte di Natale’’ Contiene undici storie in cui le protagoniste implicite sono semplicità, umiltà, freschezza e bontà d’animo. Esse interpretano poeticamente, proprio in occasione del S. Natale, le leggende legate a Cristo Gesù. Le storie custodiscono in sé importanti messaggi di fratellanza, amore e religione.
Buon Natale e buona lettura.

:: Intervista a Leonardo Patrignani a cura di Lucrezia Romussi

13 ottobre 2017

time dealLeonardo Patrignani, autore tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco, serbo, turco, grazie alla saga Multiversum merita il prestigioso premio “Book of the Year” per due anni consecutivi, mentre nel 2015 gli viene attribuito il riconoscimento ‘’Best Book for Christmas’’. I suoi libri sono stati distribuiti in 24 Paesi. Durante il 3º Incontro Internazionale di Letteratura Fantastica, tenutosi presso l’Auditorio Borges della Biblioteca Nacional de Buenos Aires ha rappresentato magistralmente l’Italia. Leonardo Patrignani, in occasione, dell’uscita del suo ultimo capolavoro ‘’ Time deal’’ (DeAgostini) che come sostiene Licia Troisi è “Un romanzo che tiene incollati alla pagina” e come annuncia Glenn Cooper è ‘’ una lettura imperdibile’’ ha gentilmente risposto alle domande che seguono.

Ha un passato da musicista, c’è qualcosa in comune tra scrivere un libro e cantare una canzone?

Nel mio caso c’è molto in comune perché, ai tempi, non solo cantavo i brani della mia band, ma ne ero anche l’autore. Quindi partiva tutto dal processo creativo, anche perché i primi due dischi del mio gruppo erano dei “concept album”, vere e proprie storie che si dipanavano traccia dopo traccia.
Nella sua vita si è anche dedicato alla recitazione e al doppiaggio di famosi video games, queste esperienze le sono state utili per diventare uno scrittore affermato?
Direi di no. Queste attività hanno di certo arricchito la mia esperienza, ma fanno parte di un mondo lontano da quello dell’editoria.

La saga ‘’Multiversum’’, è stata distribuita in 24 paesi dove ha preso l’ispirazione per scrivere i tre capolavori?

Dalla realtà che mi circonda e dalla continua domanda che faccio a me stesso di fronte a ogni genere di bivio: “e se avessi preso la strada opposta?”

leonardo patrignani

Nel 2015 è uscito ‘’There’’ un libro che le ha dato parecchie soddisfazioni come la possibilità di rappresentare l’Italia al terzo incontro internazionale di letteratura fantastica a Buenos Aires com’è stata quest’esperienza? Inoltre, prossimamente dello stesso libro sarà presentato un adattamento cinematografico cosa si aspetta da questa nuova avventura?

There è senza dubbio il romanzo a cui tengo di più, per la vicenda umana che racconta e per le domande esistenziali che covano sotto la superficie dell’intreccio narrativo. Non so che cosa accadrà a livello cinematografico, non mi occupo in prima persona del progetto e ho solo venduto un’opzione sui diritti cinema tramite il mio agente, dunque rimango in attesa senza volare troppo con la fantasia. Se la cosa andrà avanti, ne riparleremo con piacere.

Quest’anno ha appassionato i lettori con il suo nuovo romanzo ‘’Time deal’’ potrebbe, per favore, descriverlo brevemente?

In una frase: siamo sicuri che vivere per sempre sia quello che vogliamo dalla nostra esistenza? Non è detto, e nonostante i progressi della medicina e della ricerca in termini di nanotecnologie, chi avesse tra le mani un potere simile, domani, potrebbe farne il peggiore degli usi. E trasformare il miracolo in condanna. Questo accade ad Aurora, un’isola del Pacifico che ospita ancora la vita a seguito di una catastrofe nucleare. In questa metropoli soffocata dall’inquinamento seguiremo le vicende di alcuni ragazzi sulle cui spalle graverà il peso del futuro dei loro concittadini.

Se si trovasse nelle condizioni dei protagonisti di ‘’Time deal’’ come si comporterebbe?

Prenderei tutte le informazioni del caso, come faccio al giorno d’oggi in materia di medicina, prima di farmi un’opinione. Tendenzialmente, comunque, sono per la scienza. Certo, bisogna sempre stare attenti al rovescio della medaglia, che in questo frangente mi ha fornito lo spunto per una distopia vera e propria.

Consiglierebbe ‘’Time Deal’’ ai ragazzi?

Certamente. Il romanzo è inserito nella collana Young Adult di DeA, e i ragazzi sono il target principale del libro, anche se – per via delle tematiche universali – ho sicuramente anche tanti lettori adulti in prima fila. Cerco sempre di immaginare storie per tutti, che non siano ghettizzate in un solo settore. Col rischio, a volte, di mandare in crisi i librai. Ma ti lascio con un interrogativo: se oggi venisse pubblicato per la prima volta Stephen King, un romanzo come IT in che settore finirebbe? Ragazzi o adulti? Io dico: entrambi. Non a caso, il Re è da sempre il modello a cui mi ispiro, ed è un autore “incatalogabile”.
Ringrazio infinitamente Leonardo Patrignani, che con sincerità e disponibilità ha risposto a ogni quesito, l’Italia intera dovrebbe essere fiera di scrittori come lui che con capacità, passione e competenza diffondono la letteratura nazionale nel mondo.

:: Bookteen – Le parole del pettirosso, Anna Maria D’Ambrosio, (Giovane Holden Edizioni, 2016) a cura di Lucrezia Romussi

3 luglio 2017

1La casa emergeva dal fogliame con l’ampio cappello del tetto; era bianca e, come se porte e finestre fossero sempre aperte, il verde mai del tutto fuori. – Maddalena avrebbe voluto dargli la mano, ma lo zio camminava un po’ distaccato come rispettando un confine. – Un’estate tutta da vivere al mare: Madi avrebbe nuotato, divorato ciliegie e giocato con le onde. – Lungo un viale, un viale di platani, avrebbe detto Cecilia, ecco due in attesa di attraversare: lui controlla il semaforo, lei indugia a guardare la finestra di fronte dalle fruscianti tende in satin. – Sessantadue giorni a Natale. Considerava fra sé la maestra Bergamelli, mentre il campanello trapanava il minuto e una frotta di scolari spingeva all’ingresso. – Non sono in posa, stavano camminando qualcuno le fotografò. – In corridoio, Ninetta ebbe le vertigini, in cima a una catasta di pensieri affannosi; si sentiva in cima a una scala, obbligata a stare dove poggiava i piedi: avanti non c’erano più gradini, indietro non poteva andare. – Sulla corriera di sole donne, a parte un solitario autista, donne finalmente sole, Selene discorreva con un’amica di come moglie e marito fossero pari e perciò lei si vantava di non cucinare. – Medardo ascoltava il suono dell’acqua. – La Robazza, signorina Camilla Robazza, serrò l’uscio risoluta: che ci rimanessero gli altri a far la muffa, lei partiva per il mare! – Da quando ho lasciato il lavoro e finalmente ho iniziato a scrivere, il disagio di non sapere chi sono si è aggravato. – L’areo decollò un mattino trasparente, con un cielo così terso che le Alpi parevano in rilievo. La casa di scarso spessore, al margine del campo, veniva su dal terreno arato di fresco, dalle zolle di un umido profondo che il sole novembrino non scaldava. – Da allora ogni anno chiude alla mie spalle un cancello, separato dal precedente da un territorio nebbioso. Non so perché mi trovo qui, né quando e in quale circostanza vi arrivai. –

Sono queste le frasi inziali che inaugurano ogni racconto del nuovo libro di Anna Maria D’Ambrosio ‘’Le parole del pettirosso’’. La scrittrice ha partecipato, meritando importanti risultati, a numerosi concorsi letterari: nel 2011 vince il premio Rhegium Julii con la silloge di poesia ‘’Costretti a calpestare l’erba’’; nel 2013 è tra i finalisti del concorso Letterario Internazionale Alessandro Manzoni; mentre durante l’anno 2015 si aggiudica la finale del riconoscimento nazionale Franz Kafka. Anna Maria D’Ambrosio è in grado di cimentarsi egregiamente nella composizione di diversi generi letterari, varia, infatti, dal lirico al romanzesco, proprio a quest’ultima tipologia appartiene il testo d’esordio ‘’Devi solo cadere con me’’. Il testo preso in considerazione ‘’Le parole del pettirosso’’ è edito da Giovane Holden Edizioni, ed è stato da me acquistato in libreria. Il titolo, deriva dall’ auspicio da parte di Anna Maria D’Ambrosio che la parola giusta saltelli come un pettirosso alle menti dei lettori. ‘’Le parole del pettirosso’’ è composto da quindici storie alcune tristi, altre ironiche, talune dolci, ulteriori educative. I racconti, dunque, possono essere letti come paragrafi di uno stesso libro. In essi, le protagoniste sono le donne, rappresentate da diverse personalità. Ci sono: Maddalena, una bambina di campagna che vorrebbe diventare un albero, la quale racconta soavemente la sua infanzia; Cecilia una giovane alla ricerca coraggiosa della propria identità; donne meridionali schiette e pratiche che vantano un’umile origine; una ragazza in solitudine, la quale, però, attraverso stereotipi lessicali, riesce a sdrammatizzare con una sorprendente ironia questa sua condizione. Le pagine de ‘’Le parole del pettirosso”, quindi, affrontano diversi temi come la separazione dai nostri cari, analizzando profondamente l’eterna diatriba tra dolore e bellezza della vita, l’analisi introspettiva di se stessi, il contrasto fra sogno e realtà, illusioni e concretezza, presente e passato, il destino, la sofferenza e la speranza donando, così, una generale ma approfondita riflessione sui molteplici aspetti dell’esistenza. C’è un unico racconto con un protagonista maschile che narra la vita tra i campi faticosa e impegnativa di un contadino della pianura novarese. ‘’Le parole del pettirosso’’ è ambientato tra i territori del sud e del nord Italia, i luoghi, quindi, sottolineano marcatamente il senso dicotomico dell’intero testo. Dunque, non mi resta che augurarvi buona lettura affinché possiate godere al meglio un testo originale e creativo, che attraverso, un linguaggio semplice e, protagoniste coinvolgenti, è in grado di attuare profondi ragionamenti sull’esistenza umana.

Anna Maria D’ambrosio Nord sud: questa duplice matrice caratterizza l’opera della scrittrice, nata a Novara e di origine meridionale.
Ha partecipato e ottenuto ottimi risultati a importanti premi letterari: nel 2011 vince il Premio Rhegium Julii con la silloge di poesia Costretti a calpestare l’erba; nel 2013 è tra i finalisti del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni; nel 2015 con la silloge Di fiori e di foglie ed. Interlinea è tra i finalisti al Premio Letterario Giovane Holden e al Premio Letterario Nazionale Franz Kafka 2015. Nel 2016 esordisce nella narrativa con il romanzo Devi solo cadere con me ed. Interlinea.

Source: Libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Un incontro con Sveva Casati Modignani in occasione della presentazione di “Un battito d’ali”, a cura di Lucrezia Romussi

15 aprile 2017

5L’aria fresca accarezza il volto delicatamente, soavemente e pettina i capelli con la stessa cura di una madre premurosa, le foglie danzano al ritmo simbiotico della melodia cittadina costituita da voci, motori, suonerie, risate e passi, il sole mostra le sue braccia lucenti e tinteggia il luogo, come un pittore, mentre dipinge la sua tela. Al quinto piano della sede di Mondadori Electra è presente l’angelo delle parole, l’agrifoglio dei cuori, la guerriera della letteratura, il diamante per i giovani; le sue parole delicate come la rugiada del mattino, precise come la natura pura e, infinite come la sabbia nel deserto, sono state tradotte in venti paesi. Ecco, quindi, Sveva Casati Modignani. Durante il primaverile 11 aprile è presentato, per la prima volta ai futuri lettori, ‘’Un battito d’ali’’, un’autobiografia nella quale l’Autrice dattiloscrive ricordi che la trasportano alla fine degli anni cinquanta a Milano, quando è una ragazza che si sta avventurando, come il Genovese con il Nuovo Continente, nell’inesplorato mondo del lavoro. Approda, prima, in un ufficio di rappresentanza commerciale come segretaria, poi, giunge in una prestigiosa galleria d’arte per scoprire, infine, il giornalismo. Decide, però, di ritornare in patria diventando una casalinga e, successivamente, riparte per un nuovo viaggio dal quale non è ancor oggi tornata: la stesura di opere straordinarie. Come sfondo è incredibilmente descritta una Milano prosperosa, traboccante di piccole botteghe, echeggianti d’immensa passione, in cui lo spettacolo viene, però, interrotto da un vile maschilismo. Il vento che guida la caravella, sempre nella direzione giusta, è papà Achille, un uomo sensibile, premuroso, amorevole che spesso, in silenzio, solamente con sguardi e gesti, riesce a farle conoscere la perfetta perfezione dell’affetto.   “Un battito d’ali’’ grida, armoniosamente, al lettore di imparare dagli errori, di conservare costantemente l’umiltà e inseguire per ogni scelta il miglior segugio del mondo: l’istinto, significando un esempio, presente e futuro, del passato ‘’Trattato del Sublime.’’ Nella sala riunioni di Mondadori Electra la rappresentante della letteratura moderna italiana nel mondo, dialoga con gli invitati e raffinatamente dice

“Io avevo un padre al quale, fino a un certo punto, raccontavo tutto; poi crescendo, come credo succeda spesso, non dicevo più molto. Ormai, però, sono anni, che ho ripreso il colloquio con lui perché ho compreso che, nonostante la dipartita terrena è ancora qui e, fortunatamente, non mi lascerà mai’’.

