
1494. L’ombra di Carlo VIII si allunga come una maledizione sulla penisola italica. Intanto Ludovico il Moro ha da tempo usurpato il ducato di Milano. A Roma Rodrigo Borgia, eletto papa, alimenta un nepotismo sfrenato e colleziona amanti. Venezia osserva tutto grazie a una fitta rete di informatori, magistralmente orchestrata da Antonio Condulmer, Maestro delle Spie della Serenissima, mentre il re francese valica le Alpi e, complice l’alleanza con Ludovico il Moro, giunge con l’esercito alle porte di Firenze. Piero de’ Medici, figlio del Magnifico, lascia passare l’invasore, accettandone le condizioni umilianti e venendo in seguito bandito dalla città che si offre, ormai prostrata, ai sermoni apocalittici di Girolamo Savonarola. Mentre il papa si rinchiude a Castel Sant’Angelo, Carlo marcia su Roma con l’intento di saccheggiarla, per poi mettere a ferro e fuoco Napoli e reclamare il regno nel nome della sua casata, gli Angiò. L’inesperto Ferrandino non ha alcuna possibilità di opporsi. In un’Italia sbranata dal “mal francese”, che dilaga come un’epidemia mortale, convivono lo splendore del Cenacolo di Leonardo da Vinci e l’orrore della battaglia di Fornovo; le passioni e la depravazione del papa più immorale della Storia e le prediche apocalittiche di un frate ferrarese che finirà bruciato sul rogo…

Matteo Strukul, dopo un esordio molto noir si è dedicato al romanzo storico con notevole successo, sua è infatti la saga bestseller I Medici, tetralogia di romanzi storici con protagonista la celebre dinastia fiorentina, il cui primo libro I Medici. Una dinastia al potere (Newton Compton) è risultato vincitore del Premio Bancarella 2017. Con La corona del potere, in uscita oggi 5 ottobre per Newton Compton, prosegue la saga inaugurata da Le sette dinastie e ci porta nell’Italia tragica e meravigliosa del Rinascimento in cui convissero il genio di Leonardo da Vinci, la tragica dinastia dei Borgia, gli eredi di Lorenzo il Magnifico, re, spie, papi e un umile predicatore domenicano Girolamo Savonarola, originario di Ferrara, impiccato e poi arso sul rogo a Firenze con l’accusa di eresia. Quello che abbiamo studiato sui banchi di scuola però acquista nei romanzi di Strukul una patina avventurosa e sanguigna che rende la storia, con spruzzate di sana fantasia, interessante, vivida e ricca di pathos. Strukul è riuscito a trovare una formula innovativa che ha reso il romanzo storico capace di attrarre i più variegati lettori, non solo gli amanti del romanzo storico classico molto fedele storiograficamente, ma anche coloro che non disdegnano tinte noir e thriller. Di omicidi, guerre, tradimenti, congiure il Rinascimento è ricco ed è diventato l’humus giusto per permettere a Strukul di sbizzarrire la sua fantasia molto cinematografica se vogliamo. I capitoli sono brevi quasi quadri allegorici, finestre che si aprono sul lontano passato e ci permettoto di sbirciare in castelli assediati, nelle alcove dei potenti, nelle stanze del potere dove si giocarono grandi fortune e grandi tragedie. L’animo di Strukul resta fondamentalmente noir, e forse proprio questo l’aiuta a vedere i lati oscuri delle luci del Rinascimento che non dimentichiamoci seppure diede vita a grandiose opere artistiche resta a tutti gli effetti un’epoca sanguinosa e ben poco tranquilla. La sua visione corale di quegli anni aggiunge un tocco personale a storie che bene o male conosciamo anche attraverso gli scritti di altri autori, ma leggendole in questo libro sembrano nuove e inattese. Colpi di scena compresi.
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È laureato in Giurisprudenza e dottore di ricerca in Diritto europeo. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in diciotto lingue, pubblicate in quaranta Paesi e opzionate per il cinema. Il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, ha vinto il Premio Bancarella 2017. La serie (che comprende anche Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia) è in corso di pubblicazione in dodici lingue e in più di venticinque Paesi. La Newton Compton ha pubblicato anche Inquisizione Michelangelo e Le sette dinastie, il primo romanzo della nuova saga che continua con La corona del potere.




Cento parole possono bastare per raccontare ai bambini attraverso il fiabesco il mondo in cui viviamo, il mondo che vorremmo.
Elena ha quasi 18 anni ed è la protagonista del romanzo “Sette rose per Rachel”, scritto da Marie-Christophe Ruata-Arn e pubblicato da Sinnos. Elena ha tutto dalla vita, è bella, benestante, ha amici e ogni cosa. È l’adolescente viziata che più ha, più vorrebbe. Mentre il suo compleanno si avvicina, e la ragazza è convinta di trascorrerlo con il fidanzatino Arthur, a Ginevra, la madre le fa una sorpresa (non tanto amata però dalla ragazza) portandola in Italia. Motivo del viaggio è la messa in ordine della casa della nonna morta un anno prima. Elena si lamenta ogni singolo momento, poi arrivata in quella casa da svuotare, la giovane scoprirà che lo stabile non è vuoto come sembra e oltre ai mobili -e secondo le dicerie del paese- qualcuno in quelle mura ci vive e si muove ancora. Elena, che ritrova anche l’amico d’infanzia Matteo, all’inizio vorrebbe andare via, poi però capisce che quella strana presenza nella casa abbandonata è in stretto rapporto con la defunta nonna Rachel. In un romanzo che è un perfetto mix tra situazioni verisimili e fantasia, Elena dovrà fare i contri con il fantasma che vive nell’abitazione di nonna Rachel. La protagonista si approccia allo spettro anche se non lo vorrebbe udire, però quella cosa o resti di un individuo che si fa chiamare Tita chiede di essere ascoltato da lei, proprio per farle sapere come sono andate davvero le cose. Un ascoltare che aiuterà Elena a scoprire dolorose verità nascoste che da sempre hanno minato l’esistenza di sua nonna Rachel, di Tita e di suo nonno. “Sette rose per Rachel” è un romanzo di formazione nel quale la protagonista grazie alla scoperta della vita della nonna, riuscirà a compiere un percorso di crescita emotiva che la aiuterà a diventare più adulta e meno capricciosa. Elena dovrà fare i conti con il tormentato Tita, con Matteo l’amico di sempre che forse non è solo amico, con Arthur che arriva dalla Svizzera, con sua madre che non le crede, con le chiacchiere e i pettegolezzi di paese su sua nonna Rachel e Tita. Un magma di eventi che scuoteranno nel profondo la giovane protagonista. E sarà proprio grazie alla tormentata storia d’amore vissuta dalla nonna Rachel in gioventù, che Elena imparerà a conoscere il passato della sua famiglia materna, compresi quegli eventi drammatici che segnarono per sempre la vita dei suoi nonni e di quel fantasma che la assilla. Non solo, perché la quasi maggiorenne Elena, proprio grazie alle esperienze della nonna e in soli nove giorni (tempo in cui si svolge la narrazione) imparerà ad ascoltare e a conoscere se stessa, comprendendo i sentimenti in contrasto presenti nel proprio animo e imparando a riconoscere quali sono le persone, le scelte, le cose e le azioni davvero importanti per la sua esistenza. “Sette rose per Rachel” della Ruata-Arn è quindi un romanzo di formazione vero e proprio, nel quale la protagonista vive una serie di prove (eventi e ostacoli da superare) che le permetteranno di comprendere, attraverso la riscoperta delle proprie origini, quali sono i veri insegnamenti da cogliere per diventare una persona migliore. Traduzione dal francese Federico Appel.
Josef Čapek appartiene alla stessa generazione di Franz Kafka. È morto da poeta e da combattente antifascista e antinazista in un lager. Durante la sua detenzione nel campo di concentramento scrisse poesie.

A vent’anni dalla scomparsa di un genio musicale, quale Lucio Battisti, avvenuta il nove settembre del 1998, a soli cinquantacinque anni di età, Donato Zoppo scrive “Il nostro caro Lucio”, edito dalla Hoepli, costo al pubblico Euro 17,90.
























