Archive for the ‘Recensioni’ Category

:: Elia il camminatore, Guia Risari (San Paolo edizioni 2018) a cura di Viviana Filippini

16 Maggio 2018

Guia Risari torna in libreria con la storia di Elia il camminatore, edito da San Paolo.  EliaLa storia di Elia racchiude in sé timidezza, amore per una vita sana, bisogno di amicizia e anche un pizzico di timore che, pian piano, il piccolo protagonista riuscirà a superare. Elia infatti è un bambino che ama molto camminare, spesso però lo fa da solo, perché è timido e ha vergogna di chiedere a qualcuno di andare con lui. Teme di essere respinto e non capito nel suo bisogno di fare lunghe, lunghissime passeggiate. Elia allora domanda ai suoi genitori di prendergli un animaletto che lo accompagni nelle sue camminate e così il piccolo si trova con un piccolo porcellino d’India. L’animaletto si stanca presto viste le sue corte zampette e allora arriva un gatto che si carica sul dorso il porcellino. Animali su animali si aggiungo a fare compagnia al protagonista, fino a che Elia si trova a camminare con al guinzaglio un elefante, con sopra un asino, con sopra un bue, con sopra un cane, con sopra un gatto e su, in cima alla piramide, eccolo là il porcellino d’India. Una situazione un pochetto difficile da gestire per il piccolo podista che troverà una soluzione per tutti gli animali, in modo tale da non avere uno zoo al seguito durante le sue passeggiate, ma un’altra piacevole compagnia. Il libro di Guia Risari è un testo per bambine che evidenzia, attraverso il piccolo protagonista, l’amore per lo sport, perché Elia macina chilometri su chilometri camminando, e camminare non è solo uno spostamento attraverso un luogo, ma è anche un modo per osservare e scoprire al meglio la realtà che lo circonda. Da Elia il camminatore emerge anche un profondo amore e rispetto per gli animali, ai quali Elia darà la giusta casa. Elia però è un bambino timido, e il suo andare a zonzo a piedi lo aiuterà a superare questo suo aspetto del carattere e a trovare il coraggio di chiedere a chi gli sta vicino (una ragazzina) di camminare con lui. La storia del piccole Elia è un avventuroso cammino di educazione alla vita sana e al rispetto per il prossimo simile e diverso dal proprio io. Elia il camminatore Guia Risari è da leggere in compagnia, magari proprio passeggiando. A dar forma visiva alla bella storia di coraggio e amicizia scritta da Guia Risari ci sono le illustrazione di Giulia Rossi. Età di lettura: da 6 anni.

Guia Risari è nata nel 1971 a Milano, dove ha compiuto studi classici e si è laureata in Filosofia Morale all’Università Statale con una tesi su Jean Améry, lavorando come educatrice e giornalista per “L’Unità”. Si è specializzata in Modern Jewish Studies alla Leeds University. Ha vissuto in Francia, dove, oltre a scrivere e tradurre, ha insegnato e svolto ricerche in socio-critica, storia, letteratura orale e comparata delle migrazioni.
Ha tenuto conferenze in varie università sulla filosofia morale, la letteratura concentrazionaria e delle migrazioni. Ha tradotto saggi e romanzi dal francese e dall’inglese per Feltrinelli, e/o, Alet, Giuntina, White Star. Ha curato testi di poesia ed ecologia. È autrice di racconti, pubblicati su riviste e antologie. Per l’infanzia, e non solo, ha pubblicato diversi libri che potete trovare al seguente https://www.guiarisari.com/ITALIANO/pubblicazioni.html

Giulia Rossi è Nata a Rimini nel 1987. Dopo la laurea in architettura presso l’Università di Ferrara e il master in illustrazione editoriale all’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha collaborato con i più importanti editori italiani realizzando copertine e albi illustrati. Le sue illustrazioni sono state selezionate in occasione di diverse mostre e concorsi a livello nazionale e internazionale. Curiosità, ricerca e sperimentazione sono alla base del suo lavoro. Nelle sue immagini è sempre volta a cercare nuovi linguaggi espressivi, facendo interagire tecniche artistiche tradizionali con elaborazioni digitali. http://giuliarossiart.tumblr.com

Source: richiesto all’editore.

:: Morrison di Toni Morrison (Einaudi I Meridiani 2018) a cura di Marcello Caccialanza

