:: Il colombo d’argento di Andrej Belyj (Fazi 2018) a cura di Viviana Filippini

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“Il colombo d’argento” di Andrej Belyj, edito da Fazi, è un libro intrigante che catapulta il lettore nel passato ai tempi della Russia pre-rivoluzionaria. La storia si apre con un giovane che sembra camminare senza meta, completamente assorto nei suoi pensieri. Quel ragazzo diretto non si sa bene dove, è Pëtr Dar’jal’skij. Lui, all’apparenza così spaesato, è in realtà molte cose assieme: è studioso, poeta e uno di quei nuovi intellettuali che stava formandosi prima della Rivoluzione. Il suo vagare appare da subito come un cammino di ricerca, perché Dar’jal’skij sta davvero cercando qualcosa di importante: la verità̀ su se stesso e sul mondo. Ad un certo punto il protagonista arriva a Celeebevo, qui conoscerà tutta la comunità composta da un umanità a tratti grottesca e strampalata e i diversi gruppi culturali e religiosi presenti nella località, tutti impegnati a fortificarsi e prepararsi per essere pronti a partecipare alla rivoluzione. Tante sette ci sono nella vecchia Russia narrata e non a caso troviamo quelli della Vecchia Fede, gli Evangelisti, gli Stundisti, i Molokani, i famosi Chlysty – sicilisti nel libro-  nati nel XVII secolo e sostenitori del principio che Cristo fosse già presente spiritualmente in ogni membro della setta durante la sua vita terrena- e i Colombi d’argento. Pëtr Dar’jal’skij entrerà in contatto con molti di loro, ascolterà i loro discorsi e leggerà i loro scritti, ma sarà il gruppo dei Colombi d’argento a travolgerlo con maggiore forza, trascinandolo in un percorso di completa metamorfosi. Pagina dopo pagina, Andrej Belyj narra la storia di queste terre russe nelle quali, a contatto con questi gruppi settari, il protagonista perderà ogni certezza fino a subire un completo cambiamento che lo porterà a compiere azioni per lui impensabili. Tra di esse, per esempio, la rottura del fidanzamento di Dar’jal’skij con Katia, una giovane di buona famiglia con parenti nobili, e con la quale sembra esserci la possibilità di un matrimonio. La relazione andrà a monte, perché il ragazzo si lascerà travolgere dalla passione per la contadina Matrëna Semënovna, serva dell’ambiguo falegname Mitrij Kudejarov, capo della setta dei “colombi”. Sarà proprio questa figura femminile, non particolarmente bella, ma con qualcosa di irresistibile, ad accalappiare il giovane per farlo diventare l’ “uomo nuovo”, che avrà il compito di rinnovare la Russia e dare il via a un Regno di Luce. Il protagonista Dar’jal’skij ad un certo punto finirà in un circolo vizioso dal quale non riuscirà ad uscirne, e questo fa capire al lettore quanto possa essere potente il processo di manipolazione mentale al quale il giovanotto di trova sottoposto. “Il colombo d’argento” di Andrej Belyj è un storia forte, narrata a tratti con una sottile ironia che ci porta dentro alla Russia del passato in un periodo di grande fermento culturale e intellettuale nell’attesa del grande cambiamento. Un mondo di tensioni, di ansie e di investigazione del nuovo che rigenera, che –in teoria- dovrebbe fortificare e che, come accadrà a Pëtr Dar’jal’skij, non sempre corrisponde al raggiungimento della pace e tranquillità. Traduzione di Carmelo Cascone.

Andrej Belyj Pseudonimo di Boris Nikolaevič Bugaev, è stato una figura di assoluto rilievo nel panorama letterario russo. Scrittore, poeta, saggista, critico letterario, filosofo, negli anni dell’adolescenza entrò in contatto con Sergej Solov’ëv, nipote del filosofo Vladimir Solov’ëv, le cui dottrine influenzeranno tutta la sua opera. Esponente di spicco del movimento simbolista russo, a partire dal 1903 ebbe un intenso rapporto epistolare con Aleksandr Blok, che in seguito conobbe personalmente. Fu autore di raccolte di poesie, romanzi (Pietroburgo, definito da Nabokov «uno dei quattro più̀ grandi romanzi del ventesimo secolo»), saggi e libri di memorie che restituiscono in modo brillante la travagliata parabola storico-culturale della Russia d’inizio secolo.

Source: richiesto dal recensore all’ufficio stampa Fazi, grazie a Cristina e a tutto lo staff.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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