:: Il Salone del libro 2018 a cura di Elena Romanello

28 aprile 2018 by

Sal To 18

Dal 10 al 14 maggio torna al Lingotto di Torino, nei tre padiglioni ufficiali e nel cinque messo a disposizione da GL Events in attesa di una nuova sistemazione, il Salone del libro, il secondo dell’era La Gioia dopo il successo dell’anno scorso. Una kermesse che si annuncia ancora più ricca, con il ritorno dei grossi gruppi editoriali e pare spazi aggiunti sotto tecnostrutture per ospitare tutti.
La Francia è il Paese ospite quest’anno, nel cinquantesimo anniversario del Maggio parigino, con scrittori e scrittrici delle ultime generazioni, anche appartenenti ad altre etnie naturalizzate francesi: tra i nomi presenti sono da segnalare quelli di Jacques Attali, ex consigliere di Mitterand, di Joel Dicker, caso letterario grazie ai suoi thriller, del giornalista politico Olivier Guez, del filosofo Edgar Morin, della scrittice algerina parigina d’adozione Kaouther Adimi, dell’illustratrice Charlotte Gastault, dell’autore di graphic novel Fabien Toulmé.

Tanti ovviamente anche i nomi italiani, molti ospiti fissi del Salone ogni anno, come Roberto Saviano, Niccolò Ammaniti, Licia Troisi, Bernando Bertolucci, Luca Guadagnino, Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Sandra Petrignani, Romana Petri, Alessandro d’Avenia, Eraldo Affinati, Daria Bignardi, Piero Angela, Matteo Strukul, Vito Mancuso, Vanni Santoni. Tra i nomi stranieri e non francesi che parteciperanno, ci sono il nuovo premio Pulitzer Andrew Sean Greer, il premio Nobel Herta Muller, la scrittrice irlandese Lisa McInerney, e Alicia Giménez-Bartlett, che presenta la nuova indagine di Petra Delgado.

Si parte il 9 con una serata alle OGR in cui vari ospiti si confronteranno sulle domande «Chi voglio essere?»; «Perché mi serve un nemico?»; «A chi appartiene il mondo?»; Dove mi portano spiritualità e scienza?»; «Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?».
Tanti i percorsi proposti, dalla narrativa per ragazzi al Bookstock Village a Solo Noi Stesse con i racconti sulle donne con tra le altre ricorrenze il duecentesimo anniversario di Frankenstein di Mary Shelley, Anime Arabe, il concorso Lingua Madre, Music ‘n Books su musica e libri, Il mondo a figure sulle graphic novel con come ospiti Igort e i nuovi Quaderni giapponesi e Angel de la Calle e i suoi ricordi della dittatura cilena in Ritratti di guerra.

A proposito di fumetti, Lucca Comics and Games inizia una collaborazione con il Salone del libro di Torino, presentando la manifestazione 2018 e curando un incontro in particolare su Assassin’s Creed, dove si parlerà di Egitto reale e fantastico con Christian Greco. La sezione sul fantastico, Mondi immaginari, sarà curata anche ques’anno da Loredana Lipperini, con in particolare una tavola rotonda sulle autrici, con gli interventi di Michela Murgia e un omaggio a Game of thrones con i doppiatori italiani Edoardo Stopacciaro, anche autore fantasy, e Daniele Giuliani.
Un programma quindi intenso, che non si limita al Lingotto ma interessa tutta Torino con il Salone Off: tutte le informazioni e gli incontri sono nel sito http://www.salonelibro.it

:: La ragazza che hai sposato di Alafair Burke (Piemme 2018) a cura di Marcello Caccialanza