16 Maggio 2018

COF_merid_morrison.indd“Morrison” raccolta dedicata a Toni Morrison (premio Nobel per la letteratura 1993, considerata dai più una tra le più grandi autrici afroamericane) è un insieme di romanzi ben confezionato, che appartiene alla collana “ I Meridiani” della Mondadori editore.
Quest’opera vanta anche la presenza, come nota introduttiva dell’intero lavoro, di un saggio assai prezioso, realizzato, con grande maestria, dalla penna di Marisa Bulgheroni ed anche costruito in modo nobile sulla alquanto provata competenza critica di Alessandro Portelli, uno dei massimi conoscitori di letteratura afroamericana e di tradizioni orali.
Questo Meridiano ha il compito anche di ridisegnare in modo epico, passo dopo passo, il percorso narrativo dell’autrice nata l’8 febbraio 1931 nello Stato dell’Ohio, e più precisamente nella città di Lorain.
Il suo debutto nel mondo della scrittura impegnata avviene negli anni’70 con il romanzo: “L’occhio più azzurro” dove la stessa narra la tenera vicenda di una piccola di colore che aspira ardentemente ad emulare i bianchi. Vorrebbe avere perfino gli occhi azzurri proprio come quelli della celebre bambina prodigio Shirley Temple.
Nel 1973 dà alle stampe “Sula”, un racconto formativo che esamina in modo peculiare e speculare l’intrinseca vicenda evoluzionistica di due donne dal carattere agli antipodi: la prima del tutto combattiva e ribelle; mentre la seconda più placida e conformista. L’autrice fa qui un pregevole lavoro di analisi del loro repentino cambiamento che va pari passo con quel mutamento che si era verificato nelle comunità di colore durante l’ondata di migrazione che aveva avuto luogo negli ’40.
Ma la consacrazione ufficiale di questa scrittrice di prim’ordine arriva nel 1987 e più precisamente con il suo capolavoro “Amatissima,” che l’anno dopo, nel 1988 ha vinto il premio Pulitzer.
In questa narrazione, così maestosa e monumentale, canto di rara e provata intensità, viene offerta al pubblico l’intricata vicenda esistenziale di Sethe, una giovane e assai rustica donna dalla pelle nera che, prima che facesse il suo nefasto ingresso la Guerra Civile, ha l’indomito coraggio di ribellarsi alla propria schiavitù. Il suo sogno proibito fuggire al nord, verso la libertà più vera! Ma alla fine della sua triste epopea prende l’ingrata decisione di uccidere la propria figlia, carne della sua carne, piuttosto che farle sperimentare le terrificanti ed infernali torture che una meschinità quale la schiavitù aveva prodotto!
Oltre alla lettura di questi tre romanzi, così meravigliosamente toccanti, tradotti da Chiara Spallino; noi fedeli lettori abbiamo ancora un’altra grande opportunità per confrontarci con la bravura di questa autrice e per conoscerne meglio la sua sensibilità e la sua tenacia. Ricordiamo quindi “ Canto di Salomone”; “Jazz”; e “Il dono” che contemplano in modo assai perfetto l’immaginario politico e civile di questa incredibile donna tutta di un pezzo, che ha la fortuna di spiccare il volo nel panorama internazionale e contemporaneo, a causa del suo impegno sociale e del suo talento cristallino.
Da leggere perché è un tenero e sentito omaggio, scritto con il cuore da una donna alle donne!

Nata in Ohio nel 1931 da una famiglia nera di origini operaie, Toni Morrison diventa nel 1965 editor della casa editrice Random House, affermandosi sulla scena pubblica come specialista in cultura afroamericana. Al suo esordio con L’occhio più blu (1970) riscuote immediatamente un ampio consenso di critica e di pubblico, segnalandosi in particolare per il tono epico della narrazione e i connotati sociali che sempre caratterizzeranno la sua scrittura, fino all’ultimo romanzo pubblicato, God Help the Child (2016). Ottenuti i più prestigiosi riconoscimenti – dal Pulitzer del 1988 al Nobel – e da sempre vicina al movimento femminista e al Partito Democratico, la Morrison si è schierata con Barack Obama per le elezioni presidenziali del 2008.

Source: libro del recensore.

:: The stone di Guido Sgardoli (Piemme 2017) a cura di Elena Romanello

16 Maggio 2018

THE STONE DI GUIDO SGARDOLIL’isola di Levermoir, piccolo lembo di terra al largo delle coste irlandesi, è lontana dai circuiti turistici dell’Isola di Smeraldo, tutti si conoscono, girano ogni tanto storie di antiche leggende, ma per il resto si vive in maniera abbastanza monotona, forse troppo.
Liam, adolescente, si trova a dover fare i conti con la morte incidentale della madre, docente universitaria e antropologa, e con il padre sempre più assente, ha poca voglia di andare a scuola e comincia a tagliare le lezioni e a girare per l’isola: il misterioso suicidio del vecchio farista, scoperto proprio da Liam, dà il via ad una serie di eventi, soprattutto quando il maggiore O’Hara, il poliziotto che indaga sul fatto, rivela al ragazzo che molto probabilmente si tratta di un omicidio, cosa che tra l’altro Liam aveva già intuito.
Liam trova sotto il faro una pietra con strane incisioni, simile ad una che sua madre aveva nascosto nella serra, dove è avvenuto l’incidente che ha causato la sua morte, che forse non è stato un incidente. Le due pietre, acostate, diventano una cosa sola, e Liam, con i due amici Midrius e Dotty, comicia ad indagare mentre Levermoir inizia a diventare teatro di fatti orrendi e inspiegabili, morti, incendi, sparizioni, incidenti, e l’ombra di un’antica maledizione che torna diventa man mano più evidente, come era già successo periodicamente nel corso della Storia di quell’area.
L’Irlanda è da decenni un luogo icona per il fantastico, e la scelta di ambientare questa vicenda in un lembo immaginario ma molto realistico di quella terra è senz’altro azzeccata. Il modello di The Stone è senz’altro It di Stephen King, in un contesto che si richiama alle tradizioni del mondo celtico, ma ci sono echi anche di altri libri del Re di Bangor, Stand by me in testa, oltre che di film di culto come I Goonies e di molta narrativa e immaginario di avventure fantastiche vissute da giovanissimi, tra mondo anglosassone e Estremo Oriente.
The Stone si rivolge sulla carta ad un pubblico di ragazzi di oggi, ma è in realtà godibilissimo e appassionante per i ragazzi di tutte le età, l’avventura fantastica che in tanti avremmo voluto vivere, una narrazione incalzante, avventurosa, ma che non trascura l’aspetto psicologico, le difficoltà di crescere, di trovare il proprio posto nel mondo, di fare i conti con il lutto, di capire che in qualche modo si è tutti prescelti a fare qualcosa. Una storia autoconclusiva con personaggi a cui ci si affeziona, ragazzi coinvolti in un’avventura più grande di loro, tra orrori e enigmi, e che sarebbe meglio ritrovare.
Il genere fantastico è amato dal pubblico di ogni età, ma alla gran offerta di titoli non sempre fa da contraltare la qualità: non è questo il caso di The Stone, avventura iniziatica per tutte le età, per salvare il mondo e se stessi e trovare il modo di crescere.

