Posts Tagged ‘Elena Romanello’

:: Il ragazzo invisibile – Seconda generazione di Alessandro Fabbri Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo (Salani 2018) a cura di Elena Romanello

15 marzo 2018
Il ragazzo invisibile

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Da sempre si pensa che il fantastico e l’Italia siano incompatibili, anche se negli anni ci sono stati autori e autrici di romanzi e fumetti che sembrerebbero contraddire questo, senza contare alcuni film insoliti usciti in questo ultimo periodo, che hanno parlato di fiabe e super eroi partendo dalla nostra penisola.
Uno di questi film è Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, di cui all’inizio del 2018 è uscito il doveroso secondo capitolo, Seconda generazione, nuove avventure per Michele Silenzi, cresciuto rispetto al primo film e alle prese con la tragica scomparsa dell’amata mamma adottiva Giovanna e con l’arrivo improvviso della sua vera madre, la speciale Yelena, che però potrebbe riservare sorprese non gradite, come la sorella ritrovata Natasha, pirocinetica con alle spalle una vita ben diversa dalla sua.
Il film è stato accompagnato da varie iniziative editoriale, come l’uscita sotto forma di romanzo della sceneggiatura del film, scritta a sei mani da Alessandro Sardi, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, una cosa comune all’estero dove le novelizzazioni di film e serie tv sono diffusissime, insieme a storie inedite in libro e ancora tutta da esplorare qui da noi se si escludono saghe celebri come Star Wars.
Il ragazzo invisibile Seconda generazione immerge nelle atmosfere del film, raccontando su carta la storia vista sullo schermo, e si rivolge sia a chi è andato al cinema sia a chi non l’ha fatto ma vuole scoprire un universo in salsa italiana che non ha nulla da invidiare a quelli stranieri. La storia del ragazzo invisibile mescola elementi degli X-Men, con una punta di mitologia sulla Guerra fredda con X-Files, raccontando anche la storia di un adolescente che cerca di superare il suo lato oscuro e i suoi problemi esistenziali, e quindi una metafora della realtà.
Il secondo capitolo cinematografico e libresco de Il ragazzo invisibile lascia una porta aperta per almeno una conclusione della trilogia, e si spera anche per una presenza di fantasy e fantascienza fatti in Italia in vari media.

Alessandro Fabbri nato a Ravenna nel 1978, è scrittore e sceneggiatore. Ha pubblicato i libri Mai fidarsi di un uomo che indossa un trench blu, con cui ha vinto il premio Campiello giovani, Mosche a Hollywood, Quell’estate di sangue e di luna scritto a quattro mani con Eraldo Ballini e Il re dell’ultima spiaggia. Tra la sue sceneggiature ricordiamo quelle dei due film de Il ragazzo invisibile e dei serial tv 1992 e 1993.

Ludovica Rampoldi, romana, classe 1979, è sceneggiatrice di film come La kriptonite nella borsa, Il giolellino, La ragazza del lago e i due capitoli de Il ragazzo invisibile.

Stefano Sardo, di Bra, classe 1972, è sceneggiatore e musicista. Tra i suoi lavori ricordiamo i serial 1993, In treatment, La nuova squadra e Il tredicesimo apostolo.

Source: omaggio dell’editore, si ringrazia Simona Scandellari dell’ufficio stampa Salani.

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:: Storie di vampiri di AA.VV. a cura di Sebastiano Fusco e Giovanni Pilo (Newton Compton 2018) a cura di Elena Romanello