28 aprile 2018 by
La ragazza che hai sposato

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Libro assai intrigante ed avvincente è il romanzo scritto da Alafair Burke dal titolo “La ragazza che hai sposato” edito dalla Casa Editrice Piemme.
L’ autrice de “La ragazza che hai sposato”, statunitense di nascita, vanta nel suo ipotetico palmares best seller internazionali, quali “La ragazza nel parco” e “Una perfetta sconosciuta”.
In questa sua nuova fatica, la Burke pone al centro dell’intera questione un quesito che molto spesso noi creature fragili ci poniamo giorno dopo giorno:“quanto ci fa paura la verità?” Una domanda fondamentalmente angosciosa che ci pone davanti allo specchio spietato della nostra anima. E anche Angela, eroina di questo romanzo, è logorata dentro…non si sente né colpevole, né innocente…né vittima, né carnefice. Angela non è altro che umana, perfettamente attendibile e credibile!
Angela ha avuto una vita piena di dolori e di sfide sfiancanti e a causa del suo passato oscuro sogna una vita futura rassicurante, di certo non emozionante, ma votata alla più anonima routine.
Del resto non si è mai aspettata niente dalla vita neppure nel momento in cui è convolata a nozze con Jason Powell, un brillante docente di economia impiegato alla New York University. Eppure qualcosa era cambiata in lei quando ha dato alla luce il figlioletto, l’adorato Spencer…è come se un barlume di improvvisa felicità avesse colpito all’improvviso il suo arido e timido cuore di donna complicata.
Ma Angela, eroina moderna de “La ragazza che hai sposato”, non può di certo permettersi l’oneroso lusso di essere finalmente felice.
Infatti nella parte centrale di questa avvincente narrazione il marito viene accusato di essere esecutore materiale di una orribile e scellerata vicenda: lo stupro di una studentessa. E proprio a questo punto va da sé che qualunque equilibrio, di per sé già precario, è destinato inesorabilmente ad implodere.
Angela, a torto o a ragione, indossa l’abito stretto della vittima di un osceno tradimento che sicuramente va minando la sicurezza della sua stessa famiglia. Ma Angela capisce bene che proprio lei è l’ultima persona che può permettersi di giudicare gli altri. Dal momento che proprio lei, moglie tranquilla e perfetta…fino a risultare nauseante, nasconde dentro di sé un indicibile segreto che, con maestria e falsità, è riuscita a celare a quanti la circondavano creando così anni e anni di finta armonia conviviale.
Le costanti menzogne che la medesima protagonista ha ben confezionato per nascondere ai benpensanti la verità ultima vengono lentamente a galla accompagnando il lettore morbosamente curioso in un labirinto scandaloso. Un mondo parallelo fatto di sorprese amare! Sorprese inaudite come quelle relative alle molestie sessuali di Jason e quelle inerenti al lato oscuro di un’anima che era sempre apparsa fallacemente candida…
Perché leggere questo romanzo della Burke? Perché con un lavoro certosino la stessa autrice riesce a costruire intorno alla sua eronia un mondo a parte che ha la capacità di dimostrare quanto l’uomo sia ben lontano dal conoscere, ma anche dal solo immaginare, il vero.
Non deve perciò stupire come il collega Michael Connelly il famoso re del giallo sia grande estimatore della Burke, autrice che continua a sorprendere pubblico e critica con le sue vicende assai ricche di colpi di scena e di grande umanità.

Alafair Burke, autrice de La ragazza nel parco, bestseller pubblicato in Italia da Piemme, è un avvocato penalista, con una grande esperienza di processi. I suoi romanzi, sia crime che thriller psicologici, sono bestseller del New York Times, elogiati da autori come Michael Connelly e Dennis Lehane.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Kaiser di Marco Patrone (Arkadia Editore 2018) a cura di Fabio Orrico