Guido Sgardoli è laureato in Medicina Veterinaria, insieme agli studi ha coltivato la passione per il disegno, l’animazione e la scrittura. Dopo l’esordio nel 2004, ha pubblicato numerosi romanzi di narrativa per ragazzi con i più importanti editori italiani. Tra i molti riconoscimenti ottenuti, nel 2009 il Premio Andersen.
Tra i suoi libri ricordiamo anche La mano di Thuluhc sempre per Piemme e Dragon Boy per Pickwick.

Source: acquisto personale del recensore.

:: L’internazionalizzazione dell’Economia italiana. Nuove prospettive, nuove politiche?, curato da Beniamino Quintieri (Rubbettino 2016) a cura di Daniela Distefano

15 Maggio 2018

2Questo volume, organizzato dalla fondazione Masi, si pone l’obiettivo di fornire a studiosi e policy-makers un quadro, il più possibile esaustivo, sui principali cambiamenti in atto nell’economia mondiale e sulle conseguenti implicazioni per le politiche commerciali”.

Lo scopo di questo testo analitico è prestare particolare attenzione alla posizione italiana nel contesto globale in continuo mutamento. Occorre approfondire il ruolo delle imprese commerciali esportatrici quale importante componente della competitività dell’Italia sui mercati internazionali ed in prospettiva la capacità esportativa del sistema produttivo nazionale. Esistono, per gli esperti nel campo, ampi margini di miglioramento. Si sviluppano nuovi mercati per le nostre imprese. La Cina si avvia a diventare la più grande economia mondiale e il ribilanciamento in atto in quel Paese è destinato ad avere un impatto rilevante sul mondo. Ma in quale misura l’Italia potrà beneficiarne? Il libro approfondisce anche tecnicamente questi interrogativi e punta a sviscerare tematiche nuove e all’avanguardia: il ruolo dell’e-commerce, per esempio, come strumento prevalente di vendita sui mercati esteri. Alcuni case studies hanno infatti segnalato che il ricorso a vendite dirette on line ha rappresentato uno dei principali fattori di crescita delle vendite/sopravvivenza per le imprese manifatturiere italiane nell’attuale fase di scarsa dinamicità della domanda interna e forte incertezza sui mercati internazionali. E per quanto riguarda il contesto internzionale della nostra politica economica? I nostri più importanti partner commerciali sono i Paesi membri dell’Unione Europea, che coprono il 55% delle esportazioni e il 57% delle importazioni italiane, seguiti dai Paesi asiatici, e dal Nord America. Le barriere commerciali rimangono ancora consistenti e assumono un ruolo significativo nelle decisioni tanto delle imprese che dei policy maker. Va però segnalato che lo scenario è ondulatorio per via del fenomeno migratorio. L’abbattimento degli steccati tra Est e Ovest, soprattutto in Europa, e l’abbassamento dei costi di trasporto, non solo per le merci, ma anche per le persone, sono tra i fattori responsabili di questa nuova globalizzazione per il movimento delle popolazioni. Gli esperti di mercato del lavoro si occupano da molti decenni di capire se tra i lavoratori nativi e migranti esiste complementarietà o sostituibilità. Quel che appare certo è che l’ingresso dei migranti significa non solo aumento di risorse per l’economia, ma anche aumento della varietà di queste risorse in termini di abilità produttive, di capitale umano e di capitale relazionale. Insomma il nostro Paese si muove come un elefante nella casa di vetro di barriere e non barriere economiche. A determinare la capacità di una Nazione di generare, trattenere e attrarre investimenti dall’estero concorrono molteplici fattori: ciclici, quali la dinamica della domanda interna, strutturali, come la dimensione di mercato, la specializzazione in determinati settori o la disponibilità di materie prime, fiscali, quali l’incidenza della tassazione sui profitti o sul lavoro, politici come – soprattutto nelle economie emergenti – la stabilità sociale e del governo, e infine la qualità delle istituzioni. Infine, negli ultimi venticinque anni si sono materializzati ineludibili cambiamenti: dalla rivoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione alla costante riduzione dei muri commerciali e dei costi di trasporto. Il risultato è una nuova divisione del lavoro in cui la produzione dei prodotti finali è frammentata in catene globali del valore (GVC). In base a questo nuovo paradigma produttivo, il processo di produzione di un dato bene può essere suddiviso in compiti assegnati a diverse unità produttive localizzate in altri Paesi di tutto il mondo. Argomenti vivi, attuali, calamitanti, stimolanti di spunti e riflessioni. Il volume fotografa la nostra realtà economica, lo fa con molta prudenza e geometria linguistica. Utile non solo per addetti ai lavori, ma per quanti cercano di capire con il filtro dei ragionamenti perché non c’è da bearsi, anche se l’evoluzione umana mai è stata tanto accelarata e progredita come adesso.

