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I testamenti di Margaret Atwood (Ponte alle Grazie, 2019) a cura di Elena Romanello

22 luglio 2020

i-testamenti-in-uscita-il-libro-di-atwood-maxw-814-e1572604688832-305x450A oltre trent’anni dal romanzo che la rese celebre, Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood è tornata nel terrificante e oppressivo mondo di Gilead,forte anche del successo del serial TV, con I testamenti, un seguito molto particolare e alternativo di quella che è e resta una delle più inquietanti e riuscite distopie della modernità.
L’autrice non riprende la vicenda del primo libro, ma crea altre voci che raccontino: non c’è più il personaggio di Offred del primo libro, ma altre donne, tre per l’esattezza, le cui testimonianze vengono raccolte usando l’espediente narrativo del manoscritto ritrovato, o meglio dell’archivio che secoli dopo ricostruisce questa oscura pagina di Storia attraverso le sue protagoniste, in un gioco di recupero di una memoria rimossa di un passato post apocalittico, a sua volta poi annientato da altri eventi.
L’autrice dà voce a zia Lydia, la crudele guardiana delle ancelle, raccontando il suo passato di donna moderna in carriera e come fu condizionata da un regime totalitario per diventare quello che era, ad Agnes, una bambina cresciuta in una delle famiglie disfunzionali di Gilead che racconta con la sua voce quello a cui assiste, e a Daisy, che vive in Canada, terra libera dove in tante ex ancelle si sono rifugiate ma da dove dovrà confrontarsi con un mondo sempre feroce e che sta entrando in crisi. Su tutte e tre aleggia il mito di Baby Nicole, la bambina scomparsa, figlia di Offred in un ‘altra vita, la cui identità viene ricostruita man mano insieme alla storia di un regime totalitario destinato poi a crollare non senza prima aver continuato a distruggere le vite delle donne.
Non sempre i seguiti sono facili, il confronto con il primo libro è inevitabile, tenendo conto anche del grande successo che il mondo di Gilead ha avuto grazie al serial, tra i migliori e più sconvolgenti e coinvolgenti degli ultimi anni. Ma non è un confronto che sminuisce, anzi, perché I testamenti, non un seguito tradizionale quanto una nuova cronaca di un universo che sconvolge e resta dentro, sa appassionare e coinvolgere come il primo libro, raccontando nuovi tasselli di un mosaico che si compone man mano attraverso chi l’ha vissuto, sia pure da diversi punti di vista.
Attraverso le tre voci di altrettante donne parti di una società che ha negato loro ogni diritto, non certo solo distopica,  ma tremendamente metaforica di certe realtà, l’autrice si conferma per la sue efficacia, la sua ironia e per come ha saputo arricchire una narrativa di genere che spesso viene sminuita come robetta, ma che in realtà dai suoi albori è capace di dare dei capolavori. Come Il racconto dell’ancella e come I testamenti.

Margaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Fra i suoi titoli più importanti ricordiamo: L’altra Grace (2008), L’altro inizio (2014), Per ultimo il cuore (2016), Il canto di Penelope (2018), tutti usciti per Ponte alle Grazie. Margaret Atwood vive a Toronto, in Canada.

Provenienza: libro preso in prestito nel circuito delle biblioteche SBAM della Regione Piemonte.

L’animale più pericoloso di Luca D’Andrea (Einaudi, 2020) a cura di Elena Romanello

17 luglio 2020

978880624527HIGIl thriller è stato definito da un’esperta come Alicia Gimenez Bartlett come il genere che meglio racconta la società di oggi con tutte le sue contraddizioni, e si ricevono in continuazione conferme di questo, come capita nelle pagine della nuova fatica di Luca D’Andrea, già apparsa a puntate su La Repubblica la scorsa estate.
Ci ritroviamo in Alto Adige, luogo dove l’autore ha già ambientato le sue storie e che conosce bene perché ci vive, dove si incontrano una natura ancora selvaggia, interessi vari leciti e illeciti, abitanti e turismo, in un mix che spesso crea problemi. Su quei monti vive Dora Holler, tredici anni, che da qualche tempo ha abbracciato le idee ecologiste, prendendo come modelli Greta Thunberg ma soprattutto Diane Fossey. I suoi interessi e le sue battaglie però spesso non  vengono capite, a scuola, dove è vista come stramba, ma anche in casa, e dopo un litigio con suo padre per una questione per lei importante, la ragazzina scappa di casa.
Il suo scopo è salvare il nido di una lince, tutto è stato pianificato, ma non è sola, con lei c’è Gert, un attivista che condivide i suoi interessi e le sue passioni, conosciuto on line, e che crede essere suo coetaneo. Purtroppo Gert le ha mentito, non tanto sul suo impegno ambientalista, che c’è, ma sulla sua età, molto più adulta del previsto, e su altre cose sue non proprio raccomandabili, come un omicidio che ha commesso. La fuga dei due, dove Dora capisce presto di essere in pericolo, diventa un incubo, parte di un disegno criminale con dietro persone senza scrupoli, ben peggiori di Gert, che cercano giovanissime per scopi ignobili.
Dietro a Dora si lanciano volontari armati, spesso teste calde, mentre sono in gioco vari interessi, ma per salvarla ci vuole qualcuno che ha già conosciuto orrori simili, il capitano Viktor Martini, che a Roma, in un’altra vita, ha catturato lo Squartatore del Testaccio, un fatto che l’ha cambiato per sempre.
Un thriller teso, dove le montagne dell’Alto Adige sono ancora più inquietanti dei bassifondi delle città, con un’alternanza di punti di vista tra Dora, un personaggio interessante e insolito, e soprattutto molto attuale come modello per i giovanissimi di oggi, Martini e i suoi che le danno la caccia, il passato del poliziotto con la sua prima famosa caccia all’uomo, e chi minaccia la ragazzina, emblema delle varie forme di male che ci sono oggi, mai inventate e tristemente reali.
L’animale più pericoloso è ovviamente l’uomo (e anche certe donne non scherzano, come si scopre nel libro), in una storia in cui le tematiche ecologiste non sono comunque strumentalizzate e cavalcate, e dove si compie un viaggio negli abissi dell’animo umano, ma anche in quello che può salvare i propri simili e tutto il resto del mondo, in quello che può e deve essere salvato e valorizzato.

Luca D’Andrea è nato a Bolzano, dove lavora come insegnate precario d’italiano nella scuola media. Per Einaudi ha pubblicato nel 2016 La sostanza del male, il suo primo thriller, che diventerà una serie Tv internazionale, e nel 2017 Lissy. Nel 2019 esce Il respiro del sangue (Einaudi), che precede l’ultimo suo lavoro, L’animale più pericoloso.

Provenienza: libro preso in prestito nelle Biblioteche del circuito SBAM.

Lucca Comics and Games 2020 si farà a cura di Elena Romanello

17 luglio 2020

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Dopo cancellazioni, defezioni, notizie contrastanti e non incoraggianti, è arrivato un annuncio che in molti aspettavano, non con qualche timore: Lucca Comics and Games 2020 si farà, come previsto, dal 29 ottobre al 1 novembre.
Certo, sarà un’edizione diversa, con vari cambiamenti e il programma si articolerà su quattro pilastri e modalità, per salvaguardare cultura, intrattenimento e sicurezza.
Il centro storico sarà il cuore degli eventi, con alcuni luoghi scelti, nei palazzi storici più belli, e con l’accesso possibile solo con il biglietto. Massimo spazio al mondo digitale, per offrire appuntamenti unici anche a chi è lontano, con eventi in diretta e on demand, attività su prenotazione con pacchetti premium, anteprime e proiezioni, con contenuti sviluppati ad hoc provenienti anche dalla community,  la vera protagonista di tutte le azioni messe in campo.
Si consoliderà la partnership con la RAI, in particolare con la RADIO 2 Radio Ufficiale, per supportare l’evento, in un momento in cui il sostegno per la ripartenza delle manifestazioni culturali diventa un vero e proprio impegno del servizio pubblico. In parallelo il festival si diffonderà sul territorio nazionale, coinvolgendo i principali negozi specializzati in fumetti, giochi e narrativa del fantastico. Per entrare a far parte di questa rete, occorre compilare un questionario all’indirizzo www.luccacomicsandgames.com/campfire.
Comincia comunque il conto alla rovescia per Lucca Comics, a fine mese si sapranno le prime anticipazioni sul programma e sulle prime adesioni di fumetterie, mentre a settembre si apriranno le biglietterie.

