Piergiorgio Pulixi Nato a Cagliari nel 1982, vive a Londra. Ha pubblicatoĀ Perdas de Fogu (Edizioni E/O 2008),Ā L’albero dei MicrochipĀ (Edizioni Ambiente 2009),Ā Donne a perdere (Edizioni E/O 2010) e la serie poliziesca iniziata conĀ Una brutta storia (Edizioni E/O 2012) eĀ La notte delle pantereĀ (Edizioni E/O 2014).
Chicca Maralfa ĆØ nata a Bari, dove vive tuttora. Ć giornalista e responsabile dell’ufficio stampa di Unioncamere Puglia. Appassionata di musica indipendente e rock d’autore, ha collaborato con la āGazzetta del Mezzogiornoā, āCiao 2001ā e Music, Antenna Sud e Rete 4. Nel 2018 con L’amore non ĆØ un luogo comune ha partecipato all’antologia di racconti L’amore non si interpreta (l’Erudita), contro la violenza psicologica sulle donne. Festa al trullo, pubblicato nel 2018 da Les FlĆ¢neurs Edizioni, ĆØ il suo primo romanzo.
Enrico Luceri ĆØ uno scrittore italiano di gialli. Laureato in Ingegneria, lavora dalla metĆ degli anni ottanta in societĆ di impiantistica per progetti. Appassionato di Agatha Christie, che ĆØ tra i suoi modelli letterari, e del giallo deduttivo, ĆØ autore di romanzi, di una settantina di racconti e di sceneggiature, oltre che di saggi sul cinema, tra cui Storia del cinema giallo thrilling italiano presentato a puntate sulla rivista Sherlock Magazine edita da Delos Books.Nel 2008 ha vinto il Premio Tedeschi. Pubblica articoli in appendice alla collana I Classici del Giallo Mondadori, nella sezione “I segreti del giallo.
Arnold Schwarzenegger (1947, Thal) austriaco dāorigine, ĆØ emigrato in America poco più che ventenne con pochissimi mezzi e ha costruito con determinazione un impero milionario: dai successi nel bodybuilding fino ai ruoli da protagonista in film cult come Terminator e Conan il barbaro e poi il successo in politica come governatore della California, Schwarzenegger ĆØ uno dei volti più iconici della storia recente. Sempre disposto ad esporsi su temi sociali anche in aperto scontro con la sua stessa parte politica, oggi continua a lavorare a diversi progetti per piccolo e grande schermo anche come producer: del 2023 la docuserie Arnold e la serie action FUBAR, entrambe su Netflix.
Marzia Musneci ā giallista di vecchia data, ha vinto il Premio Tedeschi nel 2011 col romanzo Doppia indagine, ha pubblicato per Giallo Mondadori Lune di Sangue (premio Ciampino 2013) e Dove abita il diavolo. Scrive racconti per diversi editori e ha pubblicato per Todaro Grosso guaio a Roma Sud, sempre con protagonisti i gemelli congiunti Sam e Zek. Nel 2013 ha vinto il premio internazionale di haiku indetto dalla Cascina Macondo ed ĆØ presente nelle raccolte Hanami (inverno, autunno, primavera, estate).
“Cefalea cronica” ĆØ la raccolta poetica di Valentina Belgrado edita da Gattomerlino, nella quale l’autrice affronta con la poesia, tra toni ironico, garbati e riflessivi, la malattia della cefalea cronica e gli effetti che essa ha non solo su chi ne ĆØ affetto, ma anche in rapporto al prossimo e al mondo circostante.
Ogni poesia, lunga o corta che sia, ha titoli del tipo “Ganglio sfenopalatino”, “Mastoide”, “Lidocaina” o “Topiramato”, “Gengiva”, “Sofismi talmudici”.Ā Nascono prima i versi o i titoli delle tue poesie? E in base a cosa li scegli? Generalmente, prima i versi, ma non cāĆØ una regola fissa. I titoli sono, naturalmente, unāindicazione di quanto si andrĆ a leggere subito dopo, in versi.
Oltre a questa raccolta, cosa rappresenta per te la poesia e cimentarti con essa? Un mezzo di espressione allusivo ma diretto col quale, appunto, mi piace cimentarmi da quando ero molto piccola.
Franco Limardi, nato a Roma nel 1959, ĆØ insegnante di Storia e Letteratura Italiana in un istituto superiore. Ha esordito con il noir āLāetĆ dellāacquaā (DeriveApprodi, 2001), menzione speciale allāedizione 2000 del Premio Calvino. Eā autore della raccolta di racconti āLungo la stessa stradaā (Perdisa Pop, 2007). āAnche una sola lacrimaā ĆØ il suo secondo romanzo.
Mario PacificiĀ ha esordito nel mondo della scrittura nel 2008, con al vincita del concorso indetto dal Festival della Letteratura Ebraica con un racconto sulle leggi razziali. Nel 2012 ha pubblicatoĀ “Una cosa da niente” e altri raccontiĀ e nel 2015Ā “Daniel il Matto”.Ā “La pedina”Ā ĆØ il suo primo romanzo.
