:: Partagas di Gianluca D’Aquino (Eden Edizioni 2017) a cura di Elena Romanello

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partagasSpesso si accusa il fantasy di essere svincolato dalla realtà: questo ovviamente non è vero, sono tanti i libri che dimostrano il contrario, ma per chi continuasse a perseverare in quest’idea si può consigliare la lettura di un titolo uscito per l’editore romano indipendente Eden Edizioni, Pàrtagas, dell’autore alessandrino Gianluca d’Aquino.
Con uno stile che ricorda molto quello di uno dei nuovi nomi del fantasy internazionale, Joe Abercrombie, Gianluca d’Aquino immerge in un universo parallelo molto simile al Medio Evo reale europeo, con al centro di tutto uno scontro tra regni, civiltà e religioni.
Il Pàrtagas del titolo è infatti un microcosmo suddiviso in nove regni, ognuno con le sue caratteristiche, a cui si aggiunge un decimo territorio, “le Terre di Nessuno”, abitato da popolazioni nomadi. Il romanzo racconta come i rapporti tra Paesi culture diversi tra di loro siano minati dai mutamenti nell’assetto politico di alcune di queste terre, dove sono giunti al potere persone immigrate dalle Terre di Nessuno, un luogo dove si pratica una religione particolare e diversa, la fede lisimaca, monoteista, totalitaria a tratti e che può quindi cambiare profondamente la società, gli equilibri, le abitudini.
Sullo sfondo di questo evento, metafora di come si espanse la religione musulmana dopo la predicazione di Maometto (ma non ci sono richiami reali), si intrecciano varie storie e vicende, senza buoni e cattivi assoluti, solo gente che si trova a dover vivere un momento storico particolare e non certo indolore.
Del resto il tema dello scontro tra culture e religioni è quanto mai attuale, e vederlo con lo specchio deformato del fantastico aiuta anche ad esorcizzarlo e forse pian piano a capirlo meglio, come accade da sempre con la buona letteratura fantasy e fantascientifica, che racconta la realtà in maniera all’apparenza irreale.
Non bisogna però pensare che Pàrtagas sia un noioso romanzo moraleggiante: ci sono avventure, ci sono intrighi, ci sono colpi di scena, con toni comunque mai troppo crudi, a differenza per esempio di un George R. R. Martin, tanto che è una lettura interessante per tutte le età, per chi cerca una storia curiosa e non già tanto letta con cui appassionarsi riconducibile al fantastico ma che faccia riflettere.
Da segnalare che il libro conta una bella prefazione del grande Sergio “Alan D.” Altieri, uno dei numi del fantastico che ci ha lasciati quest’anno, come sempre attento ai nuovi talenti in un genere in cui lui stesso ha dato molto.

Gianluca d’Aquino, alessandrino, classe 1978, è autore di romanzi, sceneggiature e racconti, alcuni dei quali apparsi nei Gialli Mondadori (Lettera dall’Eritrea, Il rumore del vento, La casa sul lago, La quintessenza, Il tempo delle risposte, Omicidio alla festa medievale) e nelle antologie e collane Delos Books (Quel che non è dato sapere, e la serie di Extinction e la novella Torino 1835, sul capoluogo sabaudo alle prese con il colera.

Source: inviato dall’ autore al recensore che ringraziamo.

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