:: Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery (Gallucci, 2024) a cura di Viviana Filippini

16 dicembre 2024 by

I lettori e le lettrici conoscono Lucy Maud Montgomery per le vicende di Anna dai capelli rossi, Emily di New Moon e di Pat di Silver Bush, ma in questo libro edito per Gallucci, per la collana i Glifi, ci sono sempre i testi della scrittrice canadese, però i protagonisti assoluti sono i gatti che compaiono all’interno dei romanzi della Montgomery, tradotti da Angela Ricci e raggruppati sotto il titolo di “Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery”. Abitudine della scrittrice era inserire al fianco dei protagonisti umani anche gli amici felini che, in questo volume, sono stati resi protagonisti di racconti a se stanti estrapolati dagli originali grazie al lavoro della traduttrice Angela Ricci. Ad accompagnarli ci poi le delicate immagini colorate di Ayano Otani. Ne esce un ritratto narrativo curioso e intrigante, dove non mancano suspense e azione e nel quale i gatti, coinvolti nelle più svariate avventure, sono mostrati nelle loro sfaccettature caratteriali, perché sono affettuosi, pasticcioni, a tratti prepotenti e quando serve anche permalosi. Un mix di sensazioni ed emozioni che li rendono profondamente simili agli essere umani. “Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery” tradotto dalla Ricci è un omaggio agli amici baffuti, e incarna anche la profonda stima e ammirazione che l’autrice canadese aveva verso i felini celebrata nei racconti presenti in questa raccolta.

Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice della popolarità nel 1908 con “Anna dai capelli rossi”, primo di una serie di otto romanzi, tutti pubblicati da Gallucci con una nuova traduzione di grande successo. Stampate in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recente fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo. La produzione letteraria della Montgomery, che va ben oltre “Anna dai capelli rossi”, è oggetto negli ultimi anni di una meritata riscoperta. Tra le sue opere più note ci sono la trilogia di “Emily di New Moon”, interamente pubblicata da Gallucci, e i due romanzi di “Pat di Silver Bush”, intenso omaggio al sentimento profondo che legò per tutta la vita Lucy Maud Montgomery all’Isola del Principe Edoardo, dove la scrittrice trascorse la sua infanzia.

Source: Gallucci editore.

:: Un cane, un indizio, un cadavere di Antony Johnston (Newton Compton, 2024) a cura di Patrizia Debicke

13 dicembre 2024 by

Secondo libro della serie e un nuovo caso per Gwinny Tuffel, attrice ma anche dog-sitter detective per necessità economica.
Gwinny, ormai sessantenne è tornata a recitare con non poche difficoltà dopo ohimè ben dieci anni di lontananza dalle scene in cui ha dovuto prendersi cura del padre ammalato e si sta preparando per il suo primo ruolo sul palcoscenico. Purtroppo le scritture per donne della sue età, pur molto brave, sono poche e spesso mal remunerate e Gwinny dopo aver ottenuto un ruolo in uno spettacolo del West-end, al momento di cominciare con le prove dovrà rendersi conto che tutto non va proprio come sperava , insomma deve adattarsi. Soprattutto perché la sua cassa piange.
Con un padre incosciente e scialacquatore, alla sua morte ha dovuto rendersi conto che i soldi rimasti sul conto sono ben pochi e in più ha anche la necessità di provvedere a urgenti spese di restauro della vecchia e amata casa di famiglia nell’elegante quartiere di Chelsea. Tutti validissimi motivi che le hanno imposto di darsi subito da fare. E dopo il suo primo mandato come dog sitter/detective portato a termine con successo per conto di una vecchia amica nel libro precedente anche stavolta è pronta a impegnarsi di nuovo.
Ragion per cui , quando Crash Double irlandese e leggendaria gloria del rock, le telefona e chiede il suo aiuto per occuparsi del suo border collie Ace nel fine settimana, coglie al volo l’occasione. A conti fatti la paga proposta è buona e badare all’obbediente e simpatico Ace mentre il cantante è in tournée a Dublino con la sua famosa band non dovrebbe essere un compito oneroso. Non le resta quindi che trasferirsi, sulla casa galleggiante di Crash nella splendida e pittoresca Little Venice di Londra, dislocata lungo i suoi due canali: il Grand Union Canal e il Regent’s Canal, e cominciare a familiarizzare sia con il suo nuovo pupillo a quattro zampe che con i vicini e la vita della piccola ma molto vivace comunità galleggiante. Un posto in cui tutti paiono conoscere tutti, sapere ogni cosa gli uni degli altri e a poche barche da quella di Ace c’è ormeggiata addirittura quella della sua ex moglie, Fox Double-Jonescon, la quale è stato sposato ben tre volte. Motivo principale della loro attuale separazione è il fatto che lei abbia imbarcato una gatta, intollerabile rivale per il border collie.
Ma subito dopo il suo arrivo, Gwinny scoprirà anche che proprio in quel fine settimana è in programma il Venice Carnival Street Show, festoso spettacolo di strada organizzato nei campi , nelle piazze, nei vicoli e nelle calli con eventi che, ospitando artisti della scena internazionale con musica, circo-teatro e clowneria, sono tutti di richiamo per un gran pubblico!
Un piacevole fine settimana dunque e invece i guai sono già pronti, in agguato. Dopo una serie di telefonate preoccupate dall’Irlanda degli altri musicisti e degli organizzatori, che chiamano o vengono addirittura a cercare Crash, si capirà che questi non ha mai preso il volo previsto e non è arrivato a Dublino per la sua tournée.
E proprio il primo giorno del Gran Carnival di Little Venice di Londra con tutte le barche allegramente impavesate a festa sui canali, Gwinny scoprirà che il cadavere dello stagionato cantante irlandese galleggia nel canale, proprio vicino alla sua barca.
Nonostante lo choc dei presenti e l’ immediato intervento della forza pubblica che propende per attribuire a un incidente la morte del cantante, gli organizzatori della manifestazione decidono di non interrompere i pubblici avvenimenti e i festeggiamenti previsti.
Ma sebbene il caso sia gestito dal vecchio capo di Birch, suo caro e vecchio amico poliziotto ormai in pensione e questi consideri la morte di Crash un incidente, o alla peggio un suicidio, Gwinny invece è di diverso avviso. E infatti non accettando queste conclusioni si tuffa subito nelle indagini, con l’aiuto del border terrier Ace e di Birch, l’ex detective spalleggiato da Ronnie, il suo cane.
Mentre approfondiscono i retroscena della vita personale di Crash e quanto a lui collegabile, cominciano a scoprire un serie di segreti sulla band che nessuno aveva mai saputo. La loro strada tuttavia sarà ancora tutta in salita. I due amici infatti, costretti a confrontarsi con una rocambolesca marea di sospetti e alcuni inverosimili moventi, dovranno trovare il modo per organizzarsi e districarsi in una vera babele di colpi di scena. E non solo perché troveranno davanti a loro anche una serie di trabocchetti e sorprese quali una seconda morte, ma che almeno avranno il pregio di portare finalmente la polizia a imboccare la pista dell’omicidio . Ma spetterà a Gwinny e a Birch, con l’aiuto di Ace e Ronnie, il compito di sbrogliare il bandolo della questione, trovare il modo per bloccare l’assassino e impedirgli di farla franca.
Johnston è uno scrittore che sa divertire e incollare il lettore alle pagine . Non sorprende perciò che con il primo libro di questa serie, abbia vinto il Barker Fiction Award.
Negli ultimi anni, oltre ai suoi, sono stati pubblicati numerosi gialli con come protagonisti personaggi abbastanza anziani, ma ciò che stavolta mi ha colpito di più è che molti di loro non fanno una vita da pensionati, ristretti in una comunità. No anzi in questo libro sono andati avanti per la loro strada, magari riciclandosi o intraprendendo con indiscutibile successo nuove e diverse carriere tanto che la principale protagonista della storia, Gwinny Tuffel, ben decisa a tornare alla sua professione, coglie al volo ogni buona occasione per rimettersi in discussione e tornare in pista.

Antony Johnston è l’autore del graphic novel Coldest City, da cui è stato tratto nel 2017 il film Atomica bionda. Ha lavorato con moltissimi generi della fiction, dal thriller al romanzo di spionaggio fino al sovrannaturale, e ha firmato la sceneggiatura di film e videogiochi. Nutre un infinito amore per i cani, da cui è scaturita la serie di gialli classici di cui fanno parte Un matrimonio, un delitto e due investigatori a quattro zampe e Un cane, un indizio, un cadavere, pubblicati dalla Newton Compton. Per saperne di più: http://www.dogsitterdetective.com.

:: Un’intervista con Daniela Pareschi, autrice di STRANO per Il Barbagianni Editore, a cura di Giulietta Iannone

13 dicembre 2024 by

Benvenuta Daniela su Liberi di scrivere, e grazie per aver accettato questa intervista.
Parlaci di te, dei tuoi studi e del tuo percorso artistico.

Grazie a voi per l’invito. Il mio percorso artistico ha avuto un inizio abbastanza tradizionale, nel senso che ho sempre disegnato sin da piccola. Ho frequentato il liceo artistico e poi mi sono iscritta alla facoltà di Architettura di Genova. Più tardi, mi sono trasferita a Roma con l’intento di intraprendere la carriera di scenografa, un lavoro che ho svolto come art-director per 25 anni, soprattutto nel cinema. È un lavoro che ho amato moltissimo e che mi ha formato. Tuttavia, a un certo punto della mia vita, intorno ai 45 anni, sentivo il bisogno di esprimere una parte più concettuale della mia creatività. Ho quindi deciso di lasciare la scenografia per dedicarmi completamente all’illustrazione. Da allora, la mia pratica artistica si è ampliata e diversificata, ma l’intensità e la componente creativa rimangono sempre il filo conduttore.

Come ti sei avvicinata alla narrativa per l’infanzia?

Ho sempre amato l’illustrazione. Quando sono diventata madre, il mio interesse per la narrativa per l’infanzia è diventato più mirato, sia per quanto riguarda gli argomenti che la scelta stilistica.
Amo il potere dell’illustrazione come strumento di espressione, capace di arricchire la narrazione e di coinvolgere emotivamente i lettori. È stato naturale, quindi, provare a cimentarmi in questo campo.

Sei l’autrice di un bellissimo albo illustrato dal titolo STRANO per Il Barbagianni Editore, un libro per bambini dai 4 anni in su, di cui sei autrice sia dei testi che delle illustrazioni.
Come è nata l’idea di crearlo? Qual è stato il punto di partenza?

Amo molto la letteratura per bambini, soprattutto quella che unisce illustrazione e divulgazione.
Strano, invece racconta una storia. Il mio obiettivo era affrontare un tema importante, ma in modo semplice: il cambiamento di punto di vista e la libertà di non giudicare in modo definitivo una situazione. Volevo raccontare questa riflessione con parole semplici ma cariche di significato, per poterla rendere accessibile sia ai bambini che agli adulti.

Protagonista del libro è un bambino di nome Antonio, che un giorno esce di casa con un buffo cappello con le orecchie da orso. Ci vuole un certo coraggio per manifestare la propria individualità, e Antonio non verrà subito compreso, vero?

Esatto, Antonio è un bambino che esce di casa con un cappello davvero speciale, che esprime la sua personalità. Come accade spesso nella vita, ci vuole coraggio per mostrare la propria individualità. Inizialmente, Antonio non viene compreso, ma la sua forza sta nell’ascoltare senza lasciarsi abbattere dalle critiche, trovando una strada alternativa per farsi accettare, senza rinunciare alla propria unicità.

La storia è semplice, accessibile anche ai più piccoli, e porta con sé una morale, giusto?

Sì, la storia è semplice e adatta anche ai bambini più piccoli. La morale non è moralistica, ma piuttosto un invito a riflettere su come affrontare le difficoltà legate all’accettazione di sé e degli altri. È una riflessione che può essere utile anche agli adulti, poiché parla di una realtà che spesso ci sfugge: il giudizio immediato e il cambiamento di prospettiva.

Affronti tematiche molto attuali, ma sempre a misura di bambino. Quali difficoltà hai incontrato nella creazione del libro?

Le tematiche trattate sono sicuramente attuali, ma il mio obiettivo era renderle comprensibili per i più piccoli. La parte più complessa per me è stata la scrittura. Non sono una scrittrice di professione, quindi il mio limite era trovare le parole giuste, poche ma precise, per esprimere quello che volevo comunicare.

Il libro è stato notato anche all’estero, vero? In quali paesi?

Sì, STRANO è già stato tradotto in russo, e ci sono altri sviluppi in corso con alcuni paesi. È un libro piuttosto semplice da tradurre, che permette di superare le barriere linguistiche senza troppa difficoltà.

In questo albo sperimenti la tecnica del collage, utilizzando carte colorate, stoffe e texture bidimensionali. Come hai progettato il libro?

Il collage è stata una scelta molto importante per me. Avevo bisogno di uscire dalla mia zona di comfort, che è l’acrilico, e confrontarmi con una tecnica che mi permettesse di esplorare nuove modalità espressive. Il collage mi ha dato l’opportunità di esprimere una parte diversa della mia creatività, mettendo in campo competenze nuove e producendo effetti visivi inaspettati. È una tecnica che libera dalla paura del foglio bianco e permette di sperimentare senza ansia. È stato un processo stimolante e arricchente.

Grazie Daniela, come ultima domanda, quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho un progetto in cantiere che spero uscirà presto, sempre con Il Barbagianni. Si tratta di un libro a cui tengo molto, che ha avuto una gestazione lunga, ma finalmente siamo arrivati a un punto in cui abbiamo trovato la giusta chiave. Il libro parla dell’osservazione, intesa in senso ampio, esplorata attraverso il disegno.

:: Singularity, un racconto di Davide Mana

10 dicembre 2024 by

Cosa lega la fantascienza, l’uncinetto e un portale multimensionale? Un racconto che Davide Mana scrisse per la rivista “Shoreline of Infinity“, e che fu scelto per una prima scrematura nella long list per il BSFA Award, il premio che, annualmente, viene conferito dalla British Science Fiction Association. Chissà a quanti premi sarebbe stato candidato o avrebbe vinto in futuro? A volte si rimanda, e non si sa che non c’è più tempo, e la vita non ti permette di tornare indietro. Comunque il racconto è breve e divertente, un esempio dell’umorismo gentile con cui Davide giocava con le parole, con buona pace di Ayn Rand e del suo Atlas Shrugged. Se vi va leggetelo, lo si può fare ancora gratuitamente sul sito della rivista, ecco il link: Singularity. E se vi va il racconto è pubblicato in Shoreline of Infinity 19, disponibile in cartaceo e digitale.

:: Miti d’amore. Filosofia dell’eros di Umberto Curi (Castelvecchi 2024) a cura di Valentina Demelas

10 dicembre 2024 by

Cosa rende l’amore una delle forze più discusse e misteriose della storia dell’umanità? In Miti d’amore. Filosofia dell’eros di Umberto Curi, edito da Castelvecchi, il lettore viene accompagnato in un viaggio tra miti, simboli e narrazioni che cercano di dare un senso a questa potente energia. Con uno stile accessibile e profondamente evocativo, Curi esplora miti classici e opere filosofiche, rendendo l’amore una lente attraverso cui guardare il mondo e noi stessi.

Il testo si apre con un’analisi della figura di Cupido e della sua trasformazione iconografica nel corso dei secoli. Da fanciullo nudo e alato, simbolo di leggerezza e impulsività, a figura bendata che colpisce alla cieca, Cupido incarna l’ambivalenza dell’amore: forza creativa e distruttiva, luce e ombra, conoscenza e cecità. È questa doppia natura dell’amore che permea tutto il libro, invitando il lettore a riflettere sulle molteplici sfaccettature di un sentimento universale eppure profondamente personale.

Curi intreccia magistralmente mito e filosofia, attingendo a fonti come Platone, Nietzsche e Spinoza. I miti di Orfeo ed Euridice, Eco e Narciso, Amore e Psiche, Romeo e Giulietta e Don Giovanni vengono rivisitati non come semplici racconti, ma come specchi che riflettono le paure, i desideri e le aspirazioni dell’essere umano. Ad esempio, il mito dell’androgino di Platone diventa un’occasione per indagare il nostro bisogno di completezza e il desiderio di ritrovare quell’Uno originario da cui siamo stati separati. Allo stesso modo, le vicende di Orfeo ed Euridice mettono in scena il conflitto tra amore e morte, tra il desiderio di possedere e la necessità di lasciar andare.

Uno dei punti di forza del libro è la sua capacità di rendere temi complessi accessibili a un pubblico ampio. Pur trattando concetti filosofici profondi, l’autore utilizza un linguaggio chiaro e suggestivo, che trasforma ogni capitolo in un invito alla riflessione. Non è un saggio da leggere e archiviare, ma un compagno di viaggio che continua a risuonare anche dopo l’ultima pagina.

Un aspetto affascinante del libro è il modo in cui Curi collega il passato al presente. I miti classici non sono solo antiche narrazioni, ma strumenti per comprendere le sfide contemporanee: come gestire il dolore di una perdita? Come trovare un equilibrio tra amore per sé stessi e per gli altri? E, soprattutto, cosa significa amare in un’epoca frenetica e spesso disconnessa?

La risposta, viene suggerito, non è univoca: l’amore non è qualcosa da comprendere completamente, ma da vivere e sperimentare. È un processo, una tensione continua tra ciò che siamo e ciò che desideriamo diventare. Come diceva Platone, l’amore è una forma di ricerca, una spinta verso il trascendente.

Una scelta ideale per chi cerca un libro che unisca emozione e intellettualità. Appassionati di filosofia, lettori curiosi alla ricerca di emozioni, riflessioni e risposte: questo testo offre qualcosa a tutti, portando anche a innamorarsi, forse, nuovamente dell’idea stessa di amore.

Miti d’amore. Filosofia dell’eros non è solo un prezioso saggio, ma un invito a esplorare la complessità e la bellezza di un sentimento che ci definisce come esseri umani. Un testo che combina profondità e leggerezza, rendendolo perfetto per chi desidera andare oltre la superficie delle cose e scoprire il filo invisibile che lega i miti antichi alle nostre vite moderne.

Umberto Curi è Professore emerito di Storia della Filosofia all’Università di Padova. Già visiting professor alla University of California, Los Angeles e alla Boston University, ha tenuto lezioni e conferenze in numerose città europee e americane. Giornalista pubblicista, ha collaborato con il «Corriere del Veneto» e «La Lettura» del «Corriere della Sera». È autore di una quarantina di volumi, tra cui segnaliamo il più recente Parlare con Dio. Un’indagine fra filosofia e teologia (Bollati Boringhieri, 2024). Castelvecchi ha già pubblicato I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (2016) ed è di prossima uscita Padre e re. Filosofia della guerra.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Castelvecchi.

:: La trappola. Diario d’Italia di Paolo Grugni (Laurana Editore 2024) a cura di Massimo Ricciuti

10 dicembre 2024 by

Torna finalmente nelle librerie il personaggio di Sergio Malfatti, commissario della questura di Milano e già protagonista del romanzo Pura razza bastarda, opera di Paolo Grugni. Soprannominato il Carnera
per la sua stazza, il commissario è un ex partigiano ed è solito andare in giro con un basco rosso in testa, che lo rende subito riconoscibile. Ne La trappola vengono analizzati due anni fondamentali per la storia del nostro paese, il 1968 e il 1969. Ancora una volta gli avvenimenti sono narrati attraverso il diario di Malfatti. Veniamo così a conoscenza di cosa accade a Milano e nel resto d‘Italia, soprattutto dal punto di vista politico e della cronaca nera. Nel capoluogo lombardo si assiste, impotenti, all’inarrestabile avanzata della mafia, che finisce per soppiantare definitivamente la ligera , la mala locale. Due “famiglie” si contendono il controllo della città in una guerra senza quartiere, attraverso il traffico di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione e tante altre attività illecite. A volte ci scappa il morto, cui segue, puntualmente la vendetta. La crisi economica, intanto, colpisce pesantemente il Sud Italia e molta gente si trasferisce a Milano in cerca di una sorte migliore. Si tratta di poveri che si accampano ovunque, dormono dove capita, si lavano alle fontanelle pubbliche e devono subire anche il disprezzo da parte dei cittadini. In mezzo a tutto ciò, assistiamo ai giochi politici orchestrati dalla DC, che continua, imperterrita, a governare. Qualcuno iniziare a tracciare la strada per quello che sarà chiamato compromesso storico
, ma non è visto di buon occhio, per usare un eufemismo. Dai documenti ufficiali pubblicati nel diario di Malfatti si evince di come l’estrema destra stia preparando qualcosa di grosso, mentre le autorità si concentrano sui movimenti anarchici. Scoppiano ordigni in quantità e il commissario è uno dei primi a capire come stiano realmente le cose, anche perché Il Comandante , uomo dei Servizi, lo informa spesso di operazioni segrete, in incontri cui partecipa pure Gloria Negri, agente e compagna di Malfatti. Nel diario leggiamo, inoltre, notizie riguardanti il mondo della cultura: film e dischi in uscita, concerti epici, pubblicazione di libri “rivoluzionari”. Non mancano annotazioni su avvenimenti sportivi, in particolare boxe e calcio: Malfatti è un grande tifoso del Milan e non perde l’occasione di recarsi allo stadio di San Siro per assistere alle partite casalinghe dei rossoneri. Il biennio ’68-’69 è denso di accadimenti di livello mondiale: vengono assassinati Martin Luther King e Bob Kennedy, mentre l’uomo mette per la prima volta piede sulla Luna. L’episodio centrale del romanzo si svolge in Italia: l’esplosione di una bomba alla sede milanese della Banca Nazionale dell’Agricoltura, il 12 dicembre del 1969. La strage di Piazza Fontana è considerata la madre di tutte le stragi che da lì in poi insanguineranno per anni il nostro paese. Con un notevole e meticoloso lavoro di ricerca, comprendente anche documenti inediti, Paolo Grugni ricostruisce la trappola che si stringe attorno agli anarchici, in particolare a Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli. L’autore rivela, inoltre, chi fosse il reale destinatario del “messaggio” che si era voluto mandare con la bomba. Per scoprirlo, non resta che leggere questo appassionante romanzo, uno spaccato reale di due anni cruciali per l’Italia e il mondo intero.

Paolo Grugni Milano, (1962). Ha esordito con il romanzo Let it be (Mondadori, 2004; Alacràn, 2007, Laurana, 2017). Ha poi pubblicato Mondoserpente (Alacràn, 2006; Laurana, 2021), Aiutami (Barbera, 2008; ebook per Laurana, 2014), Italian Sharia (Perdisa, 2010), L’odore acido di quei giorni (Laurana, 2011), La geografia delle piogge (Laurana, 2012), L’Antiesorcista (Novecento Editore, 2015), Darkland (Melville, 2015; Laurana, 2022). Nel 2018 ha pubblicato Pura razza bastarda (Laurana) e nel 2019 Il palazzo delle lacrime (Laurana). È inoltre autore della silloge Frammenti di un odioso discorso (ebook per Laurana, 2017). Vive e lavora a Berlino.

:: “San Charbel. Il mistero del suo corpo intatto”(Edizioni Segno, 2024) di Patrizia Cattaneo, a cura di Daniela Distefano

10 dicembre 2024 by

Documenti, perizie mediche, scoperte e testimonianze sono i nastri con cui è avvolta la biografia di un santo eremita del XIX secolo, appartenente alla comunità maronita del Libano (comunità che era soggetta alla Chiesa cattolica romana ma con un rito proprio e una gerarchia autonoma, governata da un vescovo capo, chiamato patriarca, con sede a Bkerké).

Youssef – questo il nome di san Charbel Makhlouf da battezzato – era il più giovane di cinque figli. La sua famiglia, povera di mezzi, era ricca di fede e il futuro santo trascorse l’infanzia e la giovinezza lavorando come contadino e pastore nel suo paese di montagna;un ragazzo pio, onesto, semplice e sincero, incline alla contemplazione, alla solitudine. Mentre pascolava la sua mucca, si ritirava a pregare in una grotta che aveva trasformato in una cappella dedicata alla Vergine Maria, detta “ la grotta del santo”.

Quando raggiunse la maggiore età, che allora era 23 anni, una mattina all’alba Youssef lasciò la sua casa per farsi monaco senza avvisare nessuno, temendo l’opposizione della madre e dello zio. Egli si sentiva chiamare alla vita solitaria. Più volte chiese l’autorizzazione di diventare eremita, ma la risposta tardava, perché il superiore attendeva un segno di Dio per concedergli il permesso.

Nel 1875, all’età di 47 anni, in seguito al prodigio di una lampada che si accese nella sua cella, benché contenesse solo acqua e non olio, fu autorizzato a recarsi all’eremo del monastero di Annaya. La sua vita era una delle più austere. Nel convento e nell’eremo conduceva un’esistenza da prete-operaio, scegliendo sempre i lavori più faticosi e umili, la preghiera, l’ascesi e la mortificazione: tutto ciò gli meritò ”la fama di santo durante la sua vita e dopo la sua morte”.

Dopo 23 anni di eremo esemplare, “la mattina del 16 dicembre 1898, padre Charbel stava celebrando la santa Messa nella cappella, quando fu colpito da paralisi proprio al momento della grande Elevazione dell’ostia e del calice, mentre recitava la seguente preghiera secondo la liturgia maronita: ‘O Padre della Verità, ecco il tuo Figlio, vittima per compiacerti, accettalo, perché ha subìto la morte per giustificarmi… Ecco il suo sangue sparso sul Golgota per la mia salvezza. Accetta la mia offerta…’. Dopo otto giorni di agonia, padre Charbe morì il 24 dicembre, vigilia di Natale, all’età di 70 anni. La gloriosa biografia di San Charbel inizia il giorno della sua morte.

Dal momento della sua sepoltura, una luce intensa e misteriosa, visibile in tutta la vallata, si sprigionò dalla sua tomba per 45 notti. Il suo corpo ripetutamente riesumato, fu sempre ritrovato integro e flessibile e traspirò un liquido rossastro dalle proprietà taumaturgiche per 67anni, cioè dal giorno della morte fino al riconoscimento ufficiale della sua santità da parte della chiesa.

Per capire la causa dei fenomeni mistici associati al suo corpo, la sua salma sarà martoriata e analizzata da monaci, medici, laboratori di analisi, alla ricerca di una spiegazione scientifica a un fenomeno divino che cesserà solo con la beatificazione.

Quando già morto fu spogliato, scoprirono che padre Charbel sulla pelle nuda, oltre alla cintura di ferro che gli aveva lacerato i fianchi, indossava un secondo cilicio incollato alla pelle. Inoltre egli si serviva di sassolini per tenere fermo il cappuccio sulla testa e che gli procuravano dolore alla schiena quando dormiva e quando si muoveva. Nel sonno e nella veglia padre Charbel soffriva un martirio nascosto e volontario, mostrando sempre un volto lieto.

Tornando al suo cadavere, un ritorno non propio edificante, Dal 1898 al 1965 si ottiene un calcolo di circa due chili abbondanti di plasma al giorno, tenendo conto del fatto che la trasudazione è stata molto intensa in alcuni periodi, ma è diminuita gradualmente nel 1965.

Quanto riportato in questo agile libretto, ci lascia scoprire inusitati orizzonti di vita eterna nella nostra vita terrena. Campi di speranza, solchi di gratitudine, pozzi di meraviglie soprannaturali che surclassano quelle ancora inesplorate nel Pianeta. San Charbel ha avuto dunque due corpi, quello da vivente, martoriato fino allo stremo per via delle penitenze e le mortificazioni, e quello da defunto, un involucro composto di parti vivisezionate, analizzate, per comprendere la natura di quel sangue che da esso fuoriusciva copioso. Il nesso in questo miracolo va forse ricercato in quei lunghi giorni trascorsi tutto un cammino per trovare chi c’è già accanto. Le astuzie del demonio non prevalsero in un omino che mite come un dolce autunno, sapeva donare a Dio le Grazie di cui lo inondava. Possiamo pensare ad una quotidianità bieca, senza stimoli,piatta, di estremo disagio a causa della solitudine. Ma il cuore dove lo mettiamo? Se è collocato su di un altare, fisso sul Calice e l’ascolto della Consacrazione, possiamo arrivare a comprendere di quale dono immenso fu colmato San Charbel, che fu nascosto a molti da vivo, e seppe parlare di Dio anche da morto.

:: MARIA GRAZIA CHINATO, LORO DUE (Samuele editore, 2024)

10 dicembre 2024 by

Ti sei calato nella mia sera
nuovo pesce nell’oceano

Guizzano suoni caldi in corpi
lasciati alla deriva
senza bufere a spingere forte
come ad affondare la tua barca

Gusci di chiocciole e resti
mi fanno risacca

“[…] Poesia come finestra aperta su un universo intimo dove il tempo si dissolve e la memoria si intreccia con l’amore in un abbraccio eterno. il libro appare come un canto silenzioso che risuona nelle profondità dell’essere, un viaggio tra le ombre e le luci della vita dove ogni verso è un soffio di eternità. Loro due si presenta non solo come una raccolta di poesie ma un 14 vero e proprio invito a perdersi e a ritrovarsi nel mistero dell’esistenza, a scoprire la bellezza nascosta nei frammenti di tempo e nei riflessi della memoria. non dimenticando però di riflettere sulla natura fugace della bellezza stessa e dell’incanto, e sull’inevitabile realtà del cambiamento e della perdita”. — Dalla prefazione di Alessandro Canzian

Maria Grazia Chinato ha svolto attività come psicologa clinica, epistemologa e docente universitaria. Scrive e si occupa di poesia da metà degli anni ottanta anche attraverso ricerche sulla sua valenza trasformativa nella formazione. L’incontro con gli scritti poetici di giovani con disabilità le ha permesso d’integrare le competenze professionali con la poesia attraverso una ricerca descritta nel volume: Avevo un pregiudizio, viaggio tra formazione e poesia (Bonaccorso ed. 2014). Fa parte di due gruppi veronesi che ha contribuito a fondare: Poesiaincorso e Poesia dal mondo, gruppo multietnico con il quale ha pubblicato tre raccolte nelle diverse lingue e loro traduzioni: Puri suoni (QuiEdit, 2019), Sono radice (Bonaccorso Edizioni 2014) e Le lingue si parlano (Bonaccorso Edizioni 2011), e tenuto letture e convegni pubblici. Come poeta ha pubblicato, inoltre, le raccolte poetiche: Annotazioni di un’assenza (Aletti Edizioni, 2018, postfazione di Chiara Zamboni) e Cicale d’inverno (Edizione Europea, 1989).

:: Dedollarizzazione. Il declino della supremazia monetaria americana di Giacomo Gabellini (Diarkos Editore 2023) a cura di Giulietta Iannone

8 dicembre 2024 by

Capiterà al dollaro quello che successe alla sterlina un secolo fa? Sembra che il processo, seppure lento e con mille criticità, sia irreversibile e Giacomo Gabellini nel suo libro Dedollarizzazione Il declino della supremazia monetaria americana edito da ‎Diarkos Editore ce ne spiega in modo lucido e sistematico le ragioni sia storiche, che economiche, finanziarie e politiche alla base di questa “rivoluzione” che definisce uno spostamento strutturale del baricentro macroeconomico mondiale, evidenziando le ragioni geostrategiche che sussistono all’origine.

L’unipolarismo dominante degli anni ’90 che faceva degli Stati Uniti una potenza egemonica mondiale sembra definitivamente tramontato per ragioni complesse e difficilmente comprensibili senza un’analisi sistematica dei processi, ed eventualmente anche degli errori che sono stati commessi, alla base di molti cambiamenti in atto. Che gli Stati Uniti non rivestano più un ruolo egemonico è evidente essenzialmente per tre motivazioni: il consolidamento dei Brics, la creazione della New Development Bank e soprattutto l’avanzata della Cina come potenza globale al centro della geopolitica mondiale.

Ma non vorrei fare una recensione troppo specialistica, me ne riserverò di farla in altre sedi, mi limiterò a enunciare alcuni tratti salienti emersi dalla lettura di questo libro, complesso ma estremamente interessante soprattutto per chi ha anche i più elementari rudimenti di macroeconomia. Se il dollaro non scomparirà del tutto, sarebbe utopistico e irrazionale affermarlo, sicuramente subirà un ridimensionamento negli scambi commerciali, soprattutto da quando molti paesi emergenti ne hanno individuato la strumentalizzazione fatta dagli Stati Uniti a loro discapito e hanno cercato un’alternativa.

Che sia la moneta dei Brics, o il Yuan Renminbi cinese non è dato sapere, pochi economisti hanno la sfera di cristallo, ma quello che è certo questa alternativa è stata cercata e si continuerà a cercarla. Interessante il ruolo delle sanzioni esercitate dagli Stati Uniti che hanno spinto i paesi colpiti dagli effetti devastanti rilevati, (pensiamo al Venezuela, o peggio all’Iraq di Saddam Hussein), a trovare nuove soluzioni e spingendo per esempio paesi come la Russia ad allinearsi con Pechino e cambiare i criteri di valuta. Che la pressione esercitata attraverso dazi e sanzioni abbia generato la cosiddetta “geopolitica del caos” con la diffusione del disordine su scala globale per sopperire, è un altro dato enunciato, che si inserisce in una strategia non sempre capace di ripagare nei risultati non avendo certo ridato agli USA il ruolo che deteneva a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

A dare un’accelerazione al disallineamento e al processo di dedollarizzazione, prima della guerra in Ucraina, ha sicuramente influito la crisi del 2008 quando sulla scia dei fallimenti di Bear Stearns e Lehman Brothers, il sistema finanziario statunitense si trovava letteralmente sull’orlo del precipizio. Questa crisi sebbene sia stata in parte arginata, ha segnato il pericolo che possa ripetersi e questa volta con effetti ancora più devastanti minando alle basi quella sicurezza che fino allora aveva dettato le politiche monetarie.

Per quanto riguarda il disallineamento, fu per prima la Cina a manifestare i primi segnali di insofferenza, e Gabellini dà grande importanza e analizza nel dettaglio le politiche economiche intraprese da questo paese, già da tempo evidenziato dagli USA come il maggior competitor.

Molte altre sono le riflessioni che Gabellini porta avanti, alcune di grande acume pur appoggiandosi al lavoro di grandi economisti, seppur inserendo le varie tematiche in un discorso originale, indipendente e coeso. Ne invito la lettura per ampliare le vostre conoscenze, confidando che i punti di riflessione e le numerose informazioni contenute in questo testo vi aiutino a fare una vostra valutazione personale dei fatti e della storia. Introduzione di Flavio Piero Cuniberto. Prefazione di Jacques Sapir.

Giacomo Gabellini (1985) è saggista e ricercatore specializzato in questioni economiche e geopolitiche, con all’attivo collaborazioni con diverse testate sia italiane che straniere, tra cui il centro studi Osservatorio Globalizzazione e il quotidiano cinese «Global Times». È autore dei volumi Ucraina. Una guerra per procura (Arianna, 2016), Israele. Geopolitica di una piccola grande potenza (Arianna, 2017), Weltpolitik. La continuità politica, economica e strategica della Germania (goWare, 2019), Krisis. Genesi, formazione e sgretolamento dell’ordine economico statunitense (Mimesis, 2021) e Dottrina Monroe. Il predominio statunitense sull’emisfero occidentale (Diarkos, 2022). Vive a Terre Roveresche (PU).

