La casa sull’argine di Daniela Raimondi (Nord Editore, 2020) a cura di Eva Dei

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All’inizio del XIX secolo a Stellata, paesino lungo il corso del Po vicino Ferrara, arriva una carovana di gitani. Le forti piogge e un’altra serie di eventi portano gli zingari a fermarsi più del dovuto nel borgo e se questo prima scombussola non poco la quotidianità dei suoi abitanti, non passa molto tempo prima che entrambi i gruppi si adattino.

Senza che gli abitanti quasi se ne rendessero conto, il loro astio verso i nuovi arrivati si trasformò in abitudine. I vecchi morivano, i bambini nascevano e i giovani s’innamoravano senza badare troppo alle differenze. Fatto sta che, in poche generazioni, un terzo degli abitanti di Stellata si ritrovò nelle vene sangue zingaro.

Succede così anche per la famiglia Casadio, che in quegli anni vive poco fuori dal paese, in una località chiamata “La Fossa”, a causa del canale che segna il confine tra le province di Ferrara e di Mantova.
Giacomo, uomo solitario e malinconico, inguaribile sognatore, sposa Viollca, zingara dal fare spavaldo. I due non potrebbero essere più diversi; Viollca non rinuncia alle sue gonne colorate, ad ornarsi i capelli corvini con piume di fagiano, né ad alcune credenze gitane, come per esempio quella di lasciare fuori dalla porta un po’ di latte per il serpente buono, dalla pancia bianca, che protegge gli abitanti della casa. Giacomo accetta tutto di buon grado, tranne il ricorso alle pratiche divinatorie, obbligandola a riporre i tarocchi in una scatola in fondo all’armadio. Ma la nascita di Dollaro, il loro unico figlio, da avvio a una mescolanza di geni e caratteristiche che nemmeno Giacomo può fermare. Un destino più forte si compirà in seno alla famiglia Casadio. Viollca ne coglierà i segni alcuni anni dopo, consultando i tarocchi abbandonati.

Sentì che il messaggio si faceva più chiaro…Un’unione sbagliata…un matrimonio in seno a quella famiglia di sognatori…e una sventura enorme, una morte tragica…forse più di una, e legate a un bambino, o a una gravidanza.

Daniela Raimondi ci racconta la storia dei Casadio nel suo romanzo La casa sull’argine.
Già dal primo impatto (la grafica della copertina) il libro ricorda senza dubbio I leoni di Sicilia di Stefania Auci. Si tratta in effetti di due cronache familiari inserite in una cornice storica, ma una volta immersi nella lettura saltano agli occhi le prime differenze. Se i Florio sono una famiglia nota e storicamente conosciuta, non si può dire lo stesso dei Casadio, creazione di fantasia dell’autrice che solo per alcuni spunti si è ispirata a fatti storici o alla propria biografia familiare.
Anche la ricostruzione storica non ha la stessa rilevanza: più particolareggiata e centrale quella della Auci, meno predominante quella della Raimondi.
Lo sviluppo totalmente creativo della storia dei Casadio permette una maggiore libertà narrativa, alla quale segue una maggiore scorrevolezza nella lettura. La Raimondi inizia la sua narrazione nell’800 fino ad arrivare ai giorni nostri. La profezia di Viollca serve a creare un legame, una continuità tra le varie generazioni della famiglia, ma a suscitare anche mistero e interesse nel lettore. I fatti storici raccontati si inseriscono quasi sempre come agenti che modificano la vita dei personaggi e servono a raccontarci in maniera più fedele le loro vicende. Sono sicuramente secondari rispetto ai personaggi. A questo si affianca poi una sorta di “realismo magico”, dato dalla profezia e dalla ripartizione della discendenza: uomini e donne dai capelli biondi, l’incarnato chiaro e i capelli azzurri, i sognatori, provenienti dal ramo di Giacomo Casadio, e uomini e donne dalla carnagione più scura, capelli e occhi neri, con le doti divinatorie del ramo gitano.
A chiudere il cerchio e la storia possono essere solo due cose: l’avverarsi della profezia o l’unione dei due rami della famiglia in un’unica persona.

Daniela Raimondi è nata in provincia di Mantova e ha trascorso la maggior parte della sua vita in Inghilterra. Ora si divide tra Londra e la Sardegna.
Ha pubblicato dieci libri di poesia che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nazionali. Suoi racconti sono presenti in antologie e riviste letterarie. La casa sull’argine è il suo primo romanzo.

Source: richiesto dal recensore all’editore, ringraziamo Barbara dell’Ufficio stampa Nord.

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