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:: Liberi di Scrivere al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019 – trentaduesima edizione

14 Mag 2019

Salone-del-libro-2019-696x464Per 5 giorni Torino è stata al centro della più importante manifestazione dedicata all’editoria in Italia, e noi di Liberi ci siamo stati. Non potevamo mancare di certo, come i tanti ragazzi arrivati con trolley e zaini al seguito da tutt’Italia: blogger, scrittori, editori, disegnatori quest’anno i giovani sono stata la vera sorpresa del Salone.
Non si può dire che le polemiche pre e post Salone non abbiano rattristato gli animi, ma parte dell’entusiasmo è sopravvissuto, e questo è parte del miracolo che ogni anno si ripete al Lingotto, con crescente numero di visitatori, spazi rinnovati e ampliati (quest’anno l’Oval ha catalizzato molto l’attenzione), e tanti volontari che hanno fatto la differenza, se tutto ha funzionato molto è merito loro.
Io più che vagare per gli stand ho lavorato in Sala stampa, e la tentazione di chiedere l’autografo ai giornalisti è stata grande, ma ho preferito non disturbare.
Che celebrità ho incrociato? vediamo: quest’anno Lagioia non l’ho visto, in compenso ho incrociato Federico Rampini con la sua immancabile camicia a righe bianca e blu, visto la Lipperini mentre faceva vivere il suo programma radio, salutato Giorgio Ballario, un signore d’altri tempi, poi posso morire felice, ho salutato anche Maurizio de Giovanni, dopo tanti anni che ci conosciamo virtualmente, e mi hanno presentato Daniela D’Angelo di Avagliano Editore con cui abbiamo discusso dei racconti di Guido Gozzano.
Poi ho intravisto Gambarotta, Molinari, e tanti adetti stampa tra cui la mitica Carlotta di Las Vegas Edizioni, Tania di Arkadia, Giulio di EO, non stupitevi se li chiamo per nome, ho scoperto che al Salone basta il nome per riconoscersi.
È stato bello dai, faticoso ma bello.
Abbiamo annunciato i 5 finalisti del Premio Biella, ma su quello farò un post a parte. Libri non ne ho comprati, nè ne ho ricevuti, ma in realtà non avevo borse per contenerli, in compenso ho comprato vari gadget tra cui magneti da frigo con il logo di questa edizione e bracciali colorati.  E finalmente ho trovato la custodia per il pass, la conserverò per l’anno prossimo con due nastrini uno giallo e uno bianco.
Il personale della sicurezza è stato impeccabile, attento e professionale ma scherzava visto che per la maggior parte erano ragazzi. È andato tutto bene, nessun incidente, qualche mugugno ma in compenso tutti sembravano stanchi ma soddisfatti.
Dall’Oval ai padiglioni c’era un punto senza passerella un po’ in salita, ho visto un ragazzo in carrozzina farla all’indietro con una certa fatica. Alcuni punti erano davvero stretti e si faceva fatica a passare. Migliorerei l’agibilità per questi ragazzi, che erano tanti quest’anno.
Poi consiglierei di mettere segnaletica guida per terra, con i vari colori per indicare le varie uscite, e i vari padiglioni, era facile perdersi nonostante la segnaletica volante.
Per quest’anno è tutto, appuntamento all’anno prossimo, e porterò più adesivi del blog, magari penne, borse e spillette, promesso.

L’edizione 2019 del Salone del libro a cura di Elena Romanello

4 Mag 2019

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Ormai ci siamo: dal 9 al 13 maggio torna a Torino il Salone del libro, per la trentaduesima edizione, che si svolgerà nei padiglioni 1, 2 e 3 del Lingotto e nell’ampio spazio dell’Oval, con possibilità di entrare e verso via Nizza e verso via Trucco e la stazione Torino Lingotto. Sono annunciati all’interno nuove aree di ristoro e di relax, per visitatori, espositori e professionisti.
Sono confermati sia i grossi gruppi editoriali che le case editrici indipendenti: il padiglione 2 sarà tutto per i lettori più giovani e alle sale conferenze tradizionali si aggiungeranno quelle dell’Oval. Ormai le polemiche sono rientrate e il Salone si conferma l’appuntamento italiano per antonomasia per chiunque ami i libri e uno dei momenti più importanti per lettura e editoria a livello europeo.
La Regione ospite quest’anno è le Marche, che ospiterà gli eventi per il bicentenario dell’Infinito di Leopardi. La cultura straniera ospite sarà quella spagnola e si segnalano anche gli stand di Paesi quali Sharjah, gioiello degli Emirati Arabi, nominata dall’UNESCO Capitale Mondiale del libro 2019, sede della Sharjah International Book Fair, Cina, Cuba, Perù, Romania, Spagna, Svizzera e Stati Uniti.
Anche quest’anno si conferma la partnership tra il Salone e Lucca Comics & Games, la più importante manifestazione italiana su fumetti e cultura nerd, con un suo spazio e vari eventi, tra cui la prima conferenza stampa di presentazione. Inoltre ci sarà la consueta area per Slow Food e gli eventi di Lingua Madre, con le storie delle donne del Mediterraneo e del Sud del mondo.
Tanti i percorsi su cui verteranno gli incontri, da quelli sullo spagnolo alle anime arabe, dallo spazio fumetti a quello sui mondi dell’immaginario, dalle donne alle aree sui mestieri del libro. Vari gli ospiti, con varie conferme e nomi come quelli di Luis Sepúlveda, Giancarlo De Cataldo, Clara Sánchez, Jovanotti, Loredana Lipperini, Neri Marcoré, Valeria Parrella, Colum McCann, Camilla Läckberg, Licia Troisi, Paola e Claudio Regeni, Fabio Geda, Zerocalcare, Michela Murgia, Erri de Luca, Massimo Carlotto, Bernardo Valli, Maurizio Molinari, Roberto Saviano, Massimo Cacciari, Tatiana Bucci, Mimmo Lucano, Alberto Angela, Samantha Cristoforetti, Daria Bignardi, Alessia Gazzola, Kim Rossi Stuart, Sophie Kinsella, Mauro Corona, Rocco Siffredi, Lidia Ravera, Eleonora C. Caruso.
C’è spazio anche quest’anno per la memoria, con vari anniversari: trent’anni fa moriva Leonardo Sciascia, cent’anni fa nascevano Primo Levi e J. D. Salinger, l’autore de Il giovane Holden, venticinque anni fa ci lasciava Kurt Cobain. Inoltre la 001 edizioni omaggerà Héctor Osterheld, autore del fumetto di fantascienza L’eternauta, desaparecido insieme alla famiglia durante la dittatura militare argentina.
Molte case editrici festeggiano anche il loro compleanno in questo 2019: BUR compie settant’anni, Bompiani novanta, Sellerio e Newton Compton cinquanta, E/O quaranta, Lindau trenta, Fazi e Minimum Fax venticinque, Fandango Libri venti, Bao Publishing dieci.
Il Salone del libro è anche Salone Off e coinvolgerà librerie, biblioteche, musei e altri spazi in tutta Torino e nei comuni di Alpignano, Chieri, Chivasso, Giaveno, Ivrea, Moncalieri, Nichelino, Pianezza, Pinerolo, Pino Torinese, Rivalta, Rivoli, San Giorgio Canavese, San Mauro Torinese, Settimo torinese e Villarbasse.
Il Salone del libro è aperto giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 20, venerdì e sabato dalle 10 alle 21, il biglietto intero costa dieci euro, con varie riduzioni.
Per ulteriori informazioni e il programma completo visitare il sito ufficiale del Salone.

:: Il Salone del libro 2018 a cura di Elena Romanello

28 aprile 2018

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Dal 10 al 14 maggio torna al Lingotto di Torino, nei tre padiglioni ufficiali e nel cinque messo a disposizione da GL Events in attesa di una nuova sistemazione, il Salone del libro, il secondo dell’era La Gioia dopo il successo dell’anno scorso. Una kermesse che si annuncia ancora più ricca, con il ritorno dei grossi gruppi editoriali e pare spazi aggiunti sotto tecnostrutture per ospitare tutti.
La Francia è il Paese ospite quest’anno, nel cinquantesimo anniversario del Maggio parigino, con scrittori e scrittrici delle ultime generazioni, anche appartenenti ad altre etnie naturalizzate francesi: tra i nomi presenti sono da segnalare quelli di Jacques Attali, ex consigliere di Mitterand, di Joel Dicker, caso letterario grazie ai suoi thriller, del giornalista politico Olivier Guez, del filosofo Edgar Morin, della scrittice algerina parigina d’adozione Kaouther Adimi, dell’illustratrice Charlotte Gastault, dell’autore di graphic novel Fabien Toulmé.

Tanti ovviamente anche i nomi italiani, molti ospiti fissi del Salone ogni anno, come Roberto Saviano, Niccolò Ammaniti, Licia Troisi, Bernando Bertolucci, Luca Guadagnino, Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Sandra Petrignani, Romana Petri, Alessandro d’Avenia, Eraldo Affinati, Daria Bignardi, Piero Angela, Matteo Strukul, Vito Mancuso, Vanni Santoni. Tra i nomi stranieri e non francesi che parteciperanno, ci sono il nuovo premio Pulitzer Andrew Sean Greer, il premio Nobel Herta Muller, la scrittrice irlandese Lisa McInerney, e Alicia Giménez-Bartlett, che presenta la nuova indagine di Petra Delgado.

Si parte il 9 con una serata alle OGR in cui vari ospiti si confronteranno sulle domande «Chi voglio essere?»; «Perché mi serve un nemico?»; «A chi appartiene il mondo?»; Dove mi portano spiritualità e scienza?»; «Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?».
Tanti i percorsi proposti, dalla narrativa per ragazzi al Bookstock Village a Solo Noi Stesse con i racconti sulle donne con tra le altre ricorrenze il duecentesimo anniversario di Frankenstein di Mary Shelley, Anime Arabe, il concorso Lingua Madre, Music ‘n Books su musica e libri, Il mondo a figure sulle graphic novel con come ospiti Igort e i nuovi Quaderni giapponesi e Angel de la Calle e i suoi ricordi della dittatura cilena in Ritratti di guerra.

A proposito di fumetti, Lucca Comics and Games inizia una collaborazione con il Salone del libro di Torino, presentando la manifestazione 2018 e curando un incontro in particolare su Assassin’s Creed, dove si parlerà di Egitto reale e fantastico con Christian Greco. La sezione sul fantastico, Mondi immaginari, sarà curata anche ques’anno da Loredana Lipperini, con in particolare una tavola rotonda sulle autrici, con gli interventi di Michela Murgia e un omaggio a Game of thrones con i doppiatori italiani Edoardo Stopacciaro, anche autore fantasy, e Daniele Giuliani.
Un programma quindi intenso, che non si limita al Lingotto ma interessa tutta Torino con il Salone Off: tutte le informazioni e gli incontri sono nel sito http://www.salonelibro.it

A Torino Giorni Selvaggi – a cura di Elena Romanello

7 settembre 2017

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La nuova stagione letteraria inizia sotto la Mole con Giorni selvaggi, progetto del Circolo dei Lettori e del Salone del libro, che porta a Torino alcuni dei nomi più celebri dell’ultima stagione letteraria, con tra gli altri tre Premi Pulitzer, un National Book Award, un maestro dell’Europa orientale, un inglese di culto.

Giorni selvaggi vuole essere un’importante occasione di crescita, con il coinvolgimento del Salone OFF 365, del Circolo dei lettori, dei gruppi di lettura delle Biblioteche civiche, delle scuole superiori, della Scuola Holden e i librai del Colti, il Consorzio delle librerie torinesi indipendenti.

Si apre con Richard Mason, nato a Johannesburg nel 1978, diventato un caso editoriale con Anime alla deriva uscito quando aveva solo 22 anni, giovedì 7 settembre alle 21, in dialogo con Francesco Pacifico a parlare de Il respiro della notte, sua ultima fatica.

Lunedì 11 settembre, ore 18 è la volta di Fernando Aramburu, con Michela Murgia di nuovo al Circolo dei lettori, autore di Patria (Guanda), salutato da alcuni come il Guerra e pace iberico, bestseller in Spagna con quasi 500 mila copie, incentrato sulle vicende legate all’Eta, il gruppo terroristico spagnolo.

Sempre l’11 alle 21 e di nuovo al Circolo dei lettori spazio a William Finnegan, vincitore del premio Pulitzer con Giorni selvaggi, libro che dà il titolo alla manifestazione e che l’ha rivelato come una delle voci più interessanti degli Stati Uniti di oggi. Finnegan dialogherà con Massimo Vincenzi, vice direttore La Stampa.

Il 12 settembre alle 18 e 30 spazio per Elizabeth Strout, reduce dal successo della sua raccolta di racconti Olive Kitteridge, diventata una serie tv prodotta dalla Hbo, che parlerà del suo nuovo libro Tutto è possibile con Elena Varvello.

Yu Hua è il quinto autore protagonista di Giorni Selvaggi: un’occasione per scoprire uno dei migliori scrittori contemporanei cinesi, feroce critico del capitalismo socialista in salsa orientali, che alla Biblioteca Civica Centrale mercoledì 13 settembre alle 18 presenterà Il settimo giorno.

Sabato 16 settembre alle 18 di nuovo al Circolo dei lettori interverrà il romeno Norman Manea, che ha conosciuto il regime stalinista del dopoguerra e la dittatura di Ceausescu e da trent’anni vive negli Stati Uniti. L’autore presenterà con lo scrittore Andrea Bajani e con il filosofo Edward Kanterian Corriere dell’Est, la sua biografia definitiva.

Dopo quasi un mese, un nuovo appuntamento alla Scuola Holden il 21 ottobre alle 21 con Colson Whitehead e La ferrovia sotterranea, libro amato da Oprah Winfrey e Barack Obama: con uno stile che ricorda quello cinematografico di Tarantino, Whitehead è vincitore sia del National Book Award che del Premio Pulitzer.

L’ultimo incontro previsto con data è quello con Geoff Dyer, uno dei più importanti scrittori inglesi, appassionato di letteratura, musica e fotografia, che parlerà del suo Sabbie bianche, un misto tra romanzo, raccolta i racconti e saggi, che sarà presentato al Circolo dei lettori martedì 21 novembre, ore 21.

La rassegna non finisce qui: nei prossimi mesi arriveranno anche Patrick McGrath, con il nuovo thriller La costumista che descrive una Londra del dopoguerra cupa e violenta e Andrew Sean Greer, autore bestseller con Storia di un matrimonio, con il suo nuovo libro Less, entrambi al Circolo dei lettori.

:: Liberi di Scrivere al Salone Internazionale del Libro di Torino 2017 – trentesima edizione

19 Mag 2017
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L’immagine è disegnata da Gipi

Sarà un post in progress, aggiornerò pian piano con il contributo di tutti i collaboratori che ci racconteranno la loro esperienza.

Per una concomitanza felice di circostanze, ieri ho visitato la fiera, nella giornata inaugurale (la manifestazione si terrà dal 18 al 24 maggio). Ed è stato molto divertente, non ostante ci stia stata poco. Ma a suffcienza per farmi un’ idea delle cose. Tanta gente, tante scolaresche, tanti bambini e giovani, tante blogger (abbiamo fatto la fila per ricevere il pass in Sala Stampa).

Incremento della sicurezza. Quest’anno i controlli all’ingresso sono stati più capillari con metal detector e controllo visivo di cosa avevi in borsa, sacchi, zaini. L’allerta terrorismo insomma ha cambiato anche la fisionomia del Salone.

Comunque superate queste formalità si entra nel Salone vero e proprio. Tantissimi stand, circa 100 editori in più rispetto all’ anno socorso, secondo le stime. Una cosa che ho notato è l’assenza di panche per fare soste (penso sempre per motivi di sicurezza), tanto che quasi volevamo sederci nello stand delle crocerossine. Anche nei punti di ristoro, interni al Salone, si mangia in piedi, proprio per invitarti a consumare e allontanarti.

Alcuni volontari raccoglievano libri in ceste di ferro per i carcerati, mi è sembrata una bella iniziativa.

Passando gli stand che ho notato di più sono stati quelli de La nave di Teseo, Feltrinelli, Sellerio, Bollati Boringhieri (questo è il suo 60° anniversario). Da Newton Compton, la cui fila alla cassa era significativa (per lo meno quando sono passata io vendevano parecchio) ho comprato un libro e ritirato un gadget per blogger (utile oltre che carino). Già che c’ero ho preso qualche catalogo, ma bisognerebbe tornare. Non sono stata a nessun incontro specifico, più che altro ho vagato per i corridoi e gli stand.

Mancavano i grandi editori Mondadori, Rizzoli, gruppo Gems etc…, lo sapevo che non ci sarebbero stati, ma vederlo davvero fa piuttosto impressione. Riuscire a trovare l’uscita è stato avventuroso, sì c’erano alcuni cartelli, ma bisognava fare un percorso un po’ accidentato. (Se cercate l’uscita, trovate anche le toilette).

Per oggi è tutto, ci aggiorniamo alla prossima.

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Il mio bottino al Salone

Sabato 20 maggio, grazie a mio fratello che mi ha sostituito (a cui ho preso una maglietta carinissima e un libro di cucina africana, da uno dei ragazzi che vendono libri fuori dal Salone) sono potuta tornare anche sabato. Una folla incredibile, più gente certo di giovedì, ma è normale naturalmente. Non amo particolarmente la folla, la confusione, ma di certo è una buona cosa per il libro, la lettura e l’editoria, (più ancora che  la stucchevole diatriba Torino/Milano, che spero finisca presto).

Tanti bambini, concentrati negli stand dei libri per l’infanzia, tante file davanti alle sale dove si tenevano incontri (con molta gente fuori, in quelli già iniziati). Sono passata da Bompiani, ma anche qui la gente era tanta, era difficile fermarsi per leggere i risvolti dei libri bloccando la fila. C’è un Camus che comq mi pento di non aver preso. Sarà per la prossima volta. Non sono entrata da Feltrinelli, ma anche lì folla immensa. Da Exorma ho preso la maglietta (Ignoranza esci da questo corpo) che per miracolo va bene a mio fratello. Temevo la small fosse troppo piccola.

Avevo in programma di passare da alcuni amici (mi riprometto di tornare lunedì, sparando ci sia meno gente), poi ho finito per riuscire a passare solo da Il Galeone, che se vi capita cercatelo è un piccolo editore di Roma con pochi libri ma interessanti.

Come Cenerentola ho poi dovuto lasciare il ballo ancora sacramentando perché i nastrini a cui attaccare il pass erano finiti e cercando l’ uscita (ho di nuovo fatto un giro un po’ tortuoso) per puro caso e in maniera del tutto inaspettata ho incrociato il Direttore Nicola Lagioia, era esausto ho preferito lasciarlo in pace e ai suoi impegni, e così la mia giornata al Salone si può dire conclusa. Ci aggiorniamo, sperando che lunedì possa riuscire a fermarmi a qualche incontro.

Ah, stasera al Valentino e Borgo Medievale c’è la festa per Tolkien, da non perdere assolutamente, se siete a Torino.

Lunedì 22 maggio, e così siamo arrivati alla fine, di una bella esperienza, di quelle che racconteremo ancora fra molti anni (ehi, ti ricordi il Salone del 2017!).

La cosa strana è che c’era folla pure oggi. Tanta gente, per lo più ragazzi, con il loro sacchettino colmo di acqusiti librari. Bambini piuttosto ubbidienti in fila indiana con le loro sacche di tela con il logo della fiera. Volevo la maglietta (finirà che la collezionano) con il logo di Gipi, ma ho preferito acquistare un libro, un bel libro di Mabanckou.

All’ incontro a cui volevo partecipare sono arrivata tardi. Alcuni amici che volevo incontrare li ho persi per un soffio, altri erano già andati via ieri e non lo sapevo. Ho salutato la ragazza dello stand cinese, sembrava felice pure lei.

Mi hanno fermato in ordine Greenpeace, Medici senza Frontiere, e un ragazzo che vendeva (credo) un metodo per l’apprendimento veloce. (Se non vi ferma sappiate che c’è qualcosa che non va).

C’era lo stand Albin Michel, spero che l’anno prossimo ce ne siano di più di stand stranieri.

Sono andata via che c’era ancora confusione, volevo aspettare fino alle 20 ma non ho potuto. Che dire è stato bello, (segnalo però che l’ascensore all’inzio del ponte pedonale del Lingotto non funziona, e per chi soffre di vertigini è un po’ così). Un cartello scritto a mano dava l’appuntamento al Salone del 2018, chiudo questo post estendendo l’invito anche a tutti voi che mi leggete.

:: Presentato il Salone del Libro 2017, a cura di Elena Romanello

28 aprile 2017

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Dal 18 al 22 maggio torna al Lingotto, dopo varie traversie ma anche molte conferme, il Salone del libro, giunto alla trentesima edizione, con come tema portante Oltre il confine. Tante le conferme e le novità, cosa non male per chi dava la manifestazione per spacciata meno di un anno fa.
In fiera ci saranno 424 stand, tra cui 390 case editrici con stand propri e 360 editori italiani e stranieri ospitati in spazi condivisi, a cui si aggiungono di ritorno dopo alcuni anni dieci tra case discografiche ed editori musicali, i dodici spazi regionali con la Toscana come regione ospite, e i tre stand internazionali di Cina, Romania e Marocco, oltre allo spazio sugli Stati Uniti, il Paese ospite.
Agli Stati Uniti è dedicata appunto la sezione Another side of America, per raccontare contraddizioni di un continente, con spazio per le librerie indipendenti e le voci di Richard Ford, Jonathan Lehem, Alan Friedman, Brian Turner, Bruce Sterling, Emily Witt, dell’autrice canadese Miriam Toews che dialogherà con Daria Bignardi e del prete messicano Alejandro Soladinde che parlerà della sua lotta contro i narcos con Lucia Capuzzi, Moni Ovadia e padre Alex Zanotelli. A questo va aggiunto un tributo al genere hard boiled e l’omaggio a Stephen King per il suo settantesimo anniversario.
Non mancheranno gli autori e autrici di culto, molto habitué del Salone da anni, come Daniel Pennac, Luis Sepulveda, Roberto Saviano, Annie Ernaux, Amitav Ghosh, Alicia Giménez Bartlett, Corrado Augias, Fabio Geda, Luciano Canfora, Paolo Giordano, Luciana Litizzetto, Dacia Maraini, Concita di Gregorio, Furio Colombo, Alessandro Baricco.
Spazio inoltre alle donne con il percorso di incontri Solo noi stesse, con ospiti quali la drammaturga Yasmine Reza, Lidia Ravera, Lella Costa, Elena Loewenthal, Farian Sabahi, Loredana Lipperini, Valeria Parrella, Monica Guerritore.
Sia al Salone che fuori città nell’ambito del Salone off, si terrà la rassegna Festa mobile, con letture di professionisti della cultura famosi dei loro libri preferiti, come Marcello Fois che leggerà Cuore di De Amicis, Bruno Gambarotta con Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, Eugenio Allegri con Il nome della rosa di Eco, e altri ancora, tra cui Alessandro Barbero, Alessandro Bergonzoni, Eraldo Affinati, Enzo Bianchi, coinvolgendo vari luoghi della cultura e non solo in giro per Torino.
Spazio anche alle commemorazioni e ai ricordi di persone e fatti speciali, come i trent’anni dalla morte di Primo Levi, i quaranta da quella di Roberto Rossellini, i cinquanta di Totò ma anche il centoventinquesimo compleanno di Tolkien, i cinquecento anni della Riforma luterana e il centenario dalla Rivoluzione d’Ottobre.
Non mancherà un tributo alle zone terremotate, con spazio a scrittori e editori di quei territori, e incontri in tema tra gli altri con Mario Tozzi, Vittorio Sgarbi, Melania Mazzucco.
Cibo e libri saranno al centro dello spazio Gastronomica, in collaborazione con Slow Food, con workshop, libreria internazionale, editori e la partecipazione di nomi come quelli di Oscar Farinetti, Philippe Daverio, Carlo Petrini.
E poi ancora il match tra Arte e letteratura, tra scritto e disegnato, dalla pittura al fumetto, con contributi di Alessandro Bergonzoni, Milo Manara, Zerocalcare, Leo Ortolani, Daniel Cuello, Igort, un focus su Hugo Pratt e uno sui trent’anni di Dylan Dog.
La già citata sezione sulla musica, a cui si affiancherà in giro per la città il festival Narrazioni Jazz, vedrà la presenza di molti musicisti di ieri e di oggi, come Levante, Fabio Concato, Pino Strabioli, i Dik Dik, Don Backy e un tributo a Gianmaria Testa.
Il Salone del libro di Torino è gemellato inoltre con settantun festival culturali di tutta Italia, che avranno il loro spazio per incontri e confronti: tra le realtà presenti, il Festival del Mondo antico di Rimini, il Festival della Comunicazione di Camogli, I Boreali di Milano, La Grande Invasione di Ivrea, Pordenonelegge, Scrittorincittà di Cuneo, Urbino e le città del libro, Women’s Fiction Festival di Matera, Cagliari Festivalscienza, Garfagnana in giallo, Luccautori, Tuttestorie di Cagliari.
Al Salone del libro saranno protagoniste anche le Biblioteche, con una piazza dei lettori aperta a tutti, e ci sarà il mercato dei diritti, con 370 operatori all’International Book Forum, e la nuova sezione Book to screen, per gli adattamenti sullo schermo, che occuperà in particolare il Museo Carpano di Eataly. Partecipano tra gli altri professionisti da Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Canada, Egitto, Giappone, Stati Uniti, con realtà produttive come Cattleya, Lucky Red, Fox, Mediaset, Rai Fiction, Studio Canal, HBO, Netflix.
Non manca il Bookstock Village, con libreria e fumetteria e spazio per parlare di libri con i giovani e giovanissimi, con ospiti, workshop e tanto altro, dove ci saranno il disegnatore Disney Federico Taddia, Syusy Blady, Patrizio Roversi, Piergiorgio Odifreddi, ma anche il progetto Nati per leggere, per i più piccoli, e Adotta uno scrittore, che ha coinvolto scuole superiori, un ospedale e quattro case circondariali.
Il programma completo e dettagliato, e del Salone del libro e di quello Off, è disponibile nel sito www.salonelibro.it

:: Tolkien, Stephen King, e altro ancora al Salone del Libro di Torino 2017, a cura di Elena Romanello

17 marzo 2017

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Il programma del Salone del libro di Torino 2017 verrà svelato nella sua interezza a fine aprile, ma ci sono già diverse anticipazioni per un evento che farà di Torino la capitale del libro dal 18 al 22 maggio.
Il tema quest’anno sarà Oltre il confine, con tanto di logo realizzato da Gipi, con quindi come argomento incontri, scontri, confronti tra culture. La Regione ospite è la Toscana, sede di vari festival letterari in partner con il Salone, mentre il Paese di quest’anno sarà gli Stati Uniti, luogo dalla doppia faccia, a un lato il Nobel a Bob Dylan dall’altro l’elezione dell’ultra reazionario Donald Trump. All’interno del Salone sono confermati il Bookstock Village, l’angolo sul cibo a cura di Slow Food, l’iniziativa Adotta uno scrittore, il concorso Lingua Madre. Più del 90 per cento degli editori dell’anno scorso hanno confermato la loro presenza, ci saranno new entry, non solo nell’Incubatore, senza contare le tariffe agevolate per chi proviene dalle zone del terremoto.
Le prime grosse notizie riguardo alle iniziative in programma riguardano due giganti dell’immaginario fantastico, Stephen King e J.R. Tolkien. Per entrambi il 2017 rappresenta un anno di celebrazioni, Stephen King festeggia infatti il suo settantesimo compleanno a settembre, mentre per Tolkien quest’anno rappresenta il centoventicinquesimo anniversario della nascita e ottant’anni dalla prima uscita de L’hobbit. Entrambi sono diventati un fenomeno letterario e di costume, grazie a film, ma anche a newsgroup, mailing list, forum, webzine, promuovono costantemente l’organizzazione di incontri, seminari, mostre, raduni, feste, cosplay.
Il tributo ai due maestri saranno anche a cura dei fandom degli scrittori, come il raduno europeo dei seguaci di Tolkien la sera del 20 maggio al Borgo medievale, con una festa in costume con concerto di Arturo Stalteri con musiche ispirate al Signore degli anelli. Sempre il 20 maggio alle 18 e 30 Loredana Lipperini curerà uno speciale in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, mentre Tolkien sarà di scena con una lectio magistralis di Wu Ming 4 Aspettando Beren e Luthien – Donne, dame ed eroine nel mondo di J.R.R.Tolkien, con l’intervento del presidente Aist, Roberto Arduini, una mostra di illustratori italiani in tema al Salone Off e la presenza dei cosplayer tolkeniani, su iniziativa di Torino Comics e della Cospa Family, all’interno dei padiglioni del Lingotto.
Per quello che riguarda Stephen King, altro autore che ha appassionato generazioni con i suoi libri fantastici ma che raccontano anche tanto la realtà a stelle e strisce con le sue contraddizioni, è previsto un lungo omaggio il 19 maggio dalle 18 alle 20 con Giovanni Arduino, scrittore, traduttore e profondissimo conoscitore di King, e Loredana Lipperini, arricchito da testimonianze, musiche, filmati, fumetti, fan scatenati, cosplayer in tema, apparizioni a sorpresa e, a a partire dalle 19 la lettura delle pagine più amate dei suoi libri ad opera di scrittori famosi. Una prova fondamentale di come la cultura nerd sia ormai parte fondante della cultura tout court.

:: Qualche riflessione sui due “Saloni”

29 luglio 2016

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Ha senso organizzare due Saloni del libro in concomitanza, negli stessi giorni? Lascio a voi lettori la risposta pur considerando che noi guardiamo il problema da fuori, senza conoscere i dettagli, a quanto pare neanche tanto resi chiari ai dieci editori indipendenti che per protestare sui “metodi”, si sono dimessi dall’ AIE. L’impressione, sempre esterna, è che invece di unirsi e sodalizzare l’editoria italiana sia frammentata da due forze contrapposte: i grandi contro i piccoli. Dinamiche simili le viviamo anche nel mondo dei blogger, anche se in proporzione circolano molto meno soldi. Uno spreco di tempo, di forze, di ingegni, in un’ Italia che legge sempre meno e sicuramente è assillata da problemi ben più bravi che toccano la sussistenza stessa delle persone. L’editoria muove tuttavia ancora milioni di Euro, forse concentrati in alcuni poli imprenditoriali, la Mondadori su tutti, e questa guerra di “Saloni” rientra senz’altro in queste dinamiche di gestione. Ha dunque senso spostare a Milano la Fiera del libro più importante d’Italia, da trent’anni? La ricaduta economica su Torino è significativa in termini di investimenti, turismo, pubblicità, circa 50 milioni di euro lo scorso anno. Il Salone del Libro è per Torino insomma una delle ancora poche attività che rendono, non ostante gli scandali, la mala amministrazione, la poca limpida gestione del Salone, (ma ricordo che neanche l’Expo di Milano ha brillato per correttezza) quindi non è detto che una manifestazione simile sia per forza gestita meglio tolta ai torinesi. Che appunto è piuttosto ingenuo pensare che stiano con le mani in mano, o addirittura rinuncino alla loro in favore di Milano, che ricordiamo ha già Bookcity e Bookpride e altre fiere minori legate ai libri d’antiquariato. Ma Milano vuole il primato, vuole essere la città dell’Editoria, e giusto il Salone le mancava. Sono anni che ci prova a ottenerlo, non è una questione di questi giorni. Invece di gemellarsi, Torino e Milano si fanno la guerra e questo non giova a nessuno, tanto meno agli editori coinvolti. Soprattutto perché non si capiscono le peculiarità delle due città. Milano hai i capitali, ma Torino ha la tradizione, il lavoro nel sociale, l’attenzione per la cultura d’impegno. Se la parte sana del Salone funzionava era anche per queste peculiarità che non si comprano con i soldi. Ben venga dunque una Fiera del libro di Milano, sul modello della Fiera del libro di Francoforte, più simile a un mercato che a un Festival, e bene venga il Salone del Libro di Torino, una festa per i lettori. In date diverse, in mesi diversi. I milanesi facciano quello che sanno fare meglio, i torinesi lo stesso. Per il bene dell’editoria tutta, insomma. E non diano questo brutto spettacolo di sé a chi è fuori. Non giova a nessuno.

:: L’edizione 2016 del Salone Internazionale del Libro di Torino, a cura di Elena Romanello

29 aprile 2016

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Ormai è ufficiale: dal 12 al 16 maggio torna al Lingotto l’edizione 2016 del Salone del libro, la più importante fiera libraria italiana e una delle più importanti a livello europeo, dopo mesi di illazioni e con la doccia fredda che questo sarà l’ultimo anno con il Padiglione 5, che è stato venduto all’8 Gallery e verrà destinato ad altri usi rispetto a quelli culturali dell’evento.
Ma occorre pensare al momento contingente: tornano tutti gli editori e gli spazi già confermati, e la prima novità riguarda il Paese ospite, non più un Paese in senso lato, ma un insieme di culture, quelle del mondo arabo, lacerate tra desiderio di modernità e democrazia e rigurgiti integralisti e totalitari. Tra gli ospiti di queste culture in espansione ci sono il direttore del Museo del Bardo Moncef Ben Moussa, lo scrittore ormai di casa al Salone Tahar Ben Jelloun, la saggista egiziana Ahdaf Soueif, la docente di studi arabi May Telmissany, gli autori di fumetti Magdy El Shafee e Muhammad Shennawi, ma anche riflessioni sull’Islam con Franco Cardini, Maurizio Molinari e Lilli Gruber.
Gli ospiti internazionali non si esauriscono qui: ci sono anche il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, sempre da un Paese di cultura islamica, l’Iran, Antoine Leris, che ha commosso il mondo con il suo Non avrete il mio odio sulla strage del Bataclan in cui ha perso la moglie, la giapponese Marie Kondo con la sua arte del mettere in ordine, Michael Cunningham, Muriel Barbéry, Amitav Ghosh, Jeffrey Deaver e Clara Sanchéz.
Ma anche i nomi italiani sono interessanti, ci sono habitué e nuovi arrivi, con Claudio Magris, Erri de Luca, Romana Petri, Antonio Scurati, Roberto Saviano, Walter Veltroni, Chiara Gamberale, Dacia Maraini, Massimo Gramellini, Simonetta Agnello Hornby, Paola Mastrocola, Corrado Augias, Massimo Carlotto, Mariapia Veladiano. La Regione ospite d’onore è la Puglia, con appuntamenti con Checco Zalone, sul centenario della nascita di Aldo Moro e sul nuovo MATA, il Museo archeologico di Taranto, che racconta l’epoca irripetibile della Magna Grecia.
Non manca il Bookstock Village, ancora nel quinto padiglione e purtroppo per l’ultimo anno: si parlerà di migrazioni, realtà virtuale, bullismo, ma anche del centenario della nascita di Road Dahl, con molti ospiti, con nomi quali l’immancabile Licia Troisi, ma anche Fabio Geda, Michela Marzano, Samanta Cristoforetti, Sergio Staino, Silver, Zerocalcare, Leo Ortolani, il direttore del Museo Egizio Christian Greco e Karim Franceschi, l’unico italiano che ha combattuto con i curdi contro l’Isis per liberare Kobane.
Il programma completo, con anche gli eventi del Salone Off, che interessa tutta Torino e vari Comuni della Città metropolitana, è nel sito http://www.salonelibro.it

:: Liberi di Scrivere al Salone Internazionale del Libro di Torino 2015 – tra il quarantennale della morte di Pasolini, piccoli editori e modernità, a cura di Federica Guglietta

19 Mag 2015

Piccola premessa a quest’articolo (no, scherzo, chiamatelo post, sproloquio, riassuntone, fate un po’ come volete) straordinariamente di parte (e c’era da aspettarselo): io amo i libri, ma generalmente odio le fiere. Di qualsiasi tipo.

Per quale motivo?

La gente, il rumore, gli spintoni, il vociare, le code, il caldo, gli altoparlanti, l’aver dimenticato il trolley vuoto da riempire di libri, perdersi incontri con scrittori e/o su vasti ambiti dell’editoria vecchia e nuova, così come ci si perde fisicamente in uno spazio enorme, per fortuna ben organizzato. Non stiamo parlando di un evento letterario così come si parla della prima sagra di paese che potrebbe balenarvi in mente, sia chiaro.

Insomma, il Salone Internazionale del Libro di Torino al Lingotto Fiere, giunto ormai alla sua XXVIII edizione (dal 14 al 18 maggio 2015), è un evento imperdibile.

Eppure io non ci ero mai stata.

Quest’anno, grazie alla mia collaborazione con Liberi di Scrivere, ho avuto modo di partire ed esserci, almeno per un giorno.

Vi racconto com’è andata.

1Sabato 16 maggio. Mattina.

In programma una miriade di cose da fare, vedere, leggere e, perché no, comprare.

Meno male che, per facilitarci le cose, il SalTo2015 è stato organizzato in modo tale da essere girato senza paura di perdersi, non avevamo bisogno di bussole, mappe e navigatori: l’App ufficiale dell’evento si dimostrata in grado di fare da Cicerone senza intoppo alcuno.

Una gigantesca fiera dell’editoria, quindi. Grandi e piccoli editori si incontrano e si scontrano, non si si incrociano quasi mai. I grandi nomi acclamatissimi, gli emergenti hanno avuto la fortuna di farsi conoscere di più o se ne stanno lì con l’amaro in bocca.

Alla base di tutto c’è la commercializzazione della cultura. In tutti i settori. Quella cultura che dovrebbe essere alla portata di tutti viene, se si può dire, mercificata.

Cosa ci vai a fare alla Fiera del Libro, se poi pensi queste cose? – direte voi. Ci sono andata per gli eventi, gli incontri e la possibilità di scambio di idee. Niente di più. I grandi editori dovrebbero limitarsi un pochino, i piccoli, al contrario, dovrebbero imparare a cacciar fuori un po’ gli artigli. Soprattutto attraverso i social, grande mezzo per far conoscere il proprio lavoro dappertutto. Molti sottovalutano questo aspetto… e fanno male.

Altra parentesi criticona a parte, per me è stata una bellissima esperienza dal punto di vista formativo e professionale e spero di ripeterla anche in futuro.

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Infatti, da brava neofita di un evento di tale portata, avevo riempito la mia to do list di mille, ma che dico, diecimila eventi, incontri e conferenze. Della serie: o tutto o niente.

Qualche esempio?

L’incontro con Marco Santagata sui 750 anni dalla nascita di Dante, quello su Moravia, Calvino e Sciascia, un altro incontro su Dante, con Dante, per Dante, un workshop su scrittori e social network e un altro sullo storytelling digitale… e ancora un altro sul mondo dei blogger e del selfpushing, per non parlare di quello sulla distribuzione degli e-book messa in relazione al mondo dell’editoria cartacea… e, quel giorno, poi c’erano Alberto Angela, Daria Bignardi e tanti altri.

Mancando, purtroppo, del dono dell’ubiquità ho scelto col cuore e ho assistito all’incontro tenuto alle 17 in nella Sala Rossa, quello su Pasolini fuori dal mito. Fila chilometrica e conseguente sala gremita di gente. Quella sala di un bel rosso acceso che tanto sarebbe piaciuto allo stesso P.P.P.

A fare da relatori c’erano Lidia Ravera, scrittrice e giornalista, madrina del SalTo2015, assessore alla Cultura della Regione Lazio e membro della Commissione tecnico-scientifica che ha il compito di promuovere e coordinare le iniziative culturali in ricordo di Pasolini a quarant’anni dalla sua scomparsa; così come fa parte della stessa commissione Walter Veltroni, ora regista e scrittore, ma con una lunga carriera politica alle spalle, in cui ha avuto anche il privilegio di conoscere il Pasolini ideologo da vicino negli anni ‘70; presente anche Walter Siti, curatore dell’opera omnia di Pier Paolo Pasolini per la collana I Meridiani (Mondadori), di cui scrive anche l’introduzione; last but not least, la relatrice anagraficamente più giovane, Chiara Valerio, scrittrice e critica letteraria.

Al centro dell’intera conferenza c’era la figura di Pasolini come quella di scrittore più discusso che letto e più ammirato che amato. Questo a causa della risaputa aggressione del tutto pasoliniana verso l’altro da sé, del suo essere un classico – non classico perturbante e moderno. Più moderno dei moderni.

Pasolini amava la verità, in tutte le sue forme.

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Non si sarebbe mai fatto seppellire dalla benevolenza dei trapassati.

Secondo Lidia Ravera, l’opera tutta di P.P.P. non è da considerarsi un classico, è sì immortale, ma ancora si dimostra divisivo. Più che un classico, è diventato un brand: da una parte per la sua rappresentazione delle borgate romane, dei ragazzi di vita, dell’opinione pubblica, della tanto amata campagna friulana e dall’altra parte per la sua “preveggenza” ideologica e sociale e per il suo pensiero sempre fuori dal coro. Figura intellettuale “postumamente post moderno”, è capace di esibire la sua vita e la sua omosessualità. Anche queste due caratteristiche fanno parte della sua verità.

Walter Siti considera P.P.P. un artista completo: sicuramente come scrittore non è stato il migliore della sua epoca. Era diventato più un’icona pop, poco letto, ma apprezzato molto più per il suo cinema. Altra peculiarità dell’uomo Pasolini era la sua onnipresente inquietudine: non stava mai fermo, non era mai soddisfatto. Da solo cominciò la sua battaglia contro i media, come un titano puramente intellettuale. Tuttavia, non va idealizzato: nelle sue convinzioni, molte volte, aveva anche torto e, a metà degli anni ’60,  scatenò non poche polemiche, come quella mossa contro il suo cinema dai semiotici, sulla sua concezione di Dante mossagli da Segre e sull’aborto. Inoltre, all’inizio del suo operato, non era il Pasolini coraggioso degli ultimi anni, ma ha saputo reagire solo quando venne toccata la sua opera. Anche il suo profetismo si rivelò tante volte inesatto, come quando in Betulle Nane immaginò l’URSS come un posto piacevole per vivere a vent’anni da quella parte.

Si interessava al mondo per capire se stesso, come se fosse per lui un bisogno fisico e carnale: “Io non riesco a respirare, se il mondo diventa così brutto.”, in quest’affermazione è racchiusa anche buona parte della sua visione politica.

Pasolini provava uno spropositato amore per il dubbio, le certezze non esistono, non sono altro che figlie del dubbio.

Walter Veltroni incontra per la prima volta Pasolini alla sezione del PCI di via Scarlatti a Roma, al comitato di base del Tasso : entrò si mise in fondo e cominciò a prendere appunti anche delle ‘castronerie’ che allora che quei giovani militanti dicevano. Probabilmente, dice,  è da quelle visite che nacque la celebre invettiva di Valle Giulia a difesa dei poliziotti – figli dei poveri e contro i figli di papà. Concorda con Siti sul fatto che sia stato molto in tutti gli ambiti, ma mai il primo.

Chiara Valerio pone l’accento sul libro – documentario L’odore dell’India in cui lo scrittore avrebbe paragonato l’Italia all’India: una casta fatti di dominanti e dominati, ricchi e poveri, immobilità in un paesaggio metafisico. Anche la Valente concorda sul fatto che per P.P.P. si dovesse guardare fuori di sé per guardarsi dentro.

