
Hai un blog āLa fattoria dei libriā, un canale Youtube āBroken Storiesā, sei un apprezzato ghost writer, scrivi saggi, racconti e romanzi. Insomma ti tieni occupato. Parlaci dunque di te, dicci qualcosa di molto, molto personale.
Il blog ĆØ moribondo, perchĆ© non lo aggiorno affatto, mentre Broken Stories su YouTube mi tiene allegramente impegnato e si sta conquistando la sua fetta di pubblico interessato a tutto ciò che riguarda la narrativa ad alta tensione, dark, immaginifica raccontata onorando le opere e gli autori. Mi tengo occupato facendo ciò che amo e mi interessa e mi gratifica, che poi mi pare uno dei pochi modi sensati di stare al mondo. Sono un tizio che ama passare il tempo a casa, con la testa fra le nuvole, immerso nellāarte di raccontare storie. Prima di tutto come lettore e spettatore. Solo dopo come autore. Il mestiere di ghost writer ĆØ un bel modo di pagare le bollette. Una cosa molto personale? Non mi sono mai sposato e non ho figli, non mi sono mai legato a nessun credo religioso, ho una mentalitĆ analitica e positivista.
La tua scrittura trasuda buone letture, parlaci dei tuoi scrittori preferiti e del tuo amore per lāhorror.
Ho alle spalle studi classici e letterari, mi sono laureato studiando comunicazione, ma sono cresciuto come lettore e scrittore leggendo fantascienza, fantasy, horror, mistery, thriller. La letteratura ĆØ sempre stata per me un luogo di ristoro, di recupero dal sovraccarico di realtĆ imposto dalla vita. Forse per controbilanciare il mio stretto pragmatismo ho sempre sentito che lāimmaginazione era la terapia che occorreva al mio spirito. E questa, oggi, vive soprattutto nelle narrazioni che usano il fantastico come materiale di impasto, come ingrediente. Il fantastico ĆØ di per sĆ© la vera letteratura, come spiegava Borges, mentre il realismo non ĆØ che un passaggio temporaneo, un incidente di percorso nella storia della letteratura. Questo però non fa di me uno scrittore del fantastico, nĆ© tanto meno horror. Io scrivo e basta, usando ogni elemento possibile per rendere una storia più avvincente e rilevante.
Come lettore di vecchia data, amo però lāhorror perchĆ© ĆØ semplicemente uno dei filoni letterari più ricchi di stimoli e di talenti, nonchĆ© uno dei pochi generi in grado di rispondere alla perdita di coordinate morali ed emotive della contemporaneitĆ . Una contemporaneitĆ fatta di smarrimento del senso, di prospettive ideali, depressione, soprattutto, di disagio mentale pervasivo, ovvero la piaga più diffusa e meno riconosciuta della contemporaneitĆ consumistica. Le emozioni esplorate dalla letteratura weird e horror, come ha brillantemente illustrato il critico e filosofo Mark Fisher sono lo specchio di questo spaesamento, ma anche, per quanto mi riguarda, un rimedio. La depressione infatti non si esprime solo nella tristezza, ma soprattutto nella perdita di contatto con le proprie emozioni. I romanzi ad alta tensione bucano questa insensibilitĆ ovattata e ci ricordano che abbiamo ferite dolenti di cui prenderci cura. Per farlo attingono alla nostra primitiva capacitĆ di avvertire il pericolo. Ci dicono: smettila di fingere che sia tutto ok, qui cāĆØ qualcosa che non va. Non ĆØ davvero poca cosa, ti pare? Certo, si può sempre decidere di continuare a dormire, a guardare altrove. Lāelemento orrorifico di una buona narrazione ĆØ lƬ per risvegliare i nostri sensi annichiliti dalla depressione strisciante, endemica al nostro stile di vita iperconsumista.
Parliamo del tuo ultimo libro edito questa volta con il tuo nome, Ogni luogo un delitto, un thriller con venature horror, proprio splatter e un sentore di sovrannaturale. Ma tutto parte dalla mente umana che genera mostri e a volte può davvero essere misteriosa. Come ĆØ nata lāidea di scriverlo? Premetto che chi leggerĆ il libro troverĆ un anticipo sulla prima fonte di ispirazione.
