Anno 1939, diciottesimo dell’era fascista. La Maria Maddalena, partita da Napoli era diretta a Marsiglia. A bordo la compagnia teatrale Landi al completo. Un po’ per i bagagli voluminosi, un po’ per la confusione degli artisti, non passava inosservata tra la folla che si accalcava per guadagnarsi un posto in coperta. Erano sempre di più quelli che si imbarcavano per scappare dalla fame e dal fascismo. E sembravano tutti uguali con le loro valigie piene di pane e stenti.
Così inizia Alcazar ultimo spettacolo di Stefania Nardini. Con una partenza. Una compagnia al completo: l’orchestra, le ballerine, un comico, la coppia di cantanti, un prestigiatore, l’affascinante Cordera, al secolo Gino Santoni un cantante dalla voce di usignolo in fuga dalle avances di un gerarca fascista che lo credeva davvero una donna, e infine lei Silvana Landi capocomico e vedette dello spettacolo, la grande attrazione, accompagnata dalla madre, la signora Giuseppina e dall’assistente Vittoria, la trasformista, unica donna in Europa a potere cambiare aspetto in pochi secondi sotto le luci del palcoscenico, sulle orme del grande Fregoli.
Fuggono dall’Italia, dalla fame, dal fascismo, dalle leggi razziali, dalle persecuzioni contro antifascisti, zingari, ebrei, omosessuali. Ad attenderli Marsiglia, e l’Alcazar. Les Italiennes sont arrivées annunciano i dockers con il loro francese strampalato. L’accoglienza è variopinta e calorosa, come la città in cui hanno trovato rifugio, li aspetta il Grand Hotel e uno dei teatri più rinomati di Francia. Le poltrone di velluto scuro, le logge stile moresco, il caffè, la puzza di sigarette: un luogo, un tempio, un simbolo. Non era un teatro qualunque l’Alcazar. Chevalier, Fernandel, Montand e tanti altri erano passati da qui, su questo palcoscenico, prima di spiccare il volo. (…) Le ultime stagioni erano state il trionfo dell’operetta marsigliese di Pagnol. Ma in città da qualche anno si cantava meno.
Siamo nel 1939, la guerra è alle porte, anche la Francia sarà occupata, dovrà subire il governo di Vichy del maresciallo Pétain, i bombardamenti, l’entrata in città dei nazisti a cavallo seguiti dai loro carriarmati. Marsiglia diventerà centro di spie collaborazionisti, anche il Milieu la mafia marsigliese si dividerà tra antifascisti e collaboratori della Gestapo. La lotta intestina sarà inevitabile, sullo sfondo della grande guerra. Della coraggiosa opera di Varian Fry, giornalista americano giunto a Marsiglia per salvare dai campi di concentramento ebrei, artisti, antifascisti. Per un attimo ho sperato che Silvana Landi si innamorasse di lui e non di Alfred Morello, il Chevalier, affascinante uomo di punta del Milieu.
Ma l’amore è misterioso ha le sue vie e Silvana Landi arriverà a mettere la sua vita nelle mani sue mani, combattuta tra l’amore e l’odio per la violenza che il suo uomo è costretto ad accettare. Si trasformerà in assassino Alfred, la tradirà, i regali, i pranzi abbondanti mentre tutti vivono la miseria sono frutto di traffici illeciti, di contrabbando, di commercio di droga, di traffico d’armi, di sfruttamento dei bordelli, di regolamenti di conti spietati. Ma prima di tutto ciò l’Alcazar vivrà la sua ultima stagione. La compagnia Landi porterà in scena Pioggia di stelle, un successo, un trionfo, un inno alla vita, alla bellezza, prima che tutto diventi terrore, macerie, morte.
Alcazar ultimo spettacolo di Stefania Nardini è tutto questo, ma è anche una storia d’amicizia, quella che lega Cordera a Silvana. Cordera sparirà, forse rapito dall’Ovra che con i suoi tentacoli arrivò fino a Marsiglia in cerca degli oppositori del regime di Mussolini. E Silvana lo cercherà disperatamente, arrivando ad andare sull’ isola di San Domino, una delle isole Tremiti, lager per antifascisti, partigiani, omosessuali. Le pagine più toccanti sono racchiuse qui, ho capito qui che era una storia vera, ispirata alla madre dell’autrice Silvana D’Agostino in arte Silvana Landi, (l’ho letto solo alla fine, nei ringraziamenti).
Alcazar ultimo spettacolo è un romanzo bellissimo, autentico, che racchiude uno straordinario personaggio femminile e un affresco storico attento ai dettagli e senza sbavature. Dramma e melodramma si intrecciano, lasciando emergere raggi di poesia, specialmente quando l’autrice parla di Marsiglia, dell’acqua del suo mare, del suo Mistral, dei quartieri più poveri e delle vie piene di caffè, ristoranti e bistrot, della gente accogliente e generosa, che ti offre le sue teglie di alici o ti invita a sorseggiare un pastis. Non ho letto abbastanza di Jean-Claude Izzo per fare raffronti, ma ho letto la biografia di questo scrittore scritta dalla Nardini, e molto dell’atmosfera me la richiama.
Stefania Nardini, nata a Roma nel 1959, è una scrittrice e giornalista innamorata delle due città dove ha trascorso parte della sua vita: Napoli e Marsiglia. Vive tra l’Umbria e la Francia. È autrice di Roma nascosta (Newton Compton, 1984), e del romanzo Matrioska, storia di una cameriera clandestina che insegnava letteratura (Pironti, 2001). Nel 2009, sempre con Pironti, ha pubblicato Gli scheletri di via Duomo, noir ambientato nella Napoli anni ’70. Nel 2010 con Perdisa Pop ha pubblicato Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese, una biografia sul famoso autore di romanzi noir. Alcuni suoi racconti compaiono su internet e su riviste letterarie e antologie. È collaboratrice del quotidiano Corriere Nazionale.
