È appena uscito in libreria Book blogger. Scrivere di libri in rete: come, dove, perché di Giulia Ciarapica ed è un po’ difficile che una book blogger (come io mi reputo infondo) non sia incuriosita e se lo lasci scappare. Giulia non posso definirla a tutti gli effetti un’ amica (non ci siamo mai incontrate di persona, ne abbiamo preso mai un caffè insieme) ma grazie al suo carattere estroverso e al suo sincero entusiasmo sembra davvero di conoscerla da sempre e perlomeno online, grazie ai social, si può facilmente chiacchierare con lei.
Innanzitutto non è una che se la tira, ha una parola gentile per tutti, e una grande pazienza quando si confronta anche con i commentatori un po’ critici se non ostili. E questo non può che renderla simpatica e familiare, nel grande mare del web. Tra le book blogger è una Blogstar, lei non lo ammetterà mai ma è così, forse non avrà milioni di follower ma ha creato il suo status grazie alla credibilità e alla competenza, e ditemi se è poco.
Sfatando il mito (che diciamolo ormai sta svanendo) che una book blogger sia una ragazzina con tanto tempo da perdere, anche un po’ sciocchina che scrive di libri senza competenza né passione. Giulia è una persona seria, e lo si capisce ancora di più leggendo il suo breve saggio di cui voglio parlarvi oggi.
Innanzitutto scrive bene, ha uno stile molto limpido, immediato e empatico. Non solo quando scrive recensioni, ma anche qui quando si confronta con un testo più complesso e articolato, che attenzione è molto diverso dai diversi manuali che ho letto ultimamente sul blogging, che alla fine ben che vada ti sembra solo abbiano ribadito l’ovvio.
Molti consigli che dispensa sono utili e pratici, e se seguiti aiutano davvero a migliorare il proprio stile di recensore o critico letterario 2.0 che dir si voglia. Si può anche non essere d’accordo su alcuni punti, instaurare un dibattito, confrontare i punti di vista e gli stili. C’è chi propende per la semplicità e l’immediatezza, chi scrive per lettori più preparati e smaliziati, ma le semplici regole che stila per le recensioni online (ma anche su giornale o rivista culturale, con ampi accenni) sono valide e funzionano. Ce lo dimostra il suo successo.
Io per esempio adoro le recensioni lunghe, complesse e articolate, e cosa mi fa andare a vanti a leggerle è lo stile del recensore, l’intelligenza che traspare dal suo scritto, la sua abilità nell’argomentare, nel concatenare le osservazioni, ma il web ha altre regole, scrivere su un blog ha un proprio codice, prevede delle specifiche competenze, e con diversi esempi molto puntuali e tanta pazienza ce le spiega, (come passare dal blocco di testo, a un testo velocemente comprensibile e fruibile per il lettore). La parte degli esempi l’ho per esempio molto apprezzata, e non usa solo sue recensioni, ma anche testi di altri blogger o giornalisti.
Ho apprezzato anche i titoli di critica letteraria che cita, (perché ricordiamolo il lavoro di blook blogger prevede competenze raggiungibili con lo studio e la lettura, naturalmente se lo si vuole fare seriamente e distinguersi). I classici di cui consiglia la lettura, testi formativi indispensabili per conquistare un proprio stile e una propria originalità.
Seppure breve, ha 144 pagine, tocca un po’ tutti gli ambiti, da come scegliere i libri da recensire, a come leggere un testo per svolgere poi un’ analisi critica, a come scrivere a tutti gli effetti una recensione e come revisionarla (tasto dolente che spesso e volentieri si salta anche per mancanza di tempo). Non disdegna consigli sull’uso dei social, indispensabili per far circolare in rete il proprio lavoro, come il consiglio di due testi SEO, più specialistici.
Capitolo a parte quello sulle video recensioni. Per blogger poco timidi, almeno.
E tanti i siti e i blog citati, dagli albori del book blogging perlomeno in Italia, a quelli più recenti.
Che dire ancora, correte in libreria!