Carne mangia carne, il nuovo thriller di Andrea Monticone a cura di Elena Romanello

11 luglio 2020

carneIl lockdown o confinamento che si è vissuto negli scorsi mesi sta già ispirando e ispirerà numerose storie, diari e riflessioni, una delle prime è uscita per Buendia Books nella collana Fiaschette ed è un thriller, Carne mangia carne, di Andrea Monticone.
L’autore ritorna ad un suo personaggio, il colonnello dei carabinieri Gabriele Sodano, che si trova a dover cercare un’altra verità, non legata al coronavirus e agli arresti domiciliari forzati per tutta la popolazione, secondo il principio che il thriller è oggi il genere che sa raccontare meglio la contemporaneità e i suoi problemi, violenza sulle donne, razzismo, discriminazioni, criminalità organizzata, disagio, droga e altro ancora.
Torino è deserta, nelle pagine di Carne mangia carne, non c’è nessuno in  giro, se non fuori dai supermercati e dalle farmacie, ma la criminalità non dorme, anzi, il malaffare è cresciuto durante il confinamento e non nella finzione: Gabriele Sodano si trova a dover fare i conti con due omicidi efferati, una ragazza fatta a pezzi e un pensionato a cui hanno strappato il cuore, letteralmente.
L’indagine porterà il militare a dover affrontare un’associazione spietata che ha trovato spazio in Italia, soprattutto a Torino, la mafia nigeriana, che ha iniziato ad occuparsi di sfruttamento della prostituzione ampliando poi i suoi interessi altrove, distinguendosi per rituali tribali sanguinari che accompagnano la violenza solita.
Carne mangia carne mescola quindi due fatti attuali, uno che influenzato le vite non solo degli italiani in questi ultimi mesi, e l’altro di cui si tende a parlare poco, ma che ogni tanto esplode lasciando atterriti e attoniti.
Una conferma per il talento di Andrea Monticone, che il crimine lo conosce in prima fila per il suo lavoro da cronista e come caporedattore di CronacaQui, una storia tesa che racconta una pagina già di Storia e atti che continuano a succedere, che spesso si rimuovono ma che sono indice di un malessere enorme che non va sottovalutato.

Estate al Parco del Fantastico del Mufant di Torino a cura di Elena Romanello

11 luglio 2020

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In vista del festival dedicato al fantastico visto in tutte le sue forme, libri in tema, Loving the alien, previsto dal 18 al 20 settembre, il Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza di Torino in via Reiss Romoli 49 bis presenta un’Estate al Parco del fantastico, con incontri, presentazioni, passeggiate letterarie, momenti musicali, laboratori creativi con artisti per famiglie, performance artistiche, attività di giardinaggio e garden design partecipato.
Gli appuntamenti sono organizzati su tre aree tematiche: i Green Days, gli X Days, i Fantalab e Fantanight e prevedono varie giornate dedicate.
I Green Days parlano di ambiente, verde e riqualificazione urbana, con incontri con architetti del paesaggio, esperti di fantascienza ambientale, scrittori di letteratura fantastica, flash mob e laboratori, e si svolgeranno di sabato dalle 16 alle 19. Gli X Days sono dedicati all’identità di genere e all’inclusione sociale, in vista della mostra su Sailor Moon, icona GLBTQ, che verrà inaugurata durante Loving the alien, e vedranno in scena incontri con collezionisti e fumettisti esperti di manga, inaugurazione di nuove opere del Parco, performance artistiche, reading, incontri con esperti. Si svolgeranno per tre sabati, dalle 16 alle 19.
I Fantalab, di giovedì dalle 15 e 30 alle 19, sono rivolti alle famiglie, e partono dal Parco e dalle sue statue per reinterpretarle in maniera artistica con un laboratorio in tema: sono condotti dall’artista Stefano Fiorina, che ha già realizzato nel quartiere Torpignattara di Roma un progetto sull’eroe.
Le Fantanight, con come sotto titolo Trame di Clorofilla dal terzo millenio nel Parco del Fantastico vedranno lo spazio fuori dal Museo, ormai Parco urbano, animarsi per tre serate con voci, suoni e immagini, il tutto curato dal duo artistico Fannidada. In particolare ci saranno letture di brani di autori e autrici come  J.G. Ballard, Ursula K. Le Guin e P. K. Dick, videoproiezioni e musica, il 24 e 31 luglio e il 7 agosto, tre venerdì, dalle 21 alle 23.
Il programma completo, con anche le norme di sicurezza da seguire, è nel sito ufficiale del Mufant , con anche le norme di sicurezza da seguire. Tra i vari eventi, da segnalare sabato 11 luglio la presentazione del romanzo di fantascienza EVE di Giovanni Torchia, il 26 luglio incontro con Pupi Oggiano e Gabriele Farina su La paura trema contro e con Alessandro del Gaudio e il suo Metallo d’ombra, il 29 agosto inaugurazione della statua di Wonder Woman e il 5 e 12 settembre incontri su Sailor Moon e sull’identità di genere.
La manifestazione vuole proporsi ad un pubblico di prossimità ma anche come nuova attrattiva turistica per Torino ed è pensata per diventare un appuntamento costante, così come Loving the alien, per sancire la creazione di un nuovo polo culturale e artistico in periferia, legato a un mondo amato da più generazioni come l’immaginario fantastico.

