Sono passati ormai quarant’anni dall’uscita nei cinema di tutto il mondo del primo film di Star Wars, noto qui in Italia come Guerre stellari, titolo con cui gli over 40 continuano a chiamare la serie.
Anche nel nostro Paese escono ormai per fortuna saggi sui fenomeni dell’immaginario nerd, e La Forza sia con voi: Storia, simboli e significati della Saga di Star Wars, lavoro a quattro mani dei due esperti Paolo Gulisano e Filippo Rossi si inserisce nel filone, dimostrandosi uno degli studi più esaurienti e completi su un microcosmo che è ancora ben lontano dall’essere finito, visto che è in corso di uscita la nuova trilogia e altri film seguiranno.
Star Wars è stato definito da molti fantascienza, ma, come ricordano i due autori in realtà ci siamo trovati di fronte ad un’opea in cui confluiscono il mito, l’epica, l’avventura, la fiaba, i richiami alle culture orientali. Nelle pagine del libro viene fuori il mondo di Luke e Anakin Skywalker, figlio e padre dai destini opposti ma complementari, dei loro amici, alleati e antagonisti, nelle varie fasi della storia di film che sono diventati il punto focale di un marketing multimediale, il primo in Occidente, oltre che una vera e propria epica contemporanea.
Un universo complesso e affascinante, quello creato da George Lucas, una lotta per la libertà contro un potere totalitario che ricorda tanto i totalitarismi del Novecento, una serie di avventure, un confronto con l’altro e il diverso, un percorso di emancipazione della donna, un inno all’amicizia ma anche un omaggio alle filosofie orientali, al cinema di Akira Kurosawa, all’avventura in tutte le sue forme.
I due autori scendono in profondo nell’analisi dei film, raccontando tutte le simbologie che ci sono, mettendo al centro il tema fondamentale, gli errori dei buoni, i cavalieri Jedi, perché in realtà il loro ruolo è molto ambiguo ed è alla base dell’affermazione del lato oscuro della Forza. Paolo Gulisano e Filippo Rossi non dimenticano inoltre di fare paralleli con altre famose saghe dell’immaginario, a cominciare da quella del Signore degli anelli di Tolkien.
Provenienza: libro preso in prestito dalla biblioteca Riccardo Valla del Mufant, Museo del fantastico di Torino, a cui è stato donato dagli autori che ringraziamo.
Paolo Gulisano è nato il 27 maggio 1959 a Milano e vive a Lecco. È autore di una trentina di libri e la sua produzione ha trattato tutti i maggiori autori e argomenti della narrativa dell’immaginario, in particolare J.R.R. Tolkien, cui ha dedicato il saggio Tolkien. Il mito e la grazia e altri volumi su diversi aspetti del mondo della Terra di Mezzo. Si è occupato anche di C.S. Lewis, G.K. Chesterton, J.M. Barrie e il suo Peter Pan, Herman Melville e il suo Moby Dick. Ha scritto di Oscar Wilde, J.H. Newman e, come studioso della cultura celtica, è andato alle radici dei miti arturiani e delle leggende irlandesi. È autore di studi sulla Scozia, l’Irlanda e su temi religiosi di questi Paesi. Collabora con riviste, siti web, radio. Ha fondato ed è vicepresidente della Società Chestertoniana italiana.
Filippo Rossi Detto “Jedifil”, è nato il 14 febbraio 1971 a Rovigo e vive a Trieste. È uno dei massimi esperti di Star Wars. Oltre a essere ideatore e Presidente di Yavin 4 – il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza (www.yavinquattro.net) – ne dirige e realizza l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come Miglior fanzine italiana di Science fiction. Ha supervisionato per Mondadori la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Star Wars: Guerre Stellari/Una nuova speranza (1977), L’Impero colpisce ancora (1980) e Il ritorno dello Jedi (1983). Fa parte del gruppo tolkieniano Éndore.
