Torna Davide Morosinotto, uno dei più acclamati autori italiani di libri per ragazzi, con una nuova storia che mescola archetipi vecchi e nuovi, omaggi e ricordi, con il filtro sempre efficace del fantastico e in un contesto nostrano: Voi.
In una località alpina di montagna, Montemorso, verosimilmente tra Friuli, Veneto e Trentino Alto Adige, i luoghi natali dell’autore, un dente di roccia crolla nel lago uccidendo un pescatore di frodo, che forse avrebbe fatto meglio a trovarsi da un’altra parte. I vecchi del paese dicono che quella era la pietra del sigillo, che proteggeva il paese dagli spiriti. Nessuno, nell’epoca degli smartphone e dell’elettricità, crede più a loro, ma poi cominciano a succedere cose, una boy scout rimane ferita durante un’escursione in montagna, il lago si increspa in onde mai viste e una donna sente suo marito, morto mezzo secolo prima.
Forse gli spiriti esistono davvero e forse possono essere davvero pericolosi, e a Montemorso, comunità comunque piccola, si diffonde il panico.
Saranno due ragazzi, due outsider, Cameron, da poco arrivato da oltre oceano, e Blu, un maschiaccio con i capelli del colore del suo soprannome, che proveranno a capire cosa sta succedendo, e che da qualche parte ci sono i Voi, un popolo venuto da un altro mondo, parte di quelli che di solito si chiamano alieni, e che susciteranno nei Noi umani reazioni imprevedibili.
Una piccola comunità isolata in cui accadono fatti straordinari e incontri con creature fantastiche, buone o cattive che siano, è un archetipo presente fin dalle leggende, molto presenti anche nelle Alpi venete e ha ispirato in tempi recenti storie amatissime e di segno diverso, da ET a It, da Stranger things a The stone. Come molti archetipi funziona sempre e qui serve per raccontare una storia di incanto e di paura, di crescita e di incontro con il diverso e l’ignoto, di strade da scoprire e di distacchi da compiere, in un luogo sospeso nel tempo e nello spazio dove si potranno scoprire nuove possibilità di vita.
Tra le righe si potrà anche leggere una metafora del rapporto molto attuale con persone che vengono da lontano, che sono visibili a differenza dei Voi ma per molti restano invisibili e che suscitano spesso paura e intolleranza.
Voi è un libro per ragazzi dagli 11 anni in su, e senz’altro è proprio così, perché certe atmosfere, certe storie, certe paure, la voglia di avventura, la sofferenza ma anche il desiderio di crescere, sono per tutte le età, anche per chi ha già macinato altre storie del genere ma che ama sempre ritrovare la parte ragazzina di sé.
Voi è arricchito dai disegni, in copertina e all’interno, di Giordano Poloni, che regala anche una piantina di Montemorso e il suo lago.
Davide Morosinotto è nato nel 1980 in un piccolo paese vicino a Padova, e oggi vive a Bologna. È giornalista, traduttore di videogiochi e scrittore di oltre quaranta libri per ragazzi. Nel 2007 ha vinto il Mondadori Junior Award, e dieci anni dopo il “Superpremio Andersen” con Il rinomato catalogo di Walker & Dawn.
Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.
Torna in libreria Cressida Cowell, già autrice della saga di Dragon Trainer, trasposta in animazione al cinema con grande successo, con il secondo capitolo di una nuova serie, iniziata l’anno scorso e subito baciata dal successo con Il tempo dei maghi: Il tempo delle streghe.

Tra romanzi e graphic novel spesso ci si dimentica che esistono anche i libri illustrati, considerati spesso solo per bambini e capaci di svelare mondi sorprendenti.
Marinka vorrebbe tanto essere una ragazza come le altre, e stringere amicizia con i coetanei, ma non è possibile, perché vive in una casa con le zampe di gallina che si sposta di continuo e senza preavviso, finendo nei luoghi più disparati e pazzi della Terra. Ma non è questo il suo solo problema, perché sua nonna è Baba Jaga, la strega che guida le anime dei morti da questo mondo all’aldilà, con un rituale di rigenerazione e pace, ma che non riempie certo la vita di Marinka di gioia.
Da molti anni ormai nel nostro Paese c’è un interesse in costante crescita per il Giappone, Paese lontano da noi geograficamente e linguisticamente, ma che esercita un sicuro fascino sia per i suoi aspetti più tradizionali, dalle arti marziali all’ikebana, sia per quelli più moderni, dai videogiochi ai manga.
Crescere vuol dire scoprire il mondo e voler scoprire misteri e notizie, oggi il Web potrebbe aver mandato certi tipi di libri, amatissimi per anni, in soffitta, ma non è proprio così, e per fortuna, perché i libri possono essere impareggiabili per trasmettere notizie tra immagini e testi.
Sembra davvero che la nuova terra del fantastico sarà l’Africa, continente su cui si è detto tutto e il contrario di tutto, spesso in prima pagina per ben altre vicende, alcune di tragica attualità. Dopo il successo di Nnedi Okorafor arriva una nuova voce, Tomi Adeyemi, con il fantasy atipico Figli di sangue e di ossa, basato sulla mitologia del Continente nero, in particolare su quella yoruba, su cui si sa poco ad essere buoni, meglio dire niente così si fa una figura migliore.
Louise Lacroix è la voce narrante di Gli scellerati (Les Scélérats, 1959) piccolo gioiellino noir scovato da Rizzoli dal vastissimo repertorio di Frédéric Dard (1921-2000) e tradotto dal francese, senza sbavature, da Elena Cappellini.
Prima di Conrad, di Dumas, di Stevenson, c’è stato lui. Un poeta girovago, raffigurato cieco dalla tradizione, che duemila e settecento anni fa avrebbe composto le due opere cardini di una civiltà e di quelle a venire. Ora, sarebbe un esercizio futile descrivere la trama, che i giovani hanno masticato sui banchi di scuola e i grandi hanno assaporato sul grande e piccolo schermo, quindi sarà meglio passare ai vari motivi per cui sarebbe interessante dedicarsi alla lettura del grande classico.
In un’epoca molto lontana, i guerrieri decisero di estirpare dal mondo la magia, sterminando prima le streghe, depositarie della Magia Nera, e poi giurando guerra ai maghi e a tutte le altre creature di Magia Buona. I due fronti vivono ora separati nelle loro roccaforti, ma lo scontro prosegue senza esclusione di colpi, perché legato a un qualcosa che si pensa non poter cambiare.
