Che futuro per le fiere del fumetto? a cura di Elena Romanello

29 giugno 2020

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Tra i tanti eventi che sono saltati a causa delle misure di contenimento del Coronavirus, ci sono le fiere del fumetto, una realtà di cui si parla poco ma che significano lavoro, cultura, promozione sociale: tra le vittime illustri si segnalano Napoli Comicon, rinviata due volte e poi cancellato, forse se ne parlerà a dicembre, Romics, rinviata all’anno prossimo, Riminicomix, con lo stesso destino, il Festival dell’Unicorno a Vinci, stesso problema, Torino Comics, che forse tornerà a fine anno, mentre resta in forse Lucca Comics & Games il week-end di Ognissanti, anche se alcune aperture verso i festival della Regione Toscana fanno ben sperare.
Del resto è un problema non solo italiano, in Francia è saltato il Japan Expo di Parigi, in Giappone il Comiketto, negli Stati Uniti il San Diego Comicon che si svolgerà on line a partire dal 22 luglio, un po’ come ha fatto il Salone del libro di Torino.
I festival del fumetto italiani si sono uniti per scrivere al governo e sollecitare misure urgenti per un settore in sofferenza e che non va assolutamente considerato di serie B. Hanno aderito all’appello festival di varia grandezza e importanza, come ARF! Festival (Roma), Be Comics! (Padova), B-Geek (Bari), BilBOlBul (Bologna), Cesena Comics & Stories, COMICON (Napoli), Etna Comics (Catania), Lanciano nel Fumetto, Le Strade del Paesaggio (Cosenza), Lucca Comics & Games, Lucca Collezionando, Mostra Mercato del Fumetto ANAFI (Reggio Emilia), Palermo Comic Convention, Pescara Comix & Games, Rapalloonia! Mostra Internazionale dei Cartoonists (Rapallo), Riminicomix, San Beach Comix (San Benedetto del Tronto), TCBF Treviso Comic Book Festival, Teramo Comix, Tiferno Comics (Città di Castello), Torino Comics, Varchi Comics (Montevarchi), Venezia Comics.
Nell’appello i festival hanno ricordato alcune cose importanti, innanzitutto l’impatto sul territorio e il loro essere un importante volano economico, con un indotto di oltre trecento milioni di euro, che rischia di essere perso del tutto. Ma il fumetto non è solo vil denaro, e i promotori della manifestazione hanno ricordato: Quando si parla di fumetto si parla di cultura e si parla anche di editoria, industria, imprenditoria, artigianalità, creatività, professionalità, filiera. I più importanti festival dedicati alla nona arte uniscono oggi le loro forze con l’obiettivo di far riconoscere il valore culturale dei fumetti e di tutto il mondo che vi gravita attorno, per promuovere il linguaggio fumettistico e stabilire un dialogo duraturo e proficuo con le istituzioni.
Il tutto senza contare l’occasione di incontro, importantissima in un momento in cui la solitudine può diventare un vero dramma, soprattutto per giovani e giovanissimi.  Ma è davvero tutto perduto?
Appunto, si attendono notizie per Lucca Comics, ma il 12 e 13 settembre prossimo è stata annunciata  Alecomics ad Alessandra, e lo stesso week-end dovrebbe svolgersi anche la fiera a Busto Arsizio rimandata da Milano. Da settembre dovrebbero ricominciare anche le fiere mercato del fumetto organizzate dalla Kolosseo di Bologna e il primo week-end di ottobre dovrebbe tornare Cartoomics alla fiera di Rho alle porte di Milano.
A questo punto non resta che incrociare le dita e aspettare di potersi ritrovare tra appassionati e professionisti in quelli che sono da vari anni ormai luoghi magici e indimenticabili.