Fornendo una dettagliata analisi sulla nostra ‘’doxa’’ spiega ’’

“Penso che la Milano degli anni sessanta fosse diversa rispetto a quella di oggi. All’epoca, era una città ricca economicamente e culturalmente perché, in generale, l’Italia viveva una situazione differente. Il periodo del dopo guerra ha rappresentato un vero e proprio momento di boom economico: il lavoro si trovava facilmente e, la serenità, apparteneva alla quotidianità. Temo, purtroppo, che, adesso, i giovani non potranno più assistere a questa situazione dato l’imperversare della crisi e delle serie difficoltà economiche. Il minimo comune denominatore di questa realtà è sicuramente la corruzione che ormai, da decenni, coinvolge in nostro Paese ’’

– continua, poi, con voce aggraziata come l’acqua che scorre in una sorgente di montagna –

‘’Per la stesura del libro ho ricordato dolorosamente alcuni episodi, soprattutto, quelli legati al lavoro. Infatti, il pregiudizio verso le donne, in quegli anni, era molto diffuso e in redazione al giornale erano tutti uomini. Ho, però, avuto la fortuna di incontrare un caporedattore che non mi ha chiesto, curriculum o referenze, ma più semplicemente, mi ha invitato a intervistare la cantante Joséphine Baker dicendomi che, se l’indomani, avessi letto il mio articolo sulla nuova copia del quotidiano potevo considerarmi meritevole ed entrare a far parte del gruppo di giornalisti: l’articolo andò molto bene. Colgo, quindi, l’occasione per dire che, la miglior scuola per imparare un lavoro è la pratica”.

Quando la farfalla prima, pettirosso poi, sembra apparire e, sfumare l’attimo successivo, lasciando, però, l’ousia platonica, Sveva Casati Modignani per non infrangere l’emozionalità sussurra:

“Nel momento in cui fui scelta dal giornale, come invitata al Festival del Cinema di Venezia, lo riferii ai miei genitori e mamma disse: “Aspettando di andare al Festival, va al supermercato a fare la spesa”. Grazie a lei ho imparato a essere umile, atteggiamento che mi ha salvata, in più di un’occasione’’. 

Con la stessa eccellenza di quello che, per Cicerone, fu il «padre della storia» rammenta:

“Prima di lavorare nella redazione de ‘’La Notte’’, mi ha assunta un noto gallerista. Grazie a lui ho conosciuto grandi artisti come Lucio Fontata che mi regalò un suo quadro”. 

Ora, la copertina del capolavoro vessillifera d’una meraviglia del Fontana, sventola con fierezza la tridimensionalità che taglia l’intero quadro umano. Impiegando il medesimo pathos di Antioche della Scizia dichiara:

“Mi spaventa molto il concetto odierno di donna oggetto eretto da un sistema maschilista che oggi vede la femmina semplicemente come una cosa da possedere e comandare. Fenomeno, questo che conduce, poi, inevitabilmente, all’ agghiacciante pulsione delle aggressioni e delle violenze verso le donne. Carneficine a opera di chi, probabilmente, in precedenza, era stato, a sua volta, vittima di episodi violenti, magari, in famiglia. Infatti il rispetto in generale, ma in particolare, la considerazione per le fanciulle si impara in casa”.

Gettando lapilli della sua intimità afferma:

“Prima di iniziare a comporre effettivamente un romanzo, svolgo ricerche approfondite sul tema che intendo trattare e provo la massima soddisfazione quando, terminato di scrivere, so già cosa stenderò il giorno dopo. Amo tutti i personaggi che invento, non potrei vivere senza nessuno di loro, sono per me come figli. Fondamentalmente ritengo che la scrittura sia terapeutica”.

Il profumo della lingua italiana si allontana, ma l’uditorio custodirà per sempre le vesti impregnate della Somma Fragranza e le anime saranno rianimate dal suo soffio.

