Posts Tagged ‘letteratura italiana’

:: I fantasmi dell’impero, Marco Consentino – Domenico Dodaro – Luigi Panella (Sellerio editore 2017) a cura di Maria Anna Cingolo

8 settembre 2017

fantasmi imperoQuesto libro nasce da una chiacchierata a cena. Luigi Panella, che per passione trascorre il tempo libero tra biblioteche ed archivi, racconta a Marco Cosentino e Domenico Dodaro una storia che ha dell’incredibile. (pag. 539)

Come si legge nelle ultime pagine del libro, Panella ha ritrovato nei fascicoli dell’ex Ministero dell’Africa Italiana un’inchiesta segreta in Etiopia, risalente al 1938. Questa documentazione e la sterminata collezione fotografica di Panella stesso, costituita da ben 20.000 scatti dell’epoca, sono state la fonte di acqua viva che ha irrigato le pagine di questo romanzo storico.
Il microlivello delle battaglie, delle esecuzioni e delle dinamiche politico-strategiche in Etiopia si fonde con il macrolivello della storia mondiale, sempre più vicina alla catastrofe della seconda grande guerra. Questo romanzo spolvera la coscienza italiana dallo strato di oblio e di dimenticanza, persino di disinteresse, con cui è stata coperta e ricorda i terribili mezzi utilizzati dall’esercito italiano di Mussolini durante la conquista e il governo dell’Etiopia: stermini, stupri, esecuzioni sommarie, armi chimiche, violenza gratuita su ribelli e civili. Il colonnello Vincenzo Bernardi e il sottotenente Vittorio Valeri cercano la verità tra tradimenti, sciumbasci e rastrellamenti dei ribelli; la rincorrono in mezzo a battaglie, rapimenti e belle abissine; noi la troviamo nelle foto che Valeri ha scattato con la sua Leica III. Infatti, i volti e quasi sempre i nomi in questo libro sono quelli di uomini e donne realmente vissuti (in primis, quelli di Valeri e di Bernardi); i telegrammi ritrovati sono interamente e fedelmente riportati in queste pagine; gli scontri e le esecuzioni sono davvero accaduti.
Panella, Cosentino e Dodaro colorano magistralmente di finzione la Storia e la raccontano con i tratti della cronaca giornalistica attraverso una polifonia di voci amiche e nemiche, italiane e locali, di uomini e di donne. I fantasmi dell’impero è decisamente un esordio riuscito, un romanzo avvincente, sincero nei fatti e nei sentimenti, spesso crudo e commovente: un altro libro blu Sellerio da non perdere.

Marco Consentino, esperto di relazioni istituzionali, Domenico Dodaro, business lawyer, e Luigi Panella, avvocato penalista, vivono a Roma e sono amici da anni. I fantasmi dell’impero è il loro primo romanzo.

Source: Copia inviata al recensore dalla Casa Editrice. Ringraziamo Maurizio dell’ Ufficio Stampa Sellerio.

:: La felicità vuole essere vissuta – Loredana Limone (Salani 2017) a cura di Viviana Filippini

7 settembre 2017

la felicità vuole essere vissutaViene sempre il momento in cui bisogna rendere ciò che si è preso...”

Nell penultimo romanzo con protagonista Borgo propizio (Un terremoto a Borgo propizio, ed Salani) la piccola comunità era sconvolta dal sisma. Di certo il destino della popolazione del paesino nato dalla penna di Loredana Limone non poteva restare sconosciuto e, non a caso, l’autrice napoletana di nascita, ma milanese d’adozione, è tornata con un quarto volume dedicato al magico borgo. “La felicità vuole essere vissuta” è il titolo del romanzo edito da Salani, nel quale la popolazione del borgo è raccontata mentre sta cercando di tornare alla vita quotidiana dopo la distruzione causata dall’evento sismico. Loredana Limone non tradisce gli appassionati lettori delle vicissitudini del simpatico borgo medievale, e così, accanto all’arrivo di turisti stranieri, alla squadra di calcio locale che sale sempre più nelle classifiche, passando per l’apertura di nuovi negozi- compresi i parrucchieri cinesi e la boutique alternativa Amandissima- si scopre che tutti gli abitanti sono in fermento, perché presto arriverà una troupe cinematografica pronta a girare un film su Borgo Propizio e su Aldighiero il Cortese, suo fondatore. Questo evento crea curiosità, ma non impedisce alla scrittrice di trascinarci in un trama, come sempre ben costruita, dove le storie personali dei diversi personaggi si intrecciano le une alle altre con situazioni quotidiani velate a volte da ironia e altre da comicità, a dimostrazione di come un piccolo borgo possa essere considerato un mondo in miniatura dalle infinite sfumature. Pagina dopo pagina ritroviamo i personaggi di sempre, quelli che conosciamo e che, nel corso del tempo, sono diventati amici di noi lettori. C’è Belinda, moglie e mamma della piccola Letizia, non possono mancare le simpatiche Mariolina e Marietta alle prese con una terza sorella sbucata da chissà dove. Non è finita, perché ci sono anche Claudia e Cesare, alle prese con un matrimonio dalla crisi conclamata e Antonia con il suo travagliato amore per Rocco Rubino. Come sempre Loredana Limone, con la sua scrittura scorrevole, crea situazioni di vita quotidiana nelle quale gli imprevisti, i doppi sensi nascosti e momenti di riflessione sul senso dell’esistere sono sempre presenti. Loredana Limone ci fa sì sorridere, ma il suo scrivere è curato e mai banale, ci fa pensare a quello che succede nella vita di ogni giorno. Questo suo modo di raccontare ci trascina dentro ad un mondo fatto di personaggi di fantasia che rispecchiano tanti caratteri e comportamenti di noi umani, impegnati – come le creature letterarie della Limone- nelle piccole lotte del quotidiano per trovare un po’ di sana felicità da vivere e condividere. “La felicità vuole essere vissuta” della Limone ha un altro personaggio importante, lo stesso Borgo Propizio stesso, non solo set di ambientazione delle diverse vicissitudini dei propiziani, ma parte attiva e fondamentale di una storia dalla quale si impara che, a volte, nella quotidianità si devono riconoscere anche i propri errori, e non solo quelli degli altri, per trovare serenità.

Loredana Limone, napoletana di adozione milanese, dopo una decina di libri tra fiabe e gastronomia, ha esordito nella narrativa con Borgo Propizio, premiato con la menzione speciale al Premio Fellini 2012, tradotto in Spagna, Germania e Bulgaria. Gli altri libri sul borgo sono “Borgo Propizio”, “E le stelle non stanno a guardare” e “Un terremoto a Borgo Propizio”, è in arrivo il quarto capitolo dell’amatissima saga: La felicità vuole essere vissuta.

Source: acquisto personale del recensore.

:: Un interminabile inverno – Alex Boschetti (Edizioni Alpha Beta Verlag 2017) a cura di Federica Belleri

6 settembre 2017

interminabile invernoSecondo romanzo per Alex Boschetti. Un interminabile inverno, che tocca il Trentino, Bologna e New York. Tre luoghi diversi per tradizione, cultura e dimensioni. Luoghi che permettono di respirare aria pulita, ma anche umidità e caos. Strade dove è possibile sentirsi anonimi o vivi, a seconda delle esigenze. Proprio questo sta cercando Albert Kleim, ex professore universitario e noto volto della tv. Lui, che ha ancora voglia di leggerezza ma si chiude troppo spesso nella solitudine e nel silenzio. Ha un matrimonio fallito alle spalle, una carriera distrutta e un difficile rapporto con la figlia adolescente. È intrappolato in un immenso dolore, che lo soffoca. La scomparsa di suo figlio Nicola, un bambino, solo due anni prima. Un dolore muto, che in famiglia ognuno ha vissuto a modo suo, senza condividerlo.
Nasce così, con Albert, un personaggio ben costruito, anche se discutibile in alcuni atteggiamenti egoistici e fin troppo schietti. Il lettore riesce ad immedesimarsi nella sua muta sofferenza, grazie alle parole utilizzate dall’autore, profonde e sensibili dove serve. Questo noir intreccia in modo perfetto passato e presente del professor Kleim, fra amicizia, promesse, patti pericolosi, tradimenti e segreti. Il suo male di vivere si mescola a terribili eventi, mai sradicati dalla sua memoria. Come cambiano gli amici di sempre nel corso del tempo? Cosa significa per Albert piangere? Ha paura della morte? Questi sono alcuni degli interrogativi che Kleim si pone e sui quali anche il lettore è invitato a riflettere. Albert Kleim, una vita passata a cercare uno spiraglio. Il quotidiano trascorso cercando di evitare la negatività.
Un interminabile inverno. Quando l’orrore dell’anima supera ogni limite. Quando la vendetta è marcia e distorta. Noir splendido, feroce. Terribile ma efficace. Le frasi sono essenziali. I capitoli, brevi. Le parole lasciano un diffuso senso di inadeguatezza e di malessere. Così deve essere.
Editing praticamente perfetto, complimenti alla ab edizioni Alphabeta Verlag di Merano. Assolutamente consigliato. Buona lettura.

Alex Boschetti (1977) ha al suo attivo diverse sceneggiature per fumetti e graphic novel, tra cui La strage di Bologna (Becco Giallo, 2006) e La scomparsa di Emanuela Orlandi (Becco Giallo/Fandango 2013). Nel 2017 è prevista l’uscita del suo nuovo lavoro, sempre per Becco Giallo, dal titolo Mani Pulite. Ha scritto anche sceneggiature per cortometraggi in animazione e videoclip. Ha inoltre pubblicato racconti in diverse antologie e il romanzo Nera Neve (ENS, 2003).
Un Interminabile Inverno è il suo secondo romanzo.

Source: libro inviato dall’ editore al recensore, si ringrazia Silvia di Manzoni22 ufficio stampa Edizione Alpha Beta Verlag.

:: Il manifesto del libero lettore – Alessandro Piperno (Mondadori, 2017) a cura di Nicola Vacca

