Chi di voi non ha mai sognato di vivere in un casale toscano, immersi nella natura, con il proprio orto, un prato fiorito, un cane, dei cavalli, e una meravigliosa cucina piena di pentole, piatti di ceramica, mobili di legno rustico, taglieri, e dotata di tutti gli ingredienti necessari per cucinare piatti sani e sostanziosi? Ecco il libro di cui vi parlo oggi vi aiuta a rendere un pochino più concreto questo sogno. La cucina del Casale di Luisanna Messeri è un manuale di cucina che illustra tutti i segreti e la bellezza della cucina toscana, una cucina ricca, saporita e molto semplice. Una cucina casereccia ma non per questo meno saporita e ricca di tutti quegli ingredienti necessari al benessere e alla salute. Oltre alle ricette, Luisanna Messeri ci dispensa mille consigli dal come fare la spesa, a come ordinare la dispensa elencandoci perfino quegli ingredienti che mai dovrebbero mancare. Diviso per stagioni e ingredienti, accompagnato da un linguaggio semplice e diretto ci insegna tra le altre cose quanto è importante mettere molta cura nei piatti che cuciniamo e che serviamo in tavola per noi e le nostre famiglie. È un modo di volersi bene, di tramandare le nostre tradizioni culturali e sociali, di accrescere quel patrimonio di conoscenze e abilità che si tramanda di generazioni in generazioni. E poi è divertente, cretivo, e rilassante, in questi giorni di ansia e tensione potere mettere alla prova la nostra abilità ai fornelli è un’attima attività che soprattutto apprezzeranno i vostri commensali. Buon appetito!
Luisanna Messeri cuoca e popolare volto televisivo, dal 2011 è stata presenza fissa alla “Prova del cuoco” come maestra di cucina.
È autrice e interprete di vari programmi, tra cui “Il club delle cuoche”, una food comedy di grande successo trasmessa da Sky.
È stata autrice e conduttrice per Rai Radio 2 di “Chef ma non troppo-Decanter”, il primo corso di cucina radiofonico.
È comparsa in diversi film di amici registi, tra cui La pazza gioia di Paolo Virzì.
Dirige la collana “Audiocook” della casa editrice Emons. Tra i suoi libri precedenti, 111 ricette italiane che devi saper cucinare (Emons, 2015).
Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo l’ufficio stampa Rai Libri.
Gian Piero Grandi, psicoterapeuta e psicologo, si occupa da tempo di lavorare con adolescenti e giovani adulti, e usa per le sue terapie il richiamo alla cultura pop dei fumetti e dell’immaginario nerd, che possono contenere spunti davvero interessanti per tutte le età.
Il fantasy continua a dimostrarsi uno dei generi di maggiore successo, le storie proposte sono tante, e una che spicca è senz’altro il poderoso e trascinante Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon, con richiami abbastanza ovvi all’opera di George R. R. Martin, soprattutto per la presenza dei draghi, i giochi di potere e l’importanza data ai personaggi femminili, ma soprattutto un ritorno alle storie al femminile e femministe come le raccontava la comunque grande dal punto di vista letterario Marion Zimmer Bradley.
Tra le iniziative atte ad aiutarci ad affrontare questa emergenza, c’è sicuramente quella che permette la possibilità di scaricare gratuitamente, dai principali negozi online, quasi tutti i migliori libri della letteratura mondiale, nelle traduzioni più prestigiose. Da lettrice, che si occupa di libri su questo blog ormai da anni, è una cosa che mi colpisce nel profondo, la creatività, non solo artistica, ma anche solidale ha davvero mille modi di esprimersi, e questo è sicuramente segno che per quanto distruttivo sia questo virus noi abbiamo la possibilità di neutralizzarlo. Per cui qui va il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno operato perchè questo si sia realizzato: editori, traduttori, redattori. Anna Karenina, nella traduzione di
Una storia in apparenza come tante, quasi scontata. Una storia di violenza che raggiunge però un epilogo inatteso e non funzionale alla trama classica di una storia del genere, ma semmai alla comprensione profonda dei protagonisti.
Benvenuto Tiziano e grazie di aver accettato questa nuova intervista. Data la gravità del momento, e la difficoltà di tracciare scenari possibili una volta finita la pandemia, inizierei col chiederti una valutazione prettamente personale della situazione. In che misura secondo te cambieranno gli equilibri geopolitici e strategici una volta che l’allarme sanitario sarò rientrato? C’è un rischio reale per la tenuta democratica degli stati?
