Posts Tagged ‘Alafair Burke’

:: La ragazza che hai sposato di Alafair Burke (Piemme 2018) a cura di Marcello Caccialanza

28 aprile 2018
La ragazza che hai sposato

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Libro assai intrigante ed avvincente è il romanzo scritto da Alafair Burke dal titolo “La ragazza che hai sposato” edito dalla Casa Editrice Piemme.
L’ autrice de “La ragazza che hai sposato”, statunitense di nascita, vanta nel suo ipotetico palmares best seller internazionali, quali “La ragazza nel parco” e “Una perfetta sconosciuta”.
In questa sua nuova fatica, la Burke pone al centro dell’intera questione un quesito che molto spesso noi creature fragili ci poniamo giorno dopo giorno:“quanto ci fa paura la verità?” Una domanda fondamentalmente angosciosa che ci pone davanti allo specchio spietato della nostra anima. E anche Angela, eroina di questo romanzo, è logorata dentro…non si sente né colpevole, né innocente…né vittima, né carnefice. Angela non è altro che umana, perfettamente attendibile e credibile!
Angela ha avuto una vita piena di dolori e di sfide sfiancanti e a causa del suo passato oscuro sogna una vita futura rassicurante, di certo non emozionante, ma votata alla più anonima routine.
Del resto non si è mai aspettata niente dalla vita neppure nel momento in cui è convolata a nozze con Jason Powell, un brillante docente di economia impiegato alla New York University. Eppure qualcosa era cambiata in lei quando ha dato alla luce il figlioletto, l’adorato Spencer…è come se un barlume di improvvisa felicità avesse colpito all’improvviso il suo arido e timido cuore di donna complicata.
Ma Angela, eroina moderna de “La ragazza che hai sposato”, non può di certo permettersi l’oneroso lusso di essere finalmente felice.
Infatti nella parte centrale di questa avvincente narrazione il marito viene accusato di essere esecutore materiale di una orribile e scellerata vicenda: lo stupro di una studentessa. E proprio a questo punto va da sé che qualunque equilibrio, di per sé già precario, è destinato inesorabilmente ad implodere.
Angela, a torto o a ragione, indossa l’abito stretto della vittima di un osceno tradimento che sicuramente va minando la sicurezza della sua stessa famiglia. Ma Angela capisce bene che proprio lei è l’ultima persona che può permettersi di giudicare gli altri. Dal momento che proprio lei, moglie tranquilla e perfetta…fino a risultare nauseante, nasconde dentro di sé un indicibile segreto che, con maestria e falsità, è riuscita a celare a quanti la circondavano creando così anni e anni di finta armonia conviviale.
Le costanti menzogne che la medesima protagonista ha ben confezionato per nascondere ai benpensanti la verità ultima vengono lentamente a galla accompagnando il lettore morbosamente curioso in un labirinto scandaloso. Un mondo parallelo fatto di sorprese amare! Sorprese inaudite come quelle relative alle molestie sessuali di Jason e quelle inerenti al lato oscuro di un’anima che era sempre apparsa fallacemente candida…
Perché leggere questo romanzo della Burke? Perché con un lavoro certosino la stessa autrice riesce a costruire intorno alla sua eronia un mondo a parte che ha la capacità di dimostrare quanto l’uomo sia ben lontano dal conoscere, ma anche dal solo immaginare, il vero.
Non deve perciò stupire come il collega Michael Connelly il famoso re del giallo sia grande estimatore della Burke, autrice che continua a sorprendere pubblico e critica con le sue vicende assai ricche di colpi di scena e di grande umanità.

Alafair Burke, autrice de La ragazza nel parco, bestseller pubblicato in Italia da Piemme, è un avvocato penalista, con una grande esperienza di processi. I suoi romanzi, sia crime che thriller psicologici, sono bestseller del New York Times, elogiati da autori come Michael Connelly e Dennis Lehane.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Parla come mangi – Libri letti in lingua originale: Le Piege de la Belle au bois dormant, Mary Higgins Clark, Alafair Burke (Éditions Albin Michel, 2016)