Pallottole sull’Orient Express

7 dicembre 2024 by

:: Libri fantasy: nel 2024 le vendite crescono del 27,1%

7 dicembre 2024 by

Una notizia confortante ci giunge, forse inaspettata, da Più libri più liberi, Fiera nazionale della piccola e media editoria, sembra, e lo dicono i dati, che il genere fantasy (la classificazione è quella utilizzata da NielsenIQ-GfK che raggruppa fantasy e fantascienza in un’unica categoria) sia in controtendenza e registri una crescita del ben 27,1% a valore raggiungendo i 17,666 milioni di euro, del 26% a copie superando il milione di libri venduti (1.060.000). Dunque il fantasy è un genere emergente nel mercato italiano e registra un incremento di vendite e non di poco. I dati sono stati presentati a Più libri più liberi durante l’incontro del programma professionale Libri fantasy e dove trovarli. Fenomeno che si è enunciato, durante l’incontro, è sicuramente l’ibridazione, ovvero la nascita di sottogeneri che uniscono per esempio il romance e il fantasy, allargando non di poco il parco lettori. A cui si potrà aggiungere il sottogenere che unisce il fantasy e il giallo, perchè no? Nella top 10 dei titoli più venduti secondo la classificazione di NielsenIQ-GfK, troviamo al primo e al secondo posto due volumi della saga di Rebecca Yarros edita in Italia da Sperling & Kupfer, Iron Flame al primo posto e Fourth Wing al secondo. Powerless. Potere e inganno, di L. Roberts (Newton Compton) al terzo posto, al quarto Il problema dei tre corpi, di C. Liu (Mondadori). Dal quinto al nono posto troviamo cinque classici della fantascienza e del fantasy: Fahrenheit 451, di R. Bradbury (Mondadori), La strada, di C. McCarthy (Einaudi), Dune volume 1 di F. Herbert (Fanucci), Lo Hobbit. Un viaggio inaspettato di J. R. R. Tolkien (Bompiani), Dune volume 2 (Fanucci). Chiude la classifica Half a soul. Metà di un’anima di O. Atwater, (Rizzoli).​ Nessun autore italiano tra i primi 10, ricollegandoci all’articolo di qualche giorno fa, ma nonostante questo è una gran bella notizia che fa ben sperare per il futuro. La fantascienza, e il fantasy, stanno bene, e vi salutano tutti!

:: Qof di Alessandro Bastasi (Arkadia Editore 2024) a cura di Federica Belleri

6 dicembre 2024 by

Torna in libreria Alessandro Bastasi e lo fa alla grande. Con un romanzo intimo, introspettivo, devastante.

Qof è una lettera ebraica, che significato ha?

Qof è un viaggio, distorto. Allucinante, che sconvolge. È un percorso dentro e fuori da sé, con o senza “l’altro”. È una salita faticosa per riemergere dal buio, per il protagonista che sta cercando disperatamente una sorta di equilibrio. Ma è consapevole di ciò che gli sta accadendo? Perché attorno a lui succede di tutto. Dall’episodio irrazionale a quello più  logico possibile. Al punto da farlo dubitare di ogni evento, insieme al lettore, che si pone mille e più domande. Accanto a lui compaiono personaggi che mi hanno ricordato Federico Fellini e le sue opere migliori, fatte di originalità e di ricchezze mimiche ai margini della società. Personaggi in grado di incutere timore e accogliere sguardi malevoli.

Dentro di lui, invece, convivono due anime che lottano in eterno, come Caino e Abele. Sulla sua fronte, una cicatrice apparsa improvvisamente, che ha proprio la forma “Qof”.

Alessandro Bastasi propone ai lettori una trama particolare, intensa. Che avvolge e respinge allo stesso tempo. Capace di fare dubitare e cadere nella trappola del destino, di ciascuno.

Assolutamente consigliato.

Buona lettura.

Alessandro Bastasi Nato a Treviso nel 1949. Laureato in Fisica si è trasferito a Milano dove attualmente vive. Nel passato è stato attore e autore di numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore e quotidiani. Dal 1990 al 1995 ha trascorso lunghi periodi all’estero, in particolare a Mosca tra il 1990 e il 1994, e in India, Cina, Vietnam e Medio Oriente tra il 1994 e il 1995. Ha pubblicato i romanzi La gabbia criminale (2010) e Città contro (2011) con Eclissi; per Frilli ha dato alle stampe Era la Milano da bere (2016), Morte a San Siro (2017), Notturno metropolitano (2018), Milano rovente (2019), Milano e i pensieri oscuri (2020), Omicidi a Milano (2022). Per Divergenze ha pubblicato La scelta di Lazzaro (2020) e La seconda volta (2023). Suoi racconti sono presenti in varie antologie e siti letterari. Per Arkadia Editore ha pubblicato Qof (2024).

Fonte: omaggio dell’autore.