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Vito il gatto bionico di Claudia Fachinetti (Piemme, 2020) a cura di Elena Romanello

6 febbraio 2021

51umRT9Kn3L._SX334_BO1,204,203,200_I gatti sono tra gli animali più amati nel nostro Paese, e hanno trovato negli anni una vasta schiera di stimatori, di tutte le età. Le loro storie sono diventate quindi molto apprezzate ed è cresciuto in maniera esponenziale il loro numero, con vicende di pura fantasia ma anche basate su fatti reali.
Una di queste ultime è Vito il gatto bionico, di Claudia Fachinetti, grande amante degli animali d’affezione e non, e già autrice per Piemme di Ninna, il piccolo riccio dal grande cuore, un libro nato in collaborazione con l’illustratrice Linda Ronzoni e Silvia Gottardi, le due mamme umane del micio Vito.
Una storia vera, quindi,  quella su Vito, gatto dalle molte vite: è un gattino randagio in Sicilia, dove viene accolto da una coppia di trentini in vacanza, che lo portano con loro a casa. Poi, la morte della sua prima mamma umana lo porta a Milano, dove vive con Silvia e Linda, le sue due mamme umane, e diventa amico di Amelie, una piccola vicina, e del suo cagnolino Ragù. In parallelo, Vito spadroneggia nel quartiere con gli altri gatti, finché un grosso incidente lo immobilizza. Vito sembra spacciato, le sue zampe posteriori devono essere amputate e le sue possibilità di continuare a vivere sembrano nulle, perché è impossibile per un gatto vivere senza zampe posteriori. Per fortuna è circondato da persone che non si arrendono e trovano un veterinario che gli impianta due zampe bioniche, riportandolo man mano alla vita.
Una storia vera, toccante, rivolta negli intenti al pubblico più giovane ma in realtà per chiunque ami i gatti, impreziosita dai disegni di Linda Ronzoni e da un inserto con le vere foto di Vito durante le sue varie vite, micio rosso che ha potuto riprendere a vivere in mezzo a chi lo ama.
Chi vive con i gatti sa quanto sono speciali, e sa anche che tristemente purtroppo sono destinati a vivere meno di noi, e che quindi bisogna anche affrontare il lutto della loro scomparsa: per questo la storia di Vito è un inno alla speranza, a quello che si può fare oggi per allungare il tempo con cui i nostri adorati felini possono stare con noi, e un ribadire l’importanza che hanno nelle nostre vite sempre e comunque.
Il libro è completato inoltre da alcune schede con le storie di altri animali a cui sono stati impiantati arti bionici, un qualcosa che sembrava fantascienza ed invece oggi si può fare, per salvare Vito e non solo.
Vito il gatto bionico è un libro quindi per chiunque ami e divida la sua vita con i gatti, e merita di figurare in ogni biblioteca felinofila che si rispetti, magari con sopra o vicino un Vito casalingo che giri e annusi.

Claudia Fachinetti è giornalista e addetta stampa per l’editoria e per associazioni ed eventi animalisti. Il suo libro Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore, scritto insieme a Massimo Vacchetta e pubblicato dal Battello a Vapore, ha riscosso un immediato successo.

Linda Ronzoni, dopo aver avviato la sua carriera di graphic designer lavorando per diverse importanti agenzie e aver fondato alcuni studi di grafica e comunicazione, ora è direttrice creativa della Fondazione Il Lazzaretto. Si è diplomata alla scuola Holden, fa viaggi in bici in giro per il mondo, è mamma di Vito.

Silvia Gottardo, cresciuta a Riva del Garda, ha vinto il campionato italiano e quello inglese di pallacanestro. Ora non gioca più, ma si occupa del progetto Pink Basket, fa la commentatrice Tv, la ciclista e la mamma di Vito. Insieme a Linda cura la pagina Facebook “Vituzzo Superstar“.

Provenienza: omaggio dell’autrice che ringraziamo.

