Dopo la saga dedicata ai Medici, torna in libreria Matteo Strukul, con un personaggio controverso e affascinante: Giacomo Casanova. Abile seduttore, fisico atletico e asciutto, sguardo infuocato. Spirito libero e intraprendente. Amato dal popolo e dalle donne, in grado di portare sofferenza e dolore, incapace di amare davvero …
Lo ritroviamo nella sua adorata Venezia, nel 1755. Una città che sta cambiando e difficile da governare. Il Doge è malato e c’è già chi cospira per prendere il suo posto. Il ritorno di Casanova crea scompiglio e grande preoccupazione, quell’uomo deve essere tenuto d’occhio. L’ideale sarebbe farlo sparire. Perché?
L’autore ci racconta il suo amato Veneto attraverso la bellezza dell’arte e della cultura. Gianbattista Tiepolo, pittore unico dal singolare modo di trattare i colori. Giovanni Battista Ponchini, Gianbattista Zelotti, Paolo Veronese. Carlo Goldoni, drammaturgo in grado di cogliere le mille sfumature dell’animo femminile. Benedetto Marcello, con le sue opere meravigliose. Questo e molto altro viene raccontato con passione, accanto al Consiglio dei Dieci e al precario equilibrio fra Austria e la Serenissima Repubblica di Venezia.
Giacomo Casanova riceve una proposta che non può rifiutare, una sfida che lo porterà a cambiare in modo radicale. Un’avventura pericolosa legata alle meraviglie dell’universo femminile, agli affari e al potere.
Cospirazione e inganno, sensualità, convenzioni sociali da rispettare. Erotismo malato, onore da proteggere. Intrighi e favori politici, follia e meditata vendetta. Disperazione e dolore infinito.
Questo romanzo è una reinterpretazione dell’uomo-personaggio Giacomo Casanova. Una figura in grado di non perdersi d’animo, incastrato dai suoi demoni ma determinato. È la storia di uomini e donne scaltri e senza morale, cattivi e profondamente egoisti. È freddezza spietata, mirata ad uccidere.
Venezia, Bolzano, Ungheria … un accenno alla Transilvania. Un viaggio nella storia fra il 1755 e il 1756. Un mix spregiudicato di emozioni, dal duello alla sublimazione dell’amore. Venezia viene descritta nella sua bellezza morbida e stanca, nelle sfumature della sua laguna, nella ricchezza dei palazzi. L’odore nero dei canali si sente a distanza, il fruscio degli abiti delle dame si percepisce camminando per le calli. Sciabole e candele, orgoglio e riscatto. La ricerca di un luogo sicuro per amarsi, il desiderio di fuggire.
Tutto è in trasformazione, tutti hanno diritto a una seconda possibilità. Anche Giacomo Casanova. Perché tutto passa per il sangue, anche l’amore.
Ottima scrittura e lettura, che vi consiglio.
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Tra il 2016 e il 2017 ha pubblicato per Newton Compton Editori una tetralogia di romanzi storici dedicata alla famiglia fiorentina dei Medici, tradotta in molte lingue. Con il primo volume della serie, I Medici, una dinastia al potere, ha conquistato la vetta delle classifiche in tutto il mondo e vinto la sessantacinquesima edizione del Premio Bancarella. Giacomo Casanova è già stato venduto all’estero in diversi Paesi prima ancora della sua pubblicazione in Italia.
Source: acquisto personale


Il fatto che un lettore come me, del tutto estraneo a vicende calcistiche nonché impermeabile a qualunque mistica dello sport, ignorantissimo in materie sportive e agonistiche, abbia letto con passione e quasi in un’unica sessione questo romanzo la dice lunga sul suo valore o, più in generale, sulla capacità di Marco Patrone di rendere interessante la materia trattata.
“L’ultimo di noi “, romanzo scritto da Adelaide de Clermont-Tonnerre ed edito dalla Sperling & Kupfer, è una assai tenera storia che racconta con tono appassionato la parabola esistenziale di un bimbo, all’anagrafe Werner, che grazie alla sua caparbietà e alla sua stessa voglia di emergere riuscirà a diventare un imprenditore di successo.