12 dicembre 2016

maryPiccola premessa: il libro di cui parlo oggi non l’ho letto in lingua originale, ma in francese. Lo so disattende un po’ il titolo della rubrica, ma ho fatto questa piccola deroga per una migliore catalogazione, e perché non penso di aprire una rubrica di libri tradotti dall’originale in altre lingue (che non sia l’ italiano). Insomma questo sarà forse l’ unico caso. Il libro, scritto originariamente in inglese americano, si intitola The Sleeping Beauty Killer, edito da Simon & Schuster quest’anno, e scritto a quattro mani da Mary Higgins Clark e Alafair Burke, scrittrice quest’ultima che non ostante l’ingombrante cognome paterno merita attenzione per originalità, e come si dice da noi impegno e palle ferme. Non sono al corrente se ci siano propositi di traduzione in italiano, o per lo meno non so i tempi, è molto probabile che fra qualche anno uscirà per Sperling & Kupfer editore storico della Higgins Clark. Io l’ho letto nella versione francese edita da Albin Michel e tradotta da Anne Damour. Ho fatto molta meno difficoltà che a leggere Grangé,  in pratica il testo è molto più semplice, e se volete cimentarvi sono certa che non avreste difficoltà. Il titolo francese è Le Piege de la Belle au bois dormant, qualcosa come La trappola della Bella addormentata nel bosco. Non è la prima volta che Mary Higgins Clark e Alafair Burke si cimentano in un’ opera a quattro mani. Hanno già pubblicato, sempre tradotti in francese, L’affaire Cendrillon e La mariéé était en blanc, titolo che fa il verso a un capolavoro di Cornell Woolrich (titoli originali, The Cinderella Murder, in Italia è uscito Così immobile tra le mie braccia per Sperling & Kupfer, sempre quest’anno, e All Dressed in White). Tornano dunque Mary Higgins Clark alla bella età di quasi novant’anni, per la terza volta insieme con una nuova inchiesta di Laurie Moran, giornalista investigativa tv che si occupa di True Crime. Questa volta seguiamo la storia di una bellissima ragazza americana Casey Carter, che a una festa data dalla famiglia del suo fidanzato viene drogata. Il fidanzato, Hunter Raleigh l’accompagna nella villa di famiglia dove la ragazza continua a dormire in preda a uno psicofarmaco molto forte. Quando si sveglia trova il suo ragazzo moto sul letto, ucciso da alcuni colpi di pistola. Lei si ritrova polvere da sparo sulle mani r viene arrestata come l’assassina di Hunter. Il giovane apparteneva ad una ricca e importante famiglia newyorkese che ha rapporti persino con la Casa Bianca. Casey si protesta sempre innocente, anche se dichiarandosi colpevole avrebbe una pena più lieve. Invece viene condannata per omicidio non preterintenzionale. Quando viene rilasciata ha ormai 40 anni e la vita compromessa. Ma non si arrende. Quando un programma televisivo Suspicion la interpella per una trasmissione che ricordi tutta la sua odissea. Lei si professa ancora innocente, ma la sarà davvero? O se no chi è l’assassino che ha escogitato tutto quel diabolico piano? Un mystery di impianto classico, insomma, sulle tracce di un cold case, con in più lo sfondo dei grandi programmi televisivi americani dedicati ai crimini realmente accaduti, imitati anche da noi con programmi come Quarto Grado. In America hanno un taglio più investigativo e non è raro che aiutino davvero a scoprire il colpevole di crimini irrisolti, o che per cui era stato incastrato un innocente. Buona lettura.

Mary Higgins Clark, battezzata dal Corriere della Sera  “la regina del thriller psicologico” è l’acclamata autrice di numerosi bestseller internazionali che hanno venduto più di 300 milioni di copie.

Alafair Burke, figlia di un mostro sacro della letteratura americana, James Lee Burke, è una giallista americana, insegnante di diritto e giornalista di giudiziaria. È autrice di due serie crime e i suoi libri sono stati tradotti in dodici lingue. Attualmente vive a New York ed è Professore di diritto penale alla facoltà di legge della Hofstra University. È autrice del libro La ragazza nel parco recentemente pubblicato da Piemme.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Ophélie dell’Ufficio Stampa Michel Albin.