Giulia Ciarapica, classe 1989, è un’appassionata bibliofila marchigiana. Oltre a gestire il suo blog (Chez Giulia), collabora con Il Messaggero e Il Foglio; da un anno cura la rubrica Food&Book su Huffington Post Italia, in cui abbina libri e ricette. Si occupa di libri e promozione culturale anche nelle scuole superiori di Primo e Secondo grado di molte città italiane, portando avanti il progetto “Surfing on books”.
Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Giulia e Silvio dell’ Ufficio stampa Franco Cesati Editore.
Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Uscito in prima edizione a ottobre 2017 con la casa editrice Novalogos, curato da Luca Benvenga e tradotto dall’originale in lingua inglese da Luigi Cocciolo e Angela Giorgino, Rituali di resistenza (titolo originale: Resistance Through Rituals: Youth Subcultures in Post-War Britain) si presenta come una lettura surreale. Risulta infatti molto difficile per il lettore metabolizzare l’idea che uno studio sociale così articolato, compiuto dal centro di studi culturali (Centre for Contemporary Cultural Studies) che Stuart Hall ha personalmente diretto dal 1968 al 1979, sia giunto in Italia solo nell’anno 2017. Addirittura in un Millennio differente da quello in cui ha avuto luogo.







Tutti i libri raccontano una storia. Questo lo fa attraverso i documenti. Documenti che muovono una grande curiosità di ricerca. Una ricerca che vuole rappresentare sulla carta il comprensorio soveratese. Curato da sei mani, quelle di Angela Maida, Manuela Alessia Pisano e Raffaele Riverso, con i contributi di Gioacchino Lena, Alfredo Ruga, Chiara Raimondo, Giuseppe F. Macrì, Stefano Mariottini, Gregorio Aversa, “Soverato tra mare e terra” è un libro che racchiude in sé la memoria dei luoghi e i luoghi della memoria, insieme ad un amore viscerale per questa minuscola perla del Sud. In quella parte d’Italia dove la Storia sembra essersi dimenticata di passare, anche solo per sbaglio, ci si accorge, invece, che basta guardare sotto i nostri piedi per trovare tracce di un passato lontanissimo. Si cerca e si scopre una prima parte “Saggi”, in cui si sono comodamente sistemati il torrente Beltrame, il fiume Ancinale, la spiaggia, le punte di freccia ritrovate in località Mortara, l’Antefissa in terracotta ritrovata in località Mangiafico, la torre posta a controllo della costa, il pontile in legno. Una seconda parte di “Approfondimenti” dove si sono sistemati i primi viaggiatori stranieri, le tracce di un’antica viabilità, l’antico porto. Per ultime le “Tavole”. La casa editrice Rubbettino decide di dare spazio ad una penna che descrive quello che, diversamente, sarebbe rimasto per sempre chiuso negli uffici. Riaffiora, tra i ricordi scritti, il sindaco della città Camiti che, in quegli anni bloccati tra le due Guerre, finanzia una campagna di scavi. Negli occhi, oggi, tanta cementificazione. Accanto ai resti della grande civiltà magnogreca, testimonianze di antiche produzioni di olio e carte nautiche realizzate sulla scorta dei portolani. E poi le foto aeree realizzate dagli aerei di guerra e i marinai che pescano due anfore antiche. In 173 pagine, pregiate finanche nella grafica, c’è l’intera Soverato. Il suo passato. Il suo presente. La sua storia. La sua memoria. La sua tradizione. Il suo sviluppo. E, sfogliando queste pagine, emerge la speranza degli autori di lasciare un contributo concreto alla comunità soveratese affinché l’interesse e l’amore per questo Sud, troppo spesso dimenticato, affiori, per primi, dagli stessi abitanti.
Messaggi dall’aldilà rappresenta una sorta di vademecum ideale, che raccoglie in modo preciso e dettagliato quelle leggi che sottointendono l’energia psichica e i cosiddetti talenti extrasensoriali.
