È una voce particolare quella di Omar Di Monopoli, uno scrittore che con la sua lingua sferzante sa indagare i lati oscuri e il marcio che si annidano nella nostra pochezza di esseri umani.
alzic, capo della polizia locale diviso tra i grattacapi con l’amministrazione locale e il lavoro sulla strada e avrete “Il mistero dell’orto di Rocksburg” dello scrittore americano K. C. Constantine, edito da Carbonio editore (Collana Cielo Stellato). Jimmy, ex minatore senza lavoro, passa molto tempo nel suo orto a coltivare pomodori rigogliosi, poi però scompare e questo getta nel panico la moglie che chiama la polizia. Jimmy sparisce una volta, due e poi torna, alla fine scompare in modo definitivo lasciando -ancora una volta- la consorte nella disperazione. Balzic, un uomo dalle origini italo serbe, indaga su quella che si è trasformata in una vera e propria scomparsa. Gli indizi porteranno ad un risoluzione che lascerà il capo della polizia, e anche il lettore, un po’ di stucco, perché non ci si aspetta come l’animo umano possa arrivare a compiere certi gesti. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” non è solo una – la prima- delle indagini svolte da Balzic, il libro è un vero e proprio sguardo sulla società americana della zona nota con il nome di Rust Belt (cintura della ruggine), ossia quell’area che si estende per tutto il Nord Est statunitense, dai monti Appalachi fino ai Grandi Laghi, dove Rocksburg si trova. Una zona che nella seconda metà del ‘900 è stata investita da una profonda crisi del settore siderurgico e la crisi, non a caso, la si percepisce nel testo di Constantine. Jimmy Romanelli non lavora più come minatore, fa altro, lecito e non, per racimolare soldi. Lui e molti altri cittadini sono figli, nipoti di immigrati (nella trama ci si imbatte in diversi cognomi italiani e tipicamente europei) che arrivarono in America in cerca di fortuna e di un benessere che, nel mondo dello scrittore americano è già scomparso per lasciare spazio a industrie chiuse e fattorie sul lastrico. L’autore utilizza il filone del mistery e del giallo per mostrare ai lettori l’immagine reale della provincia americana segnata e ferita dalla crisi economica. Leggendo il lavoro Constantine – del quale si è scoperta la vera identità solo nel 2011 – ci si accorge che i personaggi per la miseria economica e umana che li caratterizzano richiamano alla memoria i protagonisti dei libri di Steinbeck, di Caldwell e di Faulkner. Sono esseri viventi duramente provati dal corso della vita. Basta vedere lo stesso Mario Balzic, uomo di legge, che non disegna l’alcol e non rifiuta modi e linguaggio bruschi pur di ottenere informazioni utili alle indagini. Jimmy Romanelli e lo suocero non sono di certo l’esempio del marito affettuoso e del padre premuroso, anzi l’essere maneschi con chi sta loro attorno è cosa del tutto normale e lo sa la povera Mary Frances Romanelli. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” è il primo di diciassette romanzi con protagonista le inchieste dell’ispettore Mario Balzic, pubblicate da Constantine tra il 1972 e il 2002 e con Carbonio editore ora potremo conoscere il mondo letterario dello scrittore americano e le dinamiche psicologiche di tutti i suoi personaggi. Traduzione Nicola Manuppelli.
Questo libro raccoglie contributi e ragionamenti di un esperto di relazioni internazionali, Giancarlo Elia Valori, il quale a proposito della Brexit – che nel libro è una opzione non ancora convalidata dal voto – scrive:
In un’epoca molto lontana, i guerrieri decisero di estirpare dal mondo la magia, sterminando prima le streghe, depositarie della Magia Nera, e poi giurando guerra ai maghi e a tutte le altre creature di Magia Buona. I due fronti vivono ora separati nelle loro roccaforti, ma lo scontro prosegue senza esclusione di colpi, perché legato a un qualcosa che si pensa non poter cambiare.