“Peggy Guggenheim. L’ultima dogaressa” è il catalogo della mostra dedicata a Peggy Guggenheim, tenutasi a Venezia dal 21 settembre 2019 al 27 gennaio 2020. Il volume è un vero e proprio viaggio biografico e artistico nella vita della grande collezionista e mecenate delle arti. L’immagine che emerge è quella di una donna appassionata di arte, che comprava dipinti, disegni e sculture perché le piacevano, perché la emozionavano sì dal punto di vista tecnico, ma soprattutto emotivo. Questo seguire il proprio cuore permise alla Guggenheim di essere lungimirante e di dare spazio e diffusione ad artisti emergenti, entrati poi a fare parte del mondo dell’arte contemporanea. Il tomo ci racconta la giovane Guggenheim a Londra tra il 1937/38, e il primo tentativo di dare sviluppo ad una galleria dove esporre le opere dei surrealisti e astrattisti. Il non riuscire a dare pieno compimento al suo progetto nella capitale londinese, la portò a Parigi, dove la collezionista si trasferì dal 1938 e per parte degli anni ’40, riuscendo a dare vita ad una galleria. In essa esposero surrealisti, futuristi, astrattisti. Poi, l’incombere della Seconda guerra mondiale costrinse Peggy ad andare in America, portando con sé molte opere d’arte. Come fece lei anche molti artisti europei fuggirono negli U.S.A, dove cominciarono a farsi conoscere e ad approfondire l’arte americana e le sue nuove forme di espressione. A New York fu inaugurata, proprio grazie all’impegno della Guggenheim, una galleria-museo rivoluzionaria chiamata “Art of This Century”, dove presero forma le fondamenta artistiche dei giovani esponenti dell’Espressionismo astratto americano. Questi sono anche gli anni in cui Peggy instaurò un rapporto di conoscenza con Jackson Pollock, comprandone le opere, affascinata da quel colore colato che narrava storie e sentimenti. Sarà la stessa Guggenheim a portare in Europa le tele di Pollock, facendolo conoscere fuori dalle terre americane. L’anno cruciale per una svolta fondamentale nella vita di Peggy fu il 1948 con l’acquisto di Palazzo Venier e l’esposizione della sua collezione alla Biennale di Venezia, nel padiglione della Grecia. La collezione Guggenheim divenne qualcosa di unico e sensazionale, poiché accanto ai grandi maestri delle avanguardie, la collezionista mise lo opere di giovani artisti come Piero Dorazio, Tancredi Parmeggiani, il gruppo Cobra, esponenti dell’arte britannica come Sutherlnad e Bacon. La collezione della Guggenheim però, nel corso del tempo, si arricchì anche di arte primitiva, quella stessa forma espressiva che influenzò i grandi artisti di inizio del 1900, tra i quali possiamo ricordare Picasso e Matisse. Nella sua collezione finirono opere dell’Africa, dell’Oceania e delle Americhe. Il catalogo, corredato da immagini fotografiche di alcune delle opere pittoriche e scultoree che compongono la collezione, comprende anche le interviste a Marina Apollonio, Alberto Biasi e Franco Costalonga. Questi sono tre importanti esponenti dell’arte cinetica italiana, entrati a far parte della collezione della grande collezionista. “Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa” non è un semplice catalogo d’arte, è un vero e proprio viaggio nella vita e nella passione per l’arte di Peggy Guggenheim, allo scoperta di come, anno dopo anno, anzi, giorno dopo giorno, la mecenate riuscì a comporre quella che è diventata una delle più importanti collezioni d’arte del XX secolo. Traduzione Sylvia Notini.
Nuovo gruppo di lettura per il bel libro di Elizabeth von Arnim “Un incantevole aprile“, libro davvero stupendo, allegro, pieno di luminosa speranza.
I comics a stelle e strisce stanno vivendo da alcuni anni un momento di successo, grazie ai tanti adattamenti cinematografici che sono usciti, e che hanno riportato alla ribalta vari personaggi.
Le donne hanno avuto molta più difficoltà degli uomini ad affermarsi in ambito anche creativo, ma nonostante questo la Storia dell’arte presenta varie pittrici, anche se spesso non vengono studiate come i colleghi uomini.
Amici blogger, amici lettori,
