Beniamino Quintieri è Professore ordinario di economia internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata; Presidente della Fondazione Manlio Masi – Osservatorio Nazionale per l’Internazionalizzazione e gli Scambi. In passato è stato Presidente dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero, Commissario Generale del Governo per l’Esposizione Universale di Shanghai 2010, Direttore del CEIS di Tor vergata. E’ autore di numerose pubblicazioni su tematiche relative all’economia internazionale, finanza pubblica, economia del lavoro e macroeconomia. Il 2 giugno 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito la massima Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Antonio e Maria dell’Ufficio Stampa “Rubbettino”.

:: Il suono della vita di Hans- Josef Ortheil (Keller 2018) a cura di Viviana Filippini

10 Maggio 2018

1Il suono della vita” di Hans- Josef Ortheil mi ha ricordato un partitura musicale con una melodia in crescendo. Il romanzo, edito da Keller, è la storia di una rinascita vissuta dal protagonista. Johannes adulto narra la sua esistenza trascinandoci in un vortice di eventi, rumori, suoni e vibrazioni che evidenziano come sia possibile superare l’incomunicabilità. Johannes bambino non parla. Il suo non dire parola non è determinato dal fatto che sia muto o affetto da qualche disturbo. Il motivo è che il piccolo è cresciuto con una madre che ha volontariamente smesso di parlare. Causa di tale shock per la donna, la morte dei figli (il protagonista è l’unico sopravvissuto) durante e dopo il Secondo Conflitto Mondiale. La madre non parla, il dolore l’ha portata a rifugiarsi nella lettura e a comunicare scrivendo biglietti che il marito (geodeta di professione) legge ogni volta che torna dal lavoro. Poi, un giorno, nella loro casa arriva un pianoforte e questo non solo smuoverà qualcosa nell’animo della madre, ma stuzzicherà la curiosità del piccolo Johannes. Il padre intuisce questo elemento e architetterà un piano per aiutare il figlio a scoprire la parola e la musica. Il piccolo protagonista affronta il suo cammino di formazione vocale non a Colonia, ma nel villaggio campestre dove il padre è nato e da questo momento per lui sarà una vera e propria meravigliosa scoperta del mondo. Il contatto diretto con la natura, lo studio della musica, il viaggiare tra Colonia e Roma e il cimentarsi con la scrittura sono gli strumenti che permetteranno a Johannes di diventare un giovane uomo e di prendere coscienza di sé e del proprio vissuto. “Il suono della vita” è un romanzo di formazione nel quale il protagonista affronta snodi cruciali nella e per la sua vita. Johannes ha un rapporto molto intenso con la madre. Non importa che loro due non parlino, ma sono i gesti a sottolineare l’intensità del legame madre-figlio, un qualcosa di perenne e indissolubile. Dal punto di vista del padre, l’uomo riesce un po’, ma a fatica, ad accettare il mutismo della moglie, ma quello del figlio no. Non è sopportabile. Il geodeta farà tutto il possibile per far parlare il figlio e lo farà portandolo a contatto diretto con la natura, facendolo disegnare, scrivere e suonare. Johannes ha quindi nei genitori due perni saldi ma, allo stesso tempo, il suo tentare di vivere in società senza parlare troppo gli creerà problemi. Per cominciare il ragazzo sarà spesso la vittima prescelta dei suoi compagni di scuola – a volte anche dei docenti- che lo derideranno e che non comprenderanno mai le cause vere del suo mutismo. Per loro Johannes è il tipo strambo, il debole da sbeffeggiare e prendere di mira. Johannes un po’ si ribella, ma molte volte subisce e vede nella musica una sorta di salvezza, una luce in fondo al tunnel. Una mera illusione perché quando si renderà conto di non avere le qualità per diventare un grande musicista, la delusione per questa presa di coscienza lo farà soffrire molto. Allora comincerà a scrivere (proprio come faceva la madre) e il mettere parole su carta tra Colonia e Roma, permetterà a Johannes non solo di esorcizzare le paure, ma di mettersi a confronto con il suoi io e il suo vissuto personale. “Il suono della vita” di Ortheil è un viaggio nel vissuto di un uomo che fa degli affetti, delle parole e della musica gli strumenti per affrontare l’esistenza quotidiana. Quel vivere pieno di esperienza e di suoni, nel quale però non manca mai il silenzio, poiché esso è per Johannes lo strumento migliore per ampliare i sensi e percepire le note più intime dell’animo umano. Traduzione dal tedesco Scilla Forti.

Hanns-Josef Ortheil è nato a Colonia nel 1951. È scrittore, pianista e professore di scrittura creativa e giornalismo culturale presso l’Università di Hildesheim. Da molti anni è considerato uno dei maggiori esponenti della letteratura tedesca contemporanea. È stato insignito di numerosi premi per le sue opere, tra cui il Thomas-Mann-Preis, il Nicolas-Born-Preis, lo Stefan-Andres-Preis e l’Hannelore-Greve-Literaturpreis. I suoi romanzi sono stati tradotti in più di venti lingue.

Source richiesto all’editore.