La Star Comics propone l’edizione italiana del manga di Fuyumi Soryo Maria Antonietta la gioventù di una regina, realizzato dall’autrice con la supervisione e collaborazione della reggia di Versailles e inserito nelle varie edizioni internazionali nei bookshop del palazzo.
“Il peso dell’inchiostro,” splendido gioiellino dell’autrice Rachel Kadish edito dalla Casa Editrice Neri Pozza, racconta la toccante ed avvolgente vicenda di Helen Watt, una studiosa di storia ebraica.
Sofia Lundberg confeziona un delizioso romanzo che per contenuti si può tranquillamente definire di “formazione esistenziale”.
Lessi Fontamara di Ignazio Silone e La paga del soldato di William Faulkner in terza media, pressapoco agli inizi degli anni ’80, la maggior parte dei miei lettori forse non era ancora nata, e io avevo su per giù 14 anni. Cosa ricordo di questo libro? Innanzitutto che era molto bello, doloroso, ma molto bello. Ringrazio la professoressa di italiano di allora di avercelo proposto. Parlava di un corso d’acqua e della lotta senza esclusione di colpi per ottenerne la proprietà esclusiva. Parlava di cafoni, che non erano altro che i contadini meridionali, il termine “Cafoni” nell’ accezione di Silone non aveva alcuna connotazione negativa, anzi il contrario. Ignazio Silone scrive divinamente, e il fatto che si sia occupato di temi per così dire umili, della sofferenza della povera gente, che non trova certo spazio nei libri di storia, il fatto che i suoi personaggi siano persone “invisibili” da un punto di vista sociale e economico, la cui lotta per la sopravvivenza è reale, (lottano ogni giorno per vivere, per mangiare, per avere i mezzi primari di sussistenza), non ne sminuisce il valore, anzi l’accresce. La lotta impari contro una natura avversa, fa di questi personaggi degli eroi moderni, nel senso antico del termine. Il Fato qui è spietato, crudele, senza speranza. I personaggi non sognano un futuro di quiete, si accontentano di non morire di fame. E quando ci si trova in una situazione così estrema, è facile per noi dare giudizi, sempre con la pancia piena, pieni di agi, e di privilegi. Ignazio Silone non lo fa, documenta la realtà in maniera “verista”. Non giudica, ma si indigna. Perchè le ingiustizie che patiscono queste persone gridano vendetta (o meglio giustizia) al Cielo. Ripeto lessi questo libro molto giovane, e in un certo senso contribuì a costruire la mia coscienza etica e sociale. Già da bambina non ho mai creduto alle favole, ho sempre saputo che erano racconti allegorici, non ho mai creduto reali gli spettacoli televisivi, (mio nonno se mi vedeva troppo coinvolta o spaventata, mi ricordava è solo un film), ho sempre avuto una percezione distinta tra il reale e l’immaginario, sempre grazie a lui e ai suoi insegnamenti. Sul libro ho poco altro da dire, ma vi consiglio la lucida analisi di Giacomo Raccis che potete trovare
con Femmes Magnifiques, nella collana Oscar Ink con cui Mondadori si dedica da alcuni mesi al mondo delle nuvole parlanti presentando opere di interesse culturale e non solo di puro intrattenimento.
con collane amatissime e ricercatissime ancora oggi. Negli ultimi anni sembra purtroppo aver un po’ mollato filoni che continuano a piacere e a appassionare, ma ogni tanto esce un titolo presso di loro che farebbe sperare ad un ritorno a vecchi e mai dimenticati fasti, guardando anche alle tante voci di oggi, non solo anglosassoni, per generi che hanno sempre qualcosa da dire.
nell’Italia del Quattrocento, tra lo splendore della Firenze dei Medici e zone meno note ma altrettanto interessanti, come la Sardegna, crocevia di varie culture, tra cui quella ebraica e quella musulmana, purtroppo assente dai libri di Storia e dai romanzi storici ambientati in quell’epoca.
