26 aprile 2018 by

1Il fatto che un lettore come me, del tutto estraneo a vicende calcistiche nonché impermeabile a qualunque mistica dello sport, ignorantissimo in materie sportive e agonistiche, abbia letto con passione e quasi in un’unica sessione questo romanzo la dice lunga sul suo valore o, più in generale, sulla capacità di Marco Patrone di rendere interessante la materia trattata.
Kaiser racconta l’incredibile storia di Carlos Enrique Raposo, calciatore brasiliano attivo fra la fine degli anni 70 e l’inizio dei 90. L’aggettivo “attivo” è però forse mal speso perché Raposo, soprannominato Kaiser per la somiglianza con Beckenbauer, non ha praticamente mai toccato un pallone (un solo goal nell’arco della carriera e non è un dato certo), riuscendo sempre a sfuggire allenamenti e, di fatto, restando in panchina mentre i compagni di squadra giocavano. Distorto, paradossale self made man, Kaiser deve la propria fortuna alla furbizia, alla faccia tosta e alla rete di amicizie che, per ragioni squisitamente extra sportive, è riuscito a crearsi. Patrone è capace di conferire al suo eroe una statura quasi wellesiana, seppure declinata secondo un’ottica canagliesca, assonante a certi ritratti da commedia all’italiana. Il richiamo a Welles viene spontaneo perché Kaiser si modella sull’archetipo narrativo di Quarto potere, quindi un giornalista che ricostruisce la vita / carriera di un personaggio esemplare. In questo caso il nostro referente è Marco, giovane cronista sportivo soprannominato Dosto (starebbe per Dostoevskij) per l’eccessiva preziosità verbale nell’esprimersi che riceve dal collega francese Francois l’imbeccata per occuparsi di Raposo. Stregato dalla sua vicenda non solo si mette sulle tracce dello sportivo ma in qualche modo, raccontandone (o meglio ancora evocandone) la storia, dà voce a una sorta di sociologia della truffa, un continuo, ostinato interrogarsi su menzogna e mistificazione che spostano Kaiser quasi verso i territori del romanzo-saggio. Anche qui c’è qualcosa di profondamente wellesiano: si veda la sardonica indagine di F for fake.
Kaiser è ripartito fra le voci di Dosto e quella del titolare del titolo in copertina. Da un lato la velocità, la precisione e la continua altalena di dubbi del giovane giornalista espresse da una lingua duttile e digressiva, dall’altro la ribalda assertività e l’umorismo deresponsabilizzante che caratterizzano l’oralità di Raposo. Alternate secondo un ordine fortemente idiosincratico e non manicheo, tra loro distinte ma sufficientemente consonanti da garantire coerenza e compattezza stilistica al libro, le due voci si saldano a creare un romanzo profondamente teorico. Infatti mentre Marco penetra sempre più a fondo nella vita di Kaiser diventa per lui impossibile non interrogarsi su modi e forme del racconto biografico, portando alla luce (o rigettando in un nuovo buio) anche una oscura storia sentimentale, vera e propria scatola nera del libro.

Marco Patrone si occupa di sviluppo di prodotti bancari, finanziari e assicurativi. Ha però una seconda vita, nella quale si fa chiamare Recensireilmondo e cura l’omonimo blog letterario, tra i più seguiti in Italia. Il suo romanzo d’esordio, Come in una ballata di Tom Petty, è uscito per Transeuropa nel 2015. Un suo racconto è compreso nella raccolta Monaco d’autore, pubblicata per Morellini Editore nel 2016. Il racconto L’estate del Pollo, uscito nel 2016 nella collana L’animale umano di Urban Apnea Editore, è stato finalista al Concorso Letterario Zeno.

Source: libro inviato al recensore dall’ editore. Si ringrazia Tania Murenu dell’ Ufficio stampa.

:: L’ultimo di noi di Adélaïde de Clermont-Tonnerre (Sperling & Kupfer 2018) a cura di Marcello Caccialanza

26 aprile 2018 by

L'ultimo di noi“L’ultimo di noi “, romanzo scritto da Adelaide de Clermont-Tonnerre ed edito dalla Sperling & Kupfer, è una assai tenera storia che racconta con tono appassionato la parabola esistenziale di un bimbo, all’anagrafe Werner, che grazie alla sua caparbietà e alla sua stessa voglia di emergere riuscirà a diventare un imprenditore di successo.
Ammagliato dalla bellezza di Rebecca, giovane erede di una famiglia americana tra le più ricche del Paese, Werner se ne innamora perdutamente.
Ma quando il destino lo porta di fronte alla madre di lei, una tempesta si abbatte inesorabile sull’uomo: la donna infatti nel guardarlo negli occhi ne rimane profondamente sconvolta.
Per salvare dunque il suo amore il giovane dovrà affrontare a muso duro un viaggio a ritroso, in un passato squallido ed implacabile, che lo condurrà nel 1945 e più precisamente nella città tedesca di Dresda, dove una giovane donna sotto un marasma di bombe alleate partorirà un bimbo, gli darà un nome, Werner, e lo affiderà ad una famiglia di umili origini affinché ne faccia un uomo di saldi principi.
Un libro davvero emozionante che non può lasciarti indifferente, non solo un viaggio nella storia più buia d’Europa, ma una vera e propria presa di coscienza con la parte più intima e fragile di sé, insomma un profondo guardarsi nello specchio dell’anima per capire fino in fondo la propria identità facendo collimare una volta per tutte menzogna e verità.

Adélaïde de Clermont-Tonnerre, nata a Parigi, è giornalista e scrittrice. Con L’ultimo di noi ha vinto nel 2016 il Grand Prix du roman de l’Académie Française, uno dei più prestigiosi premi letterari francesi, conquistando la critica, le classifiche, i lettori.

Source: libro del recensore.