12 marzo 2018
Storie di vampiri

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Torna in libreria uno dei testi fondamentali per gli amanti del gotico, le Storie di vampiri edite da Newton Compton, una raccolta di storie più o meno brevi di autori e autrici che dal Settecento ad oggi si sono cimentate con quella che è una delle figure cardine dell’immaginario gotico, oggi forse un po’ rovinata dai vampiretti che luccicano ma a maggior ragione da scoprire e riscoprire in tutta la loro complessità, con suggestioni che toccano vari aspetti del fantastico, non solo il gotico.
Dentro al libro ci sono storie note ma sempre da rileggere, come Il vampiro di Polidori, L’ospite di Dracula di Bram Stoker (prova generale del più noto Dracula) e Carmilla di Le Fanu che fissarono la figura carismatica del succhiatore di sangue tra terrore e seduzione, storie di esperti del fantastico come E.T. A. Hoffmann e Théophile Gautier, ma si scopre che anche autori noti per altri tipi di storie come Alessandro Dumas padre, Arthur Conan Doyle, Guy de Maupassant e Nikolaj Gogol si sono confrontati con una figura iconica, presente già in molte tradizioni tra la leggenda metropolitana e il folklore partendo dal mondo classico ma che nell’Ottocento trovò una sua definizione tra leggenda e modernità, con quelli che poi sarebbero diventati i personaggi più famosi di sempre.
Venendo verso il Novecento, in cui il vampiro sarà celebrato al massimo dal cinema prima e dai serial tv poi, si scopre che molti maestri del fantastico, noti per altre opere tra fantascienza e fantasy, hanno scritto di vampiri, da Robert E. Howard a Clark Ashton Smith, da William Hope Hodgston a Lester del Rey, da Catherine L. Moore a Seabury Smith, da Robert Block a A. E. Van Vogt, con storie pressoché inedite nel nostro Paese, appartenenti spesso alla gloriosa tradizione delle riviste pulp anglosassoni.
Il libro, curato da Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, traccia quindi un ritratto ampio e variegato della figura del vampiro, tra storie più note e altre tutte da scoprire, e non può mancare nella biblioteca dei cultori del fantastico, per appunto tutti gli spunti che contiene e lo spazio dato alla narrativa gotica e pulp, in questo momento di eterno presente quasi dimenticate e invece alla base del moderno immaginario scientifico.
Il libro è integrato da saggi sui vampiri nell’antichità e sul loro rapporto con magia e scienza e da una filmografia completa fino ai titoli più recenti.

Sebastiano Fusco giornalista e direttore di riviste scientifiche, è da oltre trent’anni uno dei maggiori esperti di fantastico a livello europeo.

Gianni Pilo è considerato uno dei maggiori esperti di letteratura fantastica e gotica. Tra i molti volumi da lui curati per la Newton Compton vanno ricordati quelli dedicati alle diverse figure dell’immaginario orrorifico (vampiri, mummie, lupi mannari ecc.) e l’opera completa di Lovecraft.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: A Milano l’edizione 2018 di Cartoomics a cura di Elena Romanello

8 marzo 2018

cartoomics-2018

Dal 9 all’11 marzo torna a Milano, o meglio negli spazi della fiera Milano Rho, Cartoomics, l’evento più importante del nord Italia dedicato ai fumetti e alla cultura geek.
Su uno spazio di 45mila metri quadri, ci saranno stand di fumetti, case editrici, librerie, gadget, incontri, gare cosplay, performer, giochi di ruolo, un villaggio fantasy, aree sulla fantascienza tra film, romanzi e serie tv, autoproduzioni, sezione horror e altro ancora.
Tra gli ospiti, si segnalano i nomi del vignettista Altan e dell’animatore Bruno Bozzetto, che riceveranno l’Artist and Directors Award, gli autori Bonelli Mario Alberti, Eleonora Airaghi, Corrado Roi e   Davide Barzi, Sergio Algozzino, autore per Tunué, la scrittrice dark Barbara Baraldi, l’illustratore Paolo Barbieri, gli autori ManFont Matteo Aversano e Andrea Boscolo, Luca Baino attivo con vari titoli a sfondo storico e sociale per Beccogiallo, Lorenzo Balocco che racconta la Torino occulta per Cronaca di Topolinia, Giulia Besa, con al suo attivo già vari libri di genere fantasy, il saggista e sceneggiatore Sergio Brancato, Alfredo Castelli, il papà di Martin Mystère, Linda Cavallini anima della casa editrice indipendente TataiLab, il divo del fumetto italiano Claudio Chiaverotti, la scrittrice per bambini Mircalla Conte, il disegnatore Marvel Mario Del Pennino, il poliedrico autore dalla parte delle donne di carta e non Luca Enoch, Jessica Ferrero l’anima dietro al gattone Norby, Jessica Cioffi con le sue creazioni a tematica gothic lolita Loputyn, la mangaka italiana Giada Romano, l’autrice, cosplayer e attivista sociale Alessia Mainardi, il versatile Federico Memola, il duo Teresa Radice e Stefano Turconi, i doppiatori Simone Mori e Edoardo Stoppacciaro, Silver l’ideatore di Lupo Alberto, il docente e fumettista Manfredi Toraldo, Zerocalcare e tanti altri ancora.
Da segnalare inoltre la nascita degli incontri Cartoomics University, con lectiones magistrales di grandi nomi del mondo del fumetto e della cultura ad essi collegati, con quest’anno tra gli altri Vince Tempera, Luigi Albertelli e Sergio Stivaletti, per raccontare un mondo che è sempre più complesso, stratificato e affascinante. Un programma quindi che comprende davvero tante voci e tanti mestieri, perché fumetti e immaginario sono sempre di più un mondo che produce e crea lavoro oltre che sogni e mondi.
Poi, la fiera è tutta da visitare, e molti sono gli stand che propongono, anche a prezzi scontati, fumetti e libri soprattutto di illustrazione o di narrativa di genere fantastico.
Il sito della manifestazione è http://cartoomics.it

