La generazione di chi si appassionò quarant’anni fa agli anime giapponesi dovette spesso fare i conti con l’aperta contraddizione di storie appassionanti e coinvolgenti che però spesso non avevano un finale all’altezza, con le trame che restavano sospese senza una vera conclusione soddisfacente per chi per mesi li aveva seguiti con interesse e partecipazione.
Una delle serie in cui si rimase più delusi fu proprio Atlas Ufo Robot Goldrake, il primo robottone di Go Nagai ad arrivare nel nostro Paese, con gli eroi Actarus e Maria che dopo aver sconfitto il perfido Vega lasciavano in maniera triste i due amici e non solo Alcor e Venusia, con gli altri terrestri a cui avevano voluto bene, per un salto nel vuoto verso il loro pianeta Fleed, che si era salvato dalla contaminazione.
Questo portò che fin da allora i bambini e bambine poi cresciuti iniziassero ad inventarsi delle storie alternative, che poi sono diventate le cosiddette e popolarissime fanfiction, per dare una chiusura adeguata ad una vicenda che aveva creato ben altre aspettative.
A quarant’anni di distanza dalla fine amara di un eroe amatissimo e simbolo in fondo della forza dell’amicizia (e lasci i tuoi amici così?) la Società editrice La Torre presenta il volume Risposte, storia a quattro mani di Chiara Ba e Roberta Eli, già popolari autrici di fanfiction nel fandom legato a Go Nagai, che vuole approfondire un momento cruciale della storia del paladino della Terra giunto dalla stella Fleed.
Il libro riprende uno degli episodi più belli e tragici, curato dal grande Shingo Araki, il terzultimo in ordine cronologico, intitolato Rivoluzione nello spazio, in cui emergeva il personaggio della bellissima principessa Rubina, figlia del perfido re Vega, innamorata da sempre di Actarus e pronta a sacrificarsi per lui. La storia approfondisce i retroscena avvenuti anni prima, quando i due giovani si incontrarono prima della guerra che distrusse tutto, il perché di tanti eventi, la fine eroica della ragazza e forse un possibile futuro per Alcor e Venusia.
Una storia per chi si è appassionato allora, che si spera non resterà isolata, ma anche un modo per scoprire un universo fantastico che ha segnato una generazione e che nel nostro Paese soppiantò il successo mondiale di Star Wars, con toni che si richiamano all’anime ma anche a storie più moderne, come l’universo del Trono di spade di George R. R. Martin, tra giochi di potere, tradimenti, passioni, cose non dette, tragedie.
Per cui è bello ritrovare personaggi ormai entrati nell’immaginario, scoprire cosa è stato di loro e i loro segreti, sperando che un giorno tornino comunque con nuove avventure.
Chiara Ba (Verona, 1967) ha conseguito un diploma di grafico pubblicitario. Dal 2007 scrive racconti su Goldrake e collabora abitualmente con il forum Go Nagai.net. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2009) a cura di Gianluca Di Fratta e con un racconto all’antologia ROBOT ITA 0.2. Storie italiane di robot (Edizioni Scudo, 2015) di autori vari. È autrice della raccolta di racconti umoristici Si trasforma in un gatto missile. Storie (poco) serie di Ufo Robot (La Torre, 2011). Accanita divoratrice di libri e fumetti, è sposata, ha due figli, quattro gatti e un numero imprecisato di piante.
Roberta Elli (Milano,1976) è laureata in Scienze della Formazione Primaria. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2019) a cura di Gianluca Di Fratta. Ama i gatti, ne ha due grassi e pigri che riempiono la sua vita di fusa e pelo.
Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa al recensore che ringraziamo.
della popolarissima Festa dell’Unicorno che ogni estate ravviva il Comune di Vinci, luogo natale di Leonardo.
Questo giallo, scritto da Paolo Brera, è ambientato a Milano. Una donna originaria di Sarajevo viene trovata morta in casa sua. Il delitto, perché di questo si tratta, è identico a quello descritto nei particolari in un libro giallo, venduto con il quotidiano La Padania. La cosa ovvia da fare è sospettare e accusare lo scrittore del libro, proprio Paolo Brera. Sarà lui il colpevole?
Francesco Saverio Nitti è al centro di questo ciclo di letture; spunti per osservare il passato con la lente del presente. Egli è stato uomo di Stato, Pensatore della libertà e della democrazia. Un uomo che, con l’esilio a Parigi e con la prigionia nell’ultima parte della guerra a opera dei tedeschi, ci ha detto che la libertà non si difende solo con la penna ma anche e soprattutto con l’esempio, con la testimonianza e quando è necessario anche con il sacrificio. Sue queste suggestive parole che denunciano il fascismo come un ritorno alla barbarie, al Medioevo:
Libro interessantissimo e ricco di aneddoti curiosi, spesso sconosciuti o perlomeno poco noti al grande pubblico, Storia dei servizi segreti – La verità su chi veramente governa il mondo di Mirko Molteni ha l’ambizione di racchiudere in 800 pagine l’intera storia dei servizi segreti dalle origini, in epoca remota, al giorno d’oggi. Un volume enciclopedico dunque, di facile consultazione, e agevole lettura, utile sia a studiosi della materia che a semplici lettori curiosi di saperne di più di un mondo per certi versi ancora misterioso e ambiguo. Luci e ombre delle operazioni di spionaggio più riuscite e di coloro che operarono spesso mettendo a frutto doti insolite, immaginazione ed eclettismo. Spie, agenti segreti, forze speciali, informatori, sabotatori, sono i protagonisti assoluti di questo saggio in cui la realtà supera di molto anche la più bizzarra fantasia. Non tutto andò liscio, spesso l’assurdo e la leggenda giocarono un ruolo fondamentale come nella storia sicuramente inventata del cosmonauta suicida del KGB che fa sorridere, ma fino a un certo punto. Testo divulgativo certo ma con un’ampia bibliografia e un ampio apparato di note a piè di pagina puntuali e precise che ne attestano il valore scientifico. Grande spazio viene dato alla Guerra Fredda tra America e Russia, che sembrava sopita alla caduta del Muro di Berlino, per riemergere invece con nuove facce sempre più tecnologiche nei nostri giorni. Cambiano gli strumenti, le armi, gli equipaggiamenti ma quello che continua a fare la differenza è il fattore umano, (consiglio il bellissimo libro di Graham Greene con questo titolo) perché l’intuito, la prontezza, la fantasia restano ancora quel quid che fa la differenza. Un mondo oscuro, spesso crudele, al di là delle leggi normali che regolano il vivere civile, in cui tra informazione e disinformazione si giocano partite fondamentali per gli equilibri geostrategici mondiali. In cui l’imprevedibile è spesso l’ago oscuro della bilancia. Dall’età del Bronzo a Gina Haspel, la prima donna al vertice del maggior servizio segreto occidentale, fino al caso Litvienenko, la strada è stata lunga, tortuosa, ricca di insidie, doppiogiochisti e colpi di scena, senza dimenticare che alcune spie ci hanno creduto sul serio in quello che facevano, fino a sacrificare la vita, sempre dietro le quinte della storia, spesso restati numeri di cui mai conosceremo l’identità, né i meriti. Altre invece diventate leggendarie, perchè anche la propaganda e il folcrore fanno parte del gioco. Un mondo in cui i sentimenti non hanno giocato un ruolo marginale, in cui lealtà, coraggio, abnegazione hanno fatto sempre parte del pacchetto, sebbene il numero delle vittime di questo gioco non sarà mai possibile calcolarlo. Che alcuni si siano mossi solo per denaro, ricatti o puro gusto per l’avventura è certo, pur tuttavia come chiosa l’autore nel commiato finale:
Dopo un periodo di separazione Davide e Valentina sono alle prese con un lento tentativo di rimettere in piedi il loro matrimonio. L’estate è agli sgoccioli e i due rubano ritagli di tempo alle loro giornate e al loro lavoro per passare qualche minuto insieme. Il 26 agosto, la data che Davide non scorderà mai più, i due si trovano in un Hot Mugs di Milano per la pausa pranzo. Neanche mezz’ora dopo entra nel locale un adolescente qualunque e discute animatamente con la cameriera al banco. In realtà quel ragazzo all’apparenza così comune è Rasib Anwar e il suo nome riecheggerà per gli anni a venire in tribunale, su giornali, televisioni e social come il nome del sequestratore dell’Hot Mugs.
Oggi 8 marzo “Giornata internazionale della donna” vi parlo di un libro edito con le Edizioni San Paolo: Bakhita – Il fascino di una donna libera, del giornalista di “Avvenire” Roberto Italo Zanini. Chi era Bakhita, la “Fortunata” soprannome che le diedero in Africa i suoi rapitori? Bakhita nacque in Sudan, nella regione del Darfur, intorno al 1869. A 7 anni fu rapita da mercanti di schiavi e iniziò per lei un calvario fatto di vessazioni, umiliazioni e vere e proprie torture. Passò di padrone in padrone finché venne comprata dal console italiano in Sudan Callisto Legnani, che comprava schiavi per liberarli, e si può dire che da questo momento in poi assistiamo alla sua rinascita. Arrivò in Italia, sbarcando nel porto di Genova, punto di partenza di tanti italiani in viaggio per le Americhe in quegli anni e venne “donata” alla moglie di Augusto Michieli che ne fece la bambinaia di sua figlia. Poi grazie a Illuminato Checchini che la accolse nella sua famiglia come una figlia incontra Cristo, sarà suo infatti il primo crocifisso che riceve. Da questo momento in poi la strada per la santità la porta a diventare una consacrata della Congregazione delle Figlie della Carità. Morì a Schio l’8 febbraio del 1947. Papa Giovanni Paolo II la proclama santa il 1 ottobre del 2000, modello per tutti i credenti che vedono in lei un esempio da seguire nel cammino della vita. Come da un chicco di grano nasce un campo, così da una ragazzina africana analfabeta è nata una delle sante più venerate dalla cristianità. Una migrante se vogliamo, perché in fondo lo fu, lasciò l’Africa per l’Italia in cerca di un futuro migliore e sul suo cammino non incontrò solo persone malvagie ma anche persone che l’aiutarono a essere ciò che divenne. La sua vita avventurosa, e per certi versi tragica, rispecchia il vissuto di tanti giovani africani che possiamo incontrare oggi nelle nostre strade, lei seguendo l’esempio di Cristo ha fatto del perdono la sua via verso la liberazione, perché in tutto e per tutto Giuseppina Bakhita divenne una donna libera. Roberto Italo Zanini utilizza come titolo di un capitolo questa frase: La libertà è sentirsi amata, e credo racchiuda il segreto della vita straordinaria di questa santa. Tra capitoli dedicati alla vita di Giuseppina Bakhita l’autore alterna altri dedicati a coloro che grazie a lei hanno spezzato le catene spirituali e morali, altrettanto odiose di quelle fisiche, che li tenevano legati alle loro vecchie vite per conquistare anch’essi la propria libertà. È un libro molto bello, apprezzabile da credenti e non credenti perché ci descrive una figura di donna che è stata più forte delle tremende prove che ha affrontato, e che ha raggiunto una vera e completa liberazione al di là di stereotipi o luoghi comuni. Facile non deve essere stato davvero per una giovane africana di pelle scura ambientarsi nel Veneto di fine Ottocento, in paesi dove non avevano mai visto un africano, ma la sua costanza e il suo carattere dolce ma determinato le hanno consentito di diventare la santa di cui oggi conosciamo la vita grazie alle memorie che dettò alle sue consorelle. E grazie all’autore che ha tracciato la sua figura in questo libro facendone una lettura agevole e interessante. Buona lettura e buona Festa a tutti i lettori di Liberi!
cui abbiamo scambiato due chiacchiere sul libro e non solo.

Ecco, io penso che dopo la Shoah non è possibile il Tikkun: il mondo rimane e rimarrà senza riparazione.
Georges Simenon è uno scrittore che non finirà mai di stupirmi. In ogni suo romanzo, e per fortuna ne ha scritti tanti, mette sempre a segno un colpo fatale che ha a che fare con la genialità.
