Va detto che sono un cultore di Grangé sin dalla prima ora. Arriva con più di un anno di ritardo Kaiken con il titolo Il respiro della cenere sugli scaffali delle librerie italiane. Lessi il libro l’anno passato ma l’ho ripreso con piacere e brama di collezionismo anche se preferivo l’edizione originale, sin dal titolo che evoca un particolare pugnale usato per il suicidio delle donne samurai. Anche l’immagine mi pareva più indovinata. A parte questo è sempre un grande thriller d’autore forse non al livello del Passeggero (in Italia Amnesia) e del Giuramento ma sempre parecchi passi avanti a tanti supposti thriller blockbuster con investigatrici e anatomopatologhe in pena d’amore. Dopo La foresta dei Mani (L’istinto del sangue da noi) Grangé sembra aver abbandonato l’idea di mettere complesse psicologie femminili al centro delle sue trame. Qui personaggi femminili sono presenti, in particolare Naoko, descritti benissimo ma la scena appartiene a Oliver Passan, sbirro che mi piace immaginare con la faccia di Daniel Auteil un po’ più giovane. Tormentato, duro, alle prese con un serial killer ermafrodito e colleghi corrotti che peggio non ce n’è. Un uomo dolente, anche perché separato dalla moglie giapponese ma ossessionato da quell’oriente che solo gli occidentali sanno sognare. E qui sta un po’ la forza del romanzo che ci regala non solo momenti di autentico thrill ma anche pagine bellissime senza diventare prosaico. Malgrado ciò si rivela nello svolgimento una certa scollatura tra la prima e la seconda parte. L’attesa di qualcosa che deve avvenire ma poi non succede purtroppo non soddisfa appieno le aspettative del lettore. Ciò nonostante lo lessi di fila in un viaggio Parigi-Milano in treno, senza smettere un minuto di quelle sette ore sotto la pioggia. Vedremo il prossimo e, soprattutto, cosa lo stesso Grangé è riuscito a fare con la sceneggiatura di Miserere che ci auguriamo di vedere presto anche da noi.
Dopo che il poliziotto se ne fu andato, Fellows si mise a rileggere i rapporti. Decise che ci voleva ancora una bella pazienza per risolvere il caso. In tutti i delitti esiste sempre una buona percentuale di falsi indizi e bisogna prevederlo. Aveva abbastanza esperienza per saperlo, ma stavolta sembrava che tutti gli indizi riportassero le indagini al punto di partenza.
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati
Siamo a Dip, Stato di Washington, un’afosa località persa tra campi di grano e fattorie. Mattie Brooke, ragazza di campagna un po’ invecchiata ma ancora attrente, lavora come cameriera nella tavola calda di Morderai Sturm e intanto sente che la vita le sta scorrendo attorno, mentre sogna che Jedediah Dowd, proprietario di un ranch nelle vicinanze, un giorno la sposi, innamorata, più che di lui, delle lettere struggenti e poetiche che sua madre aveva scritto negli anni 40, prima di morire.
Forse il più politico dei romanzi hardboiled della Dave Brandstetter Mystery series di Joseph Hansen.
Strano romanzo La macchina dei corpi (Gun Machine, 2013) di Warren Ellis, mi sono trovata durante la lettura a cambiare opinione diverse volte.
Vincitore del Grand Prix de littérature policière 2012, Arab Jazz (Arab Jazz, 2012) di Karim Miské è un interessante polar francese che rischia, ingiustamente, di passare inosservato. E sarebbe un peccato. Pubblicato in Italia da Fazi e tradotto da Maurizio Ferrara, questo romanzo è l’opera d’ esordio di Karim Miské, nato in Costa d’Avorio da madre francese e padre mauritano, ma cresciuto in Francia, fulgido esempio dello stile di vita cosmopolita parigino che emerge in tutte le sue sfaccettature in questo romanzo, notevole sia per stile, la sua scrittura originale, quasi impressionista, è la prima cosa che noterete iniziando a leggere il romanzo, che per ambientazione e tematiche.
Ancora viva (Last Seen Alive, 2007) di Carlene Thompson, edito da Marcos Y Marcos e tradotto da Silvia Viganò, è un thriller psicologico con tinte paranormali, genere abbastanza comune in America, dove il paranormale non è solo visto come un’eccentricità tipica di qualche strambo adepto della New Age, se pensiamo che è pratica comune chiedere aiuto ai sensitivi, anche la polizia lo fa, per ritrovare per esempio persone scomparse. Non sono una profonda conoscitrice del paranormal thriller, a cui preferisco nettamente l’horror dichiarato, ma non mi è mai capitato di cassare un libro perché l’utilizzo di elementi paranormali contribuisce alla conclusione di un’indagine.
Noir spagnolo molto particolare Innocenti (Las niñas perdidas, 2011) di Cristina Fallarás, edito in Italia da Feltrinelli nella collana Fox Crime e tradotto da Marco Amerighi. Dico “particolare” non con un’accezione negativa ma è bene segnalare che, per alcune scelte stilistiche e per alcuni argomenti trattati, l’autrice non ha scelto la via più facile.
