4 settembre 2017

libero lettoreIl libero lettore è colui che si lascia guidare dal capriccio, dalla sete e dalla necessità, che immergendosi in un’opera di narrativa non sta lì a interrogarsi sullo spazio che essa occupa nella storia letteraria.
Il libero lettore tralascia i proclami estetici dell’autore, le dotte postfazioni e i peana del risvolto di copertina. Cerca atmosfere, personaggi, buone storie, mica qualcuno che gli spieghi perché cercarle è un obbligo morale.
La nostra letteratura ha davvero bisogno di liberi lettori. Alessandro Piperno pubblica Il manifesto del libero lettore, un volume di saggi letterari dedicato a otto scrittori di cui lui non sa fare a meno e nel prologo discute sull’arte del romanzo e del meraviglioso vizio di leggere abbracciando la causa del libero lettore.
Questo è un libro che elogia la narrativa e vede nel libero lettore una intelligente via di fuga.
Il libero lettore appartiene a una categoria umana che considera il romanzo un vizio e che non si vergogna di insolentire i libri che detesta.
Il santo patrono del libero lettore è Michel Montaigne, il decano delle lettere francesi.
Con il punto di vista del libero lettore, Alessandro Piperno cerca di rispondere ad alcune domante sul romanzo. Lo scrittore si chiede quando un libro è un classico, come si stabilisce la qualità di un romanzo, discute sul rapporto tra scrittore, lettore e personaggi.
Un discorso a tutto tondo sulla meravigliosa «religione del romanzo» visto, amato e letto con gli occhi eretici del libero lettore. La sola classificazione che lo interessa è quella che separa i romanzi che producono endorfina da quelli che fanno venire l’emicrania, i pochi che cambiano la vita dai troppi che non cambiano niente.
Da libero lettore Piperno ripercorre la storia del suo amore per la letteratura, e soprattutto per i romanzi, percorrendo le rotte tracciate da otto giganti della narrativa universale.
Gli otto scrittori di cui l’autore non sa fare a meno sono: Austen, Dickens, Stendhal, Flaubert, Tolstoj, Proust, Svevo, Nabokov.
Otto classici proposti da un libero lettore e che senza ombra di dubbio ancora oggi fanno la storia della letteratura.
Alessandro Piperno propone una quindicesima definizione di classico da aggiungere alle quattordici stilate da Italo Calvino.
Per lo scrittore romano un romanzo è davvero un classico se ha apportato una rivoluzione tecnica rispetto ai romanzi scritti prima del suo avvento sulla scena letteraria.
Il manifesto del libero lettore è un libro entusiasta che ci conduce nel meraviglioso mondo della letteratura e nel magico paese della narrativa che noi tutti amiamo.
E poi troviamo il libero lettore che considera la lettura un vizio e i libri strumenti di piacere, come la droga, il sesso, l’alcol, non il fine ultimo della vita.
Del libero lettore si ama soprattutto la sua insubordinazione e la sua volubilità. Infatti le sue esigenze mutano a seconda delle circostanze, degli stati d’animo e dell’età.
Quello che lo distingue dalla categoria dei lettori professionisti è appunto l’euforia della libertà e quindi non gli interessa leggere romanzi allo scopo di confermare le proprie idee sul romanzo e soprattutto si tiene lontano dai presunti messaggi morali.
Il libero lettore, quindi, è libero veramente e sa benissimo che i libri, come qualsiasi altro piacere, hanno parecchi inconvenienti.

Alessandro Piperno è nato a Roma nel 1972. Insegna Letteratura francese a Tor Vergata. Ha pubblicato per Mondadori il suo primo romanzo Con le peggiori intenzioni (2005). E’ inoltre autore di Il demone reazionario. Sulle tracce di Baudelaire e di Sartre, (Gaffi, 2007) e Contro la memoria (Fandango, 2012). Nel 2010 è uscito per Mondadori Persecuzione, che in Francia è stato finalista ai premi Médicis e Femina, e ha vinto il Prix du Milleur livre étranger e che insieme a Inseparabili (Premio Strega 2012), dà vita al dittico Il fuoco amico dei ricordi (pubblicato in un unico volume nel 2016. Nel 2013 è uscita una raccolta di racconti Pubblici Informati, e nel 2016 Dove la storia finisce, entrambi editi per Mondadori.

Source: acquisto del recensore.

:: Il fratello unico – Alberto Garlini (Mondadori, 2017) a cura di Federica Belleri

4 settembre 2017

Fratello unicoMettetevi comodi e lasciatevi prendere per mano dalla giovane e brillante Margherita. Sta per farvi conoscere un singolare personaggio, schivo e ombroso quanto basta. L’ha assunta come segretaria. Siamo nel parmense, nelle campagne che seguono le anse del Po. Saul Lovisoni è un uomo ricco di famiglia, laureato ad Harvard, famosissimo in polizia per aver risolto casi importanti e complicati; scrittore di un giallo da un milione di copie, rinchiuso in un silenzio preoccupante da qualche anno. Perché? Saul è bello, intrigante, originale. Perché scrive sui suoi taccuini neri senza più pubblicare nulla? Perché si è rifugiato in un casolare sperduto? Perché ha lasciato la polizia? Margherita lo scoprirà presto, mentre lo aiuta a sistemare la sua ricca biblioteca e l’agenzia di investigazioni appena aperta. La ragazza racconta la sua storia, fra il potere dell’energia che sprigiona e i momenti di chiusura e isolamento. La sua vita si incastra con quella della giovane donna e di Bernardo, fratello scomparso di una contessa. È il primo caso importante che Saul decide di accettare. Fin dalle prime battute capiamo che il modo di fare dell’ex poliziotto è unico, perché fa sua questa vicenda accogliendo lo stupore e la curiosità di Margherita, in un botta e risposta fatto di citazioni letterarie, colori, frasi dirette, ironiche. L’importanza della sparizione di Bernardo è la stessa che potrebbe essere legata alla trama di un libro, al modo in cui viene raccontata, a come, leggendola, si è in grado di osservare e di “sentire” i particolari. Chi è Bernardo e cosa gli è accaduto? Margherita è affascinata e intimorita dalla complessa personalità di Saul. Lui le sta insegnando a sentire il dolore, a percepire le sfumature delle parole scritte e di quelle non dette. I due si completano in modo anomalo. Lui la studia, la punzecchia, le propone imput insoliti riconducibili al caso. Discutono, litigano, si scoprono nei punti deboli, ma Saul è sempre un passo avanti a lei. Come fa?
Il fratello unico porta a un epilogo che ricorda i gialli di P.D.James. Una rosa di possibili responsabili o colpevoli al cospetto di Saul e Margherita, in una sorta di schermaglia fatta di domande, indizi e ricostruzioni rappresentative di un racconto, nel racconto stesso. Affari, denaro, cattiveria, prevaricazione. Prepotenza, egoismo, potere. Segreti, frustrazioni, rabbia. Garlini ha scritto un giallo dai toni classici, rivisti in chiave originale. Parma è teatro di un mistero. Arte e cultura sono parte integrante della vicenda. La scrittura è coinvolgente, la psicologia dei personaggi è in primo piano. La sensibilità e le emozioni si srotolano pagina dopo pagina. L’autore scava nell’anima, mescola odio e amore, solleva il coperchio e osserva l’effetto delle parole di Saul, in ebollizione. Come afferma Garlini nelle note finali, Il fratello unico è una narrazione umile ma, aggiungerei, assolutamente meravigliosa e speciale. Complimenti all’autore. Buona lettura.