Sul delitto Pasolini, una sola ed unica verità: Pino Pelosi non era solo.

L’incontro si conclude con l’assunto che non esiste né, probabilmente, esisterà mai un altro Pier Paolo Pasolini perché la nostra società dà per scontato che un cambiamento sia politico che culturale radicale sia del tutto negativo.

Sono stata sinceramente stupita di trovare la Sala Rossa così piena di persone interessate alla vita e alla memoria di questo artista poliedrico e per l’affluenza al SalTo2015 più che positiva.

Che dire, costruiamoci un Salone delle Meraviglie personale continuando a leggere, leggere, leggere ad infinitum.

(www.salonelibro.it)

© foto Enrico Tribuzio

:: Al via il Salone del Libro di Torino 2015, a cura di Elena Romanello

12 Mag 2015

imagesOrmai ci siamo quasi: dal 14 al 18 maggio torna a Torino, nello spazio fieristico del Lingotto, il Salone del libro, la più importante manifestazione fieristica italiana dedicata ai libri e all’editoria e uno dei più importanti a livello europeo.
Quattro sono i padiglioni in cui si snoda l’evento: l’1, dedicato all’editoria indipendente con lo spazio Officina gestito da Giuseppe Culicchia e l’Incubatore, il 2 e il 3 con le proposte editoriali di editori grandi e non, il 5 incentrato sulla letteratura per bambini e ragazzi del Bookstock Village.
L’argomento di quest’anno sono Le meraviglie d’Italia, meraviglie in senso lato, dalla cucina alla letteratura passando per cinema, moda, arte, paesaggio, mentre gli ospiti d’onore sono la Germania come Paese straniero e il Lazio come Regione.
Nei cinque giorni si parlerà di cucina, nello spazio CookBook, di libri e tecnologie, in Book to the future, di fumetti e graphic novel nel Bookstock village, delle professioni legate al libro, di schierarsi contro le ingiustizie per i più giovani, dei settant’anni dalla fine della guerra, oltre agli incontri con autori e autrici, nelle Sale dai vari colori, presso il Caffè letterario e nell’Auditorium.
Come sempre, tanti gli ospiti, molti ormai fissi dell’evento: oltre a Lidia Ravera, madrina dell’evento, ci sono i nomi di Corrado Augias, Camilla Lackberg, Licia Troisi, Mauro Corona, Catherine Dunne, Jann Assmann, Valerio Massimo Manfredi, Aldo Busi, Zerocalcare, Aldo Cazzullo, Gianrico Carofiglio, Margherita Oggero, Vanessa Diffenbauch, sono solo alcuni nomi presenti in cinque giorni che si preannunciano intensissimi.
Ma il Salone del libro è anche il Saloneoff, cinquecento eventi, tra mostre, spettacoli teatrali, passeggiate letterarie, concerti, presentazioni, reading, bookcrossing, mercatini, in tutte le Circoscrizioni di Torino e in tredici Comuni della nuova Città metropolitana. Gli eventi avverranno in scuole, biblioteche, librerie, bar, palestre, piazze, parchi e altri luoghi non canonici.
A questo vanno aggiunti anche gli incontri di Voltapagina, in alcuni istituti penitenziari del Piemonte, punto finale di percorsi di lettura fatti.
Il programma completo è www.salonelibro.it

:: Al via il conto alla rovescia per il Salone del Libro di Torino 2015, a cura di Elena Romanello

21 febbraio 2015

saloneDal 14 al 18 maggio torna al Lingotto di Torino il Salone del libro e fervono ormai i preparativi e il conto alla rovescia, ricordando che grazie all’iniziativa Salone off 365 ormai tutto l’anno Torino è la città del libro, con incontri in biblioteche e luoghi vari che vanno oltre i giorni del Salone.
Un’edizione che si presenta con conferme e novità, come è ormai nella tradizione di quella che è la più grande kermesse in tema sul mondo del libro e della cultura italiana: tornano ovviamente tutti gli appuntamenti di sicuro successo, come il Bookstock Village con un angolo sulle graphic novel nel Padiglione 5, lo spazio Officina editoria di un progetto, nel Padiglione 1, a cura di Giuseppe Culicchia sull’editoria indipendente, l’iniziativa Adotta uno scrittore, Nati per leggere, il Concorso Nazionale Lingua Madre, lo spazio Incubatore per i nuovi nati in ambito editoriale, lo spazio goloso Casa CookBook e tutti gli incontri del Salone Off, che quest’anno si allargheranno ancora ad altri Comuni e luoghi. Confermata la presenza di tutti i più importanti stand editoriali italiani nei padiglioni, con un’ampia scelta di proposte di libri di tutti i tipi.
Il tema quest’anno, dopo vari tentennamenti perché si pensava di avvicinarlo all’Expo, sarà le Meraviglie d’Italia, diverso e complementare con Milano, e si parlerà di arte, architettura, letteratua, musica, lingua, paesaggio, moda, cinema, cucina e di tanto altro ancora, partendo tra le altre cose da un compleanno illustre, il 750esimo di Dante Alighieri. Tra gli ospiti che parleranno di questo ci saranno Flavio Caroli, Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Salvatore Settis e uno degli argomenti caldi sarà la gestione dei beni culturali, vero tesoro italiano.
Il Paese ospite d’onore è la Germania, già al centro delle iniziative di Torino incontra Berlino, con vari nomi come Markus Garbriel, Wolfgang Streeck, Gunther Walrauff e l’egittologo Jan Assmann, oltre ad una presenza cospicua all’IBF di editori tedeschi. La Regione italiana ospite d’onore è invece il Lazio, con la presenza fissa dell’Assessore alla cultura e politiche giovanili Lidia Ravera e vari momenti interessanti, tra cui spicca un ricordo di Pasolini nel quarantennale della morte, oltre a colazioni e apericena letterari con ospiti e discussioni.
Tanti i temi trattati, come il far leggere a scuola, la situazione in Medio Oriente, con la presenza di esperti come Domenico Quirico, i vari aspetti della letteratura oggi, le eccellenze italiane, il rapporto con la Germania e altri Paesi, i nuovi media e gli editori emergenti.
Non resta quindi che tenere d’occhio il sito www.salonelibro.it per gli aggiornamenti in tempo reale e le aggiunte man mano da qui a maggio, con ospiti, eventi, fino al calendario completo.