
Teso e violento Les salauds vont en enfer è un dramma poliziesco criminale di Frederic Dard, in parte di ambiente carcerario, nato come piece teatrale e poi passato sul grande schermo, grazie a Robert Hossein come regista, nel 1955. Solo dopo Dard decise di pubblicare con lo stesso titolo anche il romanzo, percorso anomalo sicuramente determinato dal grande successo sia teatrale (fu portato in scena a Parigi e all’estero per più di 500 volte) che dopo cinematografico. Nella sua meritoria impresa di portare in Italia le opere di Dard, Rizzoli nella collana Nero Rizzoli, ce lo presenta nell’edizione tradotta da Elena Cappellini. Dopo Gli Scellerati e Il Montacarichi, ecco dunque I bastardi vanno all’inferno (Les salauds vont en enfer, 1956). Una storia nerissima che ha per protagonista una coppia anomala di personaggi: una spia e un poliziotto sotto copertura, e per tutto il romanzo non sapremo chi dei due tra Hal e Frank sia l’uno o l’altro, lo sapremo solo alla fine, prima del tragico, inevitabile, finale. Tutto è giocato sul filo dell’ambiguità, davvero è impossibile distinguere il poliziotto dal criminale, e questa in fin dei conti è la morale del libro, non esistono i bastardi, ma tutti si trovano a recitare un ruolo restando fondamentalmente uomini con pregi e difetti. Il linguaggio è secco, tagliente, lo scambio di battute tra i protagonisti è ambiguo e realistico, insomma è una storia scritta e ambientata negli anni ’50 ma conserva un’impronta di vita vera, e vissuta. E cosa sorprendente non è la violenza o l’atto criminoso in sé la cifra distintiva del romanzo ma l’amicizia che inaspettatamente nasce tra i due personaggi, e che Dard approfondisce con grande acume psicologico e spessore morale. Dunque siamo nel Midi de la France, negli anni ‘50, in un carcere in cui le condizioni di vita dei prigionieri non sono tanto diverse da quelle del secolo precedente: guardie carcerarie sadiche e violente, periodi di isolamento in segrete infestate dai topi, esecuzioni tramite la ghigliottina, negli anni ‘50 in Francia la pena di morte veniva somministrata con queste modalità. Hal e Frank si trovano reclusi nella stessa cella, assieme ad un altro prigioniero sordomuto che ha ucciso la moglie. Sin dall’inizio il rapporto tra i due e di diffidenza e di paura. Giungono persino alle mani, tanto da finire in isolamento. Poi una strana solidarietà e complicità si instaura tra i due personaggi tanto che decidono di evadere e fuggire insieme aiutandosi l’un l’altro. Il romanzo è breve non anticipo altro della trama, ma da questo momento in poi l’azione si fa convulsa e frenetica e entrerà in scena anche un altro personaggio, Dora, una donna bellissima dagli occhi viola che causerà una rottura degli equilibri e se vogliamo porterà la storia verso l’inevitabile epilogo. Dunque un noir, forse tra i più famosi di Dard che se vogliamo analizza e approfondisce le dinamiche dell’animo umano di personaggi che non hanno nulla da perdere e lottano per la propria sopravvivenza pur conservando un barlume di umanità che li rende essere umani prima che poliziotti o criminali. Il personaggio di Dora, poi la classica dark lady, creerà quella tensione sessuale priva di sentimentalismo capace di accrescere le ombre di una storia già tragica e violenta di suo. Per chi ama Dard e i noir anni ’50.
Frederic Dard (1921-2000) ha iniziato a pubblicare romanzi negli anni Quaranta. Il grande successo sarebbe arrivato però più tardi, con lo pseudonimo San-Antonio. È in atto una riscoperta internazionale della sua opera, vastissima, inaugurata in Italia da Rizzoli con Gli scellerati (2018), Il montacarichi (20219) e I bastardi vanno all’inferno (2021).
Elena Cappellini, dopo la laurea in Lettere moderne presso l’Università di Bologna, ha studiato a Siena, dove ha conseguito il dottorato in Letteratura comparata e Traduzione del testo letterario. Ha partecipato a convegni e pubblicato saggi su Michel Tournier, sul fantastico, sull’immaginario radiofonico, fotografico e radiologico. Dal 2002, a Cremona, è stata curatrice del festival Pensare la differenza, percorsi, incontri e spettacoli sulla cultura di genere.
Source: libro inviato al recensore dall’ editore. Ringraziamo Giulia e Claudia dell’ Ufficio stampa Rizzoli.



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