
Di notte Serena segue il ragazzo nel parco per coglierlo alle spalle. Non riesce a perdonargli di aver ucciso sua sorella. Gaia si fidava ma lui, con la scusa di portarla a cena, l’aveva trascinata nel bosco per ucciderla ed era stato assolto per mancanza di prove. Gaia non lo amava più ma sperava ancora di trasformare il rapporto in amicizia, di allontanarlo con le buone. Pensava che col tempo se ne facesse una ragione anche se continuava a tempestarla di messaggi lamentosi. E Serena, che non riesce a togliersi dagli occhi il corpo martoriato della sorella, vuole solo vendetta.
Le basta un balzo per stordirlo con una mazzata prima di sgozzarlo.
Femminicidi. Patriarcato. Uomini che non accettano rifiuti. Denunce prese sottogamba. Braccialetti elettronici che non servono. Ergastoli annullati per immotivate mancanze di premeditazione. Ormai uccidono una donna al giorno. Ma cosa si fa di concreto per combattere questa piaga?
Marilù Oliva ne parla nel suo ultimo romanzo Via delle Streghe attraverso la storia di quattro donne ferite che si adoperano per cambiare il corso degli eventi con la vendetta. Una vendetta che ben comprendo nel veder scorrere troppi femminicidi impuniti al telegiornale. Quattro donne, vicine di casa, che vivono in un’immaginaria Via delle Streghe a Bologna, che si incontrano ogni sera dopo cena per una tisana, per confrontarsi, ma soprattutto per pianificare omicidi per eliminare i responsabili di femminicidi che l’hanno fatta franca.
Zulmira, Serena, Magalie ed Iside, quattro donne unite da un’amicizia incrollabile.
Zulmira, 70 anni è la veggente del quartiere. Vedova. Ha cominciato ricevendo clienti in garage e ora la cercano in tanti, anche se suo figlio si vergogna di lei. Per lei le erbe sono fondamentali. Ne coltiva in terrazzo e ne procura in internet per farne veleni. Ha appena avuto una pessima notizia, di quelle che ti cambiano la vita, ma non ne ha ancora parlato nemmeno alle amiche.
Serena, 30 anni, appassionata di kung fu e felicemente fidanzata a un poliziotto, ha avuto la sorella Gaia uccisa senza giustizia.
Magalie, 44 anni, docente universitaria di Storia medievale specializzata in Storia delle streghe, è stata adottata a sei anni dopo che il padre ha ucciso sua madre sotto i suoi occhi.
Iside, 20 anni, trans che non si è mai sentita maschio, è la hacker del gruppo finita in sedia a rotelle dopo aver tentato il suicidio gettandosi dal quinto piano per le troppe angherie subite.
Quattro donne determinate in cerca di riscatto. Ognuna segnata da un trauma e con ottimi motivi per vendicarsi. Quattro donne che ancora non sanno che la violenza ti può prendere la mano, che contempla imprevisti e che può diventare molto pericolosa. Ma uccidere un autore di femminicidio forse non cambierà niente, sanno che ne arriveranno altri, ma sono sicure che ci sarà un bastardo in meno sulla terra.
Marilù Oliva, da brava insegnante, vorrebbe tanto vedere l’ora di Educazione affettiva nelle scuole di cui tanto si parla. L’unico modo per contrastare il patriarcato sarebbe educare alla civiltà e il senso del suo romanzo è sensibilizzare. Le sue quattro vendicatrici vogliono scuotere l’opinione pubblica e indurre i governi a nuove misure. Non credono nella bacchetta magica ma nel potere della volontà. Sanno che non si può sostituire la legalità ma sanno anche che urge un cambiamento culturale affinché certi casi di cronaca non siano più all’ordine del giorno.
I criminali impuniti non devono farla franca.
Quattro donne che vogliono mutare il corso degli eventi con la loro magia, che cercano di riscattare le troppe donne finite sul rogo, che sanno che la loro missione è sbagliata, ma sono esasperate dai troppi casi di cronaca. Attraverso i delitti il mondo della magia diventa metafora di una ribellione estrema per Marilù Oliva che da una vita si batte in difesa delle donne. Un romanzo da non perdere.
Marilù Oliva, nata a Bologna, è scrittrice, saggista e docente di lettere. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero. Per Solferino ha pubblicato i bestseller mitologici L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre (2020), L’Eneide di Didone (2022), L’Iliade cantata dalle dee (2024), La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e le altre (2025), il romanzo Biancaneve nel Novecento (2021), il saggio I Divini dell’Olimpo (2022) e le riedizioni di tre dei suoi noir di successo, Le Sultane (2021), Repetita (2023) e Questo libro non esiste (2025, Premio Scerbanenco dei Lettori). Con il saggio Atlante goloso del mito (Rizzoli 2024), ha vinto il Premio Bancarella Cucina 2025.
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“Con rinnovata fiducia tornò all’auto, chiese ai due carabinieri a bordo strada di poter passare e, al loro cenno di assenso, si involò verso il paese. Aveva perso venti minuti buoni, ma per fortuna quel maresciallo tanto invadente gli aveva creduto subito. Tuttavia la visione del cadavere l’aveva segnato più del previsto e si scoprì in preda a un fortissimo batticuore mentre la sua carretta arrancava lungo la superstrada. Una ragazza, forse minorenne, era stata gettata in un pozzo a due passi da casa sua: doveva stare attento a sua figlia, c’era un mostro in agguato, le forze dell’ordine erano arrivate in massa… ma soprattutto il mostro aveva colpito nel feudo di Don Eupremio”.
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