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:: Attorno a un giardino di Anna Maria D’Ambrosio (Italic 2020) a cura di Lucrezia Romussi

29 aprile 2020

Attorno a un giardinoAnna Maria D’Ambrosio, scrittrice di raccolte poetiche come ‘’Di fiori e di foglie’’ Interlinea e di romanzi dall’indiscusso successo, in primis ‘’Devi solo cadere con me’’ Interlinea, e della raccolta di racconti “Le parole del pettirosso” Giovane Holden, vincitrice di diversi premi nonché riconoscimenti letterari tra i quali il Premio Rhegium Julii 2011 per l’inedito di poesia, Premio F. Kafka 2015 e Premio Giuria della Città di Pontremoli 2017, è tornata a emozionare con ‘’Attorno a un giardino’’.

L’opera poetica pubblicata da Italic di Ancona vanta la prefazione della scrittrice pluripremiata Maria Paola Colombo, che afferma:

‘’Per molto tempo ho dimenticato il piacere di leggere poesie. Non so dire perché: ci sono cose che smettiamo di fare senza un motivo preciso…Poi ho incontrato la raccolta di Anna D’Ambrosio e ho sentito quanto mi sia mancato, in questi anni, l’istante in cui finisci di leggere una bella poesie, l’istante in cui stacchi gli occhi dalle pagine ma ancora l’anima resta là, in quell’Altrove fragile e disvelato. E quando ritorni, tutto intero, mente e cuore, al mondo degli oggetti quotidiani, dei gesti, dei volti, ti sorprendi a osservarli come cose misteriose, messaggi dell’Invisibile. È questa la magia della grande poesia, è questa la magia delle poesie di Anna D’Ambrosio: chiamare la vita per un istante con il suo nome segreto, chiamarla attraverso l’atroce vuoto che infuria, farla brillare nella sua intensità incantevole e dolorosa.’’

Con queste parole Maria Paola Colombo, magistralmente, suggerisce la dimensione dell’opera di Anna Maria D’Ambrosio, che con grande padronanza riesce a far trasparire da ogni poesia la bellezza del quotidiano, una bellezza autentica, vera, spontanea, che regala a tutti momenti di estasi.

Anna Maria D’Ambrosio, ricordando grandi poeti del passato come il Pascoli, ricerca la semplicità con audacia e interesse e riesce a stabilire un rapporto autentico tra la realtà interiore ed esteriore all’insegna della più naturale ed estasiante meraviglia.

Prendono così forma, diversi capitoli, quali ‘’Dolore e bellezza in lotta’’, una raccolta di sentimenti personali ma proprio per questo universali, ‘’Marginali’’, una collezione di storie quotidiane straordinarie come quella di Antonia che sposa a sedici anni un uomo, obbligata e gravida di disamore, ‘’Ombrello capovolto ‘’ l’avventura di chi non si arrende all’esilio dell’anima e del cuore, e, infine, ‘’Attorno a un giardino ’’, un ritorno da parte dell’autrice a sé medesima per riscoprirsi, trasformando così, il proprio io attraverso le parole. Una poesia, tra le tante, che meglio rappresenta la grandezza e il senso di questa opera poetica è: ‘’Donne filosofe’’:

Generazioni
di donne asservite
a cui era lecito
coltivare la furbizia,
disfatte dai parti,
in lutto perenne,
vecchie a trent’anni.
E di grande saggezza.
Filosofe analfabete
alla finestra
mentre passava la vita.
Prefiche e devote mammane.
Esperte a ninnare, accudire,
allattare, essere
strumenti di vita.

Questo componimento in versi, non solo, è un inno alle donne, intese come creature dotate di straordinarie capacità emozionali e intellettive ma pare anche un’esaltazione del quotidiano, nel quale si cela una filosofia a tratti mistica che esula da nozioni scolastiche ma si concentra sulle sensazioni primarie individuali, vere e uniche caratteristiche per le quali gli esseri umani possono definirsi davvero tali.
Quindi, grazie ad Anna Maria D’Ambrosio, perché è proprio attraverso poeti e poetesse come lei che la poesia diventa

‘’Il salvagente a cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire. Quando il mio cuore gronda per lo strazio delle parole che feriscono, dei silenzi che trascinano verso il precipizio. Quando sono diventato così impenetrabile che neanche l’aria riesce a passare.’’

Khalil Gibran

Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): premio Giovane Holden Edizioni 2015 e premio F. Kafka 2015. Con Giovane Holden Edizioni pubblica nel 2016 la raccolta di racconti Le parole del pettirosso.

Source: libro del recensore.