:: Prime notizie sul Salone del Libro 2018 a cura di Elena Romanello

6 marzo 2018

SalTO18

La presentazione ufficiale sarà ad aprile, ma ci sono già le prime indiscrezioni e notizie sul Salone del Libro 2018, che si svolgerà come di consueto al Lingotto dal 10 al 14 maggio.
Partner d’eccezione del Salone è il Circolo dei lettori, che si occupa tra le altre cose delle attività connesse al contatto con gli editori, della gestione degli spazi espositivi, del programma e del Bookstock Village, mentra la Fondazione per la Cultura Torino seguirà il programma musicale per la città, la Festa Mobile e il Salone Off. Tra le location extra Lingotto si segnalano le OGR di corso Castelfidardo, recuperate e rilanciate come polo artistico e culturale.
Quest’anno al Salone del libro di Torino ci sarà tutta l’editoria italiana, sia le voci indipendenti sia i grandi gruppi che l’anno scorso avevano disertato l’evento, che si annuncia con ospiti che spaziano dagli scrittori agli scienziati, dai registi agli artisti, dai musicisti a vincitori di premi prestigiosi nella cultura come il Nobel, il Pulitzer, il Goncourt, l’Oscar.
Il tema conduttore è Un giorno tutto questo e all’interno della manifestazione si parlerà di chi si vuole essere, perché serve un nemico, a chi appartiene il mondo, dove portano spiritualità e scienza, cosa si cerca nell’arte.
Il manifesto è stato realizzato da Manuel Fior, autore di graphic novel e illustratore noto ed amato a livello internazionale.
Il Paese ospite sarà la Francia, a cinquant’anni dal Maggio francese, ma si parlerà anche dell’oggi, con come ospiti che si possono già annunciare Antoine Volodine e Edgar Morin, spazi come una libreria al Lingotto e tanti eventi in tema.
Tra gli altri ospiti si segnalano già i nomi del premio Nobel Herta Muller, di Alice Sebold, dello scrittore e sceneggiatore Guillermo Arriaga, dei registi Bernardo Bertolucci e Giuseppe Tornatore, dell’autore russo Eduard Limonov, della fedelissima Alicia Gimenez Bartlett, di Paco Ignacio Taibo I, di Almudena Grandes, dell’attesissimo Joël Dicker, di Dori Ghezzi con un tributo a Fabrizio de André, di Paolo Giordano che presenterà il suo nuovo libro in uscita per maggio.
Tra le altre cose in programma si segnala il focus di approfondimento sul mondo arabo, riflessioni sul movimento Metoo, una sezione sulla letteratura fantastica a cura di Loredana Lipperini, dove si parlerà di nuovo di Tolkien, ma anche di Martin e dei duecento anni di Frankenstein di Mary Shelley.
Tra i partner fieristici del Salone di Torino si conferma la Fiera del libro per ragazzi di Bologna e arriva Lucca Comics and Games, l’altro evento culturale dedicato all’immaginario cartaceo più amato e frequentato d’Italia.
Insomma, c’è già di che farsi venire l’acquolina in bocca.

:: Tutti i racconti e i romanzi fantastici e dell’orrore di Arthur Conan Doyle (Newton Compton 2018) a cura di Elena Romanello

6 marzo 2018
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Tutti conoscono il personaggio di Sherlock Holmes, uno dei più iconici della letteratura di sempre, con l’inseparabile Watson, che ha il record della figura letteraria portata più volte al cinema, ancora popolarissimo oggi grazie a telefilm iconici come Sherlock che ha attualizzato oggi le sue avventure.
Arthur Conan Doyle non ha scritto solo le avventure di Sherlock Holmes e si è cimentato in altri generi, tra cui le storie di genere fantastico e dell’orrore, raccolte in questo volumone Newton Compton, che presentò già anni fa in un’altra veste editoriale e che merita di essere scoperto o riscoperto dagli amanti sia della letteratura di epoca vittoriana sia della narrativa di genere fantastico, nata nella sua concezione moderna proprio in quel periodo.
Anche i romanzi di genere fantastico di Arthur Conan Doyle erano incentrati su un personaggio fisso, il professor Challenger, un uomo burbero ma simpatico, una sorta di detective dell’incubo ante litteram, impegnato in rocambolesche peregrinazioni tra fenomeni paranormali, fantasmi, occulto e stranezze varie: non va dimenticato che in quel periodo c’era molto interesse per spiritismo, misteri e dintorni, un interesse che fu ripreso anche dalla letteratura, con storie che spesso cercavano di trovare una spiegazione razionale, come capita anche in alcune avventure di Sherlock Holmes.
Arthur Conan Doyle era appassionato di occulto e si mise alla prova con il genere horror e la fantascienza, tanto che è considerato oggi un precursore del genere e uno degli ispiratori di quello che oggi chiamiamo steampunk.
Il libro raccoglie tutti i racconti fantastici dell’orrore di Conan Doyle, che parlano di vampiri, viaggi nel passato, incubi provenienti dall’antichità, magie, spiritismo, ipnosi, scambi di personalità e i romanzi Il mondo perduto, La fine del mondo, La macchina disintegratrice, Una scoperta meravigliosa, Nel paese delle nebbie, Quando la terra urlò e L’abisso di Atlantide. Tutte storie interessanti e da scoprire, che hanno in qualche modo ispirato anche l’immaginario successivo, basti pensare che Il mondo perduto contiene un’idea molto simile a quella di Jurassic Park e seguiti.