A quasi vent’anni dalla prima pubblicazione, nell’ormai lontano 1999 per Castelvecchi, torna in libreria uno dei saggi fondamentali sulla cultura otaku nel nostro Paese e non solo, Mazinga nostalgia di Marco Pellitteri, in una nuova edizione espansa su due volumi per Tunué.
Torna per Einaudi una nuova indagine dell’inquisitore seicentesco a Roma fra’ Girolamo Svampa, di nuovo dalla penna di Marcello Simoni, che racconta un nuovo giallo storico in un’epoca in fondo poco nota ma fondamentale per arte e cultura non solo nella città eterna.
Un uomo torturato in modo brutale, la sua sofferenza protratta per diverse ore. Un assassino preciso e rabbioso.
Sembra quasi un diario di bordo quello che la scrittrice calabrese Daniela Rabia affida al suo giovane protagonista Goy, nella sua ultima fatica dal nome “Le voci dell’Eco” dato alle stampe da Carratelli nel settembre 2017 dopo la prima raccolta di poesie “Naufragio alla vita” edito da Rubbettino e il primo romanzo “Matilde. Non aspettare, la vita non ti aspetta” di Gigliotti editore. Pagina dopo pagina, seguendo un ordine cronologico nei fatti narrati, l’autrice descrive il lungo, tortuoso e doloroso viaggio di iniziazione del protagonista, un ragazzo alla soglia dei 18 anni che vive in un piccolo paesino della Calabria di nome Speriolo. Dall’essere estraneo alla realtà del piccolo borgo che lo circonda e dal quale si distanzia fisicamente, rifugiandosi sul monte che sovrasta Speriolo e che lui stesso chiama “Eco” (perché, pur essendo lontano dal paese, lì vi arrivano le voci degli abitanti), passa ad amare la propria vita e apre un’attività commerciale proprio in quel paese dal quale ha sempre desiderato fuggire. Portando sulla pagina la scrittura di un ragazzo, Rabia crea con la sua penna passaggi repentini da stati di rabbia e frustrazione a stati di estrema gioia e profondo amore. Un amore che assumerà, nel finale, le tinte del profondo attaccamento a quella terra così tanto odiata. L’autrice descrive con la leggerezza dell’ironia, un mondo che, ad una prima lettura, appare fermo sulla scena teatrale e distante dalla realtà. Ma, a ben guardare, le descrizioni sono quelle reali, di una vita che, ancora oggi, si conduce in alcuni paesini dell’entroterra calabrese. Pettegolezzo, pregiudizio, diffidenza e, soprattutto, precarietà, regolano lo scorrere quotidiano del tempo. C’è Mena e il suo desiderio di sfornare figli a non finire, Don Mazza e la sua indecisione, Felicità e i suoi amanti, Lucia e il suo dolore autolesionista, Berto e il suo affetto disinteressato. Tantissimi giovani sono il Goy della Rabia, perché tantissimi vivono l’eterno dilemma tra il dover partire con dolore o il restare con sofferenza. Eppure il romanzo termina con un forte sentimento di speranza, perché Goy decide di restare aprendo il suo pub letterario, ragion per cui l’autrice altro non sta facendo che incitare i talenti calabresi a restare e a combattere per se stessi nella propria terra d’origine, affinché questa continui a vivere insieme a loro. Un libro che si legge d’un fiato, da tenere sempre in borsa o in macchina, come una guida da consultare nei momenti di sconforto!
M.G. Leonard, dopo il grande successo de “Il ragazzo degli scarabei”, ci regala un’altra delizia capace di intrigare i bambini di tutte le età: “La regina degli scarabei”.
Enzo Bianchi ancora una volta ci dona tutta l’immensa sapienza del suo cuore semplice.
