:: Mazinga nostalgia di Marco Pellitteri (Tunuè editore 2018) a cura di Elena Romanello

26 aprile 2018 by

MazingaA quasi vent’anni dalla prima pubblicazione, nell’ormai lontano 1999 per Castelvecchi, torna in libreria uno dei saggi fondamentali sulla cultura otaku nel nostro Paese e non solo, Mazinga nostalgia di Marco Pellitteri, in una nuova edizione espansa su due volumi per Tunué.
Con Mazinga nostalgia gli studi su manga, anime e cultura ad essi collegati fecero un salto di qualità, ad opera di un appassionato che era cresciuto con questo suo interesse e che lo fece diventare un lavoro, come hanno fatto in molti in quel periodo e in seguito fino ad oggi.
Del resto i fumetti e cartoni animati giapponesi sono un’espressione popolare ma molto interessante di una cultura millenaria, che ha saputo coniugare tradizioni e modernità estrema, riletture di generi con un’ottica diversa e nuovi percorsi di eroi, creando delle vere e proprie icone amate e legate ciascuna al proprio autore e autrice.
La nuova edizione di Mazinga nostalgia si lega infatti, a proposito di personaggi iconici, alle celebrazioni per i quarant’anni di Heidi e di Goldrake, i primi due anime che arrivarono nel nostro Paese in un momento non facile per l’Italia ma unico per l’immaginario, e che seppero appassionare, con due storie opposte, giovanissimi e non solo.
Nelle pagine dei due volumi Marco Pellitteri esamina l’immaginario animato nipponico, in tutte le sue sfumature e storie, mettendolo anche in relazione con quello occidentale, visto che ci sono punti di contatto tra il Corsaro nero creato da Emilio Salgari e il fantascientifico Capitan Harlock di Leiji Matsumoto, l’icona dei comics Superman e il robottone Jeeg di Go Nagai, i romanzi di formazione ottocenteschi con la bionda Candy Candy.
Mazinga nostalgia, a dispetto del titolo, non vuole fare solo leva su ricordi e rimpianti per un mondo che non esiste più, anche perché il fandom otaku è cresciuto e maturato nel nostro Paese e non solo, ispirando eventi, collane di libri, editoria, cultura. Dalle pagine dei due libri emerge quindi un’indagine a più livelli per raccontare un mondo fondamentale da ormai vari decenni per la comprensione della cultura otaku delle ultime generazioni.
Marco Pellitteri ricorda sia la varietà di contenuti, perché dire manga ed anime è dire troppo poco, che anche i fraintendimenti del considerare il tutto adatto ad un pubblico di bambini, cosa non vera, con le inevitabili censure e polemiche sulla violenza reale o presunta.
Un libro, anzi due libri interessanti per raccontare un mondo ancora in divenire ma già con un passato glorioso, per i nostalgici, per chi è cresciuto con gli anime e continua ad amarli, per chi ha avuto da loro ispirazione per studi e lavori, per chi è curioso, per chi è arrivato dopo e vuole sapere tutta o quasi la storia.

Marco Pellitteri (Palermo 1974) è sociologo dei media e dei processi culturali. Le sue ricerche vertono sulle sociologie del fumetto e del cinema d’animazione, sulle politiche e culture dell’emittenza e del consumo televisivi e sull’impatto delle industrie visuali giapponesi nei contesti europei. È Direttore scientifico in Tunué, autore di diversi libri tra cui: Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identità dell’immaginario giapponese (Tunué, 2008) e Conoscere i videogiochi. Introduzione alla storia e alle teorie del videoludico (con M. Salvador, Tunué 2014).

Source: acquisto personale della vecchia edizione, edizione nuova inviata in pdf dall’editore.

:: Il monastero delle ombre perdute di Marcello Simoni (Einaudi 2018) a cura di Elena Romanello

