:: Il fratello unico – Alberto Garlini (Mondadori, 2017) a cura di Federica Belleri

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Fratello unicoMettetevi comodi e lasciatevi prendere per mano dalla giovane e brillante Margherita. Sta per farvi conoscere un singolare personaggio, schivo e ombroso quanto basta. L’ha assunta come segretaria. Siamo nel parmense, nelle campagne che seguono le anse del Po. Saul Lovisoni è un uomo ricco di famiglia, laureato ad Harvard, famosissimo in polizia per aver risolto casi importanti e complicati; scrittore di un giallo da un milione di copie, rinchiuso in un silenzio preoccupante da qualche anno. Perché? Saul è bello, intrigante, originale. Perché scrive sui suoi taccuini neri senza più pubblicare nulla? Perché si è rifugiato in un casolare sperduto? Perché ha lasciato la polizia? Margherita lo scoprirà presto, mentre lo aiuta a sistemare la sua ricca biblioteca e l’agenzia di investigazioni appena aperta. La ragazza racconta la sua storia, fra il potere dell’energia che sprigiona e i momenti di chiusura e isolamento. La sua vita si incastra con quella della giovane donna e di Bernardo, fratello scomparso di una contessa. È il primo caso importante che Saul decide di accettare. Fin dalle prime battute capiamo che il modo di fare dell’ex poliziotto è unico, perché fa sua questa vicenda accogliendo lo stupore e la curiosità di Margherita, in un botta e risposta fatto di citazioni letterarie, colori, frasi dirette, ironiche. L’importanza della sparizione di Bernardo è la stessa che potrebbe essere legata alla trama di un libro, al modo in cui viene raccontata, a come, leggendola, si è in grado di osservare e di “sentire” i particolari. Chi è Bernardo e cosa gli è accaduto? Margherita è affascinata e intimorita dalla complessa personalità di Saul. Lui le sta insegnando a sentire il dolore, a percepire le sfumature delle parole scritte e di quelle non dette. I due si completano in modo anomalo. Lui la studia, la punzecchia, le propone imput insoliti riconducibili al caso. Discutono, litigano, si scoprono nei punti deboli, ma Saul è sempre un passo avanti a lei. Come fa?
Il fratello unico porta a un epilogo che ricorda i gialli di P.D.James. Una rosa di possibili responsabili o colpevoli al cospetto di Saul e Margherita, in una sorta di schermaglia fatta di domande, indizi e ricostruzioni rappresentative di un racconto, nel racconto stesso. Affari, denaro, cattiveria, prevaricazione. Prepotenza, egoismo, potere. Segreti, frustrazioni, rabbia. Garlini ha scritto un giallo dai toni classici, rivisti in chiave originale. Parma è teatro di un mistero. Arte e cultura sono parte integrante della vicenda. La scrittura è coinvolgente, la psicologia dei personaggi è in primo piano. La sensibilità e le emozioni si srotolano pagina dopo pagina. L’autore scava nell’anima, mescola odio e amore, solleva il coperchio e osserva l’effetto delle parole di Saul, in ebollizione. Come afferma Garlini nelle note finali, Il fratello unico è una narrazione umile ma, aggiungerei, assolutamente meravigliosa e speciale. Complimenti all’autore. Buona lettura.

Alberto Garlini: è nato a Parma nel 1969, vive a Pordenone. Ha pubblicato Una timida santità e Fútbol bailado per Sironi editore; Tutto il mondo ha voglia di ballare per Mondadori e, nel 2012, La legge dell’odio per Einaudi. È tra i curatori della manifestazione culturale Pordenonelegge.Nel 2017, con Mondadori, pubblica Il fratello unico. Un’indagine di Saul Lovisoni.

Source: inviato al recensore dall’ editore.

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