Guida ai narratori italiani del fantastico di Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo, Andrea Vaccaro (Odoya, 2018) a cura di Elena Romanello

30 gennaio 2021

fantastico_itaSpesso non si pensa all’Italia come ad una terra del fantastico, nel sentire comune si preferisce importare e non produrre, senza dimenticare la poca considerazione verso chi scrive fantascienza, fantasy e horror.
Questi però sono spesso luoghi comuni, il nostro Paese ha in fondo dato i natali a nomi fondamentali del genere, come Ariosto, Tasso, Basile, senza contare l’interesse crescente che c’è alle nostre latitudini, con eventi e iniziative editoriali e non. 
I tre studiosi ed esperti del genere  Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo e Andrea Vaccaro si sono cimentati per Odoya con una Guida ai narratori italiani del fantastico, parlando di chi, in Italia, dall’Ottocento ad oggi si è cimentato nei vari tipi di letteratura d’immaginazione, dal gotico al fiabesco, dal fantastico tout court al weird fino appunto ai contemporanei horror, fantascienza e fantasy.
Una guida organizzata in ordine alfabetico, dove si scoprono sorprese: Emilio Salgari, noto per le sue storie di pirati e corsari, scrisse anche fantascienza, abbastanza inquietante e distopico, Giacomo Leopardi si confrontò con la letteratura speculativa nelle Operette morali, Luigi Capuana praticò la corrente verista ma anche le fiabe, mentre Giovanni Verga non si occupò solo dei drammi del Sud ottocentesco, ma anche di storie gotiche. 
Tra i nomi presenti in questa esauriente guida non mancano ovviamente Dino Buzzati, Italo Calvino,  unico italiano a venire insignito con il prestigioso World Fantasy Award alla carriera e voci di oggi, come Valerio Evangelisti, Dario Tonani, Mariangela Cerrino, Licia Troisi, Barbara Baraldi, simbolo di un interesse che è evoluto e aumentato nel corso degli anni.
Il volume ospita anche alcuni box che approfondiscono singoli aspetti del fantastico di casa nostra, come il Premio Urania, una palestra per voci nuove e molto interessanti, l’apporto dato alla Scapigliatura ottocentesca al genere, i vampiri italiani, l’horror alle nostre latitudini e altro ancora. 
La Guida ai narratori italiani del fantastico si presenta come una guida fondamentale per capire generi e filoni e scoprire voci anche insolite, per chiunque si sia confrontato, per passione e lavoro, con mondi che non stancano mai di stupire e far evadere.

La città di ottone di S. A. Chakraborty, (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

30 gennaio 2021

10050530La collana Oscar Fantastica presenta il primo libro della Trilogia Daevabad, La città di ottone, che coniuga il fantasy con le atmosfere del mondo arabo. Quando si parla di cultura islamica si pensa subito ad altro, a cose ben più tristi del mondo di oggi, ma in realtà il mondo che va dal Nord Africa al Medio Oriente fino all’India ha prodotto cose incomparabili per l’immaginario fantastico, a cominciare da un capolavoro assoluto capace ancora oggi di appassionare come Le Mille e una Notte.
Siamo nell’Egitto della fine del XVIII secolo, diviso tra l’Impero ottomano e l’invasione dell’esercito napoleonico, con solo una vaga cognizione in molte persone di cosa era stato il passato glorioso di una civiltà che stava appunto per essere riscoperta.
Nahri vive nei bassifondi del Cairo, non ha mai creduto davvero nella magia, ma millanta poteri straordinari, legge le mani e sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar, una specie di esorcismo. In realtà Nahri, orfana da tanto, troppo tempo, è solo una truffatrice, che cerca di spillare soldi ai nobili ottomani o a nuovi arrivati dalla Francia, per campare in attesa di impossibili tempi migliori.
Un giorno Nahri fa uno di quegli incontri che cambiano la vita, incrociando la sua strada con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero e scoprendo che la magia in cui lei non crede in realtà è reale, e anche lei ne è parte.
Nahri fugge dal Cairo con Dara, su un tappeto volante, attraversando il deserto e scoprendo luoghi dove vivono creature che non pensava che esistessero, uccelli mostruosi, esseri di fuoco e altri, tra fiumi, oasi, città in rovina.
Alla fine del suo viaggio Nahri arriva a Daevabad,  la leggendaria città di ottone, in cui scopre il suo destino oltre che i poteri che la abitano. Ma Daevabad è abitata da sei tribù di jinn, da sempre in lotta tra di loro e l’arrivo della ragazza può scatenare una guerra che covava da secoli, proprio per quello che lei rappresenta.
La città di ottone, magico e ipnotico, presenta quindi una nuova strada per il fantasy, quella di pescare dal mondo medio orientale e dalle sue leggende, alcune note con il loro archetipi anche da noi, perché i jinn altri non sono che i geni, che abitano lampade e anelli, come in Aladino. La visione dei jinn è però molto può profonda, sono esseri temibili e affascinanti, nati nella cultura preislamica, e capaci di creare un immaginario che giunge fino a noi, reinventato, come nelle pagine del libro.
Nahri è un personaggio di eroina interessante, una ragazza con il chador che nasconde il suo vero potenziale, pronta ad emergere e a scoprire di essere qualcosa di ben diverso, in un nuovo archetipo di protagonista su cui sarà interessante tornare.
La città di ottone è un fantasy quindi originale, con nuove ambientazioni rispetto al Medio Evo europeo reinventato o a regni alternativi su modello di Tolkien, capace di dar voce ad una cultura altra e per molti nuovi, con echi delle Mille e una notte e delle storie d’avventura con cui nell’Ottocento si andò alla scoperta dell’Oriente. Una storia per chi ama le protagoniste forti e per chi è affascinato dall’Oriente e dai suoi miti, con un mondo di jinn crudeli e in lotta tra di loro che non hanno nulla da invidiare alle casate dei Sette Regni di Martin. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli.