25 aprile 2018 by

12Torna per Einaudi una nuova indagine dell’inquisitore seicentesco a Roma fra’ Girolamo Svampa, di nuovo dalla penna di Marcello Simoni, che racconta un nuovo giallo storico in un’epoca in fondo poco nota ma fondamentale per arte e cultura non solo nella città eterna.
Nella capitale papalina, nel giugno del 1625 capita una sera che la giovane e irrequieta Leonora Baroni entri con un corteggiatore nelle catacombe di Domitilla e qui faccia la macabra scoperta di un cadavere di un uomo e di una figura di donna con la faccia di capra. Fra’ Girolamo Svampa si trova in esilio in Toscana, alcune sue indagini non hanno fatto comodo al potere pontificio e si è preferito allontanarlo, ma ora solo lui può aiutare i suoi superiori a venire a capo di un mistero che può portare discredito.
Svampa accetta l’invito di padre Francesco Capiferro e torna a Roma, dove si scontra, oltre che con le difficoltà del caso, con l’opposizione del suo storico nemico Gabriele da Saluzzo, ma dove trova l’appoggio del fedele Cagnolo Alfieri. L’indagine si dimostra subito non facile, anche perché la famiglia di Leonora Baroni non è il migliore degli interlocutori: la ragazza è figlia di Adriana Basile, celebre cantante e sorella del grande scrittore napoletano Giambattista, che in una delle sue celebri fiabe ha raccontato una cosa molto simile a quella successa nelle catacombe.
Tra antichi culti e nuovi circoli al femminile, giochi di potere e intrighi, Svampa dovrà cercare di trovare il bandolo di una matassa che, se non risolta, potrebbe rovinare definitivamente la sua carriera e la sua vita.
Rispetto agli altri thriller di Marcello Simoni, basati su azione e Storia, questi su fra’ Svampa sono più meditativi e più di indagine, ma non per questo meno interessanti, anzi questo secondo capitolo immerge ancora meglio in una Roma tardo rinascimentale dove superstizione e modernità convivono e dove la ricerca della verità può essere davvero l’unica cosa che conta.
Interessante in particolare aver inserito Giambattista Basile come personaggio, figura storica realmente esistita, autore di fiabe che ispirarono Perrault e i fratelli Grimm (le prime versioni ufficiali di Cenerentola e della Bella Addormentata, in versione horror, sono sue) e in tempi recenti l’interessante film di Matteo Garrone Il racconto dei racconti.
Marcello Simoni ha in progetto adesso altri libri di altre sue serie, ma c’è da pensare che prima o poi ci riporterà sulle orme di Girolamo Svampa.

Marcello Simoni (Comacchio, 1975) è un ex archeologo e bibliotecario. Con Il mercante di libri maledetti (2011), il suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Un successo confermato da La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, L’isola dei monaci senza nome, La cattedrale dei morti, L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni, tutti usciti per Newton Compton. Per Einaudi ha pubblicato Il marchio dell’inquisitore (2016 e 2018), dove compare per la prima volta il personaggio di Girolamo Svampa, e Il monastero delle ombre perdute (2018). È tradotto in venti Paesi.

Source: acquisto personale

:: Silenzio, di Luana Troncanetti a cura di Federica Belleri

25 aprile 2018 by

silenzioUn uomo torturato in modo brutale, la sua sofferenza protratta per diverse ore. Un assassino preciso e rabbioso.
Questo è l’incipit del romanzo di Luana Troncanetti. Incipit dai toni pulp, carico di sangue e di morte. Un omicidio descritto in maniera chiara, precisa, senza sconti.
Chi è la vittima, chi è l’assassino? Al lettore scoprirlo.
Vi posso dire che l’autrice ci porta nel mondo degli artisti sognatori, viziati e viziosi. Nel mondo dei ricordi, che fanno male da morire. Nel mondo dei tradimenti, fatti per disperazione e intrisi di sensi di colpa. Il tutto è condito da sfumature dolci e da amari rimpianti. La vicenda è ambientata a Roma, con il caldo autunnale che non sembra abbandonare la città. I personaggi creati dall’autrice sono reali, credibili e romaneschi al punto giusto. La capitale pulsa e si muove attorno a loro. Non manca il sorriso durante la lettura. C’è Ernesto, che fin da piccolo ha la passione per il disegno e i colori, ma fa il tassista. C’è l’Ispettore Proietti, Capo della Sezione Omicidi, uomo superstizioso e stropicciato dalla vita. C’è l’agente Ansaldi, che ha avuto con lui una storia di sesso, senza speranza di continuità. Molti altri personaggi ruotano attorno a questo caso, in modo delicato ma preciso. Le personalità di ognuno di loro è ben definita, compresa quella dell’uomo assassinato … quali segreti nasconde?
Un piccolo stralcio di umanità passa in questo libro sedendosi sul taxi di Ernesto o nell’abitazione della vittima. Oppure ancora nella portineria del suo palazzo. Umanità che cerca di vivere o di sopravvivere. Uomini e donne che non sempre hanno il coraggio di osare, che soffrono nel loro essere bizzarri. Persone che si perdono in attimi, in brevi momenti di luce, in grado di portarli lontano con la mente.
Silenzio è passione carnale, un bacio debole, una responsabilità troppo grande per essere ignorata, una tragedia trascinata per anni, un dettaglio da non trascurare. E ancora, una ferita profonda, un cuore d’oro che mira solo a proteggere, istinto primordiale.
Silenzio, per chi spaccia sogni e si prende ciò che vuole quando e come gli pare.
Silenzio, per osservare e rielaborare. Silenzio, perché il riscatto richiede tempo.
Chi è la vera vittima in questo romanzo?
Ottima lettura e ottima scrittura. Un’autrice da tenere d’occhio.

Source: omaggio dell’autore al recensore.

:: Goy, i giovani e la realtà calabrese nell’ultimo romanzo di Daniela Rabia “Le voci dell’eco” (Carratelli 2017) a cura di Floriana Ciccaglioni

25 aprile 2018 by

1Sembra quasi un diario di bordo quello che la scrittrice calabrese Daniela Rabia affida al suo giovane protagonista Goy, nella sua ultima fatica dal nome “Le voci dell’Eco” dato alle stampe da Carratelli nel settembre 2017 dopo la prima raccolta di poesie “Naufragio alla vita” edito da Rubbettino e il primo romanzo “Matilde. Non aspettare, la vita non ti aspetta” di Gigliotti editore. Pagina dopo pagina, seguendo un ordine cronologico nei fatti narrati, l’autrice descrive il lungo, tortuoso e doloroso viaggio di iniziazione del protagonista, un ragazzo alla soglia dei 18 anni che vive in un piccolo paesino della Calabria di nome Speriolo. Dall’essere estraneo alla realtà del piccolo borgo che lo circonda e dal quale si distanzia fisicamente, rifugiandosi sul monte che sovrasta Speriolo e che lui stesso chiama “Eco” (perché, pur essendo lontano dal paese, lì vi arrivano le voci degli abitanti), passa ad amare la propria vita e apre un’attività commerciale proprio in quel paese dal quale ha sempre desiderato fuggire. Portando sulla pagina la scrittura di un ragazzo, Rabia crea con la sua penna passaggi repentini da stati di rabbia e frustrazione a stati di estrema gioia e profondo amore. Un amore che assumerà, nel finale, le tinte del profondo attaccamento a quella terra così tanto odiata. L’autrice descrive con la leggerezza dell’ironia, un mondo che, ad una prima lettura, appare fermo sulla scena teatrale e distante dalla realtà. Ma, a ben guardare, le descrizioni sono quelle reali, di una vita che, ancora oggi, si conduce in alcuni paesini dell’entroterra calabrese. Pettegolezzo, pregiudizio, diffidenza e, soprattutto, precarietà, regolano lo scorrere quotidiano del tempo. C’è Mena e il suo desiderio di sfornare figli a non finire, Don Mazza e la sua indecisione, Felicità e i suoi amanti, Lucia e il suo dolore autolesionista, Berto e il suo affetto disinteressato. Tantissimi giovani sono il Goy della Rabia, perché tantissimi vivono l’eterno dilemma tra il dover partire con dolore o il restare con sofferenza. Eppure il romanzo termina con un forte sentimento di speranza, perché Goy decide di restare aprendo il suo pub letterario, ragion per cui l’autrice altro non sta facendo che incitare i talenti calabresi a restare e a combattere per se stessi nella propria terra d’origine, affinché questa continui a vivere insieme a loro. Un libro che si legge d’un fiato, da tenere sempre in borsa o in macchina, come una guida da consultare nei momenti di sconforto!

Source: libro del recensore.

:: La regina degli scarabei di M.G. Leonard (DEA 2018) a cura di Marcello Caccialanza

24 aprile 2018 by

La regina degli scarabeiM.G. Leonard, dopo il grande successo de “Il ragazzo degli scarabei”, ci regala un’altra delizia capace di intrigare i bambini di tutte le età: “La regina degli scarabei”.
Darkus, eroe della vicenda, ha finalmente avuto la fortuna di ritrovare suo padre e di riportarlo a casa, ma purtroppo non c’è lieto fine! I suoi guai non sono ancora del tutto finiti.
La perfida Lucrezia Cutter è nuovamente in scena e con l’aiuto del suo assai fedele esercito di coleotteri coltiva un sogno di perversione: desidera infatti sottomettere ad ogni costo l’intero genere umano al suo volere!
Ma Darkus ed i suoi amici non ci stanno…faranno di tutto per fermarla ed evitare così che il genere umano cada sotto la sua perfidia. Interessante ed educativa parabola dell’eterna lotta del Male contro il Bene! Età di lettura: da 10 anni.

M.G. Leonard, nome d’arte per Maya Gabrielle, è una poetessa, sceneggiatrice e scrittrice di libri per ragazzi. È laureata in Letteratura inglese, e ha un master in Studi shakespeariani al King’s College di Londra. Lavora come Digital Producer per il National Thetare, ma in passato si è occupata di discografia, di regia e recitazione teatrale, per poi approdare alla scrittura. Ha esordito nella narrativa per ragazzi con Il ragazzo degli scarabei (De Agostini 2017), che ha avuto un grande successo di pubblico. Successivamente è uscito nel 2018 La regina degli scarabei, il seguito del primo romanzo.

Source: libro del recensore.

:: Poesismi Cosmoteandrici di Donato Di Poce (I Quaderni del Bardo edizioni 2018) a cura di Nicola Vacca

24 aprile 2018 by

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L’aforisma per Donato Di Poce è il cuore della sua poesia. La poesia, allo stesso tempo, è l’anima del suo scrivere per aforismi.
Da tutto questo nascono i suoi poesismi:una contaminazione intuitiva e geniale in cui lo scrittore e poeta eclettico coglie nelle sfumature più intime le vie nascoste e le rivelazioni delle parole.
È appena uscito per i tipi dei I Quaderni del Bardo edizioni Poesismi Cosmoteandrici, la nuova raccolta di aforismi in versi e di versi in aforismi dove Donato Di Poce si conferma un maestro innovativo della scrittura breve.
Scrive Gino Ruozzi nella prefazione:

«Nelle poesie di Di Poce le sentenze aforistiche hanno un posto di primo piano e gli stessi suoi aforismi potrebbero essere definiti poetici, sulla scia di altri rilevanti esempi novecenteschi di integrazione e fusione di linguaggio poetico e tensione aforistica. “I poeti sono coloro che svelano / la bellezza della propria felicità mentale” afferma Di Poce, sottolineando l’intrinseca associazione di poesia, bellezza e felicità. In un altro passaggio emblematico, dedicato a un artista e aforista sodale Aberto Casiraghi, egli sostiene che “non è importante essere foglia o fiore / l’importante è essere rugiada”. Compito del poeta è quindi irrorare, ristorare, procurare freschezza e conforto, favorire l’incontro con il sole della vita; scopo che egli assolve con il silenzioso mistero delle parole, rischiando come “un equilibrista sempre in bilico / tra i labirinti del cervello e gli abissi del cuore”».

In questa ricerca testuale Di Poce si avvale spesso del paradosso. Basta leggere qualcuno dei suoi poesismi per rendersi conto che il suo autore intinge la penna nell’inchiostro delle parole per scavare nel significato e nel significante del dettato poetico per cogliere, anche abbracciando l’assurdo, lampi di verità e di bellezza proprio dove la luce smette di ballare e di brillare.
I poesismi di Donato Di Poce sono esercizi interiori di stile che cercano un’intesa tra il filo della poesia e quello dell’umanità.

«Le poesie sono comete che nascono nel cuore dei poeti /E illuminano di vita /
Notti e i giorni innamorati di verità»; «La poesia è un silenzio che danza /Nel cuore dei poeti»; «Infinito è lo sguardo del poeta sul futuro /Che apre le porte sullo squallore del presente».

Poesismi Cosmoteandrici è il libro di un autentico cercatore di bellezza che non si arrende all’evidenza della disfatta e crede nella forza delle parole:

« Scrivere vorrei /Solo silenzi che danzano /Oltre l’inchiostro delle parole».

Frugando e scavando nella scrittura breve di Donato Di Poce troveremo aforismi intensi, taglienti e ironici, ma anche poesie che sanno andare oltre le parole per osare l’azzardo nella tentazione di esistere.
Donato Di Poce è un equilibrista sempre in bilico tra i labirinti del cervello e l’abisso del cuore. Proprio qui nascono i suoi folgoranti poesismi, che noi leggiamo come illuminazioni.

:: La vita e i giorni. Sulla vecchiaia di Enzo Bianchi (Il Mulino 2018) a cura di Nicola Vacca

23 aprile 2018 by

La vita e i giorniEnzo Bianchi ancora una volta ci dona tutta l’immensa sapienza del suo cuore semplice.
È da poco uscito per i tipi de Il Mulino La vita e i giorni. Sulla vecchiaia. L’ ex Priore della Comunità di Bose si avventura in un faccia a faccia con l’ultimo tempo della vita e dei suoi giorni racconta tutta la piena intensità.
Pagine poetiche e bellissime in cui il coraggio di invecchiare trova la sua forza in un’autentica vocazione all’attraversamento dell’esistenza.

«Mi è dunque naturale riflettere, – scrive Enzo Bianchi riferendosi soprattutto della sua esperienza – parlare con altri e scrivere su questa età che ormai vivo da tempo, anche se è sempre difficile calcolare gli anni. Età della vecchiaia? Sì, l’età in cui ci si addentra come in un paese straniero, in una terra di cui conosciamo solo poche cose. Della vecchiaia può parlare solo chi ne sa qualcosa, chi la attraversa»

Bianchi mette a disposizione del lettore i suoi attraversamenti e si confronta con la vecchiaia, che per lui è un tempo pieno che ha bisogno di un ascolto.
La vecchiaia, scrive Enzo Bianchi, non è un territorio, non è una situazione, ma è un passaggio, un’evoluzione, un movimento e dunque anche un divenire.
In questa meditazione sulla vecchiaia e sull’invecchiare, Bianchi non dimentica gli insegnamenti dei vecchi della sua terra che ringraziavano il giorno appena trascorso perché è comunque una grazia essere ancora vivi.

«Vivere in pienezza è lo scopo sufficiente per esprimere la gratitudine di essere stato messo al mondo».

Bianchi, davanti al corpo che tradisce, con queste pagine di poesia, di filosofia, ma soprattutto di straordinaria immanenza, rivolge un invito preciso a noi che lo leggiamo e che come sempre siamo catturati dall’autentica sapienza del suo pensare.
La vecchiaia con tutte le sue grandi ombre non va separata dalla vita. Dell’esistenza forse è il tempo più pieno e maturo in cui lasciare la presa significa anche esercitarsi all’incompiuto.

«Lasciare la presa – scrive Enzo Bianchi – non è lasciar cadere dalle mani nel pozzo la corda del secchio, ma un lasciare alcuni fili per stringerne con forza altri».

La vecchiaia è aggiungere vita ai giorni e non giorni alla vita, ci dice con gande saggezza Enzo Bianchi, invitando tutti noi davanti all’enigma della morte a cercare l’eternità qui, ora e oggi.

:: A fine aprile da Gallucci in arrivo “Guide per piccoli alle vite dei grandi” a cura di Viviana Filippini

23 aprile 2018 by

Cover_Marie_Curie

Arriverà in libreria a fine Aprile una nuova serie di libri per ragazzi edita da Gallucci. Questa volta l’editore romano pone attenzione sui grandi personaggi storici con delle vere e proprie “Guide per piccoli alle vite dei grandi”. Protagoniste saranno le biografie di personaggi famosi, corredate da immagini e rivolte ad un pubblico di lettori tra gli 8-10 anni. I testi sono quelli di Isabel Thomas, una scrittrice per ragazzi molto attiva che oggi ha pubblicato oltre 100 libri per i giovani lettori. I suoi lavori si concentrano sull’ecologia e la scienza e ora sulle vite dei grandi nomi che hanno fatto la Storia. Un linguaggio semplice, diretto e immagini ben definite permetteranno ai bambini di conoscere e di curiosare un po’ nelle vita dei grandi nomi della Storia. I primi 3 libri in uscita avranno per protagonisti l’artista inventore Leonardo da Vinci, Nelson Mandela, eroe contemporaneo che lottò contro l’apertheid in Sud Africa e Marie Curie, scienziata che con le proprie scoperte cambiò la vita a molte persone. Interessante è anche il fatto che, per la traduzione dei volumi in uscita, sono stati coinvolti gli studenti della classe seconda B del Liceo Classico «Massimo d’Azeglio» di Torino. Gli studenti, con la supervisione di Susanna Basso e Benedetta Gallo, hanno tradotto i testi in arrivo in libreria. Per loro non solo una prova pratica di traduzione, ma una costruttiva esperienza di alternanza scuola-lavoro. Questo è un assaggio ci risentiamo con la prima biografia che vi racconteremo presto.