Ritorna a Torino Il Libro ritrovato a cura di Elena Romanello

29 giugno 2020

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Sembra passato un secolo: il 2020 iniziava con la scomparsa, ogni prima domenica del mese, del tradizionale mercatino tematico Il Libro ritrovato in piazza Carlo Felice a Torino, scomparso vittima della burocrazia.
Ma durante i lunghi mesi del confinamento le cose non si sono fermate, anche perché sarebbe stato assurdo privare i torinesi e non solo loro di un evento prestigioso e amato, che attira appunto persone anche da fuori città, sia tra i visitatori che tra gli espositori, e che permette di trovare libri, fumetti, locandine, DVD, cd e molto altro a prezzi per tutte le tasche, proponendo materiale per tutti i gusti.
L’associazione culturale Casa Malta (https://www.casamalta.it), con già una lunga esperienza in eventi sul libro, sull’antiquariato e di promozione sociale, si è aggiudicata il bando per l’organizzazione della manifestazione, e da domenica 5 luglio piazza Carlo Felice e il tratto di via Roma adiacente tornerà ad animarsi di bancarelle colorate con mille proposte per gli amanti dei libri di ogni età.
Al Libro ritrovato possono partecipare ambulanti, commercianti in sede fissa, liberi professionisti attinenti al settore e hobbisti che trattino libri antichi e usati, stampe, fumetti, filatelia, numismatica, collezionismo e tutto ciò che concerne il mondo della carta. Un mondo fantastico che è bene ritrovare di nuovo, soprattutto dopo quello che è successo negli ultimi mesi.
L’appuntamento è quindi per domenica prossima, con ingresso libero e l’invito a seguire eventuali misure di sicurezza.

Addio a Carlos Ruiz Zafon a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

104830233_3482664751763096_6731090216067363212_oLa notizia è arrivata come un fulmine in un cielo finalmente sereno dopo giorni di pioggia, improvvisa e imprevista: è morto a Los Angeles, dove viveva per sei mesi all’anno collaborando con l’industria del cinema di Hollywood, Carlos Ruiz Zafon. Aveva 55 anni e da tempo era malato di cancro, un segreto per molti, che avevano continuato a seguirlo negli anni, con le sue prove letterarie amate in tutto il mondo, voce della nuova letteratura spagnola, tra le più interessanti e creative degli ultimi anni.
Carlos Ruiz Zafon era nato in quella Barcellona che lui ha reso famosa e immortale con L’ombra del vento nel 1964 e aveva iniziato la sua carriera letteraria all’inizio degli anni Novanta come autore di libri per ragazzi, usciti in molti Paesi, come l’Italia, quando ormai era famoso. Erano romanzi di genere fantastico, molto originali, che già mostravano il suo talento, come Marina, Il Palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre  e Il principe della nebbia. Aveva lavorato anche come critico culturale per i giornali El Pais e La Vanguardia e da tempo faceva anche lo sceneggiatore.
L’ombra del vento uscì in sordina nel 2001 e diventò famoso grazie al passa parola, diventando uno dei libri più letti, tradotti ed amati degli ultimi decenni, ed entrando nei 100 migliori libri spagnoli dagli anni Ottanta ad oggi. Grazie a questa epopea di un ragazzino di Barcellona, figlio di un libraio specializzato in edizioni per collezionisti e volumi usati e in cerca del misterioso cimitero dei libri della sua città città Carlos Ruiz Zafon era diventato lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes, tradotto in 40 lingue e capace di reinventare il grande romanzo ottocentesco in chiave contemporanea.
Il mondo de L’ombra del vento era tornato ne Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo Il labirinto degli spiriti, a costruire una saga tra Storia e realismo fantastico, gotico e fantasy, che aveva conquistato il pubblico di tutto il mondo e di più generazioni. L’anno scorso lo scrittore era stato ospite di Pordenonelegge, dove aveva annunciato che non sarebbe più tornato nel mondo del cimitero dei libri di Barcellona e che era pronto per scrivere qualcos’altro. Un qualcosa che purtroppo non è mai arrivato.
Un autore che ha fatto scoprire mondi fantastici e nuovi, che ha raccontato storie avvincenti, che ha unito tante persone di fronte ai suoi libri, che ha fatto insomma cosa fa la grande letteratura, e che mancherà a tutti coloro che si sono persi a cercare il Cimitero dei Libri dimenticati e che sono andati a Barcellona per trovare quel posto, e che continueranno a farlo, d’ora in poi, come si va a Londra a cercare i luoghi di Dickens o a Parigi sulle tracce di Hugo e Dumas. Ed è giusto ricordare una frase sui libri del suo romanzo: Ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.. Come sarà per sempre con i suoi libri.

