:: Intervista ad Alafair Burke a cura di Giulietta Iannone

by

Alafair BurkeBenvenuta Alafair e grazie di aver accettato la mia intervista. Parlaci un po’ di te.

Sono l’autrice di cinque romanzi composti da due serie una che ha per protagonista la detective della polizia di New York Ellie Hatcher e l’altra il procuratore di Portland Samantha Kincaid. Sono anche professore alla Hofstra Law School dove insegno diritto penale.

Quale è il tuo background?

Sono cresciuta in Kansas che si trova nel Midwest americano. Mi sono laureata in psicologia presso il Reed College di Portland Oregon e poi sono andata alla Stanford Law School. Ho praticato per un giudice federale e poi ho servito come procuratore legale per circa cinque anni prima di passare all’insegnamento e alla scrittura.

Quando hai iniziato a scrivere?

Scrivevo già da ragazzina ma non ho iniziato il mio primo romanzo che nel 1999. Avevo appena lascito l’ufficio del procuratore distrettuale e avevo già una trama in mente. Mi sono presa una pausa estiva dal lavoro e ho iniziato a scrivere.

Parlaci delle tue due serie di romanzi polizieschi.

I romanzi di Ellie Hatcher portano i lettori direttamente nel cuore dell’azione e descrivono come Ellie e la sua partner J. J. Rogan passano da indizio a indizio, da testimone a testimone, nella città di New York. Ellie ha anche un istinto naturale per la mente criminale. Suo padre era un detective della polizia che trascorse la sua intera carriera a caccia di un serial killer che sfuggiva dalla polizia da 30 anni. Ellie è proprio ossessionata dalla misteriosa morte di suo padre. Samanta Kinkaid rispetto a Ellie è una persona relativamente normale il cui lavoro la porta in luoghi oscuri. Lavora sui casi con il Major Crime Team del dipartimento di polizia. Uno dei poliziotti è il suo saltuario fidanzato.

Cosa ne pensi delle eroine nei romanzi polizieschi contemporanei. Sono ancora relegate al ruolo di famme fatal o di vittima?

Alcuni dei miei personaggi contemporanei preferiti sono donne multidimensionali create da scrittrici donne di grande talento: Sue Grafton, Sara Paretsky, Laura Lippman, Karin Slaughter, SJ Rozin, più recentemente Lisa Unger. Anche quando le donne sono vittime o amanti gli scrittori sia maschi che femmine hanno imparato a dargli carne, ossa e anima perché i buoni personaggi anche nei ruoli minori fanno i romanzi migliori. Ci sono semplicemente troppi personaggi fantastici.

La violenza domestica è una piaga. Nella tua esperienza c’è una soluzione a questo problema?

Le donne non possono difendersi dalla violenza domestica per conto proprio. Hanno bisogno di un sostegno legale, culturale, economico e sociale.

Sei la figlia del grande James Lee Burke. Racconatci qualcosa di divertente su tuo padre.

Ama gli animali. Noi lo chiamiamo il dottor Dolittle dal personaggio dei libri per bambini che parla agli animali.

Quali sono i tuoi autori contemporanei preferiti e chi ti ha più influenzato?

Michael Connelly, Lee Child, Harlan Coben, Dennis Lehane, Laura Lippman, George Pelecanos, che costantemente scrivono romanzi fantastici. Linda Fairstein è stata un vero e proprio modello per me poiché i suoi romanzi nascono da una seria carriera legale. Michael, Lee, Linda, e Laura sono stati dei maestri straordinari.

La colpa e la redenzione sono temi importanti nei tuoi libri?

I miei libri sono in fin dei conti definiti dai personaggi. Sia Ellie che Samantha condividono un irresistibile desiderio di perseguire la giustizia. Per Samantha la giustizia è sempre la verità. Ellie ha una visione più oscura della giustizia che qualche volta giustifica una bugia. Ma infondo entrambe cercano di dimostrare il loro valore attraverso la giustizia.

Ti piace Flanney O’Connor?

Si.

Ti piacerebbe insegnare scrittura creativa?

Non so se potrei insegnare scrittura. Io insegno diritto che è una materia molto analitica. Scrivere è più organico. Si tratta almeno per me di un amore per i libri e di molta lettura. Mi chiedo se davvero possa essere insegnata. Immagino che insegnerei più scrittura creativa come un alleantore che come un’ insegnante.

Il cinema e la scrittura sono una strana coppia. Cosa ne pensi?

I libri sono intrinsecamente diversi dai libri. Un lettore non può essere passivo con un libro. Deve leggere le parole, girare le pagine, immaginarsi le scene e i personaggi con gli occhi della sua mente. Il cinema fa tutto il lavoro per lo spettatore.

Credi nel potere evocativo delle parole? Tipiace la poesia?

Si moltissimo ma non mi considero una poetessa. Se il contesto è poetico, io mi perdo. Ma so evocare l’umore, la scena, i caratteri.

Usi la tua esperienza personale e professionale nei tuoi libri? Usi casi reali?

Ho trattato alcuni casi reali, alcuni presi dalla mia esperienza nell’ufficio del procuratore distrettuale, quando ero pubblico ministero, altri li ho presi da articoli di giornale. Però li ho sempre romanzati.

Ti piace scrivere racconti?

Ho pubblicato un solo racconto intitolato “Winning” che è stato appena pubblicato in un antologia del The Best American Mystery Stories.

Qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?

Leggere, leggere, leggere. E poi scrivere quando si ha qualcosa da dire. Non smettere di scrivere finchè non si ha finito.

Cos’è l’amicizia per te?

L’amicizia è ciò che dà senso alla mia vita.

Ti piace l’Italia? Quando vieni a trovarci?

L’estate scorsa ho fatto il mio primo viaggio in Italia. Mi piacerebbe tornarci al più presto.

Su quali progetti letterari stai lavorando ora?

Ho appena finito 212, un nuovo romanzo con Ellie Hatcher.

Tag: ,

2 Risposte to “:: Intervista ad Alafair Burke a cura di Giulietta Iannone”

  1. utente anonimo Says:

    Come sempre intervista interessante, francamente non ho mai letto niente della Burke, anche se mi sembra che sia attualmente in libreria un suo romanzo da poco uscito in Italia… Da leggere, anche se forse ho una aspettativa troppo elevata per la figlia del mitico James Lee Burke, c’è il concreto rischio di rimanerne delusi!

    Vedremo…

    Andrea

  2. liberdiscrivere Says:

    Premetto che James Lee Burke è uno dei miei scrittori preferiti in assoluto per cui concordo con te essere alla sua altezza è davvero arduo ma sono felice che sua figlia abbia seguito le sue orme quando l’avevo intervistato alcuni anni fa  me l’aveva detto precisando che era molto fiero di lei e non penso l’abbia detto perchè accecato dall’amore paterno 😉 ora fa timidamente l’ingresso in Italia con la "Città del terrore" della serie di Ellie Hatcher diciamo la sua serie più "nera" ha uno stile molto diverso dal padre non so se proprio per differenziarsi dal suo augusto genitore e c’è una forte impronta femminista, lei si è molto occupata di tutela delle donne contro le violenze domestiche, è più diretta, concreta, meno poetica ma indubbiamente è ancora giovane e il talento non le manca….forza Alafair …. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: