Le donne hanno avuto molta più difficoltà degli uomini ad affermarsi in ambito anche creativo, ma nonostante questo la Storia dell’arte presenta varie pittrici, anche se spesso non vengono studiate come i colleghi uomini.
Elisabetta Rasy racconta la storia di alcune di loro, ne Le disobbedienti, con come sottotitolo Storie di sei donne che hanno cambiato l’arte, in un periodo che va dal barocco al Novecento. Ci sono ritratti più noti, di vere e proprie icone, e altre meno famose, ma tutte e sei le artiste raccontate in questo libro sono particolari, interessanti, emblematiche, uniche.
Si parte, doverosamente, con Artemisia Gentileschi, vissuta tra Rinascimento e barocco, voluta entrare a tutti i costi in un ambiente maschile, emergendo per il suo talento, ma dovendo anche affrontare a soli 18 anni un processo per stupro che la segnerà per tutta la vita, perché come e più di oggi, con i metodi dell’Inquisizione, verrà umiliata e dovrà dimostrare di non essersela, per dirlo in termini moderni, cercata. Artemisia gira per l’Europa, è una donna indipendente che vive del suo lavoro e dalle sue opere emerge una lotta contro i soprusi che l’ha accompagnato per tutta la vita.
Nella Francia del XVIII secolo Elisabeth Vigéè Le Brun diventa la pittrice di corte della regina Maria Antonietta, realizzando i quadri più celebri della sfortunata sovrana, ma ritraendo anche le dame dell’epoca, diventando agiata, finché non deve fuggire allo scoppio della Rivoluzione con la figlia, girando per l’Europa e dipingendo nobili per mantenersi, vivendo una vita lunga e avventurosa fino alla morte quasi novantenne, molti anni dopo i fasti reali.
Sempre in Francia, qualche anno più tardi, emergono gli Impressionisti, tra cui c’è anche Berthe Morisot, ragazza di buona famiglia che vuole dedicarsi alla pittura come professionista e non come semplice hobby contro il volere della famiglia, diventando cognata di Manet, e facendosi apprezzare per i suoi quadri, che raccontano la vita delle donne dell’epoca, tra un privato sempre più stretto e un pubblico agognato.
A fine Ottocento Suzanne Valadon, poverissima, cerca di farsi strada come artista circense, modella di artisti come Toulouse Lautrec, di cui è anche una delle amanti, e poi come pittrice, crescendo un figlio, che diventerà famoso come Maurice Utrillo, e che lei aiuterà a lottare contro alcolismo e depressione. Suzanne diventa ricca e si allontana dalla sua infanzia e adolescenza, che però continua a raccontare nei suoi quadri, realistici, miseri, che raccontano un mondo che colpisce e denuncia.
La ricca ragazza ebrea tedesca Charlotte Salomon lascia il suo Paese natale all’avvento del nazismo e va in Francia, dove trova l’amore e la possibilità di realizzare la sua arte, in un corpus immenso che si chiamerà Vita? O teatro? Tutto finisce per lei quando viene deportata nei lager nazisti dove muore a soli 26 anni. La sua opera viene pubblicata grazie ad Otto Frank, il papà di Anna e amico dei genitori di Charlotte, per far scoprire al mondo un talento incredibile.
Nella stessa epoca, oltreoceano, tra Messico e Stati Uniti, vive Frida Kahlo, toccata fin dall’adolescenza da gravi problemi di salute che la rendono invalida, ma piena di voglia di vivere, di amare, di essere un’icona, a cominciare dalla cura per la sua immagine, simbolica del Messico, tra abbigliamento, trucco, scelte di vita, trasgressioni, coraggio nelle sue opere di parlare di cose scomode e tabù, come l’aborto.
Sei donne fuori dalla norma, che è davvero bello scoprire o riscoprire grazie a questo libro: Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo sono da tempo icone femministe e globali, le altre sono note più agli studiosi, anche se le loro opere sono esposte nei più importanti Musei mondiali e raccontano epoche fondamentali. Un libro da cui partire quindi per scoprire l’importanza delle donne nell’arte e le loro vite, sorprendenti, appassionanti, a tratti tragiche e sempre intrecciate con le loro opere.
