
Maleducato, irrispettoso, non convenzionale, Bernhard “Bernie” Gunther, investigatore nella Germania nazista, torna nelle pagine di Il criminale pallido (The Pale Criminal, 1990), secondo episodio della trilogia berlinese di Bernie Gunther di Philip Kerr, edito da Fazi nella traduzione dall’inglese di Patrizia Bernardini.
Seguito di Violette di marzo, Il criminale pallido si colloca prima di Un Requiem tedesco, in uscita il 27 maggio sempre per Fazi. E noi lettori non possiamo che esserne felici perché se Fazi continua a pubblicarli non può che essere il segno che i lettori lo leggono, e che Fazi continuerà nell’impresa fino a tradurre anche gli episodi della seria ancora inediti in traduzione italiana.
Ma torniamo a Il criminale pallido, per la maggior parte ambientato a Berlino nel 1938 l’anno della Notte dei Cristalli, il violento pogrom antisemita che si verificò nella notte tra il 9 e 10 novembre, in cui il regime nazista mostrò ormai apertamente il suo vero volto senza ipocrisie o reticenze.
Il romanzo inizia dicevamo nella lunga, calda estate del 1938 con una lettera anonima. Qualcuno vuole vedere Bernie al Reichstag a mezzanotte.
«Merda, Bruno, non c’è alcun bisogno di evocare gli spettri. Mi rendo conto dei rischi che corro, ma d’altra parte è il nostro mestiere. I giornalisti ricevono le agenzie,i soldati i dispacci e gli investigatori le lettere anonime. Se volevo la ceralacca sulla posta che ricevo avrei dovuto fare l’avvocato».
È niente meno che il capo della Polizia criminale di Berlino, Arthur Nebe che gli propone di rientrare nella Kripo. E poi quando è Heydrich a volerlo c’è ben poca scelta. Bernie prende tempo e dice che ci penserà su.
Successivamente ancora in veste di investigatore privato, in società con Bruno Stahlecker, viene convocato in casa di una probabile cliente Frau Lange, proprietaria e direttrice di una casa editrice, in pena per il figlio, Reinhard Lange.
Scena dal forte sapore chandleriano che ci introduce nel cuore dell’indagine:
«E ora è bene che le dica perché l’ho fatta venire qui», disse risolutamente. «Voglio che scopra chi mi sta ricattando». Si interruppe, movendosi a disagio sulla chaise-longue. «Mi scusi, non è facile per me parlare di queste cose».
«Faccia pure con calma. Essere ricattati rende tutti nervosi». Annuì e buttò giù un sorso del suo gin.
Sarà l’inizio di una lunga e complicata indagine che porterà Bernie nella clinica del dottor Kindermann e poi nel bel mezzo delle più oscure e ambigue depravazioni del Reich.
Sarà proprio cercando le lettere oggetto del ricatto che Bruno Stahlecker perderà la vita e se Bernie vorrà vederci chiaro dovrà infine accettare la proposta di Heydrich di rientrare nella Kripo e indagare sull’operato di una specie di serial killer che uccide ragazze esclusivamente ariane, dai capelli biondi e gli occhi azzurri.
È inutile dire che presto le due indagini troveranno un nesso comune e Bernie si troverà da solo a combattere il Male, tra sanità mentale, occultismo, e violenza ferina.
Philip Kerr, nato nel 1956 a Edimburgo, ha esordito con Violette di marzo, primo capitolo della trilogia berlinese di Bernie Gunther – Violette di marzo (1989), Il criminale pallido (1990) e Un requiem tedesco (1991) –, grazie alla quale ha collezionato una lunga serie di premi e riconoscimenti e viene considerato un maestro del giallo. Oltre alla trilogia è autore di numerosi romanzi di successo. Amato dai giallisti, dai grandi autori letterari, dai divi del cinema, è scomparso precocemente nel 2018. I diritti della trilogia sono stati opzionati da Tom Hanks per una miniserie in coproduzione con HBO.
Source: epub inviato dall’editore. Ringraziamo Livia dell’Ufficio Stampa Fazi.
Fazi propone nella sua collana Lainya dedicata alla narrativa fantastica un titolo non recente, appartenente a quelli che sono i classici del genere, tra l’altro inedito nel nostro Paese e quindi ancora più prezioso.
La collana Lainya di Fazi editore si arricchisce di un nuovo romanzo di genere fantastico, che spicca per il suo essere originale e insolito: Il mare senza stelle di Erin Morgenstern.
“Eredità” non è soltanto il titolo del primo libro di Vigdis Hjorth tradotto nel nostro Paese, ma il vero motore della narrazione.
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Un aereo dal Brasile fino all’Italia: è un viaggio di ritorno alle origini quello che compie un giovane uomo per raggiungere un paesino di cui non conosciamo il nome, situato vicino alla costa tra la Toscana e la Liguria. Lì lo attende la casa di famiglia, pronta per essere finalmente venduta.
Dopo tanta attesa sembra sia giunto finalmente il momento di Bernhard “Bernie” Gunther, investigatore nella Germania nazista, personaggio iconico del compianto scrittore scozzese Philip Kerr, morto a soli 62 anni nel 2018.
Torna in libreria sempre per Fazi un libro che è una vera e propria bibbia per gattofili, Gatti appunto di Shifra Horn, una delle voci più interessanti comunque della narrativa mediorientale e israeliana.
Virginia Woolf definì Fanny Burney la madre della letteratura inglese e Jane Austen la prese come modello per i suoi libri: basterebbero questi requisiti per aver voglia di scoprire la riproposta Fazi di un classico della narrativa inglese del Settecento, Evelina di Fanny Burney, uscito nel 1778 e subito grande successo per l’ironia e la freschezza, oltre che per essere comunque lo specchio della realtà.



