Per sempre di Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Tunué, 2020) a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

per_sempre_cover_HR_rgb-600x853L’adolescente Viola parte con la sua famiglia per una nuova vacanza, diversa dalle solite, in un villaggio turistico lontano da casa, in un borgo marino incantato, dove troverà le sue amiche di sempre e un ragazzo di cui si è invaghita a scuola.
In realtà le cose andranno in maniera diversa, salterà il posto nel villaggio turistico vicino alle amiche sostituito da una casa nel centro storico, Nei caldi pomeriggi d’estate Viola, durante la controra, il momento in cui tutti riposano, inizierà ad esplorare il mondo nuovo intorno a lei, diverso dalla vivacità del villaggio turistico che si aspettava, scoprendo nuove realtà e conoscendo nuove persone, come Ireneo, un ragazzo del posto che lavora al restauro della sua barca e che deve scontrarsi con un mondo in cui avrebbe voluto fare il pescatore e invece deve studiare all’alberghiero per impegnarsi nel crescente e a volte devastante turismo della sua zona.
Viola incontrerà anche due donne non più giovanissime che vivono insieme la loro ultima vacanza, momento finale di un grande amore destinato a finire per una malattia e la scelta conseguente di una delle due di andarsene quando e come vuole lei, cominciando a farsi domande e scoprendo nuovi modi di vivere e di essere, oltre quello soffocante della sua famiglia e delle sue amiche, come Valeria, che sta con un ragazzo all’apparenza perfetto ma che  in realtà è un violento.
Niente sarà più lo stesso dopo un’estate in cui Viola scoprirà amore, morte, realtà della vita tra gioie e dolori e la forza comunque del poter cambiare.
Non è la prima volta che si racconta, anche nei fumetti, l’adolescenza e il primo amore, il rischio è sempre quello di essere banali, melensi e scontati, ma non è questo il caso di Per sempre, una storia in cui Viola capirà che l’amore non è né deve essere un sentimento esclusivo in nome del quale si annulla tutto ma una forza capace di liberarti e di aprirti al mondo, mentre ti mette in contatto con la parte più profonda e autentica di te.
Dopo aver raccontato in Cattive ragazze le donne ribelli della Storia Assia Petricelli e Sergio Riccardi scelgono questa volta di confrontarsi con una ragazza all’apparenza qualunque, parlando di argomenti attuali come le aspirazioni, i cambiamenti sociali, le nuove e vecchie famiglie, le violenza domestiche, il ruolo della donna, l’eutanasia, con delicatezza e efficacia, raccontando una storia che fa sorridere e commuovere, mai banale e sui cui riflettere.
Per sempre è senz’altro una lettura per adolescenti, perché nelle sue pagine e nei suoi disegni ad acquerello troveranno spunti a cui appassionarsi, ma è da prendere in mano anche se si è più grandi, perché questa è una storia che fa bene a qualsiasi età, se si è state Viola, se ci si riconosce in Viola, se si avrebbe voluto essere come Viola.

