Il silenzio della collina di Alessandro Perissinotto (Mondadori, 2019) a cura di Elena Romanello

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978880470804HIG-312x480Alessandro Perissinotto è tornato in libreria con un nuovo thriller, ambientato nel suo Piemonte, tra le Langhe e Torino, dove si ispira ad un fatto realmente accaduto, un agghiacciante femminicidio perpetrato ai danni di una ragazzina di soli tredici anni nel 1969, antecedente a fatti come il massacro del Circeo, ma anche ad altri fatti delittuosi avvenuti tra Stati Uniti, Austria e Belgio.
Maria Teresa Novara era una studentessa delle medie quando fu rapita dalla casa degli zii di notte e portata in un casale abbandonato da una coppia di criminali, che dopo aver costruito una falsa storia di una fuga all’estero, la fecero abusare per mesi da uomini del circondario, finché durante un controllo di routine a Torino uno dei due morì cadendo nel Po, l’altro fu arrestato ma non fece parola. Il cadavere della ragazza fu ritrovato qualche tempo dopo, nel casolare dove era rimasta prigioniera e dove era morta di stenti.
Su questa storia per troppo tempo rimossa in mezzo ai filari delle Langhe che tanto piacciono a turisti e intellettuali, Alessandro Perissinotto costruisce la storia di Domenico Boschis, attore di fiction sulla cinquantina, lontano da anni dalle Langhe, da quando le lasciò con la madre che divorziava da un marito violento, trasferendosi prima a Torino con lei e il nuovo compagno, e poi a Roma per lavoro.
Suo padre, Bartolomeo Boschis, è malato terminale di cancro e ricoverato in una struttura apposita, che contatta Domenico come unico parente prossimo: ormai l’uomo è l’ombra del violento anaffettivo che era decenni prima, spesso delira e inizia a parlare di una ragazza vittima di abusi sessuali.
Domenico inizia a compiere delle indagini in solitaria, imboccando un paio di false piste, aiutato anche da Umberto, suo migliore amico d’infanzia e figlio del farmacista oltre che farmacista pure lui, e Caterina, brillante imprenditrice vinicola oggi e sua fidanzatina mai dimenticata da adolescente, scoprendo poi la storia di Maria Teresa e il ruolo dei rispettivi padri in questa storia troppo presto archiviata.
Un thriller ambientato in Italia non dissimile da altri stranieri, dove si parla di crescita, di lutto, di saper essere diversi dai propri genitori ma anche dell’importanza di ricordare e di non dimenticare.
Interessante è mettere insieme una storia inventata ma verosimile (Maria Teresa fu stuprata per denaro da uomini rimasti ancora oggi senza identità, invecchiati e magari anche morti con il loro segreto ignobile) con una storia vera, di denuncia, di cui per anni non se ne parlato, rispetto ad altre vicende analoghe, come se i luoghi raccontati già nella loro crudeltà da Beppe Fenoglio preferissero rimuovere le cose scomode e senza una vera soluzione.
Il silenzio delle colline è un libro per chi ama i thriller, soprattutto quelli psicologici e basati sui cold case, casi irrisolti ma che rimangono nella loro gravità e ricerca di giustizia, ma anche per chi vuole riflettere sulla realtà e sulle tragedie nascoste nei meandri e da non dimenticare comunque mai.

Alessandro Perissinotto (Torino, 1964) insegna Teorie e tecniche delle scritture all’Università di Torino. Ha esordito come narratore nel 1997 ed è autore di sedici romanzi, tra cui: Semina il vento (2011), Le colpe dei padri (2013, secondo classificato al premio Strega), Coordinate d’Oriente (2014), Quello che l’acqua nasconde (2017), tutti editi da Piemme. Nel 2019 pubblica con Mondadori Il Silenzio della collina, vincitore della nona edizione del Premio Lattes Grinzane per la sezione Il Germoglio. Le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi europei, negli Stati Uniti e in Giappone.

Provenienza: libro preso in prestito presso le Biblioteche civiche torinesi.

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