:: La moglie innocente di Amy Lloyd (Newton Compton 2018) cura di Federica Belleri

2 Maggio 2018

La moglie innocente di Amy LloydCi si può innamorare alla follia di un assassino? È successo a Samantha, inglese, maestra. Dall’Inghilterra alla Florida insegue il sogno di conoscere Dennis, condannato per aver ucciso una bambina. Una condanna che i forum hanno sempre ritenuto superficiale, un’indagine seguita in modo frammentario. Centinaia di migliaia di persone sono al fianco di Dennis, che sta scontando la sua pena in un carcere di massima sicurezza. Migliaia di lettere ricevute, tra le quali quella di Samantha, ossessionata da lui e dalla sua storia. Aveva diciotto anni quando è stato processato, ora ne ha venti di più.
Inizia così la relazione fra Samantha e Dennis, amore insolito, separato dalle catene a polsi e caviglie e da un vetro di plexiglas. Un amore carico di imbarazzo e cresciuto lentamente. Samantha lascia per lui sua madre, il lavoro, il suo paese. La storia di Dennis diventa ora anche la storia di Samantha, i social si scatenano, l’opinione pubblica è divisa. Una produzione lo insegue per preparare una serie tv. Seguiranno interviste e la costruzione di un probabile romanzo autobiografico.
Che tipo di vita potrebbe fare con Samantha? Che strascico ha lasciato la sua condanna? Forse rancore, rabbia, amarezza. Forse accanimento ossessivo, infanzia trascurata e malata. Forse pochi slanci affettivi e lunghi silenzi che destano preoccupazione.
Samantha deve affrontare la sua nuova vita accanto a un uomo strano, inquietante, bellissimo ma inaccessibile.
La moglie innocente è un thriller che ruota attorno alle emozioni viscerali dei protagonisti, alle loro debolezze e a segreti orribili. È una storia di amicizia e di continuo abbandono. Ogni personaggio è colpevole. Tutti, allo stesso modo, possono dirsi innocenti.
Le origini del male sono pericolose, anche quando non si vuole ferire nessuno.
Consigliato. Buona lettura.

Amy Lloyd ha appena superato i trent’anni e vive a Cardiff. Ha esordito come scrittrice con La moglie innocente, romanzo vincitore nel 2016 del premio First Novel Competition del «Daily Mail» e di Penguin Random House: i diritti di traduzione sono stati venduti in 17 Paesi.

Source: omaggio dell’editore al recensore.

:: Direttamente dalla Trecani di Max De Max (L’ Argolibro editori 2018) a cura di Nicola Vacca

2 Maggio 2018

1Ci vuole molta ironia, e soprattutto molta autoironia, per sopravvivere in questo nostro mondo popolato da individui massa o da una massa di individui che non provano nessuna vergogna quando parlano a vanvera, credendo con presunzione di esibire un italiano decente.
Ne ha molta e di altissimo livello Vincenzo Bucchieri (in arte Max De Max) che nel suo libro Direttamente dalla Trecani (L’Argolibro editore, per info: 339 5876415, http://www.largolibro.blogspot.it )) ha raccolto una serie di strafalcioni che uccidono ogni giorno la nostra amata lingua.
Tutto quello che leggerete in questo libro è stato detto da italioti che si sentono italiani, ma in realtà sono solo degli italioti che hanno la presunzione di sentirsi membri onorari dell’Accademia della Crusca.
Con leggerezza straordinaria l’autore ha raccolto in sezioni lo stupidario sgrammaticato italico così come lui le ha ascoltate passeggiando per le strade d’Italia e soprattutto di Roma.
Per esempio, dal capitolo “Le ingarbugliate”: «È come la Madonna. Compare e scompare!»; «Potessi perde la vista dell’occhi!»; «Camera Mortuale!».
Ma la situazione si fa seria quando nella prima parte dedicata a Le semplici si legge:«Connotati di vomito» o «Medicina Emeopatica» o «Ho votato per D’Alema e L’Uliveto».
Vincenzo Bucchieri è un astrofisico e questo piccolo e prezioso libro ci fa ridere e riflettere sulla decadenza della nostra lingua ai tempi dei tuttologi e dei social network. E lo fa usando l’arma dell’ironia, anche perché già sono in tanti a prendersi sul serio, soprattutto coloro che hanno la presunzione di parlare un italiano perfetto e poi quando aprono bocca non si rendono nemmeno conto che stanno facendo rivoltare nella tomba Tommaseo, Dante Alighieri e tutti i padri nobili della lingua italiana.
«Godibilissima la lettura di questa raccolta di Vincenzo Bucchieri. – scrive Francesco Sicilia nella prefazione- Il suo è stato un lavoro certosino, un “crescendo” che strappa al lettore una, dieci, cento risate».
Anche se dopo aver riso tanto, quello che resta è una profonda amarezza per la tragica fine che in questo Paese (che tra le altre cose non gode di ottima salute) ha fatto la lingua italiana.