Source: ricevuto dallāeditore. Grazie allāufficio stampa Gallucci.
Kallocaina, il suo ultimo romanzo, ĆØ uno dei grandi romanzi distopici del Novecento, assieme a Noi (1924) di Evgenij Zamjatin, Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley e 1984 (1949) di George Orwell. La prima edizione italiana, da tempo fuori catalogo, uscƬ nel 1993 per Iperborea. Lā11 gennaio, a distanza di trentāanni, ĆØ uscita una nuova edizione del romanzo, tradotto da Barbara Alinei e con la postfazione di Vincenzo Latronico. Kallocaina descrive una societĆ totalitaria e militarista, dominata da uno Stato Mondiale, in cui lāindividuo ĆØ completamente annullato in nome della collettivitĆ e in cui le persone non si considerano āindividuiā, ma ācompagni soldatiā. Il romanzo ĆØ scritto in forma di diario da un chimico, Leo Kall, inventore del siero della veritĆ (che prende il nome di kallocaina in suo onore). In questo stato poliziesco, le autoritĆ sfruttano le potenzialitĆ offerte dalla kallocaina, prontamente impiegata come strumento di controllo. In un primo momento, lāapplicazione pratica della kallocaina si limita al campo della giustizia, dove può essere utilizzata negli interrogatori per far confessare la veritĆ agli imputati. Ā«Dāora in poi nessun criminale potrĆ negare la veritĆ . Neanche i nostri pensieri più intimi ci appartengono più, come a torto abbiamo creduto per molto tempoĀ» (p. 20), afferma soddisfatto Leo Kall, continuando: Ā«i colpevoli confesseranno spontaneamente e senza riserve con una semplice iniezioneĀ» (p. 59). Nella societĆ descritta da Karin Boye, tutto appartiene allo Stato: non solo i propri figli, ma anche i pensieri. Tutto ĆØ sacrificato in nome di quella Ā«unica cosa sacra per tutti: la collettivitĆ Ā» (p. 28). Ma in seguito ci si rende conto che essa Ā«permetterebbe di prevedere e prevenire molte delle atrocitĆ che ora ci piovono addosso allāimprovvisoĀ» (p. 63). Questa lucidissima intuizione di Karin Boye sembra quasi anticipare il racconto Rapporto di minoranza (The Minority Report) di Philip K. Dick, in cui la polizia si serve di precognitivi per sventare i crimini prima ancora che essi siano commessi.
Quello che si crea ĆØ un clima di reciproca diffidenza, dove chiunque ritenuto Ā«pericoloso per lo StatoĀ» (p. 100) può essere denunciato dal proprio collega o dal proprio coniuge. Lo stesso Kall denuncia lāodiato collega Rissen e arriva a sospettare di sua moglie Linda.
In tutto questo si affaccia la visione di una CittĆ Deserta vagheggiata dai nemici dello Stato e avvolta nella leggenda, una Ā«cittĆ abbandonata e in rovina in un luogo inaccessibileĀ» (p. 160), Ā«sconosciuta e irraggiungibileĀ» (p. 160), più antica dello Stato stesso, distrutta da bombe, gas e batteri, eppure bramata e abitata dai ādiversiā, coloro che vengono definiti con disprezzo Ā«asocialiĀ». Per usare, ancora una volta, le parole di Leo Kall, si tratta di Ā«una favola su cose che non esistono. Cimeli di una cultura morta! In quel villaggio deserto bombardato dai gas sopravviverebbero i resti di una civiltĆ che risale allāepoca precedente le grandi guerre. Ma non cāera nessuna civiltĆ ! [ā¦] Qualcosa che meriti il nome di civiltĆ ĆØ inconcepibile durante lāepoca civil-individualistica. I singoli lottavano contro i singoli, i gruppi sociali contro i gruppi sociali. [ā¦] Questa io la chiamo giungla, non civiltĆ . [ā¦] La civiltĆ non può esistere che nello StatoĀ» (pp. 161-62). La descrizione della CittĆ Deserta rimanda naturalmente alla Waste Land eliotiana, tradotta dalla stessa Boye. Alcuni versi in inglese vengono riportati anche in esergo.