:: La ragazza nel parco, di Alafair Burke (Piemme, 2016) a cura di Irma Loredana Galgano

4 ottobre 2016
la

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Pubblicato in Italia da Piemme, nella versione tradotta da Sara Marcolini, La ragazza nel parco di Alafair Burke è un libro con una storia che non poteva non fare presa sul pubblico, soprattutto quello americano.
Dall’11 settembre del 2001 in ogni sparatoria o esplosione che ha luogo sul territorio statunitense si cerca immediatamente la pista jihadista o del terrorismo in generale e quando così non è entra in gioco un altro triste aspetto della contemporanea società americana e non solo: le stragi folli messe in atto per i più svariati motivi, che vanno dal risentimento religioso a quello etnico, di orientamento sessuale…
Ne La ragazza del parco di Burke si ritrova tutto questo, studiato, elaborato in maniera tale da incastrarsi alla perfezione con i fatti di cronaca più o meno recenti.
Olivia Randall è un avvocato di successo con dei trascorsi burrascosi con Jack Harris, scrittore famoso, padre di una figlia adolescente che cresce da solo da quando sua moglie Molly è rimasta vittima di un attentato. Harris è accusato di triplice omicidio, di essere l’artefice di un attentato in cui ha perso la vita anche il padre del ragazzo che ha ucciso sua moglie.
L’epilogo che l’autrice ha scelto di dare alla vicenda bene si inserisce nei tristi risvolti a cui la narrazione rimanda. Le conseguenze delle azioni proprie e degli altri che ritornano quando meno ce lo si aspetta. I traumi che riaffiorano più forti che mai anche se ci si era illusi di averli superati. La vita che è un correre e un ripercorrere eventi che si incastrano tra di loro meglio delle tessere di un puzzle.
La narrazione è fitta di salti temporali tra il presente e il passato, in particolare al periodo giovanile di Olivia, agli anni del College e della relazione con Harris. Nella maggior parte dei casi sono dei flashback nei quali la protagonista rivive momenti del suo passato, situazioni intime o emozioni personali e come tali risultano, restando quasi estemporanei al racconto della vicenda principale non riuscendo neanche a dare spessore alla storia e ai trascorsi del suo rapporto con Jack Harris.
Leggendo La ragazza nel parco di Alafair Burke a volte sembra proprio che la storia e le scene siano state studiate per risultare interessanti, accattivanti per il lettore e non determinate dall’evoluzione della vicenda narrata. Quasi come se si volesse dare al lettore ciò che pensa di volere: una triste vicenda cui interessarsi e dei protagonisti cui affezionarsi.

Alafair Burke: È un avvocato penalista, con una grande esperienza di processi. I suoi romanzi sono bestseller del New York Times elogiati da autori come Micheal Connelly e Dennis Lehane.

Source: pdf inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Federica Ufficio stampa Piemme.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Intervista ad Alafair Burke a cura di Giulietta Iannone

18 ottobre 2009

Alafair BurkeBenvenuta Alafair e grazie di aver accettato la mia intervista. Parlaci un po’ di te.

Sono l’autrice di cinque romanzi composti da due serie una che ha per protagonista la detective della polizia di New York Ellie Hatcher e l’altra il procuratore di Portland Samantha Kincaid. Sono anche professore alla Hofstra Law School dove insegno diritto penale.

Quale è il tuo background?

Sono cresciuta in Kansas che si trova nel Midwest americano. Mi sono laureata in psicologia presso il Reed College di Portland Oregon e poi sono andata alla Stanford Law School. Ho praticato per un giudice federale e poi ho servito come procuratore legale per circa cinque anni prima di passare all’insegnamento e alla scrittura.

Quando hai iniziato a scrivere?

Scrivevo già da ragazzina ma non ho iniziato il mio primo romanzo che nel 1999. Avevo appena lascito l’ufficio del procuratore distrettuale e avevo già una trama in mente. Mi sono presa una pausa estiva dal lavoro e ho iniziato a scrivere.

Parlaci delle tue due serie di romanzi polizieschi.

I romanzi di Ellie Hatcher portano i lettori direttamente nel cuore dell’azione e descrivono come Ellie e la sua partner J. J. Rogan passano da indizio a indizio, da testimone a testimone, nella città di New York. Ellie ha anche un istinto naturale per la mente criminale. Suo padre era un detective della polizia che trascorse la sua intera carriera a caccia di un serial killer che sfuggiva dalla polizia da 30 anni. Ellie è proprio ossessionata dalla misteriosa morte di suo padre. Samanta Kinkaid rispetto a Ellie è una persona relativamente normale il cui lavoro la porta in luoghi oscuri. Lavora sui casi con il Major Crime Team del dipartimento di polizia. Uno dei poliziotti è il suo saltuario fidanzato.