Alberto Garlini: è nato a Parma nel 1969, vive a Pordenone. Ha pubblicato Una timida santità e Fútbol bailado per Sironi editore; Tutto il mondo ha voglia di ballare per Mondadori e, nel 2012, La legge dell’odio per Einaudi. È tra i curatori della manifestazione culturale Pordenonelegge.Nel 2017, con Mondadori, pubblica Il fratello unico. Un’indagine di Saul Lovisoni.

Source: inviato al recensore dall’ editore.

:: Eluana 6233 giorni, Claudio Falco, Marco Ferrandino, Martina Sorrentino (001 Edizioni, 2015) a cura di Elena Romanello

24 giugno 2017
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Il caso di Eluana Englaro, ragazza poco più che ventenne rimase vittima di un incidente nel 1992 finendo in uno stato vegetativo permanente in cui è rimasta fino al 2009 quando il padre è riuscito ad ottenere che si ponesse fine ad una pena di vita crudele, resta uno dei più toccanti ma anche vergognosi sul tema del fine vita non solo nel nostro Paese.
Per non dimenticare una questione che resta ancora aperta, visto che in Italia non c’è ancora una legge su fine vita e testamento biologico, la 001 Edizioni presenta una graphic novel che racconta la persona Eluana e soprattutto il calvario attorno alla sua agonia, dopo la tragica fatalità di un incidente non prevedibile che aveva posto alla sua vita allora.
Una storia restituita con efficacia, con uno stile di disegno realistico ma nello stesso tempo essenziale e una trama che ricorda gli snodi fondamentali di una battaglia di civiltà di un uomo, il papà di Eluana, solo contro burocrazia e bigottismo, ricordando cosa la figlia aveva detto di fronte ad una tragedia simile poi alla sua che aveva colpito un coetaneo.
Una graphic novel interessante per chi magari era troppo giovane allora, sono passati otto anni, ma anche per chi non vuole dimenticare un momento in cui si è visto in Italia il meglio e il peggio, raccontato tramite lo strumento delle nuvole parlanti, non certo meno efficace della pagina scritta, anzi, che si distingue per efficacia e concisione.
La narrazione a fumetti è corredata da un’introduzione di Maurizio Mori, professore di Bioetica all’Università di Torino e socio fondatore della Consulta di Bioetica, nonché suo presidente dal 2006 che ricorda l’importanza ancora oggi della vicenda di Eluana Englaro, da un intervento di Pina Florenzano, odontoiatra forense e fondatrice della sezione campana della Consulta di Bioetica, da cenni sullo stato delle leggi sul fine vita in Italia, da una bibliografia, ma anche da un’intervista a Beppino Englaro e dall’ultima lettera che Eluana scrisse ai suoi genitori per l’ultimo Natale che passò da viva.
Il fumetto ricostruisce la vicenda di Eluana attraverso alcuni nodi fondamentali, ma non si chiude con la sua morte, ma sulla sua nascita, con lei neonata vicino a quella che diventerà poi una sua amica nel reparto maternità, per ricordare che se è sacrosanto e naturale metterci nove mesi per nascere, è disumano e innaturale metterci 6233 giorni per morire.

Claudio Falco, napoletano, classe 1958, è medico ematologo all’ospedale Cardarelli di Napoli e sceneggiatore Bonelli per Dampyr. In passato ha collaborato con la Tornado Press.

Marco Ferrandino, anche lui napoletano, classe 1976, è autore e sceneggiatore di fumetti.Tra i suoi lavori ricordiamo la campagna RED per le donazioni del sangue e Le avventure di Neo, per sensibilizzare per la prevenzione del melanoma.

Martina Sorrentino studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si è specializzata in linguaggio del fumetto presso la Scuola italiana di Comics e pubblica sul mensile ecologista Terra.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa di 001 edizioni, si ringrazia Antonio Scuzzarella.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Rondini d’ inverno. Sipario per il commissario Ricciardi, Maurizio de Giovanni (Einaudi, 2017) a cura di Giulietta Iannone

5 giugno 2017

Esce l’ ̶1̶1̶ ̶l̶u̶g̶l̶i̶o̶.

Dato il grande numero di prenotazioni Einaudi anticipa al 5 luglio.

Intervista all’autore sul libro qui.

Sipario per il commissario

Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, cosí dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora piú oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda.

Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Ricciardi, decimo romanzo della serie del commissario Ricciardi, edito da poche settimane da Einaudi, è un romanzo che attendevo da un po’. Fosse per me de Giovanni dovrebbe stare agli arresti domiciliari nel suo studio (diamogli qualche caffè di inverno e qualche bevanda fresca d’estate), sempre e solo a costruire storie di questo personaggio. E dei suoi figli, e dei suoi nipoti.
Naturalmente lo farei sposare con Enrica, lo farei guarire dal fatto, e magari emigrare in Argentina, per salvarlo dalla Seconda Guerra Mondiale, dal fascismo, dalla follia che attraverserà l’Europa. Lo metterei insomma al riparo dal male. Magari, sì la nostalgia di Napoli lo colpirebbe, magari alla sera, al suono di una canzone, nel sentire un suo conterraneo parlare napoletano dall’altro lato della strada, anche lì oltremare, nelle terre del Sud America.
Sì, mi rendo conto che queste scelte non spettano a me, non sono io l’autore, e probabilmente non le saprei scrivere storie come queste. Sì a volte i lettori esagerano, vorrebbero interferire con il processo creativo, addirittura decidere trame e numero dei romanzi di una serie. Non si può. Questo romanzo è il terzultimo della serie di Ricciardi. L’autore ha già in mente il suo finale, qualunque sia il migliore possibile per il suo personaggio, il suo mondo, la sua poetica. Forse poi Ricciardi mancherà anche a lui, ma anche la malinconia delle cose che finiscono ha una sua lirica, un suo senso.
Un ciclo narrativo sta finendo, e lo si percepisce da una maggiore malinconia che si respira nelle pagine. Rondini di inverno è una storia tragica, parla di un attore sul viale del tramonto; parla di un mutilato sopravvissuto alla Grande Guerra ferito nell’anima e nel corpo; parla di una prostituta massacrata in un letto di ospedale ad aspettare la fine; parla di follia, dolore, crudeltà, disperazione, vendetta, tradimento.
Giusto il talento narrativo di de Giovanni rende tutta questa materia in un certo senso sopportabile. Ma se analizziamo i fatti sono crudi, neri, tremendi. Ci riportano alle radici del noir filtrate dalla sensibilità di un autore che come dissi altrove avvicina l’arte presepiaria (nella costruzione di personaggi) al melodramma, al cuore di Napoli e della napoletanità. Per alcuni le sue storie sono troppo sentimentali per essere definite noir, (ricordo di aver sentito questa accusa anche rivolta a Chandler, contrapposto al più rude Hammett, o al più credibile Cain).
Sentimentalismo, melodramma, liricità, garbo, eleganza in effetti si coniugano poco col noir, ma è proprio l’uso di queste modalità narrative, queste tecniche di rappresentazione (tipiche del teatro partenopeo) ne costituiscono la cifra distintiva, l’originalità, come i tocchi mutuati dall’ horror (nelle visioni dei morti, nella macabra descrizione delle ferite di guerra), e in questa ibridicità si evince una precisa scelta artistica che fa dei suoi romanzi noir di sostanza ma non di forma, la sua forma è letteraria svincolata da generi, nella sua semplicità, nella sua immediatezza, nella facilità con cui accosta a sé lettori delle più disparate estrazioni politiche, culturali, sociali.
Gli anni ’30 sono uno scenario perfetto per questa rappresentazione scenica, (è molto teatrale ripeto la sua arte), rende credibile un corteggiamento fatto di sguardi, (da una finestra all’altra) educati sorrisi, timidezze, baciamani, pudori. Una storia d’amore come quella tra Ricciardi e Enrica è credibile nella misura in cui trascende le convenzioni, l’educazione, le consuetudini. Quando Enrica rifiuta la proposta di matrimonio di Manfred (ricordiamo un ufficiale tedesco con simpatie naziste) dice no a un futuro sicuro, a una solida posizione sociale ed economica, per l’ignoto.
Alla sua età si avvia ormai a diventare una zitella, socialmente reietta (la dittatura fascista socialmente obbligava a sposarsi e ad avere molti figli per dare alla patria soldati) e questo tipo di mentalità di allora è dipinta in modo riflesso dagli scrupoli di Ricciardi che non vuole rovinarle la vita. Perché naturalmente la ama.
L’enfatizzazione dei sentimenti, tipici del melodramma, non scade mai nella farsa, perché la compostezza formale lo impedisce in un equilibrio chiaroscurale elegante e cesellato come un merletto. A questo si contrappone la violenza, che esplode inumana nella guerra (riflessa e lontana, del primo conflitto mondiale, una guerra di trincea, corpi dilaniati, vigliaccheria e orrore), o nel pestaggio bestiale della prostituta (amica di Modo).
La parte investigativa è piuttosto classica, abbiamo un crimine condotto con le più frequenti regole del giallo all’inglese (una pallottola vera tra tante a salve), un uomo che uccide la moglie durante una rappresentazione scenica in teatro. Una moglie che molto probabilmente lo tradiva e meditava di lasciarlo. Movente perfetto per il delitto. Capire chi ha sostituito la pallottola sarà il tipico enigma da mistery, e un gioco di parole, un eco di parole lette e dette, illuminerà Ricciardi nella risoluzione del caso.
E poi un colpo di pistola, e si chiude il sipario. In attesa del prossimo penultimo romanzo. Poi ci sarà il gran finale. Poi il silenzio.

Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio, nel 2014 il terzo, Gelo, nel 2015 il quarto, Cuccioli e nel 2016 il quinto, Pane). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro. Nel 2015 è uscito per Rizzoli il romanzo Il resto della settimana.
Per Einaudi è uscito nel 2016 Il metodo del coccodrillo. Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’autore, Gaia e Manuela dell’Ufficio Stampa Einaudi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Review Party – Una famiglia diabolica, Salvo Toscano (Newton Compton, 2017)

