:: Don Lorenzo Milani – L’esilio di Barbiana di Michele Gesualdi (Edizioni San Paolo 2016) a cura di Daniela Distefano

DON LORENZO MILANI

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Il Natale che ci accingiamo a festeggiare con più o meno gioia non sarà ricco e opulento come negli anni d’oro della nostra età moderna, ma dovrebbe essere celebrato con uno sguardo al Cielo riflesso sul pianeta, assimilando il buono che il Creatore ha seminato nel cuore degli uomini. Questo libro è un regalo perfetto sotto l’albero, benefico per chi lo fa e per chi lo riceve. Grazie ad esso sappiamo che a volte la parabola di una vita si misura e comprende dal suo finale. Non solo – quindi – un libro di ricordi, scritto da chi fu un “ragazzo” vicino a don Lorenzo Milani e un testimone, ma qualcosa di più profondo come se l’autore scrivesse nel linguaggio di Barbiana, questo piccolo mondo ormai scomparso, una montagna in cui sopravviveva un’Italia marginale e povera negli anni Cinquanta e Sessanta. Oggi Barbiana è legata per sempre alla memoria di don Lorenzo, evocata anche sulla sua tomba, dove oltre al nome e cognome, la data di nascita e morte, è scritto: “Priore di Barbiana”.
Don Milani, un vero simbolo, un’icona, non un semplice educatore ma anche un pedagogista rivoluzionario, un attivista sociale (infatti il suo scritto più eclatante, “Lettera a una professoressa”, ha avuto una funzione molto importante nel ’68, un testo di denuncia delle disuguaglianze scolastiche). Don Milani accettò l’esilio all’età di trentuno anni perché cristiano che ha scelto i poveri e il Vangelo.
Egli veniva da una famiglia ricca e colta con i genitori di diversa formazione religiosa.
Però da giovanissimo percepì un turbamento interiore che lo portò a rifiutare il mondo privilegiato della sua famiglia per intraprendere un’altra strada, quella che gli consentì di camminare fra i poveri e gli ultimi.
Da dove traeva questa forza interna? Perché si prodigò così tanto da spremersi per educare ragazzi dal destino monco?
Egli intuiva una verità ineluttabile, cioè che la vera supremazia del forte sul debole sta nel possesso della cultura, per chi ne è dotato tutto è libera scelta, per gli altri solo cieca fatalità.
La sua morte ne sancì l’immortalità: egli sapeva che “Dio non toglie nulla, e, se toglie, è solo per far posto a qualcosa di più grande”.
Buon Natale.

Michele Gesualdi è stato uno dei primi sei “ragazzi” per i quali Don Lorenzo Milani organizza in canonica di Barbiana la scuola nel 1956. Dopo Barbiana Gesualdi ha fatto il sindacalista a Milano e a Firenze come segretario generale CISL. Per due legislature è stato presidente della Provincia di Firenze dal 1995 al 2004.
Al termine dei mandati amministrativi è ritornato sulle sue colline di Barbiana in Mugello.
Oggi è presidente della Fondazione Don Lorenzo Milani.
Da sempre porta avanti la sua opera di ricerca, raccolta e tutela della documentazione riguardante don Milani e la sua scuola che ha curato e ordinato in diverse pubblicazioni.
Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato le “Lettere di don Lorenzo Milani Priore di Barbiana” (2007) e “Perché mi hai chiamato?” (2013).

Source: libro inviato al recensore dalle Edizioni San Paolo. Ringraziamo Alessandro dell’ Ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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