Costantino fu un grande imperatore, quello ĆØ risaputo, ma Maria Carolina Campone in āCostantino. Il fondatoreā, edito da Graphe.it, non solo racconta la vita di quello che ĆØ ritenuto da molti studiosi “il primo imperatore cristiano”, ma cerca di mettere in chiaro il ruolo che il figlio di Costanzo Cloro ebbe nella Storia.Ā L’autrice delinea un ritratto chiaro, accurato e dettagliato di Costantino, una figura storica che nel corso del tempo ha subƬto diverse tipologie di interpretazioni. Ne ĆØ un esempio quella nota come “questione costantinianaā che vede, da una parte, studiosi pronti a vedere Costantino come colui che fu il primo imperatore cristiano. Dall’altra parte, ci sono invece altri esperti che hanno convinzioni differenti, nel senso che credono che tale ruolo di āimperatore cristianoā gli sia stato affidato da alcuni autori cristiani di fede (Eusebio e Lattanzio) e che interpretarono le sue azioni in chiave cristiana. Pagina dopo pagina, la Campone svolge una dettagliata ricerca, un accurato lavoro di letture e confronto tra fonti e documentiĀ per sbrogliare la matassa dei diversi punti di vista attorno a Costantino e fare chiarezza su chi fu davvero lāimperatore. Il libro ĆØ caratterizzato da capitoli tematici che portano il lettore dentro alla vita di un uomo nato nell’attuale Serbia il 27 febbraio del 272 o 273. Il libro procede per sezioni che presentano il periodo storico, le fonti considerate per l’indagine e lo studio, la vita dell’imperatore, i sogni e visioni e l’aiuto ad una lettura critica delle fonti. Si trova anche un capitolo dedicato all’arco di Costantino dove si analizza in modo accurato l’antico monumento costruito per celebrare la vittoria costantiniana su Massenzio a Ponte Milvio. NonĀ manca una parte dedicata ad Apollo, al neoplatonismo e alla tolleranza religiosa, per comprendere quanto la corrente filosofica e le altre presenti potrebbero aver influito sulla formazione e crescita di Costantino come persona e come imperatore. Spazio anche alle crisi religiose, al concilio di Nicea per cercare di capire il rapporto che si venne a definire tra imperatore e Chiesa, ma anche il modo di vivere in maniera pratica e concreta la religione da parte dell’imperatore stesso. Il saggio della Campone ĆØ un viaggio della Storia del passato, ma anche nellāesistenza di un uomo la cui memoria e gesta vivono ancora nel presente di oggi.
Maria Carolina Campone ha un PhD in Storia e Critica dellāArchitettura, ed ĆØ giĆ professore a contratto presso la Seconda UniversitĆ degli Studi di Napoli e docente di lingue classiche presso la Scuola Militare Ā«NunziatellaĀ» di Napoli. Membro del Comitato scientifico di autorevoli riviste di classe A (Arte cristiana e Studi sullāOriente cristiano) e relatrice in diversi Convegni Internazionali di Studi, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra le quali āBrigida di Svezia regina di profeziaā (Milano, 2012), āThe Church of St. John Stoudion in Constantinopleā (New York, 2016), āDom Paul Bellot architetto ex-centricoā (Napoli, 2017).
Source: richiesto dal recensore. Grazie allāufficio stampa 1A.
Bella Osborne ĆØ unāautrice inglese di romanzi di successo. Il suo libro dāesordio ĆØ stato finalista a prestigiosi premi, tra cui il Contemporary Romantic Novel of the Year. Osborne ha inoltre vinto il RNA Romantic Comedy Novel of the Year Award. Vive nelle Midlands, nel Regno Unito, con la sua famiglia. Per saperne di più: www.bellaosborne.com
Sono appena ritornato da una visita al mio padrone di casa, il solo e unico vicino dal quale sarò infastidito. Che bella zona ĆØ questa! In tutta lāInghilterra, non credo che avrei potuto trovare un altro posto cosƬ totalmente distaccato dal trambusto della vita sociale. Un perfetto paradiso per misantropi; e il signor Heathcliff e io siamo la coppia giusta per spartirci questa desolazione.
Che tipo interessante!
Certo non immaginava quale simpatia mi ha suscitato in cuore quando, avvicinandomi a cavallo, ho visto i suoi occhi neri ritrarsi cosƬ sospettosamente sotto le sopracciglia, e quando le sue dita, mentre annunciavo il mio nome, si sono sprofondate risolutamente sotto il panciotto.
«Signor Heathcliff!» dissi.
Per tutta risposta, un cenno con la testa.
Ā«Sono Lockwood, il suo nuovo affittuario, signore. Mi onoro di renderle visita appena arrivato, per esprimere la speranza di non averla disturbata con la mia insistenza nel chiedere in affitto Thrushcross Grange. Ieri ho sentito dire che lei pensavaā¦Ā»
Ā«Thrushcross Grange ĆØ roba mia, signoreĀ» māinterruppe, con un fremito. Ā«Non permetterei a nessuno di disturbarmi, se potessi impedirlo. Entri!Ā»
Quellāāentriā fu pronunciato a denti stretti, e con un tono che significava āvaā al diavolo!ā. Perfino il cancello su cui si appoggiava non manifestò alcun movimento in sintonia con le parole. Credo che proprio questa circostanza mi spinse ad accettare lāinvito: sentii interesse verso un uomo che sembrava ancora più esageratamente riservato di me.
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