8 Maggio 2017

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Dopo Insoliti sospetti e Falsa testimonianza, sempre edito da Newton Compton, nella collana First esce un nuovo giallo del giornalista Salvo Toscano, semifinalista al Premio Scerbanenco, dal titolo Una famiglia diabolica. Per l’uscita di questo libro Newton Compton ha organizzato un nuovo Review Party, che vede coinvolti oltre al nostro blog, La Fenice Book, Il flauto di Pan, Libro Fatato, e Penna d’oro. (Vi consiglio di visitarli per conoscere e confrontare i giudizi). Allora comincio col dire che non conoscevo Salvo Toscano, perlomeno non avevo letto ancora nulla di suo, sebbene abbia all’attivo diversi libri, oltre a quelli pubblicati con Newton Compton. E devo dire che mi piace come scrive, proprio a livello di scrittura, affatto banale e piuttosto ironica. Insomma congegnale ai miei gusti, sebbene non legga molti gialli classici di ambientazione italiana. Toscano ambienta le sue storie in Sicilia, ma a differenza di Camilleri, che utilizza spesso il dialetto siciliano proprio nella struttura narrativa, rendendomelo di difficile comprensione, le poche volte che mi sono cimentata, Toscano scrive in italiano, prevalentemente, non ostante qualche parola in dialetto la utilizzi, ma parole credo ormai entrate nel gergo comune. Insomma anche se non conoscete il dialetto siciliano, la comprensione è immediata e diretta. Lo stile è fluido, essenziale, adatto a una storia di indagine condotta oltre che dalle forze dell’ordine da due personaggi (i fratelli Corsaro) che si alternano in prima persona nella narrazione, rendendo pittoresche e personali le loro osservazioni, e il loro modo di affrontare la vicenda. Insomma se amate il giallo classico, di ambientazione italiana, è un libro che potrebbe farvi passare ore piacevoli. Si legge velocemente, scorre verso la verità, che come tradizione si scoprirà nelle ultime pagine. Le parti narrate da Roberto Corsaro (l’avvocato) le ho trovate più interessanti di quelle del fratello Fabrizio (il giornalista), ma nel complesso ben si amalgamo nell’intrecciare questo rapporto tra fratelli un po’ lontani che si avvicinano per scoprire la verità. Senza anticipare troppi colpi di scena, posso dire che la storia inizia a Palermo, narrata da Roberto Corsaro. Una sua carissima amica, Valeria, per motivi di salute non può accompagnare la sorella Greta a Sperlinga, un antico e bellissimo borgo medievale in provincia di Enna, per la divisione di un’ eredità. Così chiede a Roberto Corsaro di rappresentarla e difendere Greta dal parentado, che ben presto si rivelerà una manica di arpie. Tra segreti di famiglia, veleni, e colpi bassi, l’omicidio di zia Rosetta, una dei beneficiari della ricca eredità lasciata da zia Fifi (davvero morta per cause naturali?), innescherà le indagini che porteranno a imprevedibili sviluppi che certo non vi anticipo. Ma la prima domanda è chi ha ucciso zia Rosetta, e soprattutto perchè? I sospetti sono circoscritti, come trazione vuole, nessuno è al di la dei sospetti e tutti bene o male hanno qualcosa da nascondere. Starà al duo Corsaro capire il chi, come, cosa, e nessuno di noi dubita che ci riusciranno. Buona lettura!

Salvo Toscano, giornalista, ha già pubblicato i romanzi Ultimo appello, L’enigma Barabba e Sangue del mio sangue. È stato semifinalista al Premio Scerbanenco e finalista al Premio Zocca Giovani. Con la Newton Compton ha pubblicato Insoliti sospetti, Falsa testimonianza e Una famiglia diabolica. È stato tradotto nei Paesi di lingua inglese. Il suo sito è http://www.salvotoscano.com

:: Review Party – Il giallo di villa Ravelli, Alessandra Carnevali (Newton Compton, 2017)

28 aprile 2017

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Torna il commissario Adalgisa Calligaris, nata dalla penna dell’ orvietana Alessandra Carnevali, già autrice de Uno strano caso per il commissario Calligaris, vincitore del premio “Il mio esordio”. Questa nuova indagine si intitola Il giallo di villa Ravelli, e in suo onore la Newton Compton ha organizzato questo Review Party, che vede coinvolti i blog Penna d’oro, Il Flauto di Pan, GrapheMania, il Libro Fatato, e il nostro Liberi di scrivere. Il romanzo compare nella collana Nuova Narrativa Newton – Giallo Italia, e viene stampato su carta prodotta con cellulose senza cloro gas provenienti da foresye controllate, nel rispetto delle normative ambientali vigenti. Siamo a Rivorosso Umbro, la temperatura è sotto lo zero e si appresta a cadere una forte nevicata, che avrebbe poi imbiancato la cittadina e le campagne limitrofe. La vita scorre tranquilla, finchè il commissario riceve una telefonata che l’avvisa che qualcuno è stato ucciso in una delle ville della zona. La morta si chiamava Silvia Ravelli, scrittrice solitaria, nipote di un importante imprenditore del luogo, una della Rivorosso bene, sorella di Antonia Ravelli, che ora sosta in commissariato in stato di shock. Subito sorge il dubbio se la donna si sia suicidata, con un colpo d’arma da fuoco, o l’abbiano uccisa. La postura, è seduta davanti al camino nel salotto della sua villa, farebbe pensare a un suicidio, ma manca l’arma, e questo mette in moto le indagini, capitanate dall’ intrepida Adalgisa Calligaris.  Il giallo di villa Ravelli è un giallo investigativo classico, la cui drammaticità è stemperata da simpatici tocchi di umorismo. C’è la piccola provincia italiana, con le sue luci e le sue molte ombre, un borgo tipico umbro, avvolto nella neve, una donna poliziotto coraggiosa e intuitiva, tutto uno scenario umano e sociale, tipico di questi luoghi quasi persi nel tempo, in cui però non tarda a infiltrarsi la malavita. Le indagini del commissario Adalgisa Calligaris devono subito far luce su uno scenario che sembra oscuro e imperscrutabile. In che misura centrano i dissapori tra le due sorelle, a cui alla morta uno zio diede il grosso dell’eredità, e soprattutto la scoperta, quasi per caso che la vittima era un’ accanita giocatrice d’azzardo orienta le indagini su nuove piste. Quando poi altre vittime si aggiungono, il commissario è costretto a fare i conti con un intrigo che vede coinvolti personaggi insospettabili. Tutto verrà svelato nell’ultimo capitolo, con la classica riunione risolutiva, alla Agatha Christie, in cui il commissario spiega come andarono le cose, inchiodando il colpevole alle sue responsabilità. Colpo di scena finale assicurato.

Alessandra Carnevali È nata a Orvieto ed è laureata in Lingue. Nel 1996 si diploma come autrice di testi presso il CET di Mogol. Ha partecipato, in veste di autrice, al Festival di Sanremo 2002 con il brano All’infinito eseguito da Andrea Febo. Scrive romanzi, racconti e poesie. Nel 2007 è la prima blogger ufficialmente accreditata al Festival di Sanremo. Dal 2005 al 2012 ha curato online il blog Festival, sulla musica italiana e Sanremo, per il network Blogosfere. Dal 2007 si occupa di promozione web per eventi e artisti emergenti. La Newton Compton ha pubblicato Uno strano caso per il commissario Calligaris, libro vincitore del Premio Ilmioesordio nel 2016 e Il giallo di Villa Ravelli.

:: Review Party – I guardiani dell’isola perduta, Stefano Santarsiere, (Newton Compton, 2017)

7 aprile 2017

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Eppure, come recita un famoso adagio, conosciamo più della superficie di Marte che degli abissi dei nostri oceani. Le creature in gran parte sconosciute che li popolano rappresentano l’ultima vera frontiera della nostra nozione di biodiversità.

Nuova avventura per l’ intrepido giornalista e indagatore del mistero Charles Fort, dopo La mappa della città morta, eccolo protagonista de I guardiani dell’isola perduta, nuovo romanzo di Stefano Santarsiere. Una storia che parte da un principio scientifico affascinante, che trova le sue origini nelle origini stesse della vita sul nostro pianeta e ci porta a indagare nelle profondità degli abissi. Se la vita in superficie racchiude misteri e enigmi insoluti, non è difficile supporre quanti siano ancora i segreti degli abissi, i segreti nascosti nei punti tutt’ora inesplorati degli Oceani, luoghi occulti per definizione, e quali misteriose creature li abitino.
Se amate l’avventura insomma I guardiani dell’isola perduta è un romanzo insolito e piacevole sia per lo stile chiaro e scorrevole, sia per la capacità dell’autore di far sembrare credibili, o per lo meno molto vicine al vero, molte situazioni e veri e propri colpi di scena.
Charles Fort è a Bologna, passeggia tranquillamente dopo aver visto il suo neurologo, che lo cura per problemi di memoria, e una telefonata gli comunica che un suo collaboratore della rivista online che dirige, Luca Bonanni, è morto in un incidente stradale sulla statale Jonica, in provincia di Cosenza. A Charles Fort tocca riconoscere il cadavere. Se non fosse che l’assoluta certezza delle forze dell’ ordine che si tratti di un incidente non è condivisa dalla compagna di Bonanni, Selena Corelli, che avvicina Charles Fort e gli esprime i suoi dubbi.

La donna incrociò le braccia e avanzò di un passo. «Mi aveva confessato di sentirsi in pericolo. Si stava occupando di una ricerca, qualcosa che aveva a che fare con il mare, con l’oceano. Sapeva
che è stato per tre mesi alle isole Fiji?»
«No, non lo sapevo».
«Aveva raccolto del materiale e stava lavorando a un video».

Sul momento Charles Fort non le dà grande retta, se i carabinieri non la prendono sul serio, dandole della mitomane, perché dovrebbe farlo lui? Ma poi una misteriosa valigia, e un’ intuizione, un ricordo nella notte lo spingono a darle credito o per lo meno ad ascoltare la sua storia.

«Però mi disse anche che aveva trovato qualcos’altro», riprese la donna rientrando in corsia; il camion strombazzò furiosamente a quella manovra. «Poteva essere l’inizio di una nuova indagine.
Il suo amico pescatore gli aveva parlato di una leggenda che si tramandava nei paesini costieri del Jalisco». Gettò un’occhiata al giornalista. «La chiamavano el hermano del mar. Qualcuno o qualcosa che veniva dai luoghi più remoti dell’oceano e aiutava i pescatori a prendere il pesce nei periodi di magra».

E’ l’inizio di un’ avventura che li porta nelle isole Fiji non a caccia di tesori, ma di misteri, di misteri nascosti nei fondali dell’Oceano, inseguendo miti ancestrali tanto affascinanti e antichi quanto pericolosi. Perché c’è chi è disposto a uccidere, a commettere crimini in nome di un folle piano che bisogna fare di tutto per sventare.
Ecco in breve la trama de I guardiani dell’isola perduta, senza svelare troppo dei punti nodali, e dei numerosi colpi di scena che si susseguono per tutta la narrazione. Tra scienza e invenzione, Santarsiere ci parla di come l’evoluzione avrebbe potuto realizzarsi, oltre a indagare sui misteri della mente umana e della memoria. Insomma quando l’avventura si coniuga con la fantascienza, possono nascere libri come questo. Interessante.

Stefano Santarsiere è nato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha diretto il cortometraggio Scaffale 27, aggiudicandosi il primo premio nel contest Complete Your Fiction 2012. Ha pubblicato i romanzi L’arte di Khem, Ultimi quaranta secondi della storia del mondo, e con la Newton Compton La mappa della città morta. Per saperne di più: www.santarsiere.it

:: Review Party – Delitto con inganno, Franco Matteucci, (Newton Compton, 2017)

