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La città di vapore di Carlos Ruiz Zafón (Mondadori, 2021) a cura di Elena Romanello

27 marzo 2021

978880473823HIG-312x480Sono passati ormai alcuni mesi dalla morte prematura e improvvisa, per un male incurabile, di Carlos Ruiz Zafón, uno dei più amati se non il più amato autore spagnolo contemporaneo, creatore dell’indimenticabile universo del Cimitero dei Libri Dimenticati di Barcellona e non solo.
Ora giunge anche in Italia la sua ultima opera. La città di vapore, una raccolta di racconti, anche brevi e fulminanti, ambientati in quello stesso mondo che l’ha fatto conoscere ed amare, e che va a raggiungere sullo scaffale le altre sue opere, in un angolo che sarà sempre nel cuore dei suoi lettori.
I racconti portano quindi di nuovo in quella Barcellona magica e oscura, così diversa dallo stereotipo che spesso se ne ha di città solare, per raccontare altri pezzi legati alla saga e ai suoi personaggi, ma anche a chi ha vissuto ed è passato tra quelle vie iconiche, antiche e che hanno visto Storia e storie.
Nelle pagine del libro, che si legge velocemente ma non certo in maniera superficiale, si incontrano un ragazzino di strada nella capitale catalana che decide di diventare scrittore quando i suoi racconti richiamano l’attenzione della ricca coetanea che gli ha rubato il cuore, una ragazza madre ricordata dal figlio che non ha mai conosciuto, la giovane figlia impossibile di un medico che non ha dimenticato di avere un cuore nei momenti più bui, un architetto che fugge da Costantinopoli con gli schizzi di un progetto per una biblioteca inespugnabile, un uomo misterioso che vuole convincere Cervantes a scrivere il libro che non è mai esistito, su un suo perduto amore, Gaudí in viaggio verso New York che si diletta con luce e vapore, la materia delle città ideali.
Una serie di storie, quindi, che estendono l’universo narrativo della saga di  Zafón amata in tutto il mondo, ormai nei classici contemporanei, tra narrativa fantastica, di realismo magico e vicina alla grande tradizione dell’Ottocento, da Dickens ad Hugo passando per Dumas: si scopre infatti come è stata costruita la mitica biblioteca o restroscena su alcuni celebri personaggi, tra scrittori maledetti, architetti visionari, edifici incredibili e una Barcellona mitica e magica.
Un’occasione quindi per dire addio ad un grande e ai suoi mondi incredibili, evocativi e avvolgenti come lo è solo la letteratura che resta nel cuore.

Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 1964 – Los Angeles, 2020) è uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale dei nostri giorni e l’autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes. Le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue. Ha cominciato la sua carriera nel 1993 con un libro per ragazzi, Il Principe della Nebbia, che, insieme a Il Palazzo della Mezzanotte e Le luci di settembre, forma la “Trilogia della Nebbia”. A questa serie è seguito poi Marina. Nel 2001 ha pubblicato L’ombra del vento, il primo romanzo della saga del “Cimitero dei Libri Dimenticati”, che comprende Il gioco dell’angeloIl Prigioniero del Cielo Il Labirinto degli Spiriti: un universo letterario che si è trasformato in uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti. I suoi romanzi, in Italia, sono tutti pubblicati da Mondadori. La città di vapore è uscito postumo in Spagna nel 2020.

Provenienza: libro del recensore.

Addio a Carlos Ruiz Zafon a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

104830233_3482664751763096_6731090216067363212_oLa notizia è arrivata come un fulmine in un cielo finalmente sereno dopo giorni di pioggia, improvvisa e imprevista: è morto a Los Angeles, dove viveva per sei mesi all’anno collaborando con l’industria del cinema di Hollywood, Carlos Ruiz Zafon. Aveva 55 anni e da tempo era malato di cancro, un segreto per molti, che avevano continuato a seguirlo negli anni, con le sue prove letterarie amate in tutto il mondo, voce della nuova letteratura spagnola, tra le più interessanti e creative degli ultimi anni.
Carlos Ruiz Zafon era nato in quella Barcellona che lui ha reso famosa e immortale con L’ombra del vento nel 1964 e aveva iniziato la sua carriera letteraria all’inizio degli anni Novanta come autore di libri per ragazzi, usciti in molti Paesi, come l’Italia, quando ormai era famoso. Erano romanzi di genere fantastico, molto originali, che già mostravano il suo talento, come Marina, Il Palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre  e Il principe della nebbia. Aveva lavorato anche come critico culturale per i giornali El Pais e La Vanguardia e da tempo faceva anche lo sceneggiatore.
L’ombra del vento uscì in sordina nel 2001 e diventò famoso grazie al passa parola, diventando uno dei libri più letti, tradotti ed amati degli ultimi decenni, ed entrando nei 100 migliori libri spagnoli dagli anni Ottanta ad oggi. Grazie a questa epopea di un ragazzino di Barcellona, figlio di un libraio specializzato in edizioni per collezionisti e volumi usati e in cerca del misterioso cimitero dei libri della sua città città Carlos Ruiz Zafon era diventato lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes, tradotto in 40 lingue e capace di reinventare il grande romanzo ottocentesco in chiave contemporanea.
Il mondo de L’ombra del vento era tornato ne Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo Il labirinto degli spiriti, a costruire una saga tra Storia e realismo fantastico, gotico e fantasy, che aveva conquistato il pubblico di tutto il mondo e di più generazioni. L’anno scorso lo scrittore era stato ospite di Pordenonelegge, dove aveva annunciato che non sarebbe più tornato nel mondo del cimitero dei libri di Barcellona e che era pronto per scrivere qualcos’altro. Un qualcosa che purtroppo non è mai arrivato.
Un autore che ha fatto scoprire mondi fantastici e nuovi, che ha raccontato storie avvincenti, che ha unito tante persone di fronte ai suoi libri, che ha fatto insomma cosa fa la grande letteratura, e che mancherà a tutti coloro che si sono persi a cercare il Cimitero dei Libri dimenticati e che sono andati a Barcellona per trovare quel posto, e che continueranno a farlo, d’ora in poi, come si va a Londra a cercare i luoghi di Dickens o a Parigi sulle tracce di Hugo e Dumas. Ed è giusto ricordare una frase sui libri del suo romanzo: Ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.. Come sarà per sempre con i suoi libri.

:: Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964 – Los Angeles, 19 giugno 2020)

19 giugno 2020

Carlos Ruiz Zafón