Uno dei romanzi meno conosciuti e forse poco apprezzati del vasto repertorio dannunziano è certamente Il Fuoco, manifesto esplicito della poetica del superuomo.
Un’ opera elegante ed esplicita nelle sue mille sfaccettature; dove estetica e contenuto vanno a braccetto in una sinfonia di emozioni altalenanti.
Lo stesso titolo, la stessa storia e le molteplici indiscrezioni, che hanno preceduto la pubblicazione dell’opera fanno dunque pensare che le pagine del romanzo raccontino quell’amore etereo di cui tutti all’epoca parlavano. L’amore tra l’uomo e la donna allora più famosi: D’Annunzio ed Eleonora Duse.
Il protagonista del romanzo, Stelio Effrena, vuole scrivere una grandiosa opera artistica, nella quale si fondano armoniosamente: poesia, musica e danza, elemento essenziale per creare un nuovo teatro. Ma purtroppo l’ambizioso progetto è destinato al più misero fallimento, poiché esistono di fatto alcune forze negative che si oppongono al medesimo eroe. Una di queste oscure forze prende il nome di “Foscarina Perdita” ovvero una grande attrice, che con il suo smisurato amore,a volte nevrotico e possessivo, ostacola non poco l’ eroe nella sua impresa. Il romanzo si conclude con il sacrificio inaspettato di Foscarina, che alla fine, vinta ed affranta dagli eventi, lascerà libero l’ eroe Stelio: ma nonostante questo sacrificio, il protagonista non riuscirà affatto a portare a compimento la sua grandiosa opera.
L’intera opera dannunziana si suddivide in due libri. Il primo libro si intitola: L’Epifania del fuoco. In questa parte D’Annunzio racconta una serata di settembre, in cui lo stesso protagonista Stelio tiene un grande discorso al Palazzo Ducale di Venezia, davanti a un pubblico entusiasta,dove spiega la sua concezione filosofica di arte e di creazione. L’arte, secondo lui, si dice sublime nel momento in cui la stessa imita l’arte antica. Mentre il secondo corrisponde a L’Impero del silenzio, capitoli in cui la Foscarina e Stelio si ritrovano spesso nei loro palazzi per avere rapporti sessuali sempre più appassionati ed intriganti. E mentre avviene tutto ciò una disillusa ed ingenua Foscarina capirà a sue spese che proprio lei non resterà mai l’unica e la sola amante di quel genio dall’ego smisurato.
Gabriele D’Annunzio, all’anagrafe Gabriele d’Annunzio, nome con cui usava firmarsi (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1º marzo 1938), è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano, simbolo del Decadentismo e celebre figura della prima guerra mondiale, dal 1924 insignito del titolo di “principe di Montenevoso”.
Soprannominato “il Vate”, cioè “poeta sacro, profeta”, cantore dell’Italia umbertina, o anche L’immaginifico, occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. È stato definito «eccezionale e ultimo interprete della più duratura tradizione poetica italiana e come politico lasciò un segno nella sua epoca e un’influenza sugli eventi che gli sarebbero succeduti. [Fonte Wikipedia]
Source: libro del recensore.


Mi è capitato di rileggere recentemente “La Favola Spezzata”, testo scritto da Wendy Berry edito dalla casa editrice Mondadori.
Un libro raffinato per un regalo di Natale di sicuro effetto a quanti vedono in Audrey Hepburn, la stella più luminosa tra le icone indimenticate della frivola Hollywood.
Un libro privato, una biografia appassionante ed appassionata di un pontefice visto nella sua intimità più vera ed avvolgente.
A vent’anni di distanza dalla tragica notte del trentuno agosto 1997 si è ritornati a parlare della triste parabola finale di Lady Diana Spencer, la Principessa del Popolo, come era stata opportunamente ribattezzata dal primo ministro britannico dell’epoca Tony Blair.
Messaggi dall’aldilà rappresenta una sorta di vademecum ideale, che raccoglie in modo preciso e dettagliato quelle leggi che sottointendono l’energia psichica e i cosiddetti talenti extrasensoriali.
“Io e Lui”, libro datato 1971, fu accolto dalla critica dell’epoca con un certo snobismo e pregiudizio immotivato, sicuramente a causa di una scabrosità di argomento.
Il cane è per costume l’amico più fedele dell’uomo, perché ama incondizionatamente, senza pretendere nulla in cambio! C’è chi afferma, a ragion veduta, che abbia coscienza di sé e chi, invece, per partito preso, lo nega spudoratamente.
Come sono organizzate le cellule del terrorismo islamico operanti in Italia? Qual è la loro funzione in ambito internazionale? Dove si concentrano i militanti e quali sono i loro contatti con i paesi musulmani? Con questo libro, Stefano Dambruoso, magistrato della procura milanese in prima linea nelle indagini sul terrorismo islamico, e il giornalista Guido Olimpio, esperto di terrorismo internazionale, ci illustrano la reale entità del pericolo e in quali direzioni si stanno muovendo gli inquirenti, quali sono le persone che contano all’interno della rete di moschee e centri di aggregazione musulmana, quali le zone a più alto rischio di attentati in questi mesi. Le indagini condotte negli ultimi anni, soprattutto dopo l’11 settembre, hanno fornito un quadro inquietante. È emersa una rete di specifiche funzioni gerarchiche e parallele, dal predicatore al reclutatore, dal finanziere al capo militare, dal responsabile dell’informazione all’addetto alle relazioni fino allo shahid, l’ultimo anello della catena. Le nazionalità sono diverse e così pure l’estrazione sociale. Diverse sono anche le sigle, intrecciate talora in un groviglio non facilmente districabile, con cambi di ruolo e di alleanze e lotte di potere interne. Un crogiuolo di forze aggreganti insieme a forze disgreganti, dove l’esaltazione massima dell’individualità rappresentata dall’attentatore suicida si affianca alla volontà di riscatto della comune radice islamica. Prende corpo un asse Milano-Bagdad, composto di elementi formati in Europa e federato con i gruppi locali mediorientali, un organismo che si muove nel segno della globalizzazione utilizzando per i suoi scopi l’informatica e la neotecnologia assieme alla strumentazione bellica più primitiva e più accessibile. Sull’altro fronte c’è il lavoro investigativo delle varie procure italiane, collegate con le procure europee, che, fra mille difficoltà, hanno compiuto grandi passi avanti negli ultimi anni. Questo libro è il diario di bordo di un ufficio giudiziario impegnato giorno per giorno contro il terrorismo.
Una biografia illuminata di un personaggio molto amato ed imitato, scritta con grande onestà intellettuale e dovizia di particolari, dallo scrittore Robert Lacey, autore di best-seller biografici di grande impatto, tra quali ricordiamo quelli dedicati alla famiglia Ford e alla Casa reale Inglese.