Shannon A. Chakraborty è nata nel 1985 nel New Jersey e risiede nella zona dei Queens di New York con il marito e la figlia. Si è convertita all’Islam da adolescente ed è da sempre appassionata di Storia. Con la trilogia di Daevabad si è imposta all’attenzione e la saga è già stata opzionata da Netflix per fare una serie televisiva. Al momento sta lavorando ad un’altra storia ambientata nel XII secolo nell’Oceano indiano, incentrata su una piratessa in cerca di un misterioso tesoro. Il suo sito ufficiale è https://www.sachakraborty.com

Provenienza: libro del recensore.

La saga di Neapolis per Editrice La Torre a cura di Elena Romanello

25 gennaio 2021

neapolissmallLa Società Editrice La Torre, da tempo attiva a proporre testi relativi la cultura del fumetto, soprattutto quella legata a manga ed anime, ampia il suo raggio d’azione e d’interesse con due romanzi storici di ambientazione antica che raccontano una pagina poco nota e per questo molto interessante.
Marino Maiorino, casertano, astrofisico come lavoro e scrittore per diletto, ha studiato a Napoli prima di trasferirsi verso altri lidi, in Olanda prima e in Spagna poi, ha deciso di dedicare due libri alla storia della città a cui è legato per motivi universitari. Così sono nati Neapolis Il richiamo della Sirena, riproposto dalla Editrice La Torre, a cui si aggiunge il suo seguito, inedito, Neapolis I signori dei cavalli.
L’autore ci porta nell’epoca delle Guerre puniche che Roma combatté contro l’esercito cartaginese di Annibale, dove la Campania è tradizionalmente vista come lo scenario degli incerti ozi di Capua. In realtà, le cose non andarono proprio così, perché la città di Neapolis fu grande protagonista, in particolare quando  Hegeas, il comandante della cavalleria cittadina, affrontò i cartaginesi, nonostante la sconfitta di Canne fosse sulla bocca di tutti. Il romanzo parla proprio di questa resistenza, tra Storia e fantasia, raccontando come si tentò di impedire l’attracco delle navi puniche nel porto della città.
Negli ultimi anni la finzione storica scritta da autori e autrici di tutto il mondo è andata spesso a ripescare fatti lontanissimi, al confine con una leggenda fantasy: i due romanzi su Neapolis si mettono su questa strada, con risultati intriganti e appassionanti, per dare vita a vicende che molti ricordano vagamente dai libri di scuola.

Al via la collana I primi maestri del fantastico a cura di Elena Romanello

24 gennaio 2021

POSTRBA

Ultimamente, molti hanno abbandonato l’edicola come luogo dove cercare cose da leggere, si preferisce o andare on line o direttamente in libreria.
Ma c’è un’iniziativa che fa venire voglia di tornare dal giornalaio, come si faceva fino a qualche anno fa: la casa editrice RBA propone la collana I primi maestri del fantastico, una serie di volumi rilegati e con copertine con illustrazioni d’epoca, per ricordare che fantascienza, fantasy e horror non sono mode attuali, ma storie già raccontate e amate molto tempo fa.
In programma ci sono una sessantina di volumi, i primi due costano 2 euro e 99, dal 3 in poi il prezzo si assesterà su 11 euro e 99.
Il piano dell’opera, non ancora completo perché gli ultimi quindici titoli sono ancora da definire, comprende una serie di classici irrinunciabili non solo per chi ama i generi del fantastico. Si parte con La macchina del tempo di H. G. Wells, l’antesignano di tutti i viaggi in epoche diverse con i problemi che ne risultano, tra paradossi temporali e simili, da consigliare anche solo a tutti i fan di Doctor Who.
Il numero 2 è Frankenstein  di Mary Shelley, il primo romanzo di fantascienza di sempre, scritto da una donna, apologo contro la follia della scienza ma anche sul bisogno di essere amati da chi si viene messi al mondo. La terza uscita presenta la prima di varie raccolte previste di Edgar Allan Poe, con Il Gatto Nero e altri racconti del Mistero e dell’immaginazione, con una delle sue storie appunto più agghiaccianti e ben riuscita.
I volumi successivi non sono meno interessanti, con titoli quali La Guerra dei Mondi di Wells, la prima invasione aliena di sempre, l’imprescindibile storia di vampiri Dracula di Bram Stoker, l’antenato di Jurassic Park Il mondo perduto di Arthur Conan Doyle, l’iconico Il fantasma dell’opera di Gaston Leroux, oltre che ovviamente varie proposte di Lovecraft, come Le Montagne della Follia e Il Richiamo di Cthulhu.
Un modo per scoprire o riscoprire libri che hanno continuato ad ispirare la letteratura, il cinema, la serie televisive, i fumetti, i videogiochi fino ad oggi.
Il sito ufficiale della collana è sotto I maestri del fantastico.

La mia riscossa delle nerd di Elena Romanello

22 gennaio 2021

riscossaUna delle poche cose positive che mi ha aiutata in questo brutto periodo è stata ed è la scrittura, ed è per questo che sono contenta di annunciare che il 2021 inizia con l’uscita per NPE Edizioni del mio saggio La riscossa delle nerd, dedicata alla cultura del fantastico al femminile, infatti ha come sottotitolo La storia del girl power nell’era dell’intrattenimento.
Il libro nasce come risposta amichevole al simpaticissimo I nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti, uscito per Las Vegas edizioni, dove l’autore citava icone e storie, ma tralasciava il fandom otaku, quello legato a manga e anime, fondamentale per tantissimi e tantissime di noi, e l’apporto dato da noi donne agli universi del fantastico.
Conoscevo Edizioni NPE da tempo per l’ottimo lavoro di divulgazione che ha fatto sulla cultura legata ai fumetti e quindi sono onorata di far parte della loro squadra. Il libro tra l’altro è anche illustrato con varie immagini interne, che ho contribuito a cercare e rielaborare, facendo quindi un lavoro a tutto tondo di tipo editoriale.
Sono partita dall’idea che l’immaginario fantastico ha contribuito a scardinare gli stereotipi di genere e a creare nuovi modelli di protagonismo, creando poi anche un fandom al femminile creativo, influente e sempre più ampio. Questo è successo a me e tante altre bambine e ragazze, che abbiamo scoperto che c’erano mondi fantastici da scoprire e esplorare e protagoniste molto intriganti di cui seguire le avventure.
I personaggi di cui parlo sono tanti, di epoche diverse, da Alice nel paese delle meraviglie a Wonder Woman, da Ellen Ripley a Sailor Moon, da Lady Oscar a Scully, da Lamù a Buffy, da Leia a Clarice Sterling, da Xena a Daenerys, da Jolanda la figlia del corsaro nero di Salgari alla Doctor Who donna, senza dimenticare però le tante autrici del fantastico e chi sta cercando oggi una strada nei settori del fantastico partendo dalla propria passione e creatività. Per la cronaca mi metto dentro anch’io a questo giro, mi spiace solo non essermi data da fare anni prima.
In attesa che torni il mondo nerd nella vita reale, con fiere ed eventi, io propongo questo libro, che va ad aggiungersi agli altri due usciti nell’ultimo anno, la guida ad Once upon a time per Yume e quella per Game of  Thrones di Ultralit. Sto già lavorando a nuovi progetti, entro l’anno uscirà un saggio sulle streghe nell’immaginario fantastico sempre per Yume, sto proponendo in giro la mia Enciclopedia del fantasy e ho già cominciato a scrivere tre nuove cose, un saggio sulle serie TV di genere urban fantasy, uno sui serial di fantascienza e uno sulle donne guerriere. Tutte, ovviamente, cose da nerd.

Morte di una sirena di Thomas Rydhal e A. J. Kazinski (Neri Pozza, 2020) a cura di Elena Romanello

16 gennaio 2021

sirenasmallAnna è una delle tante ragazze che erano giunte a Copenhagen, la capitale della Danimarca, in cerca di un futuro migliore, insieme alla sorella Molly, ma come tante si è persa ed è finita con Molly a fare la prostituta, anche perché c’è la sua bambina, la Piccola Marie, di soli sei anni.
Tra i suoi clienti il più anomalo era quello strano aspirante scrittore, che non faceva niente con lei se non guardarla e tagliare delle bambole di carta, Hans Christian Andersen: ma in una sera del 1834 Anna viene portata in una casa lussuosa e uccisa: il suo corpo verrà recuperato nel canale dove si raccolgono tutti i rifiuti della città, simile a quello di una sirena, con le conchiglie nei capelli e la pelle color dell’acqua.
Molly non ha dubbi, è stato quello strano Andersen, e punta il dito su di lui, mentre altri fatti strani e delittuosi accadono in città: tutti sarebbero pronti a darle ragione, quell’aspirante scrittore è troppo strano per essere innocente, ma Andersen è protetto dall’influente signor Collin, che l’ha fatto studiare credendo in un talento che non è ancora emerso. Il questore, che non vedrebbe l’ora di vedere Andersen legato alla ruota e decapitato, gli dà tre giorni di tempo per trovare l’assassino.
Andersen troverà un’alleata inaspettata in Molly, che si convince della sua innocenza, e inizierà una caccia contro il tempo, mentre l’assassino è ancora attivo, in cerca di un modo per portare a termine un piano folle, un sogno senza senso, mentre man mano rimangono coinvolti altri personaggi, come un medico ebreo all’avanguardia nello sperimentare tecniche nuove, il suo bambino e lo scapestrato erede al trono, che dà scandalo con il suo comportamento libertino verso dame e popolane.
L’idea per il libro è venuta ai due autori partendo dal fatto che Andersen tenne per tutta la vita un diario, tranne che per un periodo del 1834: il risultato è un thriller insolito, a sfondo storico, con come grande protagonista sullo sfondo la città gelida e spietata di Copenhagen, ma dove emerge innanzitutto il celebre favolista.
Hans Christian Andersen, diverso in un mondo in cui non era accettato ma che poi seppe riconoscere un talento senza fine, diventò un cantore della diversità e dell’emarginazione, e nelle pagine del libro emerge una possibile fonte di ispirazione per le sue fiabe, ancora oggi toccanti e commoventi. Ci sono anche echi di un altro classico della letteratura, Frankenstein di Mary Shelley, in una ricerca senza speranza e spietata di una vita nuova e impossibile.
Morte di una sirena è un thriller insolito e appassionante, con vari colpi di scena e capovolgimenti di prospettiva, e un finale capace di stringere il cuore, proprio come le storie di Andersen, da La Sirenetta La piccola fiammiferaia.

Thomas Rydhal è uno dei più noti scrittori danesi. Tra le sue opere L’eremita, romanzo apparso in oltre 15 paesi, vincitore dello Harald Mogensen Award e del Glass Key, il premio per il miglior romanzo poliziesco scandinavo.
A. J. Kazinski è lo pseudonimo di Anders Rønnow Klarlund, autore, regista e sceneggiatore danese, e di Jacob Weinreich, scrittore danese. Tra le loro opere L’ultimo uomo buono, pubblicato in 26 paesi.

Provenienza: libro del recensore.

Le diecimila porte di January di Alix E. Harrow (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

16 gennaio 2021

978880472864HIG-333x480 (1)January Scaller vive fin da piccola sotto la tutela del facoltoso signor Locke, in un’antica dimora del Vermont, ai primi del Novecento. Suo padre lavora per il ricco Locke, girando per il mondo a raccogliere oggetti insoliti e preziosi, che già riempiono la casa dove vive January, una villa suggestiva ma piena di reperti e cose strane che inquietano e affascinano la ragazza.
Del resto, nel suo passato è successo qualcosa, oltre alla perdita prematura dell’amata mamma: a sette anni aveva trovato una porta, anzi la Porta, attraverso cui si accedeva a mondi altri, fantastici, diversi dal Vermont, e le era stato detto che era tutto un sogno, niente di reale.
Ma un giorno January trova uno strano libretto consumato, con su scritto LE DIECIM POR, e leggendolo scopre che quei mondi erano e sono reali, ci hanno vissuto persone forse molto vicine a lei: in parallelo suo padre si perde in uno dei suoi tanti viaggi, forse è morto, e forse no, e il signor Locke si dimostra di colpo molto diverso e molto pericoloso, e non è l’unico a minacciarla, perché lei ha in mano un potere che fa gola a molti, come suo padre e anche sua madre.
Con l’aiuto di un paio di amici fidati, January partirà per un viaggio, sul libro e non solo, in cerca di se stessa e della verità sui suoi genitori, prima che sia troppo tardi per tutti e tutto.
Spesso si sente dire come la letteratura di genere fantastico tenda a replicare se stessa, riproponendo intrecci noti e di maggiore successo, magari grazie ad un classico o al best-seller del momento, magari supportato al cinema o in televisione. Non è questo il caso di Le diecimila porte di January, con cui in Italia scopriamo una nuova voce del genere.
Certo, l’archetipo delle dimensioni parallele non è nuovo,  basti pensare ad un’altra protagonista femminile, Alice di Lewis Carroll, così come quello della caccia ad un tesoro, personificato qui da oggetti insoliti, ma tutto è raccontato comunque in maniera originale e nuova, e comunque non sono poi intrecci che erano stati così frequentati ultimamente, ed è bello ritrovarli.
Una quest è al centro di tutto, una ricerca di se stessi e di un mondo perduto, con antagonisti e amici, ambientata in un altro momento storico che non l’attuale, affascinante, dove non manca un riferimento alla realtà, e cioè come venivano trattate le persone che non si uniformavano al sistema, rinchiuse in un ospedale psichiatrico, in uno dei capitoli più angoscianti ma anche più riusciti della vicenda.
Le diecimila porte di January è un romanzo autoconclusivo, ma il mondo delle dimensioni parallele e delle Porte è talmente bello e intrigante che non sarebbe male se l’autrice decidesse, in un futuro, di raccontare altre storie ambientate tra questi viaggi dimensionali, in una specie di multiverso espanso. Per ora bisogna accontentarci dei viaggi di January, con in mano i compagni più fedeli, i libri, che da sempre aprono nuovi orizzonti, in una nuova loro celebrazione.

Alix E. Harrow è nata nel 1989 negli Stati Uniti ed è cresciuta nel Kentucky.  Si è laureata in Storia, conseguendo anche un master nella stessa disciplina, all’Università del Vermont. Ha iniziato scrivendo racconti, nominati per il Nebula Award, il World Fantasy Award e il Locus Award e nel 2019 ha vinto un premio Hugo per la sua storia, A Witch’s Guide to Escape: A Practical Compendium of Portal Fantasies.
Attualmente vive nel Kentucky con la sua famiglia e prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno ha insegnato Storia africana e afroamericana.
Oltre a Le diecimila porte di January ha pubblicato da poco il romanzo The once and future Witches, ambientato in un Ottocento alternativo, tra streghe e suffragette.

Provenienza: libro del recensore.

Thunderhead di Neal Shusterman (Oscar Fantastica, 2020) a cura di Elena Romanello

15 gennaio 2021

14296336Oscar Fantastica propone il secondo e atteso capitolo della saga di Falce di Neal Shusterman, Thunderhead, che riprende più o meno da dove si era concluso il primo. 
In un mondo di un futuro non si sa quanto remoto non esistono più fame, guerra e malattie, ma per tenere sotto controllo la popolazione ci sono le Falci, che decidono chi deve morire ogni anno. Tutto il resto, con ogni altro aspetto delle vite individuali,  è gestito dal Thunderhead, una potente intelligenza artificiale.
Le strade dei due protagonisti, Citra Terranova e Rowan Damisch, si sono divise dopo il comune apprendistato: Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando Mastro Lucifero, un giustiziere che mette fine alle vite delle Falci corrotte: infatti, come ha avuto modo di vedere, molti suoi compagni di ventura agiscono mossi non da un desiderio di ordine e giustizia, ma per vendetta, sadismo o pura voglia di uccidere. E se quelle Falci trovano Mastro Lucifero sulla loro strada non hanno certo vita lunga. 
Citra si chiama ora Madame Anastasia, ma è una Falce anomala, le sue spigolature sono guidate dalla compassione e dalla giustizia, e sfida l’ordine costituito, creando non pochi problemi e mettendo a repentaglio la sua stessa vita.
Alla vicenda si aggiunge un nuovo personaggio: Greyson Tolliver, un altro giovane, cresciuto con genitori ringiovaniti che hanno sempre avuto poco interesse per lui, da sempre grande ammiratore del Thunderhead, l’intelligenza artificiale quasi onnipotente, tanto da voler diventare un agente Nimbus e poter interagire con lui. Ma le cose andranno in maniera diversa, e Greyson si troverà bollato come Losco, uno di quegli individui non affidabili contro cui si scatena peggio una caccia alle streghe.
Ma forse Greyson è una pedina in mano al Thunderhead, a cui sono affidati gli stacchi della narrazione oltre che il titolo, sempre più una coscienza di una società spietata, che forse vuole o può cambiare tutte le cose.
Dopo un primo capitolo adrenalinico e efficace nel raccontare un futuro inquietante metafora però anche del presente, la saga delle Falci non delude, in un seguito non più affidato solo a Citra e Rowan e alla loro ricerca di giustizia, ma anche a nuovi personaggi, con un’intelligenza artificiale che non può non ricordare Hal 9000 di 2001: Odissea nello spazio.
Anche il secondo capitolo della trilogia di Falce ripresenta gli interrogativi del primo, su cosa è la giustizia, se ci sono vite meno degne di altre e soprattutto se esiste davvero un mondo perfetto, tra vari colpi di scena, con tre storie parallele più il Thunderhead come oracolo, fino al colpo di scena finale. Una conferma quindi per una storia intrigante, appassionante e capace di far pensare, in attesa della vera conclusione per un mondo a questo punto condannato.

Neal Shusterman è nato a New York nel 1962 ed è autore di libri per ragazzi e young adult di grande successi, ed è vincitore del National Book Award per Il viaggio di Caden. Tra le sue opere, oltre alla saga di Falce, ci sono anche DownsidersFull Tilt e Unwind La divisione. E’ anche autore di sceneggiature per il cinema e la televisione, oltre che di libri game, di racconti, saggi e novelizzazioni di serie TV come The X-Files.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Negli Oscar Draghi le storie di Lord Dunsany a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2020

dunsanysmallMolti pensano che il fantasy sia iniziato con Tolkien, uno dei suoi più importanti esponenti sempre e comunque, certo, ma la strada di questo genere era iniziata ben prima, con l’epica e la fiaba, ovviamente, ma anche con l’apporto di autori tra Sette e Ottocento.
Uno di questi era Lord Dunsany, vissuto tra il 1878 e il 1957, autore e drammaturgo irlandese, come il collega Oscar Wilde, capace di creare mondi fantastici che sono stati di ispirazione a vari dopo di lui.
La collana Oscar Draghi dedica all’opera di questo autore tutto da riscoprire il volume Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie, una raccolta di romanzi e racconti, alcuni usciti negli anni, ma ormai assenti da tempo dagli scaffali delle librerie.
Il mondo di Lord Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII Barone Dunsany è fatto di dei, reami fatati, foreste tenebrose, sogni, incubi, e fece scuola, tra gli altri ispirando anche un autore che sembrerebbe lontano da lui ma non lo è come Howard Phillips Lovecraft. Un autore molto originale e unico, che metteva insieme tante suggestioni, a cominciare da quella della cultura irlandese, da sempre legata al fantastico a doppia mandata.
Il libro comprende due raccolte di racconti, Il libro delle meraviglie e Demoni, uomini e dei, e altrettanti romanzi, La figlia del re degli elfi e La maledizione della veggente, ambientati in universi alternativi, in terre fantastiche in cui è bello perdersi e ritrovarsi. Il volume è arricchito da tavole che illustrano le storie, con un gusto vicino a quello dell’epoca vittoriana e edoardiana, quando visse lord Dunsany.
Il fantastico continua a ispirare storie e autori, ricordando l’adagio di Michael Ende, la fantasia non può avere confini, ma leggere i capostipiti di questo genere, sia per gli appassionati di tutte le età che per chi vuole capire di più successi e immaginari, è sempre una cosa molto interessante.

Il romanzo di Candy Candy per Kappalab a cura di Elena Romanello

23 dicembre 2020

candysmallQuarant’anni fa arrivava sulle reti italiane quello che è stato uno degli anime più amati da un’intera generazione: Candy Candy, di Yumiko Igarashi e Kyoko Mizuki, pseudonimo di  Keiko Nagita. Purtroppo, le limitazioni dovute alla pandemia con la cancellazione di vari eventi hanno impedito di organizzare quest’anno una serie di eventi per celebrare questo personaggio ispirato anche all’immaginario europeo, amatissimo e ricordato anche dai non otaku e al centro di un vero e proprio fenomeno di costume.
Va detto che Candy, dopo anni di repliche, è sparita dai nostri teleschermi a metà anni Novanta, a causa di una lite che ha contrapposto Yumiko Igarashi e Keiko Nagita, mai risolta. Per lo stesso motivo, il manga non è mai più stato pubblicato, a differenza di altri dello stesso periodo.
Per ovviare a questo e festeggiare i quarant’anni di questa importante protagonista dell’immaginario, Kappalab propone Candy Candy; il romanzo completo, edizione riveduta e allungata in un unico volume di due libri usciti in precedenza presso lo stesso editore.
Il libro è scritto in prima persona e ripercorre tutta la vicenda di Candy, dall’infanzia presso la gioiosa Casa di Pony, l’incontro con il Principe della Collina, lo sfortunato soggiorno dai Legan, l’incontro con Anthony e i due cugini Archie e Stair, il collegio inglese dove si innamora di Terence, la ricerca di una sua strada, fino alla conclusione. Certo, perché Keiko Nagita conclude una vicenda rimasta per tanto tempo con un punto interrogativo, facendo capire con chi la bionda protagonista è finita, una cosa che i fan aspettavano appunto da quarant’anni, almeno qui in Italia.
Il libro è completato da un intervento di Keiko Nagita che racconta come è nata Candy e come è arrivata a scrivere il libro e da una sua prefazione, in cui rievoca anche il premio Kodansha vinto con Yumiko Igarashi per il manga e il Golden Disc come autrice del testo della sigla della versione animata.
Un’occasione quindi per rivivere una storia ormai di culto, in attesa magari di un suo ritorno, molto difficile ma non impossibile, in anime o in manga.

Cheshire Crossing di Andy Weir e Sarah Andersen (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

18 dicembre 2020

978880472317HIG-340x480Ci sono storie e personaggi immortali, che continuano a ispirare nuovi autori e autrici, soprattutto quando i diritti ormai sono diventati di pubblico dominio: le prime tre ragazze alle prese con avventure nel fantastico, Alice, Dorothy e Wendy tornano con nuove avventure, raccontate sotto forma di fumetto, in Cheshire Crossing, scritto da Andy Weir e disegnato da Sarah Andersen.
Non è una novità assoluta, gli appassionati ricordano il decisamente adulto Lost Girls di Alan Moore: Cheshire Crossing è invece una storia decisamente più per tutti, senza subtext erotici, ma non per questo banale.
Sono passati alcuni anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno fatto i loro favolosi viaggi rispettivamente nel Paese delle Meraviglie, nel Mondo di Oz e sull’Isola che non c’è, tre esperienze che le hanno segnate e le hanno fatte crescere in maniera bizzarra e insolita. Ormai sono adolescenti e si incontrano nella scuola di Cheshire Crossing, dove sono le uniche allieve, e dove devono imparare a gestire  le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici.
Ma dopo che si è viaggiato ai confini della realtà non si può certo stare sedute ad un banco a studiare e il terzetto inizia ad attraversare le dimensioni, visitando anche i luoghi delle compagne, lasciando dietro un caos a non finire, e permettendo a due cattivi del calibro della malvagia Strega dell’Ovest e di Capitan Uncino di incontrarsi e allearsi.
Alice, Dorothy e Wendy devono far ricorso ai loro poteri e mettere insieme una squadra di alleati di tutto il multiverso delle loro storie, non dimenticando che i due antagonisti non sono il loro unico problema.
L’immaginario fantastico è sempre più un patrimonio condiviso e amato da più generazioni, con personaggi che vivono in universi contigui nelle biblioteche personali, nelle discussioni sui social, nei raduni in tema, non appena si potranno rifare, nelle maratone di letture e visioni. 
Cheshire Crossing, primo capitolo di una saga ancora in divenire, riflette questo carattere ampio delle storie fantastiche, con uno stile di disegno che mescola Oriente e Occidente, tavole in stile franco belga e occhioni manga, raccontando anche lì un mondo condiviso e senza confini.
Una storia per gli appassionati di ogni età di Alice, Dorothy e Wendy, che si chiedono da anni cosa è stato di loro dopo aver vissuto quelle meravigliose avventure.

Andy Weir (Davis, California, 1972) è cresciuto leggendo i classici della fantascienza. A quindici anni ha iniziato a lavorare come programmatore (tra l’altro, per il videogioco Warcraft 2) e dal 1992 si è dedicato anche alla scrittura, pubblicando le sue opere su internet. Nel 2011 è diventato celebre per il bestseller L’uomo di Marte, da cui Ridley Scott ha tratto il film Sopravvissuto – The Martian con Matt Damon. Nel 2017 è uscito Artemis – La prima città sulla Luna, di cui sono già stati acquistati i diritti cinematografici.

Sarah Andersen (New York, 1993) è illustratrice e fumettista. Laureata al Maryland Institute College of Art, è nota soprattutto per il webcomic Sarah’s Scribbles, basato in gran parte sulle vicissitudini sue, dei suoi amici e dei suoi animali. I tre libri che ha pubblicato sono tradotti in una quindicina di lingue e si sono aggiudicati per tre volte il Goodreads Choice Award.

Provenienza: libro del recensore.