3 marzo 2017

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Inizia con un lungo flashback (ben 15 capitoli) Delitto con inganno, il nuovo giallo di Franco Matteucci, che abbiamo imparato a conoscere qui sul blog con Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco, sempre edito da Newton Compton, sempre con protagonista Marzio Santoni, detto Lupo Bianco, ispettore del posto di Polizia di Valdiluce. Nel passato, infatti, è celata la chiave per risolvere il caso che il nostro aitante ispettore è chiamato a risolvere: la morte del commissario Vallesi, rinvenuto cadavere in un sacco a pelo in una fatiscente stanza dell’ hotel Miramonti. Il commissario Vallesi è una figura importante nella vita del protagonista, quasi un padre, colui che lo portò in Polizia riconoscendo la sua onestà e le sue doti investigative. Scoprire chi l’ha ucciso diventa perciò per Santoni molto più che un semplice caso di routine, soprattutto perché molti sono gli interrogativi a cui dovrà cercare di dare una risposta. Che legami ci sono con Clara Meynet? la ragazza, amore giovanile di Santoni, scomparsa quindici anni prima (in circostanza che definire torbide e misteriose è dire poco) e mai più ritrovata. Chi è Mister Coccoina? l’inquietante e indecifrabile individuo che sembra conoscere tutti i segreti e i retroscena dei fatti più sanguinosi accaduti a Valdiluce, tanto da inviare enigmatici messaggi anonimi alla Polizia, ogni volta che uno di quei fatti si verifica. Che cunicoli, segreti militari e nascondigli contiene il monte Sassone? L’ispettore Santoni dovrà scavare nel passato e dentro se stesso, per capire cosa stia accadendo, facendo affidamento sul suo talento investigativo di collegare indizi ed escludere sospetti, e sul fidato assistente Kristal (è un nome maschile) Beretta. Scenari montani incontaminati, e delitti efferati fanno la cifra distintiva di questo giallo non privo di particolari ripugnanti e disturbanti, che vede l’ispettore Santoni alle prese con un serial killer di incredibile spietatezza, un uomo all’apparenza qualunque, insignificante, innocuo, dalla doppia vita, capace di mimetizzarsi come un volpe d’inverno, guidato dalle sue perversioni e ossessioni. Scoprire chi sia non sarà facile, decifrare i messaggi ricevuti, collegare gli indizi, le tracce di cui è disseminata la storia, sarà soprattutto per Santoni una sfida senza esclusioni di colpi. Un giallo a incastro, (non privo di colpi di scena, come quello delizioso del finale, delle ultimissime righe), che richiama molta narrativa americana in cui il tema del serial killer è ampiamente centrale. Nel romanzo di Matteucci, l’ambientazione prettamente italiana, comunque si inserisce in questa tradizione con una certa originalità, e un pizzico di cattiveria in più rispetto ai gialli all’italiana più classici. Insomma più Hannibal Lecter che Don Matteo, per intenderci. Alcuni particolari possono urtare la sensibilità dei più sensibili, necrofilia compresa, ma per il resto è un romanzo interessante, ben costruito, affatto scontato.

Franco Matteucci è autore e regista televisivo e vive e lavora a Roma. Insegna Tecniche di produzione televisiva e cinematografica presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha scritto i romanzi La neve rossa (premio Crotone opera prima), Il visionario (finalista al premio Strega, premio Cesare Pavese e premio Scanno), Festa al blu di Prussia (premio Procida Isola di Arturo – Elsa Morante), Il profumo della neve (finalista al premio Strega), Lo show della farfalla (finalista al Premio Viareggio – Rèpaci). È autore di una serie di gialli di grande successo che hanno per protagonista l’ispettore Marzio Santoni: Il suicidio perfetto, La mossa del cartomante, Tre cadaveri sotto la neve, Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco. I suoi libri sono stati tradotti in diversi Paesi.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Antonella e Simona dell’ Ufficio Stampa Newton Compton.

:: Torino – Obiettivo Finale, Rocco Ballacchino, (Fratelli Frilli Editore, 2016)

20 febbraio 2017
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Sergio Crema e Mario Bernardini, poliziotto il primo, settantenne critico cinematografico il secondo, una strana coppia investigativa, tornano in azione in Torino – Obiettivo Finale, nuovo giallo ambientato a Torino del bravo Rocco Ballacchino, per Fratelli Frilli Editore. I suoi gialli ironici, garbati, screziati di riflessioni sociali, psicologiche, di cronaca, sono davvero simpatici, anche se non mancano delitti e colpevoli.
Questa volta tema centrale del libro è il terrorismo, da poco sono successi i fatti di Parigi e tutti sono tesi e nervosi, e soprattutto spaventati. Mario Bernardini, la cui misantropia sembra un po’ attenuata dalla convivenza con una giovane e bella attrice, nota in un fatto di cronaca delle discrepanze.
Calcolando i tempi è praticamente impossibile che l’ operaio Simone Coralli abbia ucciso la moglie, in un Parco del Valentino alle prime luci dell’alba, e sia poi tornato a casa in tempo manco fosse Superman o Mandrake.
Nonostante il caso sia chiuso, Bernardini sospettando che sia stato messo in carcere un innocente, avvicina il recalcitrante Sergio Crema ed espone i suoi dubbi.
In un primo tempo Crema, alle prese con una dieta dimagrante, non ha nessuna voglia di mettere il naso in un caso di un collega, poi il tarlo del dubbio lo spinge a esporre in procura i suoi dubbi. Il caso viene riaperto e Crema si trova a indagare su un omicidio ben lontano dal semplice delitto passionale.
Umorismo, ironia, vera e propria comicità venano i romanzi di Ballacchino, anche se il tono leggero e disincantato è spesso sporcato da venature tipicamente noir (questa volta il Bernardini dovrà affrontare una prova ben lontana dal caso), in una mescolanza personale, che fa la cifra distintiva di questo autore piemontese.
Sempre al centro Torino, con le sue vie, le sue piazze, i suoi parchi e questa volta i suoi grattacieli. In che modo si collegano alla vicenda i due uomini trovati uccisi alle pendici dell’ imponente Forte di Finestrelle, la cui scena del ritrovamento apre il romanzo? Beh vi toccherà leggerlo per scoprirlo.

Rocco Ballacchino Laureato in Scienze della comunicazione, ha curato la sceneggiatura dei cortometraggi Poison (2009) e Doppio Inganno (2010). È autore dei gialli, editi da Il Punto – Piemonte in Bancarella, Crisantemi a Ferragosto (2009), Appello mortale (2010) e Favola Nera (2012), quest’ultimo scritto a quattro mani con il giornalista Andrea Monticone. I suo ultimi noir, Trappola a Porta Nuova, Scena del crimine-Torino piazza Vittorio e Trama imperfetta-Torino piazza Carlo Alberto sono stati pubblicati dai Fratelli Frilli Editori (2013-2015). È tra i fondatori del collettivo di scrittori ToriNoir con cui ha pubblicato la MemoNoir2016 e l’antologia di racconti La morte non va in vacanza (2015 Golem Edizioni). Il suo sito è http://www.roccoballacchino.it.

Source: libro inviato dall’editore, si ringrazia l’Ufficio Stampa Fratelli Frilli.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.