Ogni luogo un delitto ĆØ un thriller con momenti ad alta tensione e momenti di confronto con il male, rappresentato da un assassino terribile. Di conseguenza suscita emozioni forti, come deve avvenire in un thriller. Ma ĆØ anche un romanzo di amicizia, amore, ed ĆØ costellato di momenti comici, che strappano più di una risata, mi dicono. Quindi, si spera, ĆØ un romanzo intenso. Non ci sono venature horror, per come le vedo, nĆ© splatter. Ć un errore pensare che quando scorre il sangue siamo nello splatter e quando la tensione ci attanaglia siamo nellāhorror. No, siamo molto semplicemente nellāefficacia narrativa, secondo me. Nel mio romanzo ci sono venature sincere, per come la vedo. Il male ĆØ il male e spaventa, la violenza ĆØ violenza e atterrisce. Nel mondo reale si può perdere la vita per un pugno. Nel modo reale si ha paura. Ma se intendi dire che una scena o due ti hanno spaventato, allora ho fatto bene il mio lavoro, e sono contento. Non so quale sia la primaria fonte di ispirazione, onestamente. Lāidea di scriverlo ĆØ nata dalla voglia di firmare un romanzo, dopo altri scritti come ghost writer, sempre con passione. Firmare un romanzo ĆØ un atto di narcisismo e io ho ceduto.
Direi di partire dallāinizio dallāincipit:
Per imparare a essere un rom, innamorarsi ancora, portare alla luce una catena di efferati delitti, vedersela con un serial killer e impazzire una volta per tutte, Fabio Castiglione prese il volo diretto delle 14.15 per Torino.
Che io trovo fulminante. Scuola americana, immagino?
Scuola di narrativa, più che altro. Tecnicamente ĆØ un flashforward, lāopposto del flashback, ma questo in particolare ĆØ un super flashforward, perchĆ© riassume tutto il libro facendo uno spoiler pazzesco, esattamente lāopposto di quello che si ritiene opportuno. Intorno a questo singolo incipit ho ragionato per una infinitĆ di tempo. Ć il primo dopo il prologo ed ĆØ una dichiarazione di onestĆ verso il lettore. Gli sto dicendo: questa ĆØ la trama, questo ĆØ il tipo di libro che stai per leggere, ora che sai tutto, decidi se tāinteressa, ma sappi che farò di tutto per sorprenderti, perchĆ© in realtĆ non sai ancora niente.
La cultura rom ti affascina? Perché questo popolo migrante secondo te è vittima di così tanti pregiudizi? Pensi che sia la loro grande libertà che spaventa i popoli stanziali?
I protagonisti del romanzo sono un romano e un rom, che coprono il ruolo di detective, anche se improvvisati e un poā scalcagnati. I rom, questo popolo migrante per necessitĆ , non per scelta, ĆØ un un poā un mistero. Vive in una zona di ignoranza selettiva della nostra societĆ . Di loro sappiamo poco o niente, e molti si sentono in diritto di pensarne tutto il male possibile con una sorta di automatismo culturale orribile. Verso di loro si esercita un razzismo strisciante, onnipresente, che non mi va giù, prima di tutto in me. Dei rom emarginati (ma non ĆØ detto che lo siano per forza, ci sono rom perfettamente integrati) spaventa la povertĆ , non la libertĆ . Infatti cāĆØ poca libertĆ nella miseria. E forse ci spaventa anche il loro distintivo senso di appartenenza a una tradizione che non vuole farsi assorbire nel grande melting-pot indifferenziato, che ĆØ tanto utile in termini di marketing globalizzato ma non so quanto ci renda felici. Questa cultura mi affascina come tutte le culture, molto semplicemente ho deciso di cominciare a osservarla con attenzione e rispetto. La conoscenza ĆØ il primo passo verso lāempatia.
E veniamo alla domanda che volevo farti durante tutta la lettura del tuo libro: ma tu credi alle facoltĆ medianiche, al sovrannaturale? O ĆØ solo ottimo materiale per scrivere storie di paura, e indagare lāinconscio collettivo della nostra societĆ ?
