
Torna in libreria Massimo Carlotto con un romanzo di attualità, assolutamente verosimile. Sporco e pulito allo stesso tempo. Legato all’ambiente, alla mentalità, alle chiacchiere e alla reputazione. Un luogo, una valle del nord-est italiano, dove tutto è ristretto e qualsiasi problema deve essere risolto lì. Dove “lo straniero” è mal visto, guardato con sospetto. Dove “il ricco” può tutto, comprando felicità e agonia. Dove si può imparare a odiare perché ci si sente in trappola, incapaci di guardare oltre una strada trafficata. Dove il dolore rende “diversi”. Una valle dove si muore per zittire, perché si crea fastidio. Dove il lavoro manca e allora diventa facile essere reclutati dalla malavita. Un posto dove le indagini sono superficiali per convenienza, perché così si fa prima. Fingere, tradire, salvare le apparenze. Mantenere una catena di segreti strettamente intrecciati, perché tanto è così che funziona. Che si fa da sempre. Perché tutti possono essere colpevoli o innocenti nello stesso momento. Semplicità e efficacia del linguaggio. Due caratteristiche che mi hanno colpita di questo bel romanzo. Buona lettura.
Maurizio Carlotto è l’inventore della serie di Marco Buratti detto l’Alligatore. Ha scritto numerosi romanzi tra cui Arrivederci amore, ciao, L’oscura immensità della morte, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane, La signora del martedì. Per Rizzoli ha pubblicato Il Turista e l’antologia Sbirre con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni.
Fonte: omaggio dell’editore al recensore. Ringraziamo l’Ufficio stampa Rizzoli.


I pirati sono una figura esistente nella Storia reale, non erano certo eroi, tutt’altro, diventati però tali grazie all’immaginario, dove periodicamente tornano, con storie che negli anni si sono incarnate negli universi di Emilio Salgari, nelle storie fantascientifiche di Leiji Matsumoto e in tempi più recenti nei film di Pirati dei Caraibi, nel serial Black Sails e nell’anime quasi infinito One Piece.
Appena adolescente, Christopher Paolini diventò famoso in tutto il mondo grazie alla saga fantasy dell’Eredità, un successo a sorpresa che rileggeva archetipi del genere e non solo, tra draghi, romanzo di formazione, lotte e molto altro ancora.
Chi era bambino o ragazzino a fine anni Settanta ricorda una strenna natalizia del 1978, il libro illustrato Gnomi edito da Rizzoli e dell’artista olandese Rien Poortvliet, un fantastico viaggio tra le pagine per scoprire in una nuova veste una delle figure iconiche di fiabe e folclore.
Chris Colfer, autore della saga fantasy fiabesca La Terra delle Storie, inizia una nuova storia, uscita in italiano sempre con Rizzoli, portando in un altro mondo di fantasia, con Una Storia di Magia.
Benjamin Lacombe, acclamato illustratore francese, tra i migliori oltre che i più inconfondibili come tratto sognante e realistico insieme, torna in libreria con un volume di immagini che piacerà innanzitutto ai gattofili: Vite di gatti straordinari, su testi di Sebastien Perez, è un viaggio tra immagini e frasi nel mondo dei felini più amati del mondo, gli unici che gli esseri umani siano riusciti ad addomesticare.
Tutti o quasi i forti lettori adulti hanno iniziato la loro carriera tra le pagine dei libri con la letteratura per ragazzi, negli ultimi anni alcuni dei più importanti fenomeni letterari siano stati narrativa per i più giovani, Harry Potter in testa, ma nonostante questo, come dice l’autrice di questo agile pamphlet, nonché più giovane docente di Oxford: La letteratura per ragazzi ha una lunga e nobile storia di scarsa considerazione. Sul volto di certe persone si disegna un sorrisetto particolare quando racconto loro che cosa faccio, più o meno lo stesso che mi aspetterei di vedere se dicessi che costruisco minuscoli mobili da bagno per elfi. Scrivo narrativa per ragazzi da oltre dieci anni ormai, e faccio ancora fatica a darne una definizione. Ma so con certezza che cosa non è: non è solo per ragazzi.

Piergiorgio Pulixi ci porta nella sua terra, la Sardegna. Lo fa evitando il turismo e la costa, per accompagnare il lettore nella parte più arcaica dell’isola. In Barbagia per esempio, nei siti nuragici, sugli altipiani o in montagna. Dove la natura è selvaggia e predominante, e impone il silenzio. Qui, la cultura primitiva è massiccia e per la modernità risulta incomprensibile. Qui si tramandano riti pagani legati al culto della Dea Madre, di padre in figlio. Si fugge dalla civiltà, e rispetto e obbedienza sono un obbligo al quale non si può trasgredire. Mai.
























