:: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo di Roland Schimmelpfennig (Fazi, 2019) a cura di Fabio Orrico

by
in-un-chiaro-gelido-mattino-di-gennaio-allinizio-del-ventunesimo-secolo

Clicca sulla cover per l’acquisto

Roland Schimmelpfennig è un drammaturgo tedesco tradotto in oltre quaranta paesi. Chi scrive non aveva mai sentito parlare di lui e ora che è disponibile il suo primo romanzo il desiderio di conoscere altre opere di questo autore è molto alto.
L’esordio nel romanzo di Schimmelpfennig ha un titolo che coincide con le prime righe del libro e cioè In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo. Titolo dagli echi fiabeschi per una storia che della fiaba ha la sensibilità e il respiro e quindi fin troppo facile da riconnettere ai fratelli Grimm, non solo semplici scrittori ma, proprio in virtù del loro lavoro di trascrizione delle fiabe della tradizione, fondatori di un senso e di un sentimento profondamente germanico. Anche il libro di Schimmelpfennig lavora sul concetto di identità nazionale, raccontando una Germania, e in particolare una Berlino, dove la riunificazione sembra essersi compiuta nel segno della gentrificazione. Insomma, laddove non è arrivata la crisi del comunismo, è arrivata la speculazione edilizia.
In un chiaro, gelido mattino prende le mosse da un incidente stradale e da un ingorgo in autostrada, a ottanta kilometri dalla capitale tedesca e, soprattutto, dall’avvistamento di un lupo che, insieme ai protagonisti della vicenda, raggiunge Berlino. Il lupo, rappresentante di una sorta di wilderness dimenticata, viene più volte intercettato dalla popolazione. Di lui si fantastica, la sua foto finisce persino sul giornale. Attorno a lui ecco che prende vita la ballata dei protagonisti della vicenda. Due minorenni che scappano di casa e i genitori che si mettono sulle loro tracce; una coppia di immigrati polacchi colti nel progressivo disgregarsi della loro storia, un ragazzo che si compra un fucile, intenzionato a usarlo per uccidere il lupo e guadagnarsi un suo personale trofeo; una giornalista di origini turche, a sua volta sulle tracce dell’animale. Un’umanità incerta e dolente le cui traiettorie finiranno per convergere nel bar di un cileno dal passato oscuro, sicuramente speso lontano da un lavoro onesto. La Berlino raccontata da Schimmelpfennig è anestetizzata da una neve che sembra non dover mai smettere di cadere, attraversata da uomini e donne consci della propria solitudine e soprattutto dell’impossibilità di emanciparsene nonostante gli sforzi fatti. Il panorama è quello di zone industriali, casermoni abbandonati e tra loro sinistramente somiglianti. Non incontriamo niente di esistenzialmente solido ma abbiamo a che fare con molta precarietà, molta incertezza in questo romanzo il cui andamento cupo permette comunque a larghe zone di luce di farsi strada. Schimmelpfennig lascia tutte le linee narrative aperte secondo una lezione che, se nelle sue propaggini più estreme sembra battere la bandiera a stelle e strisce, trova comunque le sue radici nella mitteleuropa di Stifter prima e di Walser poi, con le loro pagine tenui e trasognate e allo stesso tempo sottilmente angosciose. Alla fine sarà il lupo, vero e proprio Santo Graal della storia, a congedarci da questa danza macabra, comparendo e scomparendo dietro un treno merci probabilmente, animale fiabesco per eccellenza, per andare ad abitare altre storie.

Roland Schimmelpfennig è nato nel 1967 a Gottingen, ed è uno dei più noti e premiati drammaturghi tedeschi contemporanei. Dopo un periodo come giornalista a Istanbul, ha frequentato un corso di regia e ha successivamente collaborato alla direzione artistica del Munchner Kammerspiele. I suoi lavori sono stati messi in scena in oltre quaranta paesi. Questo è il suo romanzo d’esordio, finalista al Leipziger Preis.

Source: inviato dall’ editore al recensore. Ringraziamo Cristina dell’ Ufficio Stampa Fazi.

Tag: , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: