“Cefalea cronica” ĆØ la raccolta poetica di Valentina Belgrado edita da Gattomerlino, nella quale l’autrice affronta con la poesia, tra toni ironico, garbati e riflessivi, la malattia della cefalea cronica e gli effetti che essa ha non solo su chi ne ĆØ affetto, ma anche in rapporto al prossimo e al mondo circostante.
Ogni poesia, lunga o corta che sia, ha titoli del tipo “Ganglio sfenopalatino”, “Mastoide”, “Lidocaina” o “Topiramato”, “Gengiva”, “Sofismi talmudici”.Ā Nascono prima i versi o i titoli delle tue poesie? E in base a cosa li scegli? Generalmente, prima i versi, ma non cāĆØ una regola fissa. I titoli sono, naturalmente, unāindicazione di quanto si andrĆ a leggere subito dopo, in versi.
Oltre a questa raccolta, cosa rappresenta per te la poesia e cimentarti con essa? Un mezzo di espressione allusivo ma diretto col quale, appunto, mi piace cimentarmi da quando ero molto piccola.
Franco Limardi, nato a Roma nel 1959, ĆØ insegnante di Storia e Letteratura Italiana in un istituto superiore. Ha esordito con il noir āLāetĆ dellāacquaā (DeriveApprodi, 2001), menzione speciale allāedizione 2000 del Premio Calvino. Eā autore della raccolta di racconti āLungo la stessa stradaā (Perdisa Pop, 2007). āAnche una sola lacrimaā ĆØ il suo secondo romanzo.
Mario PacificiĀ ha esordito nel mondo della scrittura nel 2008, con al vincita del concorso indetto dal Festival della Letteratura Ebraica con un racconto sulle leggi razziali. Nel 2012 ha pubblicatoĀ “Una cosa da niente” e altri raccontiĀ e nel 2015Ā “Daniel il Matto”.Ā “La pedina”Ā ĆØ il suo primo romanzo.
Source: ricevuto dallāeditore. Grazie allāufficio stampa Gallucci.
Kallocaina, il suo ultimo romanzo, ĆØ uno dei grandi romanzi distopici del Novecento, assieme a Noi (1924) di Evgenij Zamjatin, Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley e 1984 (1949) di George Orwell. La prima edizione italiana, da tempo fuori catalogo, uscƬ nel 1993 per Iperborea. Lā11 gennaio, a distanza di trentāanni, ĆØ uscita una nuova edizione del romanzo, tradotto da Barbara Alinei e con la postfazione di Vincenzo Latronico. Kallocaina descrive una societĆ totalitaria e militarista, dominata da uno Stato Mondiale, in cui lāindividuo ĆØ completamente annullato in nome della collettivitĆ e in cui le persone non si considerano āindividuiā, ma ācompagni soldatiā. Il romanzo ĆØ scritto in forma di diario da un chimico, Leo Kall, inventore del siero della veritĆ (che prende il nome di kallocaina in suo onore). In questo stato poliziesco, le autoritĆ sfruttano le potenzialitĆ offerte dalla kallocaina, prontamente impiegata come strumento di controllo. In un primo momento, lāapplicazione pratica della kallocaina si limita al campo della giustizia, dove può essere utilizzata negli interrogatori per far confessare la veritĆ agli imputati. Ā«Dāora in poi nessun criminale potrĆ negare la veritĆ . Neanche i nostri pensieri più intimi ci appartengono più, come a torto abbiamo creduto per molto tempoĀ» (p. 20), afferma soddisfatto Leo Kall, continuando: Ā«i colpevoli confesseranno spontaneamente e senza riserve con una semplice iniezioneĀ» (p. 59). Nella societĆ descritta da Karin Boye, tutto appartiene allo Stato: non solo i propri figli, ma anche i pensieri. Tutto ĆØ sacrificato in nome di quella Ā«unica cosa sacra per tutti: la collettivitĆ Ā» (p. 28). Ma in seguito ci si rende conto che essa Ā«permetterebbe di prevedere e prevenire molte delle atrocitĆ che ora ci piovono addosso allāimprovvisoĀ» (p. 63). Questa lucidissima intuizione di Karin Boye sembra quasi anticipare il racconto Rapporto di minoranza (The Minority Report) di Philip K. Dick, in cui la polizia si serve di precognitivi per sventare i crimini prima ancora che essi siano commessi.
Quello che si crea ĆØ un clima di reciproca diffidenza, dove chiunque ritenuto Ā«pericoloso per lo StatoĀ» (p. 100) può essere denunciato dal proprio collega o dal proprio coniuge. Lo stesso Kall denuncia lāodiato collega Rissen e arriva a sospettare di sua moglie Linda.
In tutto questo si affaccia la visione di una CittĆ Deserta vagheggiata dai nemici dello Stato e avvolta nella leggenda, una Ā«cittĆ abbandonata e in rovina in un luogo inaccessibileĀ» (p. 160), Ā«sconosciuta e irraggiungibileĀ» (p. 160), più antica dello Stato stesso, distrutta da bombe, gas e batteri, eppure bramata e abitata dai ādiversiā, coloro che vengono definiti con disprezzo Ā«asocialiĀ». Per usare, ancora una volta, le parole di Leo Kall, si tratta di Ā«una favola su cose che non esistono. Cimeli di una cultura morta! In quel villaggio deserto bombardato dai gas sopravviverebbero i resti di una civiltĆ che risale allāepoca precedente le grandi guerre. Ma non cāera nessuna civiltĆ ! [ā¦] Qualcosa che meriti il nome di civiltĆ ĆØ inconcepibile durante lāepoca civil-individualistica. I singoli lottavano contro i singoli, i gruppi sociali contro i gruppi sociali. [ā¦] Questa io la chiamo giungla, non civiltĆ . [ā¦] La civiltĆ non può esistere che nello StatoĀ» (pp. 161-62). La descrizione della CittĆ Deserta rimanda naturalmente alla Waste Land eliotiana, tradotta dalla stessa Boye. Alcuni versi in inglese vengono riportati anche in esergo.
Costantino fu un grande imperatore, quello ĆØ risaputo, ma Maria Carolina Campone in āCostantino. Il fondatoreā, edito da Graphe.it, non solo racconta la vita di quello che ĆØ ritenuto da molti studiosi “il primo imperatore cristiano”, ma cerca di mettere in chiaro il ruolo che il figlio di Costanzo Cloro ebbe nella Storia.Ā L’autrice delinea un ritratto chiaro, accurato e dettagliato di Costantino, una figura storica che nel corso del tempo ha subƬto diverse tipologie di interpretazioni. Ne ĆØ un esempio quella nota come “questione costantinianaā che vede, da una parte, studiosi pronti a vedere Costantino come colui che fu il primo imperatore cristiano. Dall’altra parte, ci sono invece altri esperti che hanno convinzioni differenti, nel senso che credono che tale ruolo di āimperatore cristianoā gli sia stato affidato da alcuni autori cristiani di fede (Eusebio e Lattanzio) e che interpretarono le sue azioni in chiave cristiana. Pagina dopo pagina, la Campone svolge una dettagliata ricerca, un accurato lavoro di letture e confronto tra fonti e documentiĀ per sbrogliare la matassa dei diversi punti di vista attorno a Costantino e fare chiarezza su chi fu davvero lāimperatore. Il libro ĆØ caratterizzato da capitoli tematici che portano il lettore dentro alla vita di un uomo nato nell’attuale Serbia il 27 febbraio del 272 o 273. Il libro procede per sezioni che presentano il periodo storico, le fonti considerate per l’indagine e lo studio, la vita dell’imperatore, i sogni e visioni e l’aiuto ad una lettura critica delle fonti. Si trova anche un capitolo dedicato all’arco di Costantino dove si analizza in modo accurato l’antico monumento costruito per celebrare la vittoria costantiniana su Massenzio a Ponte Milvio. NonĀ manca una parte dedicata ad Apollo, al neoplatonismo e alla tolleranza religiosa, per comprendere quanto la corrente filosofica e le altre presenti potrebbero aver influito sulla formazione e crescita di Costantino come persona e come imperatore. Spazio anche alle crisi religiose, al concilio di Nicea per cercare di capire il rapporto che si venne a definire tra imperatore e Chiesa, ma anche il modo di vivere in maniera pratica e concreta la religione da parte dell’imperatore stesso. Il saggio della Campone ĆØ un viaggio della Storia del passato, ma anche nellāesistenza di un uomo la cui memoria e gesta vivono ancora nel presente di oggi.
Maria Carolina Campone ha un PhD in Storia e Critica dellāArchitettura, ed ĆØ giĆ professore a contratto presso la Seconda UniversitĆ degli Studi di Napoli e docente di lingue classiche presso la Scuola Militare Ā«NunziatellaĀ» di Napoli. Membro del Comitato scientifico di autorevoli riviste di classe A (Arte cristiana e Studi sullāOriente cristiano) e relatrice in diversi Convegni Internazionali di Studi, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra le quali āBrigida di Svezia regina di profeziaā (Milano, 2012), āThe Church of St. John Stoudion in Constantinopleā (New York, 2016), āDom Paul Bellot architetto ex-centricoā (Napoli, 2017).
Source: richiesto dal recensore. Grazie allāufficio stampa 1A.
Bella Osborne ĆØ unāautrice inglese di romanzi di successo. Il suo libro dāesordio ĆØ stato finalista a prestigiosi premi, tra cui il Contemporary Romantic Novel of the Year. Osborne ha inoltre vinto il RNA Romantic Comedy Novel of the Year Award. Vive nelle Midlands, nel Regno Unito, con la sua famiglia. Per saperne di più: www.bellaosborne.com
Cose che si desiderano per Natale di Andrea Tullio Canobbio
Era di nuovo Natale di Elena Peduzzi
And so this is Xmas (fog is over) di Andrea Pau Melis
Notte di neve di Gisella Laterza
Lāufficio comunicazione di Veruska Motta
Il signor Vezio di Marco Pelliccioli
Il tizzone sul tetto di Azzurra DāAgostino
Cose da grandi di Angelo Mozzillo
Il piano della gioia di Fidelio Valt di Manlio Castagna
Corri. Corri. Corri. di Igor De Amicis e Paola Luciani
La slitta sul radar di Christian Antonini
Ć il pensiero, che conta di Dimitri Galli Rohl
Un@ stori* di NatalÉ di Giuseppe DāAnna
Il più brutto e più bel Natale di tutti i tempi di Marco Ponti
āTrovarsi a Berlinoā, Holly-Jane Rahlens
Altro libro interessante per un pubblico di lettori Younng Adult ĆØ āTrovarsi a Berlinoā di Holly-Jane Rahlens, una bella storia di formazione ambientata nella Berlino del 1989, esattamente poche settimane dopo la caduta del muro che per decenni aveva diviso la cittĆ in due parti e tenuto lontane le persone. In questa Germania unita, alla prese con la sua rinascita e riorganizzazione civile, economica, culturale e umana si incrociano i destini di due giovani adolescenti. Da una parte cāĆØ Molly, nata a New York ma con origini tedesche, arrivata poco prima del crollo del muro a Berlino Ovest. Dallāaltra parte invece, cāĆØ Mick, nato e cresciuto a Berlino, però nella zona Est. Ā Un giorno i due ragazzi si incontreranno su un treno e tra loro scatterĆ unāamicizia che li porterĆ a conoscersi lāun lāaltra. Questa esperienza sarĆ un modo per apprendere mondi sconosciuti, ma anche per vedere in una prospettiva del tutto nuova la Germania dopo quel muro che tante divisioni aveva creato. Il romanzo ĆØ la narrazione di una crescita e un trovare una propria identitĆ per Molly e Mick e per la cittĆ dove vivono.
Holly-Jane Rahlens ĆØ nata negli Stati Uniti, ma vive da decenni in Germania, dove ĆØ diventata unāauĀtrice per ragazzi affermata. Ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Deutscher JugendliteĀraturpreis.
Coloratissimo, semplice, divertente Le ricette di Gessica di Gessica Runcio ĆØ un manuale di cucina che ha attirato subito la mia attenzione. Gessica Runcio ĆØ una blogger di cucina italiana, nata in provincia di Messina, che fa della cucina siciliana il cuore della sua attivitĆ ai fornelli. Famosissima, gestisce una pagina Istagram molto frequentata e un sito Le ricette di Gessica sul blog di cucina credo più visitato d’Italia, Giallo zafferano. Gessica ĆØ depositaria di una cucina semplice e gustosa, ricca dei colori della sua terra di origine che porta sulla tavola dei tanti che seguono le sue ricette e hanno imparato a cucinare proprio grazie a lei. Oltre a ricette tipiche della cucina siciliana sul suo manuale troverete anche tante ricette della cucina classica italiana, altre per quando avrete fretta e dovrete imbandire una cena o un pranzo in pochi minuti. Oltre a tanti consigli pratici, anzi segreti, che si passavano da generazioni le donne della sua famiglia come il trucchetto su come togliere la punta di acido dal sugo di pomodoro. Chi non si ĆØ lamentato perchĆØ il sugo di pomodoro in lattina (la passata conservata) ĆØ troppo acido e magari ci aggiunge un pizzico di zucchero? Beh, lei ci spiega come fare senza alterare il sapore delle pietanze. E questo ĆØ solo uno dei tanti che scoprirete sul suo manuale. Primi, secondi, dolci, antipasti, ce ne ĆØ per tutti i gusti, e il tutto ĆØ spiegato in modo chiaro ed esauriente, con dosi (reali) da usare nella preparazione dei cibi di tutti i giorni e simbologie per chi adotta una cucina vegetariana o vegana. Come si giudica un manuale di cucina? Sperimentando le sue ricette, partendo dalle più semplici (l’arrosto e lo spezzatino) alle più elaborate (dalla pasta alla Norma, alla caponata, agli arancini). Ogni cuoca ha i suoi segreti, per esempio mio padre aveva un ristorante e cucinava divinamente, ma mai ha voluto neanche con noi figli svelare le sue ricette. Dovevamo imparare guardandolo e vi assicuro che non ĆØ stato cosƬ facile. I tempi, l’alternanza e l’ordine con cui miscelare degli ingredienti, la qualitĆ degli ingredienti stessi, le dosi fanno la differenza e rendono un piatto speciale o solamente commestibile. Gessica Runcio non spodesterĆ la regina indiscussa dei manuali di cucina italiani Benedetta Rossi, ma ĆØ molto brava e seguendo le sue indicazioni si cucinano davvero piatti molto molto buoni, seguendo la tradizione e con un poco di fantasia. Poi tutti sanno che i dolci siciliani sono i più buoni del mondo, imparerete a fare la cassata e i cannoli, rendendo i vostri pranzi di famiglia un vero successo. Un po’ la invidio Gessica Runcio ĆØ riuscita a fare del suo hobby il suo lavoro, ĆØ riuscita a diventare un’imprenditrice in un mondo competitivo e ricco di talenti come quello dei foodblogger, ma bisogna solo ammirarla e cercare di carpirle i suoi segreti, che dispendia anche molto generosamente, per diventare cuochi migliori anche nella vita di ogni giorno.
Gessica Runcio ĆØ nata in provincia di Messina. Ai fornelli fin da quando era piccolissima, ha sempre amato cucinare. Dopo aver lavorato nel negozio di famiglia, dodici anni fa ha aperto il blog di cucina Le ricette di Gessica, che insieme alle sue pagine Facebook e Instagram considera il suo āquaderno digitale delle ricetteā che ama condividere con chi la segue. Con il tempo ĆØ diventata top blogger e content creator di Giallo Zafferano. Vive a Milano con la sua famiglia.
Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Silvia Ufficio Stampa De Agostini Libri.
Suspense e tragicomico, sono questi i registri che Georges Simenon usa nei racconti raccolti in volume con il titolo Pena la morte (traduzione di Marina Di Leo), pubblicati recentemente da Adelphi.
Anche nellāarte del racconto il grande scrittore belga eccelle.
Nel libro troviamo cinque storie e non manca mai nella narrazione lāelemento sorpresa e la scrittura ĆØ sempre un intrigo degno del migliore Simenon.
Da Il peschereccio di Ćmile a Pena la morte Simenon inventa storie che pescano nel torbido della creatura umana con tutte le sue fragilitĆ e le sue pochezze, tiene conto nel caratterizzare i personaggi della loro componente miserabile e meschina.
Truffatori, avventurieri, uomini senza qualitĆ , sono questi i protagonisti di queste cinque storie nelle quali il lettore si avventura, lasciandosi catturare dalle trame di Simenon che non concede mai un momento di tregua al suo raccontare che si conficca nella pagina per tracimare con tutta la sua grande letteratura.
Davvero unici i personaggi di questi racconti, stretti nella loro insoddisfazioni, cupi nel loro vesti nero che si portano dentro, un poā grotteschi e un poā malandrini, sempre in cerca di una via di scampo allāassurdo inquietante che travolge le loro esistenze.
Sono proprio i personaggi a scrivere le storie che Simenon racconta. Intorno a loro tutto il nero di esistenze infelici e lāassenza di un riscatto e di una fuga.
In Pena la morte, come nei romanzi duri, lo scrittore scende negli abissi della condizione umana e attraverso i suoi personaggi regola i conti con i suoi demoni.
Simenon ha scritto centosettantotto racconti, la maggior parte di quelli presenti in questo libro sono stati scritti in America.
Per lo scrittore il soggiorno americano coincise con un periodo proficuo per la sua attivitĆ .
I racconti di Pena la morte ne sono la prova concreta.
Oggi il blog intervista unāautrice che non conoscevo ancora, ma che ha attirato immediatamente la mia curiositĆ . Lei si chiama SHANMEI e ha allāattivo numerosi libri e una passione sconfinata per la scrittura e la lettura. Dopo lāintervista, troverete i link dei suoi romanzi, in modo da andare a curiosare e conoscerla meglio. Intanto leggiamo cosa ci racconta, sono molto curiosa e voi?
1)Chi ĆØShanmeinella vita, cosa fa?
Innanzitutto grazie di queste belle domande, sarĆ un piacere per me rispondere.ShanmeiĆØ il mio nome dāarte, conquistato sul campo delle palestre di scrittura che cāerano molti anni fa, agli albori di internet in Italia. Sono però italianissima sebbene ami lāOriente e tutto quello che vi ĆØ legato dalla letteratura, alla musica, alla pittura. Oltre alla mia attivitĆ di scrittrice sono anche una blogger e mi va di ammantarmi di un poā di mistero, come le dive del cinema mutodāantan.
Individuati i tre autori vincitori e finalisti del Premio āEmilio Salgariā di Letteratura Avventurosa, presentati mercoledƬ 1 giugno nella Sala Rossa della Provincia di Verona. A meritarsi il riconoscimento per il premio letterario che valorizza la letteratura contemporanea dāavventura sono stati: Gian Luca Barbera con “Mediterraneo” (Solferino, 2021), Luca di Fulvio con “La ballata della cittĆ eterna” (Rizzoli, 2020) e Orso Tosco con “London Voodoo” (Minimum Fax, 2022). Il Premio, giunto alla sua IX edizione, ĆØ organizzato e promosso dallāAssociazione āIlcorsaroneroā di Verona, dal Comune di Negrar di Valpolicella (VR) e dallāUniversitĆ del Tempo Libero di Negrar (UTL) in collaborazione con lāAssessorato alla Cultura del Comune di Negrar di Valpolicella, lāAssessorato alla Cultura del Comune di Verona, Valpolicella Veneto Banca, la casa editrice Il Rio-Oligo di Mantova, lāAzienda Agricola Cantina Corte San Benedetto, altri enti pubblici e privati, con il patrocinio della Provincia di Verona e del Comune di Negrar di Valpolicella e con il sostegno di varie associazioni culturali nazionali e far riscoprire la Valpolicella, terra veronese dove il famoso scrittore Emilio Salgari trascorse gli anni dellāadolescenza e dalla quale trasse ispirazione la sua creativitĆ .
Ora spetterĆ alla giuria popolare la scelta del nome del vincitore, decretato dai lettori per la quale ĆØ prevista la cerimonia di assegnazione dei premi il 25 novembre a Negrar di Valpolicella.
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