Assia Petricelli è nata e vive a Napoli. Ha realizzato documentari storici, prodotti editoriali e audiovisivi didattici in collaborazione con Rai, Ministero dei beni e delle attività culturali e altri soggetti pubblici e privati, occupandosi in particolare di storia contemporanea, arte e archeologia, questioni di genere. Ha scritto sceneggiature di fumetti per Il Manifesto, Animals, Jacobin. Cattive ragazze, il suo primo graphic novel, disegnato da Sergio Riccardi, ha vinto il Premio Andersen nel 2014.
Sergio Riccardi è nato a Napoli nel 1981 e, dopo esperienze come scenografo per il cinema e la televisione, si dedica al fumetto, all’illustrazione e all’animazione. Con Assia Petricelli è autore di Cattive ragazze, che ha vinto il premio Andersen 2014 nella categoria “miglior libro a fumetti”. Ha illustrato inoltre Salvo e le mafie, scritto da Riccardo Guido, che ha vinto il Premio Siani 2014 nella sezione “fumetto”. Insegna Tecniche di Animazione Digitale presso lo Ied Roma, lo Iudav e altre istituzioni.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La nuova edizione di Artemis Fowl per Mondadori Ragazzi a cura di Elena Romanello

14 giugno 2020

artemis-fowl-romanzo-copertina-nuova-edizione-mondadoriNel 2002 usciva il primo romanzo della serie per ragazzi Artemis Fowl dell’autore irlandese Eoin Colfer, presentato come l’anti Harry Potter, in realtà una bella storia fantastica avvincente e ricca di umorismo, una prova di un autore originale che colpisce.
Dal 13 giugno la piattaforma Disney + presente in streaming il film diretto da Kenneth Branagh ispirato al primo libro della saga, un film non fortunato, annunciato al cinema per Natale scorso, poi rinviato in primavera, poi sospeso causa chiusura delle sale per l’emergenza Covid19 e dirottato on line.
Un film che dalle prime reazioni non convince fino in fondo gli spettatori, malgrado la reputazione del regista e un cast stellare dove il giovanissimo Ferdia Shaw è affiancato da nomi come Judi Dench, Josh Gad, Nonso Anonzie e Colin Farrell, e con una realizzazione tecnica di tutto rispetto, tra effetti speciali e atmosfere. Forse l’attesa è stata troppa, forse le aspettative troppo elevate, forse l’adattamento è troppo distante dal libro.
Forse è il caso di dire allora comunque Meglio il libro e riprendere in mano il romanzo fatto uscire di nuovo da Mondadori Ragazzi in una nuova edizione, in cui si rivivono le avventure di Artemis Fowl, dodicenne con un quoziente intellettivo fuori da ogni classificazione, con non molti scrupoli, che per rimpinguare il patrimonio di famiglia e ritrovare il padre, decide di impadronirsi dell’oro del Piccolo Popolo, sì proprio le fate, i troll, i folletti e le altre creature delle storie fantastiche.
Gli ostacoli su questa strada sono però tanti, visto che bisogna rapire il capitano della  Libera Eroica Polizia, una fata, e poi fare i conti con ogni sorta di creatura, da elfi armati a troll sanguinari, rischiando anche di scatenare una guerra interspecie. Un libro tutto da leggere o rileggere, per ragazzi e non solo, magari dando poi anche una possibilità al film.
Una storia avvincente, primo capitolo di una saga che ha riletto archetipi del fantastico in chiave moderna, con un’ottica nuova tra avventura e fiabesco.

