Addio a Carlos Ruiz Zafon a cura di Elena Romanello

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104830233_3482664751763096_6731090216067363212_oLa notizia è arrivata come un fulmine in un cielo finalmente sereno dopo giorni di pioggia, improvvisa e imprevista: è morto a Los Angeles, dove viveva per sei mesi all’anno collaborando con l’industria del cinema di Hollywood, Carlos Ruiz Zafon. Aveva 55 anni e da tempo era malato di cancro, un segreto per molti, che avevano continuato a seguirlo negli anni, con le sue prove letterarie amate in tutto il mondo, voce della nuova letteratura spagnola, tra le più interessanti e creative degli ultimi anni.
Carlos Ruiz Zafon era nato in quella Barcellona che lui ha reso famosa e immortale con L’ombra del vento nel 1964 e aveva iniziato la sua carriera letteraria all’inizio degli anni Novanta come autore di libri per ragazzi, usciti in molti Paesi, come l’Italia, quando ormai era famoso. Erano romanzi di genere fantastico, molto originali, che già mostravano il suo talento, come Marina, Il Palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre  e Il principe della nebbia. Aveva lavorato anche come critico culturale per i giornali El Pais e La Vanguardia e da tempo faceva anche lo sceneggiatore.
L’ombra del vento uscì in sordina nel 2001 e diventò famoso grazie al passa parola, diventando uno dei libri più letti, tradotti ed amati degli ultimi decenni, ed entrando nei 100 migliori libri spagnoli dagli anni Ottanta ad oggi. Grazie a questa epopea di un ragazzino di Barcellona, figlio di un libraio specializzato in edizioni per collezionisti e volumi usati e in cerca del misterioso cimitero dei libri della sua città città Carlos Ruiz Zafon era diventato lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes, tradotto in 40 lingue e capace di reinventare il grande romanzo ottocentesco in chiave contemporanea.
Il mondo de L’ombra del vento era tornato ne Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo Il labirinto degli spiriti, a costruire una saga tra Storia e realismo fantastico, gotico e fantasy, che aveva conquistato il pubblico di tutto il mondo e di più generazioni. L’anno scorso lo scrittore era stato ospite di Pordenonelegge, dove aveva annunciato che non sarebbe più tornato nel mondo del cimitero dei libri di Barcellona e che era pronto per scrivere qualcos’altro. Un qualcosa che purtroppo non è mai arrivato.
Un autore che ha fatto scoprire mondi fantastici e nuovi, che ha raccontato storie avvincenti, che ha unito tante persone di fronte ai suoi libri, che ha fatto insomma cosa fa la grande letteratura, e che mancherà a tutti coloro che si sono persi a cercare il Cimitero dei Libri dimenticati e che sono andati a Barcellona per trovare quel posto, e che continueranno a farlo, d’ora in poi, come si va a Londra a cercare i luoghi di Dickens o a Parigi sulle tracce di Hugo e Dumas. Ed è giusto ricordare una frase sui libri del suo romanzo: Ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.. Come sarà per sempre con i suoi libri.

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