Arthur Conan Doyle nacque a Edimburgo nel 1859. Benché il suo nome rimanga indissolubilmente legato a quello di Sherlock Holmes, lo scrittore ebbe anche altri interessi, tra cui la storia, il giornalismo e soprattutto lo spiritismo. Nel 1903 venne insignito del titolo di baronetto. Morì nel 1930.

Fonte: acquisto personale.

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:: La macchina del tempo • L’uomo invisibile • La guerra dei mondi • L’isola del dottor Moreau di H.G. Wells (Newton compton 2018) a cura di Elena Romanello

1 marzo 2018
H. G. WELLS

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Tra i padri della fantascienza moderna non si può non citare Herbert George Wells, autore di romanzi che hanno continuato ad ispirare cinema, letteratura e altri media fino ad oggi e che hanno raccontato, spesso per la prima volta, alcuni archetipi del genere, dal viaggio nel tempo all’attacco alieno.
I romanzi di Wells si basano sulle scoperte scientifiche dell’epoca, arricchendole di elementi di fantasia senza dimenticare le basi teoriche che secondo la prospettiva imperante tra Otto e Novecento potevano funzionare: l’autore racconta alla fine dei futuri verosimili, dove si sviluppano le tendenze già emerse all’epoca. Oggi forse certe intuizioni possono sembrare superate, ma in fondo la paura che gli alieni possano attaccare la Terra e trattare i suoi abitanti come loro da secoli trattano animali e civiltà che reputano inferiori continua ad esserci ancora, così come il desiderio di scoprire come sarà il futuro e come è stato il passato e come la scienza può anche alla fine non migliorare la vita di tutti, come si era intuito già in epoca positivista.
Per questo motivo i romanzi di Wells, in un unico volumone dei Mammuth Newton Compton, sono da riprendere in mano, da leggere o rileggere, anche perché sono e restano molto scorrevoli, a differenza di altri della stessa epoca che fanno sentire ormai il peso degli anni.
La macchina del tempo racconta per la prima volta di un mezzo che può trasportare avanti o indietro nel tempo, facendo scoprire che un mondo ideale non è esistito e non esisterà, L’uomo invisibile parla alla fine di solitudine e di distacco dal mondo, oltre che di diversità, La guerra dei mondi mette al centro di tutto l’attacco alieno, che continua a spaventare anche oggi, spiace solo che non sia mai stato trasposto al cinema nell’epoca giusta in cui è ambientato, e la versione più emblematica resta quella del 1938 via radio realizzata da Orson Welles, che terrorizzò gli Stati Uniti. L’isola del dottor Moreau tratta invece il tema attualissimo del rapporto tra scienza e morale, partendo dalla sperimentazione animale, qui portata ad un estremo che oggi sta diventando tragicamente attuabile.
I romanzi di Wells sono quindi ricchi di spunti, oltre che appassionanti, scorrevoli, divertenti, nati in un mondo che sognava con il progresso ma che in qualche modo vedeva già i pericoli che poteva nascondere.

Herbert George Wells nacque a Bromley, nel Kent, nel 1866. Frequentò la Normal School of Science di Londra, e dalle conoscenze scientifiche seppe trarre linfa vitale per i suoi romanzi. È considerato il padre della fantascienza moderna, insieme con Jules Verne. Morì a Londra nel 1946.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Terramare – La saga completa di Ursula K. Le Guin (Mondadori 2018) a cura di Elena Romanello