Non credo nel sovrannaturale. Credo nel naturale, che ĆØ giĆ abbastanza miracoloso di suo, e molto minacciato. Ma come giustamente osservi, può essere un ottimo strumento di sintesi per addentrarci nellāinconscio collettivo, nel sentire comune che altrimenti ĆØ più arduo esprimere, e forse pure meno interessante. Il sovrannaturale non esiste nella realtĆ fenomenica e sociale, esiste però nella dimensione psicologica e culturale, quindi non vedo come uno scrittore possa ignorarla o relegarla a sfizio escapista, un errore in cui quasi sempre scivola lāintellighenzia italiana.
La tua passione per King è manifesta: quale è il suo libro che ami di più?, e spiegane dettagliatamente i motivi.
Ho letto King da ragazzo, molto e con voracitĆ appassionata, ma oggi la passione non cāĆØ più. Solo grande ammirazione e gratitudine, soprattutto per le opere giovanili. Gli ho voluto bene, ĆØ stato un amico del mio cuore, ma si va avanti e non leggo più tutto quello che scrive, perchĆ© ho giĆ dato quando eravamo in pochi ad apprezzarlo. Ma Stephen King ha scritto libri importanti. Fra quelli che ho amato alla follia cāĆØ It e āStagioni Diverseā, che ospita quattro romanzi brevi, tre dei quali sono capolavori. āUn ragazzo sveglioā ĆØ quello che più mi ha turbato e di solito non viene citato. Racconta del rapporto morboso fra un ex ufficiale nazista e un ragazzo āper beneā che scopre il suo passato e comincia a ricattarlo per farsi raccontare i dettagli più macabri relativi ai campi di sterminio. Il male poco alla volta corrompe il ragazzo. Una storia scioccante, vera, senza un alito di soprannaturale, di un King morboso, che andava a toccare i nervi scoperti, come in āOssessioneā, titolo originale āRage.ā Dove preconizzava le stragi scolastiche di ragazzi disagiati e armati pesantemente. Un romanzo che ha ritirato dal mercato, e posso capirlo, ma mi dispiace anche, perchĆ© quella storia aveva una rilevanza sociale autentica.
Ipotizziamo il futuro: il tuo libro viene tradotto in inglese, e King lo legge. Cosa ne penserebbe?
Non lo so. Che cāĆØ suspence anche in Italia?
Fabio Castiglione e Costel una coppia di investigatori improbabili, vero che cāentra lo zampino di Lansdale? E poi volevo chiederti James Sallis lo conosci? Lāhai mai letto?
Non conosco Sallis, mi spiace, ma apprezzo molto Joe R. Lansdale. I suoi detective improvvisati Hap & Leonard sono fra i buddies più riusciti nella tradizione appunto delle ābuddy storiesā, avventure che hanno per protagonisti due amici spesso antitetici su diversi piani, ma sempre affiatati,. In Hap & Leonard cāĆØ in aggiunta il tema portante dellāantirazzismo, che nel mio romanzo ĆØ centrale. In ogni caso lāalchimia del rapporto amichevole e conflittuale nello stesso tempo ĆØ uno standard trasversale. Soprattutto al cinema funziona sempre, ma anche in TV. Da bambino guardavo sempre Starsky e Hutch, un telefilm classico di questo filone. Ha sempre funzionato accostare personaggi difformi, da Don Chisciotte e Sancho Panza in poi.
Infine ultima domanda, nel ringraziarti per la disponibilitĆ vorrei chiederti i tuoi progetti per il futuro.
Sto lavorando a un nuovo thriller che mette al centro altre marginalitĆ , che indaga zone dāombra differenti, una storia nera, ma anche molto romantica a modo suo. E continuo a esplorare il mondo della narrativa a tinte dark sul mio canale Broken Stories, che vi invito a seguire, se vi va. Vi si fa cultura con divertimento.









