:: Young Adult Reading Club – La rivoluzione della DeAgostini, a cura di Lucrezia Romussi

28 febbraio 2017

logo-headerViviamo nel 2017, l’era tecnologica, innovativa, digitale, nella quale per comunicare a distanza di milioni di chilometri basta un millesimo di secondo, dove i baci e gli abbracci sono diventati emoticon, le amicizie virtuali, i trasporti ultraveloci e i pensieri si sono trasformati in post. Come un encefalo, degno di essere chiamato tale, può facilmente desumere che pure il bello, incantevole, meraviglioso universo dei libri sia coinvolto in questa trasformazione progressiva. Qualche anno addietro, leggere rappresentava l’idea di dirigersi solamente in una libreria con il nobilissimo fine di acquistare un testo e successivamente scorrerlo con gli occhi, colmi d’amore e percepire il profumo inconfondibile della carta stampata. Oggi, invece, leggere simboleggia smisurati significati e significanti. Molte persone sono solite comprare libri online e conseguentemente apprezzarli su piattaforme digitali come smartphone, tablet e lettori ebook. La loro scelta non è motivata da un istinto letterario bensì derivata dalla consultazione di recensioni riportate su blog dedicati attraverso i quali si cerca di captare indizi come Sherlock Holmes in ‘’Uno studio in rosso’, tutto questo è diventato elementare. Nonostante questa tendenza, nessuna casa editrice, fino ad ora, si è relazionata con i lettori direttamente attraverso il web, ad eccezione della DeAgostini che ha attuato una scelta innovativa in questo ambito sviluppando il settore virtuale, incentivando il mercato, e stimolando l’amore per quello che è un privilegio di tanti: l’amore per la lettura. E’ nato, quindi, Il progetto ‘’Young Adult’’ Reading Club, una community, attraverso la quale pubblico, blogger e casa editrice si uniscono dando vita a una forza unica che, all’insegna della massima libertà di confronto ha come obbiettivo il crescere insieme e amare la lettura infinitamente. All’interno di Young Adult – Reading Club sono presenti diverse sezioni: ‘’Blog’’ con news, articoli, anticipazioni, retroscena e curiosità, ‘’Special’’ una parte esclusiva, ma fruibile da tutti, che riporta iniziative speciali dedicate al lancio di nuovi romanzi, ‘’Letti da voi’’ nella quale i lettori possono esprimere pareri e impressioni riguardo volumi ‘’assaggiati’ ’e ‘’sfiorati’’ scrivendo anche la trama e l‘analisi dei personaggi, confrontandosi con gli altri membri della community, ‘’Books’’ una raccolta dell’intero materiale realizzato con dedizione e passione per un determinato libro come booktrailer, interviste e iniziative speciali, ‘’Wall’’uno spazio aperto dove i readers hanno l’opportunità di dipingere un pensiero, una dedica o una citazione e, infine l’ultima sezione, ma non per ordine di importanza ‘’Ya-Tv’’, una collezione con tutti i contribuiti video rivolti a uscite, eventi e autori. A cornice di ciò, che già par un quadro degno di essere esposto al più bel museo del mondo: quello delle emozioni, la DeAgostini a chiunque svolga un’attività sul Reading Club regala punti, in base alla partecipazione dell’utente, che, a seguito di una raccolta, daranno diritto a ricevere omaggi esclusivi.

E’ anche grazie a queste idee che la lettura continua a essere una passione di molti perché leggere è vivere e, stare connessi, significa fare progressi.

:: Bookteen – Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho, (Bompiani, 1997) a cura di Lucrezia Romussi

21 dicembre 2016
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Il ‘’Manuale del guerriero della luce’’ è un libro scritto e pensato dallo scrittore e poeta brasiliano Paulo Coelho nato a Rio De Janeiro il 24 agosto 1947. L’autore, sin da giovanissimo, mostra una vocazione artistica ed una sensibilità assai rara. In età sbarazzina tende a rifiutare regole e dogmi comportamentali, causa questa di gravi contrasti con i genitori, i quali successivamente decidono di ricoverarlo in un ospedale psichiatrico. Qui viene sottoposto a un elettroshock poiché desidera studiare teatro, disciplina reputata dalla borghesia brasiliana come una sorgente di perversioni ed immoralità. Si cimenta, poi, nello studio dell’alchimia. Viene arrestato dalle forze della dittatura brasiliana, come sovversivo. Si sposa due volte. Successivamente, durante il 1981, nei Paesi Bassi entra in contatto con un maestro spirituale, da lui denominato “J”, che lo riconduce alla religione cristiana. Nel settembre 2007, l’ONU nomina Paulo Coelho il nuovo messaggero della pace. Pubblica diverse opere tra le quali ‘’Il Cammino di Santiago’’ e ‘’L’alchimista’’. Il testo preso in considerazione è edito da asSaggi Bompiani, con la traduzione di Rita Desti ed è stato da me acquistato in una libreria. L’opera inizia con un prologo, nel quale una misteriosa donna invita un bambino a scoprire un antico tempio edificato su un’isola. Una leggenda racconta che le sue campane, nonostante la struttura sia ormai sprofondata negli abissi del mare, continuino a suonare. L’ effetto acustico si manifesta dopo che il bimbo si abitua ai vari suoni dell’ambiente circostante come il verso dei gabbiani o il rumore del vento. Diventato adulto, torna sulla spiaggia, incontra nuovamente la figura femminile, per nulla intaccata dai segni del tempo, che gli consegna un quaderno azzurro e lo invita a prendere nota. Il libro procede come un manuale guida per il “guerriero della luce”. Tra le pagine, attraverso l’utilizzo di concetti metaforici e filosofici, lo scrittore racconta al lettore l’esistenza di un entità presente in ciascuno che crede nei sogni e nella loro realizzazione. L’essere ama la vita cercando di assaporare ogni momento concesso comprendendo la sofferenza e la gioia, sfidando le difficoltà e tentando sempre di riflettere e ragionare per vincere ogni battaglia, ma sapendo anche accettare la sconfitta intesa come fonte preziosa di miglioramento. Un vero “guerriero della luce” possiede la meravigliosa capacità di credere in Dio attraverso una fede pura ed incontaminata, l’unica forza essenziale e perfetta dell’uomo. Paulo Coelho in questo libro, attraverso un linguaggio semplice, esprime concetti determinanti per affrontare la vita in maniera giusta, onesta e vera. Per questo motivo consiglio l’opera ai ragazzi. Infatti, in questa fase della vita, ciascuno di noi deve ancora decidere cosa desidera fare della sua esistenza e siamo alla ricerca di valori, virtù e dogmi da seguire. In questo testo possiamo, infatti, certamente trovare elementi essenziali per una crescita morale ed interiore. Concludo con le parole della donna misteriosa che recitano: ‘’Un guerriero della luce non tenta di sembrare. Egli è.’’.

Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro nel 1947. È considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale.
Prima che Coelho diventasse autore di best-seller è stato direttore teatrale, commediografo, hippy e noto autore di canzoni per alcune tra le più famose pop star brasiliane. Successivamente ha lavorato come giornalista e autore televisivo.
Dall’ottobre del 2002 Coelho è membro della Accademia Brasileña de las Letras. Inoltre è anche autore di una rubrica domenicale su “O Globo”, uno tra i quotidiani a maggior tiratura in Brasile e diffuso in tutto il mondo. Dal settembre 2007 è stato nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite.
Le opere di Paulo Coelho sono state pubblicate in più di 170 paesi e tradotte in 72 lingue e hanno venduto ben 65 milioni di copie!
Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti in molti paesi, fra cui il “Crystal Award 1999”, conferitogli dal World Economic Forum, il prestigioso titolo di Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur, attribuitogli dal governo francese, e la Medalla de Oro de Galicia.
I lettori e i critici apprezzano in particolare il suo stile poetico, realistico e filosofico così come quel suo “linguaggio simbolico che non parla alla nostra testa ma al nostro cuore”.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Bookteen – Un’ intervista con Giorgio Fontana, a cura di Lucrezia Romussi

20 ottobre 2016

ghjGiorgio Fontana, l’autore di best seller come ‘’Babele 56’’ o ‘’Morte di un uomo felice’’, il vincitore di svariati concorsi letterari tra i quali il premio Racalmare – Leonardo Sciascia 2012 e il trofeo Campiello 2014, lo scrittore di articoli su diverse testate nazionali ed internazionali fra cui “Il manifesto’’ e “Wired”, il codirettore dal 2005 al 2010 del pamphlet letterario “Eleanore Rigby”, lo sceneggiatore di storie per il settimanale “Topolino”, l’insegnate di scrittura creativa, il collaboratore de “IL”, “TuttoLibri”, il domenicale del “Sole 24 ore” ma soprattutto l’uomo che funge da esempio pratico a tutti i giovani che credono nella scrittura e nel potere che essa cela e custodisce in sé si è prestato gentilmente a rispondere alle domande che seguono.

Nel mondo di oggi nel quale ci sono gravi difficoltà economiche, culturali e sociali secondo te la scrittura e la lettura che ruolo hanno? Possono agevolare l’individuo?

La lettura e la scrittura aiutano a pensare meglio. Educare a entrambe mi sembra importantissimo; un’alfabetizzazione pienamente funzionale è l’unico modo per fronteggiare e decifrare una società così complessa, e così basata sulla parola scritta. Questo in generale. Ma tali considerazioni non dovrebbero farci dimenticare che la lettura è anche e innanzitutto un piacere.

Qual è il tuo libro preferito tra quelli che hai scritto? E tra quelli che hai letto?

Fra quelli che ho scritto: credo “Morte di un uomo felice“. Fra quelli che ho letto: uno solo? E’ davvero difficilissimo rispondere a questa domanda. Il mio scrittore preferito è Kafka, ma se devo scegliere un singolo romanzo allora forse direi “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov. C’è dentro tutto.

Quali tra i tuoi libri consiglieresti ai ragazzi? Perché?

Forse “Babele 56“. E’ un po’ datato (2008), ma ancora abbastanza attuale.

Potresti, per favore, descriverne brevemente la trama?

Sono otto storie vere di persone immigrate a Milano da paesi diversi (Ucraina, Tunisia, Cina…): raccontano com’è cambiata la mia città, e quali sono le loro aspettative o i loro sogni. Probabilmente per i ragazzi più giovani la multietnicità della società è un dato acquisito – o almeno così spero: ma forse queste storie possono ancora essere interessanti.

Mario Vargas LLosa diceva ‘’uno scrittore non sceglie i suoi argomenti, sono questi ultimi a sceglierlo’’ cosa ne pensi al riguardo?

Capisco cosa intende Vargas Llosa, e in un certo senso sono pienamente d’accordo: quando una storia si impone è quella, e quella soltanto. Ma messa così può sembrare che da parte dell’autore ci sia un controllo quasi nullo sulla materia. Non è così.

Che consigli ti senti di donare a persone che vorrebbero fare il tuo stesso lavoro?

Leggete tanto e con attenzione. Imparate a buttare ciò che non vi soddisfa e soprattutto a riscrivere. Sviluppate rapidamente una buona capacità autocritica. Imparate ad accettare i rifiuti e i fallimenti. Sopportate la solitudine. Perseverate. E soprattutto: scrivete quel che vi pare, quel che vi dà gioia, quel che vi sembra necessario; non quello che pensate vi porterà alla pubblicazione.

Ringraziando ancora una volta Giorgio Fontana per la disponibilità sempre dimostrata concludo questo articolo con un aforisma del Grande e Immenso Umberto Eco il quale recita: ‘’Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito. Perché la lettura è un’immortalità all’ indietro.’’

:: Bookteen – Un’ intervista con Anna Maria D’Ambrosio, a cura di Lucrezia Romussi

6 settembre 2016

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Qualche mese fa, ho avuto l’opportunità di incontrare la scrittrice Anna Maria D’Ambrosio, la quale nata a Novara si laurea in Pedagogia presso l’Università di Torino. Nel 2011 vince il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta “Costretti a calpestare l’erba”, finalista al concorso Manzoni 2013. Con la casa editrice Interlinea pubblica il libro d’esordio, la raccolta poetica “Di fiori e di foglie” nel 2013, con il quale ha conseguito il primo premio del Giovane Holden Edizioni 2015 e la competizione letteraria Kafka 2015. Anna Maria D’Ambrosio gentilmente ha risposto alle mie domande.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Per me la scrittura è un modo di vivere: guardare la realtà in maniera indiretta, rielaborarla e restituirla nella scrittura, secondo il mio punto di vista. La rielaborazione prevede un passaggio profondo per cui i dati esteriori perdono peso, mentre prevalgono quelli interiori e cioè i sentimenti, gli stati d’animo, le osservazioni, le riflessioni, i pensieri.

Qual è il suo genere letterario preferito?

Il mio genere letterario preferito è la poesia perché parla per immagini, usa la metafora, ricorre a un linguaggio interiore per esprimere ciò che solitamente nel quotidiano non si dice. Amo tanti poeti, senz’altro: Rainer Maria Rilke, Cesare Pavese, Emily Dickinson, Eugenio Montale…

In quale momento della sua vita ha compreso che nella sua vita che come lavoro avrebbe la scrittrice?

Già dall’adolescenza mi sono sentita portata alla scrittura, ma non individuo un momento in cui ho compreso che mi sarei dedicata completamente alla scrittura. Ciò è avvenuto molto gradualmente e, purtroppo, con lunghi periodi di stasi.

Potrebbe, per favore, descrivere brevemente la trama del suo ultimo libro ‘’Devi solo cadere con me’’?

“Devi solo cadere con me” è un romanzo di formazione, in cui ho principalmente espresso, attribuendolo alla protagonista, il disperato bisogno di essere se stessi, la ricerca della propria identità nonostante tutto, il desiderio di avere un nome vero corrispondente a quello che si è interiormente, senza scissioni, senza sdoppiamenti. In breve, Alina scappa dal suo compagno, che ha accumulato debiti di gioco, a causa della dipendenza dalle slot machine, e prova a voltare pagina e a ricominciare da sola una nuova vita. Durante la fuga ripensa al passato e ricompone la sua vita girovaga…

A cosa si è ispirata per scrivere tale opera? A un fatto realmente accaduto?