:: Giacomo Casanova – La sonata dei cuori infranti di Matteo Strukul (Mondadori 2018) a cura di Federica Belleri

29 aprile 2018

imagesDopo la saga dedicata ai Medici, torna in libreria Matteo Strukul, con un personaggio controverso e affascinante: Giacomo Casanova. Abile seduttore, fisico atletico e asciutto, sguardo infuocato. Spirito libero e intraprendente. Amato dal popolo e dalle donne, in grado di portare sofferenza e dolore, incapace di amare davvero …
Lo ritroviamo nella sua adorata Venezia, nel 1755. Una città che sta cambiando e difficile da governare. Il Doge è malato e c’è già chi cospira per prendere il suo posto. Il ritorno di Casanova crea scompiglio e grande preoccupazione, quell’uomo deve essere tenuto d’occhio. L’ideale sarebbe farlo sparire. Perché?
L’autore ci racconta il suo amato Veneto attraverso la bellezza dell’arte e della cultura. Gianbattista Tiepolo, pittore unico dal singolare modo di trattare i colori. Giovanni Battista Ponchini, Gianbattista Zelotti, Paolo Veronese. Carlo Goldoni, drammaturgo in grado di cogliere le mille sfumature dell’animo femminile. Benedetto Marcello, con le sue opere meravigliose. Questo e molto altro viene raccontato con passione, accanto al Consiglio dei Dieci e al precario equilibrio fra Austria e la Serenissima Repubblica di Venezia.
Giacomo Casanova riceve una proposta che non può rifiutare, una sfida che lo porterà a cambiare in modo radicale. Un’avventura pericolosa legata alle meraviglie dell’universo femminile, agli affari e al potere.
Cospirazione e inganno, sensualità, convenzioni sociali da rispettare. Erotismo malato, onore da proteggere. Intrighi e favori politici, follia e meditata vendetta. Disperazione e dolore infinito.
Questo romanzo è una reinterpretazione dell’uomo-personaggio Giacomo Casanova. Una figura in grado di non perdersi d’animo, incastrato dai suoi demoni ma determinato. È la storia di uomini e donne scaltri e senza morale, cattivi e profondamente egoisti. È freddezza spietata, mirata ad uccidere.
Venezia, Bolzano, Ungheria … un accenno alla Transilvania. Un viaggio nella storia fra il 1755 e il 1756. Un mix spregiudicato di emozioni, dal duello alla sublimazione dell’amore. Venezia viene descritta nella sua bellezza morbida e stanca, nelle sfumature della sua laguna, nella ricchezza dei palazzi. L’odore nero dei canali si sente a distanza, il fruscio degli abiti delle dame si percepisce camminando per le calli. Sciabole e candele, orgoglio e riscatto. La ricerca di un luogo sicuro per amarsi, il desiderio di fuggire.
Tutto è in trasformazione, tutti hanno diritto a una seconda possibilità. Anche Giacomo Casanova. Perché tutto passa per il sangue, anche l’amore.
Ottima scrittura e lettura, che vi consiglio.

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Tra il 2016 e il 2017 ha pubblicato per Newton Compton Editori una tetralogia di romanzi storici dedicata alla famiglia fiorentina dei Medici, tradotta in molte lingue. Con il primo volume della serie, I Medici, una dinastia al potere, ha conquistato la vetta delle classifiche in tutto il mondo e vinto la sessantacinquesima edizione del Premio Bancarella. Giacomo Casanova è già stato venduto all’estero in diversi Paesi prima ancora della sua pubblicazione in Italia.

Source: acquisto personale

:: La ragazza che hai sposato di Alafair Burke (Piemme 2018) a cura di Marcello Caccialanza

28 aprile 2018
La ragazza che hai sposato

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Libro assai intrigante ed avvincente è il romanzo scritto da Alafair Burke dal titolo “La ragazza che hai sposato” edito dalla Casa Editrice Piemme.
L’ autrice de “La ragazza che hai sposato”, statunitense di nascita, vanta nel suo ipotetico palmares best seller internazionali, quali “La ragazza nel parco” e “Una perfetta sconosciuta”.
In questa sua nuova fatica, la Burke pone al centro dell’intera questione un quesito che molto spesso noi creature fragili ci poniamo giorno dopo giorno:“quanto ci fa paura la verità?” Una domanda fondamentalmente angosciosa che ci pone davanti allo specchio spietato della nostra anima. E anche Angela, eroina di questo romanzo, è logorata dentro…non si sente né colpevole, né innocente…né vittima, né carnefice. Angela non è altro che umana, perfettamente attendibile e credibile!
Angela ha avuto una vita piena di dolori e di sfide sfiancanti e a causa del suo passato oscuro sogna una vita futura rassicurante, di certo non emozionante, ma votata alla più anonima routine.
Del resto non si è mai aspettata niente dalla vita neppure nel momento in cui è convolata a nozze con Jason Powell, un brillante docente di economia impiegato alla New York University. Eppure qualcosa era cambiata in lei quando ha dato alla luce il figlioletto, l’adorato Spencer…è come se un barlume di improvvisa felicità avesse colpito all’improvviso il suo arido e timido cuore di donna complicata.
Ma Angela, eroina moderna de “La ragazza che hai sposato”, non può di certo permettersi l’oneroso lusso di essere finalmente felice.
Infatti nella parte centrale di questa avvincente narrazione il marito viene accusato di essere esecutore materiale di una orribile e scellerata vicenda: lo stupro di una studentessa. E proprio a questo punto va da sé che qualunque equilibrio, di per sé già precario, è destinato inesorabilmente ad implodere.
Angela, a torto o a ragione, indossa l’abito stretto della vittima di un osceno tradimento che sicuramente va minando la sicurezza della sua stessa famiglia. Ma Angela capisce bene che proprio lei è l’ultima persona che può permettersi di giudicare gli altri. Dal momento che proprio lei, moglie tranquilla e perfetta…fino a risultare nauseante, nasconde dentro di sé un indicibile segreto che, con maestria e falsità, è riuscita a celare a quanti la circondavano creando così anni e anni di finta armonia conviviale.
Le costanti menzogne che la medesima protagonista ha ben confezionato per nascondere ai benpensanti la verità ultima vengono lentamente a galla accompagnando il lettore morbosamente curioso in un labirinto scandaloso. Un mondo parallelo fatto di sorprese amare! Sorprese inaudite come quelle relative alle molestie sessuali di Jason e quelle inerenti al lato oscuro di un’anima che era sempre apparsa fallacemente candida…
Perché leggere questo romanzo della Burke? Perché con un lavoro certosino la stessa autrice riesce a costruire intorno alla sua eronia un mondo a parte che ha la capacità di dimostrare quanto l’uomo sia ben lontano dal conoscere, ma anche dal solo immaginare, il vero.
Non deve perciò stupire come il collega Michael Connelly il famoso re del giallo sia grande estimatore della Burke, autrice che continua a sorprendere pubblico e critica con le sue vicende assai ricche di colpi di scena e di grande umanità.

