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:: Il giorno in cui Diana morì di Christopher Andersen (Piemme 1998)

5 dicembre 2017

il giorno in cui Diana MorìA vent’anni di distanza dalla tragica notte del trentuno agosto 1997 si è ritornati a parlare della triste parabola finale di Lady Diana Spencer, la Principessa del Popolo, come era stata opportunamente ribattezzata dal primo ministro britannico dell’epoca Tony Blair.
Antefatto di questo libro di Christopher Andersen, edito dalla Casa editrice Piemme, è il momento in cui un auto imbocca ad altissima velocità un tunnel parigino. Lo schianto è davvero terribile! Una catastrofe ad alta risonanza mediatica: su quella vettura viaggia Lady D., che di lì a poco morirà in ospedale. Incidente o complotto? La Principessa triste, infatti, è stata un pericolo per la Corona stessa, una donna che ha avuto il coraggio e la sfrontatezza di ribellarsi con tutte le sue forze ad un mondo ipocrita, ad un mondo di soffocanti convenzioni. Spettacolare la sua epocale confessione davanti alle telecamere di mezzo mondo attonito, che ha fatto tremare la Monarchia britannica e ha minato i nervi della povera Elisabetta II.
Il giorno in cui Diana morì “ parte dunque dal momento del ricovero di Diana in ospedale dopo l’avvenuto incidente automobilistico e prosegue con una precisa e puntuale ricostruzione, fatta di flash back e memorie documentate con dovizia di aneddoti.
L’autore quindi torna al principio dell’estate 1997 quando ha inizio la tanto chiacchierata e turbolenta relazione d’amore tra Dodi e la principessa. Ne racconta dunque gli sviluppi più accattivanti e significativi. Ci parla delle speranze di Diana come donna , dell’ostracismo della corte inglese, del rapporto di Diana mamma con i suoi adorati figli, di un sogno brutalmente stroncato sul nascere.
Poi nella parte finale, l’indagine sulla morte della Principessa, di cui rivela particolari inediti e alquanto scomodi, vagliando le molte ipotesi di molti avvenimenti per certi versi incomprensibili.

Christopher Andersen, giornalista di grido, collabora alle più importanti testate americane. È autore di numerose biografie di personaggi famosi del mondo dello spettacolo e della politica da Jacqueline Kennedy a Madonna; da Michael Jackson a Mick Jagger.
I suoi libri hanno sempre ottenuto un grande successo diventando dei veri e propri best-seller internazionali.

Source: libro del recensore.

:: Il futuro sarà di tutta l’umanità. Voci dal carcere, Antonella Speciale e Emanuele Verrocchi (Dissensi, 2015)

25 febbraio 2016
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Non sempre si finisce in carcere per avere davvero commesso un crimine, molti ci vanno da innocenti. Ma innocente o colpevole, chi subisce la privazione della libertà cambia, non è, e mai sarà, più lo stesso. Riflettevo su questo leggendo Il futuro sarà di tutta l’umanità. Voci dal carcere scritto da Antonella Speciale e Emanuele Verrocchi, edito da Dissensi. E questo sottile libretto di poco più di 100 pagine, formato piccolo, invita a riflettere, sulla pena di morte (nel mondo), sul fatto che in Italia non ci sia una legge che regolamenta il reato di tortura, che il sovraffollamento delle carceri impedisce il minimo rispetto dei diritti umani, che ci potrebbero essere forme alternative alla detenzione, forse più efficaci, forse più umane. Insomma questo libro scritto da una volontaria e da un rappresentante sindacale, ci spinge a pensare a cose che di solito preferiamo ignorare, perché sono temi che ci riguardano tutti, perché tutti un giorno potremmo essere accusati ingiustamente di qualche crimine, e finire in carcere. E perché i diritti umani dovrebbero essere un tema di tutti, anche quando si tratta di colpevoli. Il dibattito è senz’altro delicato, ed è difficile che leggendo questo libro si cambino le proprie radicate convinzioni, ma è una lettura che consiglio, un testo che merita attenzione. Ci pone in un punto di vista differente, ci permette di vedere le cose con gli occhi dei volontari che tutti i giorni hanno a che fare con i detenuti, che siano adolescenti, che siano terroristi o mafiosi, o semplici “delinquenti” comuni, (avremo anche modo di leggere le loro testimonianze, vedere le cose dai loro punti di vista). Per quanto possa sembrare paradossale un crimine ha in sé la sua pena, lo stato ha il dovere di tutelare la collettività e la stessa Costituzione lo prescrive, più che punire il compito della giustizia, del diritto, del sistema penale è quello di riabilitare il condannato, dandogli gli strumenti per ridiventare un cittadino attivo, che lavora, che paga le tasse, che non è un pericolo, o una minaccia, per la collettività. E tutto ciò è affidato ai volontari, alle cooperative sociali, agli stessi direttori di strutture detentive, alle guardie carcerarie. Suicidi, violenze, solitudine, separazione dai propri cari, sono pene accessorie, superiori al semplice isolamento e alla privazione della libertà ovvero all’impossibilità di delinquere ancora. La strada sarà lunga, solo l’anno scorso hanno abolito gli ospedali psichiatrici giudiziari, (se vogliamo l’inferno nell’inferno), e forse arriverà il giorno in cui sarà abolito il carcere ostativo, fine pena mai, o il carcere stesso. Si dovranno trovare delle alternative, sarà necessario trovarle. E nel suo piccolo anche questo libro avrà contribuito a questo.

Antonella Speciale, vive in Sicilia e da anni si occupa di Laboratori di scrittura autobiografica e creativa negli Istituti penali per minori e adulti. Laureata in Lingue e letterature straniere, ha pubblicato opere di poesia e narrativa, articoli inerenti alla questione carceraria, ed ha partecipato ai seminari del Progetto Memoria di Sensibili alle foglie sugli anni ’69- 89 (lotta armata, nascita del 41 bis, tortura ecc.). Destini Dentro, 2013, edito da Sensibili alle foglie, è la sua ultima opera di narrativa.

Emanuele Verrocchi, vive a Sulmona, in Abruzzo; sindacalista della CGIL, da novembre 2012 è Segretario Generale della Fillea Cgil della Provincia dell’Aquila. Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, si occupa, per il sindacato, anche di immigrazione e di politiche per la legalità.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Costanza dell’Ufficio Stampa Dissensi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.