Per scrivere quest’opera mi sono ispirata a un gruppo di girovaghi, che ho incontrato casualmente durante una vacanza al mare. Nel gruppo era presente una bambina; notando in lei molti segni di trascuratezza, io ho pensato alle sue difficoltà, allo svantaggio di nascere e vivere in una determinata condizione. Mi sono immedesimata in lei: ne è scaturita la mia Alina, una bambina che della danzatrice aveva il fisico e la postura, non lo studio, non la disciplina.

Pensa che ‘’Devi solo cadere con me’’ sia un testo adatto alla lettura di ragazzi giovani?

Il romanzo “Devi solo cadere con me” è un testo adatto ai giovani, anzi mi sentirei di consigliarlo proprio agli adolescenti. Infatti, chi meglio di un adolescente può capire lo smarrimento che si prova davanti alla propria vita, bellissima sì, ma tutta da definire? La noia, il rischiosissimo senso del vuoto nascono dal disagio di dover rispondere a se stessi, come per la prima volta succede proprio nell’adolescenza.

:: Bookteen – Il gabbiano Jonathan Livingston, Richard Bach (Edizioni BUR, 1977) a cura di Lucrezia Romussi

27 giugno 2016
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Montesquieu, filosofo, giurista, storico e pensatore francese, riteneva che la libertà fosse quel bene che ti facesse godere di ogni altro bene. Questo aforisma è espresso al meglio dall’ opera di Richad Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Lo scrittore nasce ad Oak Park , un sobborgo di Chicago, il 23 giugno 1936. E’ pilota per l’U.S. Air Force, l’aeronautica militare degli Stati Uniti d’America, aviatore acrobatico e, data la passione per la letteratura, decide di dedicarsi alla narrativa.   Scrive per varie riviste inglesi specializzate, soprattutto in aviazione, realizza anche vari romanzi come “Biplano”, “Illusioni”, “Nessun luogo è lontano” e “Niente per caso”. Richard Bach è padre di sei figli avuti dalla prima moglie Bette, da cui ha divorziato nel 1970. Durante le riprese del film, tratto dal suo romanzo più famoso, ‘’Il gabbiano Jonathan Livingston’’ conosce l’attrice Leslie Parrish, che diventerà, nel 1977, la seconda sposa. Nel 1999, Bach si è separato pure dalla seconda moglie, per risposarsi, nell’aprile dello stesso anno, con Sabryna Nelson-Alexopoulos. Nell’opera “Il gabbiano Jonathan Livingston” il protagonista è Jonathan un gabbiano particolare, diverso dagli altri: non si accontenta di vivere tranquillamente nel suo stormo Buonappetito utilizzando le ali solo per procurarsi il cibo dal peschereccio più vicino, senza far troppa fatica, Jonathan aspira, invece, alla perfezione e vuole utilizzare le ali per volare più velocemente. Così, i allena di giorno in disparte dal gruppo per riuscire a svolgere acrobazie e movimenti alari straordinari di una infinita bellezza. Soprattutto all’inizio, spesso, perde l’equilibrio sia fisicamente che moralmente, infatti, frequentemente tenta di comportarsi come gli altri, però, Bach, a proposito di ciò nel libro scrive ‘’ Ma il gabbiano Jonathan Livingston che faccia tosta, eccola là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo’’.
Propongo questo libro perché ritengo sia un esempio di libertà intesa non solo come atteggiamento personale adottato dal singolo senza influenze comportamentali esterne, ma anche come mezzo per raggiungere un ideale di perfetta realizzazione. Consiglio tale opera a tutti coloro che hanno nell’anima un vero “Gabbiano Jonathan‘’ soprattutto ai ragazzi, i quali nel complicato e turbolento periodo dell’adolescenza cercano continuamente esempi da cui attingere e imparare elementi necessari e indispensabili per la crescita. Traduzione a cura di Pier Francesco Paolini.

Richard Bach, ex pilota dell’aviazione militare americana, pilota itinerante e meccanico aeronautico, guida idrovolanti nel Nordovest degli Stati Uniti. Ha iniziato la carriera di scrittore con tre racconti di aviazione e ha scritto venti libri, tra cui Illusioni, Uno e Un ponte sull’eternità. Con Il gabbiano Jonathan Livingston ha ottenuto uno straordinario successo in tutto il mondo. I suoi libri sono tutti disponibili in BUR. Il sito dell’autore è richardbach.com.

Source: dono personale ricevuto dal recensore da un amico.

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