Nasce Mendel Edizioni, a cura di Elena Romanello

13 giugno 2020

LogoIl momento non è certo dei più rosei per i libri e l’editoria, i dati dei primi mesi del 2020 sono a tratti sconfortanti, ma nonostante questo c’è chi ha ancora voglia di investire in questi universi: dopo le Edizioni Euridice si registra la nascita di un’altra realtà, la Mendel Edizioni, un progetto editoriale indipendente e artigianale che mira a proporre una nuova economia del libro aperta, sostenibile e inclusiva guardando al pluralismo e al mondo di oggi.
Mendel nasce come marchio editoriale autonomo di Editore XY.IT, casa editrice guidata da Virginia Martelli e da tempo specializzata nell’editoria scientifica e accademica. La direzione editoriale è di Alessio Pia, già collaboratore dell’Agenzia Letteraria Kalama per i diritti esteri e consulente per iniziative e start-up editoriali in Croazia, Germania, Messico, Regno Unito, Romania e Ungheria. Il progetto grafico sarà curato da Juan Fernando Mercerón, vincitore del Premio Latinoamericano per il design editoriale dalla fondazione del libro di Buenos Aires, dell’Applied Arts Magazine Award di Toronto e tra i premiati alla cerimonia 2018 della Schönste bücher aus aller Welt, I libri più belli del mondo.
Si parte in autunno con Los niños dell’autrice colombiana Carolina Sanín e Vater Unser della scrittrice austriaca Angela Lehner: due voci da due parti diverse del mondo, con cui Mendel edizioni scommette sui suoi valori, la traduzione, il dialogo culturale, la valorizzazione di culture e letterature periferiche e scarsamente presenti nel panorama editoriale di oggi, guardando a comunità spesso considerate silenti e confrontandosi con quegli autori che, slegati dalle tendenze di mercato, siano capaci di uno sguardo incisivo sul mondo di oggi e su un’umanità autentica.
La casa editrice è dislocata in tre Paesi e due continenti diversi e lavorerà su una piattaforma virtuale aperta e accessibile a un gruppo di lettori, librai, blogger ed editori che potranno confrontarsi  con la redazione e gli autori, scoprire il loro lavoro, visionare in anteprima le uscite e scambiarsi punti di vista ed esperienze.
Mendel edizioni vuole puntare sulla fiducia, la solidarietà,la bibliodiversità, mirando a un sistema più razionale per i resi e sulle possibile alternative ai circuiti distributivi tradizionali e al sistema tropo bulimico di produzione attuale, guardando ad un modello basato sull’ascolto, la ricerca letteraria, la cooperazione e l’innovazione.
Il suo nome è ispirato al protagonista del romanzo Buchmendel di Stefan Zweig, il logo alla sedia Thonet n. 14, e Mendel invita all’osservazione del mondo come fonte di cambiamento,  per essere mediatore tra chi le storie le racconta e chi di storie non riesce a farne a meno.

Le Black Holes di Borja Gonzales (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

10 giugno 2020

foto-generiche-88638Il rapporto tra le donne, in particolare le ragazze, e l’arte rivive in maniera insolita e bizzarra nella graphic novel Le Black Holes di Borja Gonzales, che racconta in toni scarni ma non privi di efficacia due storie in parallelo, unite da alcuni elementi, oltre che dal tema di fondo legato a storie anticonformiste, come una farfalla e un lago..

Tutto parte da questa frase, che rispecchia in pieno lo spirito delle protagoniste della storia: Avevo l’impressione di non trovarmi dove dovevo stare. Come se tutto fosse troppo veloce e io restassi indietro. O forse il contrario. Ma ora non ha più importanza.⁣ Si parla infatti di donne e arte, ma anche di donne ribelli, in situazioni diverse, certo, ma speculari, perché in ogni epoca c’è sempre qualcuno, soprattutto donna o ragazza, che non si trova a suo agio, per un qualcosa di tangibile o di più psicologico.

All’interno delle pagine de Le Black Holes si intrecciano infatti due storie ambientate in due epoche diverse, all’apparenza slegate ma in realtà molto simili.

Nel 1856, in piena epoca vittoriana, Teresa deve preparare il suo debutto in società, che la porterà verso un matrimonio scelto dai suoi genitori, ma lei ama scrivere poesie e storie, in particolare di genere gotico e stare nel parco di casa sua, dove incontra uno strano e insolito visitatore e non ama queste regole soffocanti. Nel 2016 tre ragazze, Gloria, Laura e Cristina decidono di formare un gruppo punk rock: ma Laura, come Teresa, si sente fuori posto, vorrebbe vivere nel passato e si veste con sontuosi abiti vintage per niente alla moda.

L’autrice usa uno stile molto particolare per raccontare due destini paralleli, una scelta di colori totalizzando, bianco e nero con verde al posto del grigio per il 2016 e arancione, giallo, verde e nero per il 1856, con disegni molto semplici e suggestivi, per raccontare due storie sognanti e oniriche, due momenti in due tempi diversi che rimarranno poi aperti a nuove interpretazioni, sempre che l’autrice non decida poi di disegnare ulteriori capitoli.

Una storia d’impatto visivo e d’atmosfera, leggibile su più livelli, dal racconto di formazione all’apologo femminista alla vicenda di genere fantastico, che non lascia indifferenti e svela anche ai lettori e lettrici del nostro Paese un’autrice e illustratrice spagnola già nota in patria.

Borja Gonzales è nata nel 1982 a Badajoz, ed è illustratrice e disegnatrice di fumetti. Dal 2013 dirige la casa editrice El Verano del Cohete e la fanzine Los Ninjas polacos. Il suo sito ufficiale è http://www.borjailustracion.com/

Provenienza: pdf mandato dall’Ufficio stampa che ringraziamo.