23 febbraio 2018
Terramare

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Quando muore un autore o un’autrice famosi non c’è niente di meglio per ricordarli che riprendere in mano i suoi libri e rileggerli. In questi anni abbiamo dovuto salutare tanti compagni e compagne di letture di lungo corso, spesso iniziate durante l’infanzia o l’adolescenza, uno degli ultimi è stata Ursula K. Le Guin, scomparsa il 22 gennaio scorso a 87 anni, maestra del fantastico, sia fantascienza che fantasy, autrice di mondi alternativi che ha anche ispirato cinema e film d’animazione, anche se lei non è rimasta soddisfatta fino in fondo.
I libri di Ursula K. Le Guin meritano tutti di essere letti o riletti, negli anni sono usciti in varie edizioni e sono reperibili sia tra le novità che nel mercato dell’usato che in biblioteca, per cui in qualsiasi momento si possono leggere o rileggere le sue opere, approfittando dell’occasione della sua scomparsa ma ricordando che è sempre bello riprendere in mano libri che restano nel cuore. Però, tra le tante, forse ce ne è una imperdibile sempre e comunque, la serie di Terramare, di cui per puro ma fortuito caso è uscita una nuova edizione per gli Oscar Mondadori in concomitanza con la scomparsa dell’autrice, dal titolo Terramare la saga completa. La serie è nota anche come Earthsea, titolo usato anche in passate edizioni italiane presso altri editori e negli anni i libri che compongono la saga sono usciti anche singolarmente.
Nella storia di apprendistato del giovane Ged, mago destinato a lottare contro le forze delle tenebre che minacciano il suo mondo, diventando Signore dei draghi, il protagonista si troverà a dover lottare contro se stesso e le sue ambizioni, in una saga che coinvolgerà anche altri personaggi, metafora della vita, con ispirazioni che spaziano dalla fiaba classica a Philip K. Dick, da Tolkien a Isaac Asimov, con al centro di tutto discorsi non retorici sulla parità di genere, la ricerca di se stessi, il pacifismo, la ricerca di una società giusta e utopica.
Un romanzo diventa un classico quando ha sempre qualcosa da dire, anche a chi è nato anni dopo la sua prima pubblicazione: Terramare è uno di questi casi, un insieme di libri che si può leggere sotto varie angolazioni, come pura avventura nella fantasia, come descrizione di un mondo alternativo fatto non solo di incanto, come storia sociale, come aspirazione ad un modo migliore di essere e di vivere.

Ursula K. Le Guin (Berkeley, California, 1929 – Portland, 2018) ha iniziato a scrivere fantascienza fin da bambina; ha pubblicato il primo racconto, Aprile a Parigi, nel 1962, ma è divenuta famosa nel 1969 vincendo sia il Premio Nebula che il Premio Hugo per La mano sinistra delle tenebre. Gli stessi riconoscimenti ottenuti poi nel 1974 per I reietti dell’altro pianeta. Anarchica e femminista, è una delle rare esponenti della fantascienza utopica contemporanea e per i suoi libri ha ricevuto decine di premi, tra cui un National Book Award (La spiaggia più lontana, 1973).

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Il libro della polvere – La Belle Sauvage di Philip Pullman (Salani 2017) a cura di Elena Romanello

22 febbraio 2018
Il libro della polvere di Philip Pullman

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Dopo più di dieci anni torna il mondo della Bussola d’oro, una delle più interessanti saghe del fantastico contemporanee, con il primo di quella che sarà una nuova serie di libri che vanno a formare quello che è una sorta di prequel, anche se Philip Pullman l’ha definito più una storia ambientata in un altro universo narrativo rispetto a quello dei precedenti libri.
Ci troviamo infatti alcuni anni prima gli eventi noti e narrati in precedenza, l’intrepida Lyra è poco più di una neonata ma una profezia intorno al suo ruolo futuro può già metterla in pericolo. Il protagonista della vicenda è Malcolm Polstead, un ragazzo di undici anni, curioso e diligente, visto che di giorno va a scuola e la sera aiuta i genitori che gestiscono una locanda sul fiume, oltre a fare qualche commissione per le suore del convento vicino. Il suo passatempo preferito è però giocare con Asta, il suo daimon, in particolare sulla sua canoa, la Belle Sauvage.
La sua vita scorre serena finché un giorno alla locanda arrivano tre misteriosi personaggi e alle suore viene affidate una bambina di pochi mesi, Lyra, appunto. Ma quella bambina è in pericolo e sarà Malcolm a partire in un lungo viaggio con lei, lungo il fiume e ancora più lontano in un mondo in cui si ha paura di liberi pensatori, del futuro, dei cambiamenti, di chi contesta dogmi religiosi vecchi e consolidati, sospesi tra una parascienza e credenze che non spiegano il mistero della polvere e dei daimon.
Si sentiva davvero la mancanza degli universi di Philip Pullman, autore che sa mescolare fantasia e metafora della realtà e questo libro apre senz’altro un nuovo capitolo su un mondo affascinante e inquietante, specchio deformato del nostro e capace a suo tempo di suscitare anche non poche polemiche.
Il libro della polvere, romanzo d’avventura e di formazione, storia di paura e d’incanto, critica ai fondamentalismi e ai dogmatismi è un libro per tutti, per i ragazzi che anni fa lessero la prima trilogia, per chi l’ha letta da adulto, per chi non era ancora nato allora e può tranquillamente iniziare da qui.
Un libro quindi con più livelli di lettura, che apre nuovi orizzonti su una realtà di immaginazione che sembra davvero stare a pochi passi dal nostro mondo, con un nuovo eroe giovanissimo e in cui immedesimarsi, Malcom, anche lui in cerca di una sua strada come farà Lyra. In attesa ovviamente dei prossimi capitoli, che si spera non tarderanno.

Philip Pullman è uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. È nato a Norwich in Inghilterra, da bambino ha vissuto in Australia e in Zimbabwe, si è laureato a Oxford. Il suo primo romanzo, Il conte Karlstein, è uscito nel 1982. Da allora ha pubblicato 33 libri per ragazzi e per adulti. Con La bussola d’oro e la trilogia Queste oscure materie ha vinto, tra gli altri, la Carnegie Medal, il Guardian Children’s Book Award e il Whitbread Award. Nel 2005 è stato premiato con l’Astrid Lindgren Memorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. La bussola d’oro nel 2007 è stato nominato il migliore tra i libri vincitori della Carnegie Medal negli ultimi settant’anni.

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:: ALIA Evo 3.0 al Mufant di Torino a cura di Elena Romanello

20 febbraio 2018

Alia Evo 3.0Domenica 18 febbraio si è svolta al Mufant, Museo del fantastico di Torino la presentazione dell’antologia di autori italiani ALIA Evo 3.0, tredicesimo di una serie che ha fatto scoprire il panorama complesso e affascinante del fantastico contemporaneo.
In questo nuovo volume, disponibile sia in formato cartaceo che digitale per Buckfast edizioni, ci sono diciannove autori e autrici che hanno collaborato e discusso insieme per avere un’antologia dove il fantastico è esaminato in tutte le sue sfumature, horror, weird, fantascienza, gotico, con più di quattrocento pagine tutte da divorare e scoprire.
Gli autori pubblicati in questo nuovo volume sono: Danilo Arona, Valeria Barbera, Vittorio Catani, Paolo S.Cavazza, Fabio Centamore, Massimo Citi, Maurizio Cometto, Alberto Costantini, Mario Giorgi, Consolata Lanza, Fabio Lastrucci, Massimiliano Malerba, Caterina Mortillaro, Luigi Musolino, Eugenio R.R. Saguatti, Massimo Soumaré, Silvia Treves, Francesco Troccoli, Davide Zampatori.
Le storie presenti nel libro sono quindi tra le più diverse, si va da Prima missione di Eugenio Saguatti dove bisogna salvare dei turisti molto speciali in un mondo futuro agli alieni di Sangue di famiglia di Davide Zampatori che mentre lottano contro la Terra approfondiscono amicizie e rapporti sociali, da Young Karla di Massimo Soumaré dove la protagonista trova una maestra degna per se stessa in mezzo ad atmosfere del fantastico orientale a Stat sua cuique dies di Francesco Troccoli dove una figlia deve insegnare al padre che non può essere Dio, da L’inverno alieno di Caterina Mortillaro dove si racconta della stagione più dura dell’anno in un altro mondo a Gli dei vegliano di Paolo Cavazza dove l’umanità continua a sbagliare, da Ritorno a casa di Massimo Citi per raccontare una colonizzazione dello spazio a Perseguitata di Valeria Barbera favola nera alla Tim Burton, da Il signore del giardino di Maurizio Cometto, storia di fantasmi nella Villa della Tesoriera a Torino all’ultra dark Il gioco della masca di Consolata Lanza.
L’occasione è stata anche utile per ribadire quanto fermento ci sia nel fantastico oggi, non solo in Italia, ma anche in Paesi e aree geografiche dove il fenomeno è diffusissimo come Giappone e Cina e altri dove sta crescendo a livello esponenziale come India, Paesi arabi e Africa.