Cosa ne pensi delle eroine nei romanzi polizieschi contemporanei. Sono ancora relegate al ruolo di famme fatal o di vittima?

Alcuni dei miei personaggi contemporanei preferiti sono donne multidimensionali create da scrittrici donne di grande talento: Sue Grafton, Sara Paretsky, Laura Lippman, Karin Slaughter, SJ Rozin, più recentemente Lisa Unger. Anche quando le donne sono vittime o amanti gli scrittori sia maschi che femmine hanno imparato a dargli carne, ossa e anima perché i buoni personaggi anche nei ruoli minori fanno i romanzi migliori. Ci sono semplicemente troppi personaggi fantastici.

La violenza domestica è una piaga. Nella tua esperienza c’è una soluzione a questo problema?

Le donne non possono difendersi dalla violenza domestica per conto proprio. Hanno bisogno di un sostegno legale, culturale, economico e sociale.

Sei la figlia del grande James Lee Burke. Racconatci qualcosa di divertente su tuo padre.

Ama gli animali. Noi lo chiamiamo il dottor Dolittle dal personaggio dei libri per bambini che parla agli animali.

Quali sono i tuoi autori contemporanei preferiti e chi ti ha più influenzato?

Michael Connelly, Lee Child, Harlan Coben, Dennis Lehane, Laura Lippman, George Pelecanos, che costantemente scrivono romanzi fantastici. Linda Fairstein è stata un vero e proprio modello per me poiché i suoi romanzi nascono da una seria carriera legale. Michael, Lee, Linda, e Laura sono stati dei maestri straordinari.

La colpa e la redenzione sono temi importanti nei tuoi libri?

I miei libri sono in fin dei conti definiti dai personaggi. Sia Ellie che Samantha condividono un irresistibile desiderio di perseguire la giustizia. Per Samantha la giustizia è sempre la verità. Ellie ha una visione più oscura della giustizia che qualche volta giustifica una bugia. Ma infondo entrambe cercano di dimostrare il loro valore attraverso la giustizia.

Ti piace Flanney O’Connor?

Si.

Ti piacerebbe insegnare scrittura creativa?

Non so se potrei insegnare scrittura. Io insegno diritto che è una materia molto analitica. Scrivere è più organico. Si tratta almeno per me di un amore per i libri e di molta lettura. Mi chiedo se davvero possa essere insegnata. Immagino che insegnerei più scrittura creativa come un alleantore che come un’ insegnante.

Il cinema e la scrittura sono una strana coppia. Cosa ne pensi?

I libri sono intrinsecamente diversi dai libri. Un lettore non può essere passivo con un libro. Deve leggere le parole, girare le pagine, immaginarsi le scene e i personaggi con gli occhi della sua mente. Il cinema fa tutto il lavoro per lo spettatore.

Credi nel potere evocativo delle parole? Tipiace la poesia?

Si moltissimo ma non mi considero una poetessa. Se il contesto è poetico, io mi perdo. Ma so evocare l’umore, la scena, i caratteri.

Usi la tua esperienza personale e professionale nei tuoi libri? Usi casi reali?

Ho trattato alcuni casi reali, alcuni presi dalla mia esperienza nell’ufficio del procuratore distrettuale, quando ero pubblico ministero, altri li ho presi da articoli di giornale. Però li ho sempre romanzati.

Ti piace scrivere racconti?

Ho pubblicato un solo racconto intitolato “Winning” che è stato appena pubblicato in un antologia del The Best American Mystery Stories.

Qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?

Leggere, leggere, leggere. E poi scrivere quando si ha qualcosa da dire. Non smettere di scrivere finchè non si ha finito.

Cos’è l’amicizia per te?

L’amicizia è ciò che dà senso alla mia vita.

Ti piace l’Italia? Quando vieni a trovarci?

L’estate scorsa ho fatto il mio primo viaggio in Italia. Mi piacerebbe tornarci al più presto.

Su quali progetti letterari stai lavorando ora?

Ho appena finito 212, un nuovo romanzo con Ellie Hatcher.