Alafair Burke, autrice de La ragazza nel parco, bestseller pubblicato in Italia da Piemme, è un avvocato penalista, con una grande esperienza di processi. I suoi romanzi, sia crime che thriller psicologici, sono bestseller del New York Times, elogiati da autori come Michael Connelly e Dennis Lehane.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Kaiser di Marco Patrone (Arkadia Editore 2018) a cura di Fabio Orrico

26 aprile 2018

1Il fatto che un lettore come me, del tutto estraneo a vicende calcistiche nonché impermeabile a qualunque mistica dello sport, ignorantissimo in materie sportive e agonistiche, abbia letto con passione e quasi in un’unica sessione questo romanzo la dice lunga sul suo valore o, più in generale, sulla capacità di Marco Patrone di rendere interessante la materia trattata.
Kaiser racconta l’incredibile storia di Carlos Enrique Raposo, calciatore brasiliano attivo fra la fine degli anni 70 e l’inizio dei 90. L’aggettivo “attivo” è però forse mal speso perché Raposo, soprannominato Kaiser per la somiglianza con Beckenbauer, non ha praticamente mai toccato un pallone (un solo goal nell’arco della carriera e non è un dato certo), riuscendo sempre a sfuggire allenamenti e, di fatto, restando in panchina mentre i compagni di squadra giocavano. Distorto, paradossale self made man, Kaiser deve la propria fortuna alla furbizia, alla faccia tosta e alla rete di amicizie che, per ragioni squisitamente extra sportive, è riuscito a crearsi. Patrone è capace di conferire al suo eroe una statura quasi wellesiana, seppure declinata secondo un’ottica canagliesca, assonante a certi ritratti da commedia all’italiana. Il richiamo a Welles viene spontaneo perché Kaiser si modella sull’archetipo narrativo di Quarto potere, quindi un giornalista che ricostruisce la vita / carriera di un personaggio esemplare. In questo caso il nostro referente è Marco, giovane cronista sportivo soprannominato Dosto (starebbe per Dostoevskij) per l’eccessiva preziosità verbale nell’esprimersi che riceve dal collega francese Francois l’imbeccata per occuparsi di Raposo. Stregato dalla sua vicenda non solo si mette sulle tracce dello sportivo ma in qualche modo, raccontandone (o meglio ancora evocandone) la storia, dà voce a una sorta di sociologia della truffa, un continuo, ostinato interrogarsi su menzogna e mistificazione che spostano Kaiser quasi verso i territori del romanzo-saggio. Anche qui c’è qualcosa di profondamente wellesiano: si veda la sardonica indagine di F for fake.
Kaiser è ripartito fra le voci di Dosto e quella del titolare del titolo in copertina. Da un lato la velocità, la precisione e la continua altalena di dubbi del giovane giornalista espresse da una lingua duttile e digressiva, dall’altro la ribalda assertività e l’umorismo deresponsabilizzante che caratterizzano l’oralità di Raposo. Alternate secondo un ordine fortemente idiosincratico e non manicheo, tra loro distinte ma sufficientemente consonanti da garantire coerenza e compattezza stilistica al libro, le due voci si saldano a creare un romanzo profondamente teorico. Infatti mentre Marco penetra sempre più a fondo nella vita di Kaiser diventa per lui impossibile non interrogarsi su modi e forme del racconto biografico, portando alla luce (o rigettando in un nuovo buio) anche una oscura storia sentimentale, vera e propria scatola nera del libro.

Marco Patrone si occupa di sviluppo di prodotti bancari, finanziari e assicurativi. Ha però una seconda vita, nella quale si fa chiamare Recensireilmondo e cura l’omonimo blog letterario, tra i più seguiti in Italia. Il suo romanzo d’esordio, Come in una ballata di Tom Petty, è uscito per Transeuropa nel 2015. Un suo racconto è compreso nella raccolta Monaco d’autore, pubblicata per Morellini Editore nel 2016. Il racconto L’estate del Pollo, uscito nel 2016 nella collana L’animale umano di Urban Apnea Editore, è stato finalista al Concorso Letterario Zeno.

Source: libro inviato al recensore dall’ editore. Si ringrazia Tania Murenu dell’ Ufficio stampa.