:: La figlia della strega di Catherine Egan (Editrice il Castoro 2017) a cura di Elena Romanello

9 febbraio 2018
La-figlia-della-strega-copertina

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In un mondo in cui la magia è stata messa al bando e chi la pratica perseguitato, la giovane Julia ha assistito alla condanna a morte della madre, accusata appunto di stregoneria, quando era solo una bambina, ed è rimasta sola con il fratello. Ora è cresciuta e non ha dimenticato, anche perché anche lei possiede dei poteri, come quello di rendersi invisibile, e questo l’ha resa la migliore ladra e spia della città di Spira. Poteri che potrebbero costarle la vita e che finora ha saputo dissimulare, in cerca anche di una vendetta per quello che è stato fatto alla sua famiglia.
Julia deve fingersi una cameriera nella casa della nobile signora Och per scoprire che segreti nascondono i suoi ospiti, e presto la ragazza inizia a sospettare un legame tra chi vive lì e una serie di omicidi che insanguinano Spira. Presto entrerà in contatto con forze potenti e pressanti, che possono rivelarsi molto pericolose e da cui può dipendere il destino stesso del mondo, o forse un nuovo modo di vivere non più basato sull’intolleranza e sull’uccisione di chi viene percepito come diverso, un qualcosa che a Julia non può non stare a cuore.
Non è la prima volta che il fantasy racconta storie di mondi alternativi che somigliano non poco alla Storia reale nostra e non è nemmeno la prima volta che si cimenta con una protagonista femminile interessante, secondo una serie di archetipi che funzionano sempre, e uno di questi è proprio la donna di magia, la strega non certo più percepita come malvagia come nelle fiabe classiche.
Quello che rende interessante La figlia della strega è l’ambientazione nelle retrovie delle città, non fra battaglie e corti, ma attraverso il lavoro delle spie, esistenti in tutti i mondi paralleli, con una trama che contiene anche elementi del thriller e dell’horror, con una ricerca della verità che permetterà anche alla protagonista di scoprire qualcosa di nuovo su stessa.
La protagonista è interessante, perché rappresenta un archetipo poco usato nei romanzi del filone fantastico, quella della ragazza all’apparenza insospettabile ma che in realtà fa il doppio gioco: la figura della strega funziona sempre, e qui comunque è trattata in maniera insolita, in un mondo che rievoca non poco l’intolleranza di tante epoche reali, anche non troppo lontane nel tempo.
La figlia della strega non casca inoltre nelle trappole di troppa narrativa young adult di genere fantastico, come del resto è nello stile delle proposte di Hot Spot, che propongono storie reali e non lontane dagli stereotipi stile Harmony, e capaci di proporre argomenti su cui riflettere, sia pure con la metafora di un mondo alternativo.
La figlia della strega è il primo libro di una serie, infatti il finale lascia non pochi appigli, e c’è da sperare di vedere tradotti anche i successivi volumi della serie.

Catherine Egan è nata e cresciuta a Vancouver, in Canada. Nella sua vita ha viaggiato molto e ha vissuto in Giappone, Cina e Stati Uniti, per poi stabilirsi in Connecticut con suo marito e i suoi due figli. È autrice della trilogia fantasy The Last Days of Tian Di.

Provenienza: omaggio della casa editrice al recensore, si ringrazia l’Ufficio stampa.

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:: Al Mufant di Torino la seconda edizione di Torino Fantasy a cura di Elena Romanello

8 febbraio 2018

MufantDomenica 11 febbraio, dalle 16 alle 19, si terrà al Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza di Torino in via Reiss Romoli 49 bis la seconda edizione di Torino Fantasy un viaggio tra leggenda, arte e cultura.
L’evento è organizzato all’interno della rassegna Eroi di carta, dedicata al rapporto tra fumetto e fantastico e curata da Silvia Casolari e Davide Monopoli, direttori artistici del Mufant ed è realizzata con il contributo della Città di Torino, sezione Patrimonio culturale, Divulgazione, Promozione del libro e della cultura.
L’argomento della giornata sarà appunto lo scoprire qual è il lato fantasy di Torino, in un convegno organizzato da Francesco Albano, presidente dell’associazione Archivio Sergio Albano, che aprirà l’avento raccontando il volto fantastico di Torino, attraverso il suo dedalo di edifici tra barocco e liberty, con decorazioni e sculture che presentano draghi, folletti, demoni e altre creature fantastiche.
A seguire l’antropologo Massimo Centini parlerà del suo saggio Torino magica, fantastica e misteriosa, dove ha raccolto sotto forma di enciclopedia varie voci sugli aspetti insoliti del capoluogo sabaudo, raccontati con il piglio scientifico.
Poi sarà la volta di Federico Ghirardi, autore della saga fantasy Brian di Boscoquieto, ambientata in una Val di Susa alternativa ed edita dalla torinese La Corte editore, che racconterà come scrivere fantastico sotto la Mole.
Infine il filologo Enrico Villois allargherà il discorso al fantasy nelle serie tv e nei videogames.
L’ingresso, comprensivo di visita al Museo dove tra le altre cose è in corso la mostra Lame rotante con tavole di artisti e fumettisti italiani per i quarant’anni di Goldrake nel nostro Paese, è intero di sette euro, ridotto per i possessori della Card Torino Musei a sei, quattro euro e cinquanta per i bambini.

:: Non stancarti di andare di Teresa Radice e Stefano Turconi (Bao Publishing 2017) a cura di Elena Romanello

5 febbraio 2018
Non stancarti di andare

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La coppia artistica e nella vita composta da Teresa Radice e Stefano Turconi è tornata in libreria con una nuova graphic novel per Bao Publishing, dove lo storico Il porto proibito, con Non stancarti di andare, una storia completamente diversa, di ambientazione contemporanea ma non per questo meno interessante, anzi.
Iris e Ismail stanno insieme da alcuni anni, dopo che si sono conosciuti durante un viaggio di lei in Siria: lei è un’illustratrice, lui è un insegnante. Lei mette su casa a Verezzi, nella dimora degli antenati italiani dell’irrequieta madre Maite, lui deve andare a Damasco per sistemare le ultime cose per rendere definitiva la sua permanenza in Italia, con un lavoro e una famiglia da costruire. Ma in Siria sta per scoppiare la guerra civile e Ismail resta intrappolato là, non riuscendo a dare sue notizie, mentre Iris scopre di essere incinta. Durante i nove mesi della gravidanza di Iris si intrecciano varie storie, quella di Ismail che cerca di tornare, quella di Iris che vuole scoprire qualcosa di più sul passato della sua famiglia, quella della nonna di Iris che emigrò da bambina in Argentina per non tornare più, quella della madre di Iris, Maite, che dovette scappare invece dall’Argentina che inghiottì tra i desaparecidos i suoi genitori, insegnanti colpevoli di volere un mondo migliore, quella di Tiziana, ginecologa e migliore amica della madre di Iris fin dalla loro turbolenta giovinezza fatta di lotte e occupazioni, che sceglierà ad un certo punto di andare ad aiutare i profughi che sbarcano a Lampedusa.
Una storia complessa, con echi di Garcia Marquez e di Isabel Allende, dove si parla di amore, maternità, impegno sociale, passato e presente, in un volume che si divora ma su cui bisogna anche soffermarsi, dove tinte pastello o psicheliche o seppiate raccontano vari momenti e luoghi, in un’alternanza di piani narrativi e di momenti, per raccontare come le vite centrino l’una con l’altra, come ci sia continuità tra il passato, il presente e il futuro, come la lontananza sia alla fine un percorso da annullare per restare più vicini.
Non stancarti di andare parla dell’oggi, di un mondo da un lato sempre più piccolo e dall’altro sempre più distante e dell’ieri, della ricerca di sé, del ritorno a casa, della trasmissione di ricordi e altro tra generazioni, di cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale nei decenni, in una storia che appassiona, per ricordare cosa è stata la nostra epoca e cos’è oggi, particolare ma alla fine universale di tutte le storie che formano il genere umano.

Teresa Radice e Stefano Turconi nascono entrambi nella Grande Pianura, a metà degli anni ’70… ma s’incontrano solo nel 2004, grazie a un topo dalle orecchie a padella e a una pistola spara-ventose. Lei, per vivere, scrive storie; lui le disegna. Si piacciono subito, si sposano l’anno seguente. Scoprendosi a vicenda viaggiatori curiosi, lettori onnivori e sognatori indomabili, partono alla scoperta di un bel po’ di mondo, zaino e scarponi. Dal camminare insieme al raccontare insieme il passo è breve. Le prime avventure a quattro mani sono per le pagine del settimanale Disney “Topolino”: arrivano decine di storie, tra le quali la serie anni ’30 in 15 episodi Pippo Reporter (2009-2015), Topolino e il grande mare di sabbia (2011), Zio Paperone e l’isola senza prezzo (2012), Topinadh Tandoori e la rosa del Rajasthan (2014) e l’adattamento topesco de L’Isola del Tesoro di R.L.Stevenson (2015). Nel 2011 si stabiliscono nella Casa Senza Nord – a 10 minuti di bici dalle Fattorie, a 20 minuti a piedi dal Bosco, a mezz’ora di treno dal Lago – e piantano i loro primi alberi. Nel loro Covo Creativo, i cassetti senza fondo straripano di progetti: cose da fare, posti da vedere, facce da incontrare. Nel 2013 esce Viola Giramondo (Tipitondi Tunué, Premio Boscarato 2014 come miglior fumetto per bambini/ragazzi, pubblicato in Francia da Dargaud). I frutti più originali della loro ormai decennale collaborazione hanno gli occhi grandi e la testa già piena di storie. I loro nomi sono Viola e Michele. Per Bao Publishing hanno già pubblicato Il porto proibito.

Source: omaggio della casa editrice, si ringrazia l’Ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.