Melania G. Mazzucco torna al romanzo storico e alle vicende legate all’arte con L’architettrice, storia della prima donna architetto della Storia: mentre di donne pittrici si è parlato e si continua a parlare diffusamente, di architette o architettrici no, e il libro è dedicato a sua madre, che ancora negli anni Cinquanta lasciò la facoltà di architettura perché era ritenuta poco femminile.
Il libro ci porta nella Roma del Seicento, per raccontare la vicenda poco nota di Plautilla Briccio, una figura rimasta perduta nei meandri del tempo, artista, pittrice e anche progettista di una villa sui colli. Tutto parte quando Giovanni Briccio, materassaio, pittore, musicista, attore e poeta, porta nel 1624 la sua figlia bambina Plautilla, che porta il nome della santa che soccorse san Paolo sulla strada del martirio, a vedere sulla spiaggia di Santa Severa una balena, un qualcosa che affascina la piccola spingendola a voler studiare cose nuove e a non accontentarsi di un destino prestabilito.
La ragazzina cresce in una Roma ricca di cantieri ma povera di risorse, in condizioni oggi inenarrabili come salute, igiene e degrado, ma nello stesso tempo da quel giorno lì sviluppa interesse per qualcosa al di sopra della sua condizione, per trovare un suo posto in un mondo che è spietato con i poveri, soprattutto poi se donne.
Plautilla vive in una Roma dominata da Bernini e Pietro da Cortona, pian piano affina il suo lavoro e la sua sensibilità artistica, rinunciando al percorso tradizionale delle donne, il matrimonio e la maternità, che è fatale per la sua amata sorella. Ad un certo punto incontra Elpidio Benedetti, un aspirante scrittore che è stato scelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino e grazie a lui vede aprirsi nuovi orizzonti, maggiori di quelli che aveva conosciuto il suo poliedrico ma sfortunato padre, progettando e costruendo una originale villa di delizie sopra Roma.
Il romanzo segue la vita di Plautilla in tutta la sua vita, grazie ad una ricostruzione minuziosa fatta dell’autrice, alla ricerca anche delle sue opere artistiche, con immagini fuori e dentro il testo che finalmente rendono onore al suo lavoro. In mezzo ci sono degli intermezzi nella villa costruita da Plautilla durante l’assedio di Roma nel 1849, quando il ricordo di lei, custodito su una targa, venne fuori.
L’architettrice racconta una storia artistica al femminile poco nota, mettendola dentro un’epoca fastosa, corrotta, spietata, inquietante, e appassionando ad ogni pagina, con uno stile evocativo, mai banale e pronto a rendere vivo un mondo remoto ma di cui ancora oggi a Roma ci sono i fasti. Un libro da leggere per chi ha a cuore l’apporto delle donne nelle arti, anche e soprattutto quello meno noto, ma anche per chi ama la Roma di oggi, dove si gira ancora nei vicoli e sotto i palazzi in cui Plautilla visse la sua silenziosa ma non certo da dimenticare vita.
Melania G. Mazzucco è autrice di Il bacio della Medusa (1996), La camera di Baltus (1998), Lei cosí amata (2000, sulla scrittrice Annemarie Schwarzenbach, Vita (2003, Premio Strega), Un giorno perfetto (2005), da cui Ferzan Ozpetek trae l’omonimo film. Al pittore veneziano Tintoretto dedica il romanzo La lunga attesa dell’angelo (2008, Premio Bagutta), la monumentale biografia Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (2009, Premio Comisso) e il docufilm Tintoretto. Un ribelle a Venezia (2019), da lei ideato e scritto per Sky Arte, distribuito in tutto il mondo. Nel gennaio 2011 riceve il Premio letterario Viareggio – Tobino come Autore dell’Anno. Per Einaudi ha inoltre pubblicato: Limbo (2012, Premio Bottari Lattes Grinzane, Premio Elsa Morante, Premio Giacomo Matteotti); Il bassotto e la Regina (2012, Premio Frignano Ragazzi 2013); Sei come sei (2013); Il museo del mondo (2014), in cui racconta 52 capolavori dell’arte; Io sono con te (2016, Libro dell’anno di Fahrenheit, Radio 3) e L’architettrice (2019). Ha scritto per il cinema, il teatro e la radio e collabora con la Repubblica.
Provenienza: libro preso in prestito presso le Biblioteche civiche torinesi.
La casa editrice indipendente Acheron Books, specializzata in letteratura fantastica di autori e autrici italiani delle ultime generazioni, presenta nel suo catalogo due libri che sono fin dal titolo tutto un programma: Zappa e Spada.
I due libri raccontano storie di un fantasy dissacrante, con come eroi furfanti, contadini, avventurieri senza molto onore, paladini messi decisamente male, fratacchioni che amano la bella vita, fattucchiere, alle prese con varie vicende, che in poche pagine sanno cogliere il fulcro della situazione.
L’anno scorso sono stati cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sulla Luna: già prima di allora il nostro satellite è stato protagonista di storie e di speculazioni più o meno fantastiche su quello che potrebbe succedere un domani lì, anche se da tempo è tutto fermo e la nuova spedizione nel giro di cinque anni è stata messa a rischio dalla pandemia.
Qualche tempo fa su Liberi di scrivere ho recensito l’interessante romanzo

Gian Piero Grandi, psicoterapeuta e psicologo, si occupa da tempo di lavorare con adolescenti e giovani adulti, e usa per le sue terapie il richiamo alla cultura pop dei fumetti e dell’immaginario nerd, che possono contenere spunti davvero interessanti per tutte le età.
Il fantasy continua a dimostrarsi uno dei generi di maggiore successo, le storie proposte sono tante, e una che spicca è senz’altro il poderoso e trascinante Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon, con richiami abbastanza ovvi all’opera di George R. R. Martin, soprattutto per la presenza dei draghi, i giochi di potere e l’importanza data ai personaggi femminili, ma soprattutto un ritorno alle storie al femminile e femministe come le raccontava la comunque grande dal punto di vista letterario Marion Zimmer Bradley.
I comics a stelle e strisce stanno vivendo da alcuni anni un momento di successo, grazie ai tanti adattamenti cinematografici che sono usciti, e che hanno riportato alla ribalta vari personaggi.
Le donne hanno avuto molta più difficoltà degli uomini ad affermarsi in ambito anche creativo, ma nonostante questo la Storia dell’arte presenta varie pittrici, anche se spesso non vengono studiate come i colleghi uomini.
Marcos y Marcos presenta in un’edizione speciale La Principessa Sposa di William Goldman, romanzo fantasy e fiabesco noto negli anni Ottanta con il titolo dell’omonimo film, La storia fantastica e capace di appassionare un’intera generazione affamata di avventure oltre la realtà.
Il nome di Astrid Lindgren, una delle più grandi scrittrici per ragazzi del Novecento, continua ad essere noto anche alle nuove generazioni, soprattutto grazie a quello che rimane il suo capolavoro, Pippi Calzelunghe, storia della prima eroina ragazzina anticonformista alle prese con l’avventura di vivere e crescere.