Elisabetta Rasy è nata a Roma, dove vive e lavora. Ha pubblicato numerosi romanzi, racconti e saggi di argomento letterario, molti dei quali dedicati alla scrittura femminile. Ha vinto numerosi premi letterari, fra cui il premio Selezione Campiello nel 1997 con Posillipo. Collabora al “Sole-24 Ore”. Tra i suoi ultimi titoli citiamo Memorie di una lettrice notturna, L’estranea, La scienza degli addii, L’ombra della luna.
Provenienza: libro preso in prestito nel Circuito delle Biblioteche civiche torinesi.
Il nome di Astrid Lindgren, una delle più grandi scrittrici per ragazzi del Novecento, continua ad essere noto anche alle nuove generazioni, soprattutto grazie a quello che rimane il suo capolavoro, Pippi Calzelunghe, storia della prima eroina ragazzina anticonformista alle prese con l’avventura di vivere e crescere.
In questi ultimi anni sono usciti diversi libri sulle vite di donne straordinarie, rivolti a pubblici di varie età, ma dove si è cercato di mettere in luce anche l’aspetto edificante di questi personaggi, sia pure in una prospettiva femminista che chiaramente digerisce la ribellione, a certe regole e entro certi limiti.
Alessandro Perissinotto è tornato in libreria con un nuovo thriller, ambientato nel suo Piemonte, tra le Langhe e Torino, dove si ispira ad un fatto realmente accaduto, un agghiacciante femminicidio perpetrato ai danni di una ragazzina di soli tredici anni nel 1969, antecedente a fatti come il massacro del Circeo, ma anche ad altri fatti delittuosi avvenuti tra Stati Uniti, Austria e Belgio.
A quindici anni dalla prima edizione italiana di quello che è ancora oggi uno dei romanzi, spagnoli e non, più amati di sempre, arriva per Oscar Draghi una nuova edizione de L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón, con una nuova prefazione dell’autore, reduce da altri successi con i capitoli successivi del libro, e sopratutto con una bella cornice iconografica in tema con la storia narrata.
In attesa degli ultimi due volumi della saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che gli appassionati di tutto il mondo aspettando spasmodicamente da anni e che continuano ad essere rinviati dall’autore, un’attesa ancora più desiderata da quando la conclusione della serie TV non ha soddisfatto le aspettative, anche se alcune cose dovrebbero tornare nei libri, arriva nella collana Oscar Draghi la nuova edizione del libro che dovrebbe ispirare il prequel annunciato da HBO.
Oscar Fantastica propone il primo romanzo della trilogia della Terra Spezzata, La quinta stagione, scritta dall’autrice afroamericana N. K. Jemisin e già opzionata per una serie televisiva di prossima realizzazione, sull’onda dell’interesse che ormai i generi del fantastico hanno suscitato presso cinema e TV.
La saga del Ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin e il suo adattamento televisivo nel serial cult Game of thrones (o se si preferisce Il trono di spade) è e resta uno dei fenomeni di culto di questi ultimi anni, anche se il finale non ha soddisfatto tutti, anche per la ricchezza di interpretazioni e di riferimenti che offre, a cominciare dai richiami alle opere di William Shakespeare, su cui in molti continueranno a pronunciarsi.
Oscar Ink propone l’adattamento a fumetti di quello che è un classico senza tempo della narrativa americana, attualissimo oggi più che mai: Il buio oltre la siepe di Harper Lee, sceneggiato e disegnato da Fred Fordham.
“Se l’Africano, Faaduma e altri migranti del centro d’accoglienza avevano notato dalla mia voce, dal mio sguardo, dalla mia apprensione che ero “amorato” di Sahra, fuguriamoci l’interessata. La quale però aveva incassato i miei timidi tentativi di corteggiamento senza lasciar mai trapelare alcuna reazione, se non il sorriso gentile che riservava a tutti. Chissà cosa provava realmente nei miei confronti, come mi giudicava, se le piacevo almeno un po’. A parole non le avevo mai rivelato i miei sentimenti, ma con gli occhi sì, e gli occhi parlano una lingua universale, che lei comprendeva meglio di me”.
