:: L’ultimo di noi di Adélaïde de Clermont-Tonnerre (Sperling & Kupfer 2018) a cura di Marcello Caccialanza

26 aprile 2018

L'ultimo di noi“L’ultimo di noi “, romanzo scritto da Adelaide de Clermont-Tonnerre ed edito dalla Sperling & Kupfer, è una assai tenera storia che racconta con tono appassionato la parabola esistenziale di un bimbo, all’anagrafe Werner, che grazie alla sua caparbietà e alla sua stessa voglia di emergere riuscirà a diventare un imprenditore di successo.
Ammagliato dalla bellezza di Rebecca, giovane erede di una famiglia americana tra le più ricche del Paese, Werner se ne innamora perdutamente.
Ma quando il destino lo porta di fronte alla madre di lei, una tempesta si abbatte inesorabile sull’uomo: la donna infatti nel guardarlo negli occhi ne rimane profondamente sconvolta.
Per salvare dunque il suo amore il giovane dovrà affrontare a muso duro un viaggio a ritroso, in un passato squallido ed implacabile, che lo condurrà nel 1945 e più precisamente nella città tedesca di Dresda, dove una giovane donna sotto un marasma di bombe alleate partorirà un bimbo, gli darà un nome, Werner, e lo affiderà ad una famiglia di umili origini affinché ne faccia un uomo di saldi principi.
Un libro davvero emozionante che non può lasciarti indifferente, non solo un viaggio nella storia più buia d’Europa, ma una vera e propria presa di coscienza con la parte più intima e fragile di sé, insomma un profondo guardarsi nello specchio dell’anima per capire fino in fondo la propria identità facendo collimare una volta per tutte menzogna e verità.

Adélaïde de Clermont-Tonnerre, nata a Parigi, è giornalista e scrittrice. Con L’ultimo di noi ha vinto nel 2016 il Grand Prix du roman de l’Académie Française, uno dei più prestigiosi premi letterari francesi, conquistando la critica, le classifiche, i lettori.

Source: libro del recensore.

:: Mazinga nostalgia di Marco Pellitteri (Tunuè editore 2018) a cura di Elena Romanello

26 aprile 2018

MazingaA quasi vent’anni dalla prima pubblicazione, nell’ormai lontano 1999 per Castelvecchi, torna in libreria uno dei saggi fondamentali sulla cultura otaku nel nostro Paese e non solo, Mazinga nostalgia di Marco Pellitteri, in una nuova edizione espansa su due volumi per Tunué.
Con Mazinga nostalgia gli studi su manga, anime e cultura ad essi collegati fecero un salto di qualità, ad opera di un appassionato che era cresciuto con questo suo interesse e che lo fece diventare un lavoro, come hanno fatto in molti in quel periodo e in seguito fino ad oggi.
Del resto i fumetti e cartoni animati giapponesi sono un’espressione popolare ma molto interessante di una cultura millenaria, che ha saputo coniugare tradizioni e modernità estrema, riletture di generi con un’ottica diversa e nuovi percorsi di eroi, creando delle vere e proprie icone amate e legate ciascuna al proprio autore e autrice.
La nuova edizione di Mazinga nostalgia si lega infatti, a proposito di personaggi iconici, alle celebrazioni per i quarant’anni di Heidi e di Goldrake, i primi due anime che arrivarono nel nostro Paese in un momento non facile per l’Italia ma unico per l’immaginario, e che seppero appassionare, con due storie opposte, giovanissimi e non solo.
Nelle pagine dei due volumi Marco Pellitteri esamina l’immaginario animato nipponico, in tutte le sue sfumature e storie, mettendolo anche in relazione con quello occidentale, visto che ci sono punti di contatto tra il Corsaro nero creato da Emilio Salgari e il fantascientifico Capitan Harlock di Leiji Matsumoto, l’icona dei comics Superman e il robottone Jeeg di Go Nagai, i romanzi di formazione ottocenteschi con la bionda Candy Candy.
Mazinga nostalgia, a dispetto del titolo, non vuole fare solo leva su ricordi e rimpianti per un mondo che non esiste più, anche perché il fandom otaku è cresciuto e maturato nel nostro Paese e non solo, ispirando eventi, collane di libri, editoria, cultura. Dalle pagine dei due libri emerge quindi un’indagine a più livelli per raccontare un mondo fondamentale da ormai vari decenni per la comprensione della cultura otaku delle ultime generazioni.
Marco Pellitteri ricorda sia la varietà di contenuti, perché dire manga ed anime è dire troppo poco, che anche i fraintendimenti del considerare il tutto adatto ad un pubblico di bambini, cosa non vera, con le inevitabili censure e polemiche sulla violenza reale o presunta.
Un libro, anzi due libri interessanti per raccontare un mondo ancora in divenire ma già con un passato glorioso, per i nostalgici, per chi è cresciuto con gli anime e continua ad amarli, per chi ha avuto da loro ispirazione per studi e lavori, per chi è curioso, per chi è arrivato dopo e vuole sapere tutta o quasi la storia.

Marco Pellitteri (Palermo 1974) è sociologo dei media e dei processi culturali. Le sue ricerche vertono sulle sociologie del fumetto e del cinema d’animazione, sulle politiche e culture dell’emittenza e del consumo televisivi e sull’impatto delle industrie visuali giapponesi nei contesti europei. È Direttore scientifico in Tunué, autore di diversi libri tra cui: Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identità dell’immaginario giapponese (Tunué, 2008) e Conoscere i videogiochi. Introduzione alla storia e alle teorie del videoludico (con M. Salvador, Tunué 2014).

Source: acquisto personale della vecchia edizione, edizione nuova inviata in pdf dall’editore.