
La prolifica e poliedrica autrice piemontese Mariangela Cerrino torna con un nuovo romanzo, primo di una nuova serie, che porta ancora una volta in un’epoca storica lontana, legata ad un certo immaginario ma non poi così nota.
Morte di una strega è ambientato infatti nella Francia del Trecento, 1314 per la precisione, dove Filippo il Bello sta per dare vita alla persecuzione e strage dei Cavalieri Templari, personaggi iconici rimasti nell’immaginario fino ad oggi e periodicamente ripresi dalle storie ancora a distanza di centinaia di anni, come testimoniano successi che si sono aggiunti negli anni.
Quel fatto emblematico e gravissimo è però solo un punto di partenza per un affresco che si dipana intorno al personaggio di Adèmar de Cly, trent’anni, medico, erudito e con poteri che gli permettono di vedere oltre, di scoprire il futuro e i segreti di chi gli sta accanto, una cosa molto pericolosa.
La sua vita è stata segnata dalla morte atroce della moglie e del figlio, che l’ha portato a seguire la strada della vendetta: ma ora ha deciso di riprendere il suo lavoro e la sua vita, confrontandosi con quello che sta succedendo alla corte di papa Clemente V, esule ad Avignone, e nella vicina Carpentras. Sulla sua strada incontra Isaline, una giovane donna accusata di essere una strega, in realtà come lui interessata alla medicina e ad un mondo diverso. Purtroppo sulle tracce sue e della sua nuova compagna arriva anche l’Inquisizione, con il temibile Janus, che gli promette la morte.
Ancora una volta Mariangela Cerrino sceglie quindi di raccontare un episodio storico dentro una cornice di eventi noti, esaltando gli aspetti cosiddetti minori e facendo vedere personaggi e fatti in una nuova prospettiva, ricordando la persecuzione dei Templari, ma anche la cosiddetta cattività avignonese dei Papi, i primi passi dell’Inquisizione, allora impegnata più contro gli eretici che contro le streghe.
Il risultato è un romanzo appassionante, interessante, ricco di spunti, avvincente, con due personaggi che rimangono nel cuore, due outsider in cerca di un mondo migliore, ricordando anche cosa erano in alcuni casi le cosiddette streghe, donne scomode e istruite.
Tra l’altro, il finale, tutto da scoprire, non è conclusivo e apre ai prossimi capitoli, che speriamo non tarderanno, mai come adesso c’è bisogno di belle storie.
Mariangela Cerrino è nata a Torino nel 1948. Appassionata di storia americana, fin da giovanissima è autrice di numerosi romanzi storici editi da Sonzogno (firmati con uno pseudonimo), tra cui Blue River (1966) e L’anima selvaggia (1977). A partire dagli anni Ottanta, esplora il genere fantasy e la fantascienza e dà vita ad alcuni tra i suoi testi più celebri. Tradotta in Germania e in Spagna, ha vinto il Premio Italia grazie al racconto Il segreto di Mavi-Su. L’ultimo romanzo da lei pubblicato è il thriller Il Ministero delle ultime ombre (2015). Attualmente collabora con numerosi editori, quotidiani e settimanali.
Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, che ringraziamo.


L’Orma editore continua a proporre i romanzi di genere fantastico di René Barjavel, una delle voci più interessanti e intriganti al di fuori del mondo anglosassone, presentando questa volta La notte dei tempi, un libro assente da troppo tempo dalle librerie italiane dopo un’edizione nella Nord Oro di diversi anni fa.
essie Burton torna in libreria con una nuova storia al femminile, di ambientazione contemporanea, dove c’entrano però sempre l’arte e le professioni ad essa legate, con una riflessione questa volta sul mondo della scrittura.
Tra le icone femminili e femministe dei secoli passati, continua ad essere studiata e esaltata Mary Shelley, autrice del primo romanzo di fantascienza, Frankenstein, figlia di un’attivista per i diritti delle donne morta poco dopo averla data alla luce e per sempre ombra e ispirazione della sua vita, interessata alla scrittura fin da giovanissima, eroina romantica di una passione devastante, toccata fin da ragazza dal dolore e dalla morte e capace di creare una storia ancora oggi immortale.
La Londra del 1826, poco prima che inizi la lunga era vittoriana rimane sconvolta da un fatto di sangue di inaudita violenza: Frannie Langton, cameriera mulatta ex schiava ha ucciso i suoi padroni, Mr e Mrs Benham, esponenti dell’alta società, e ora si trova sotto processo all’Old Bailey, il tribunale della capitale britannica, dove rischia la condanna a morte, anche e soprattutto per la sua doppia condizione di paria, essere di colore e essere donna.
Nell’Inghilterra degli anni Trenta c’è un problema sociale indotto dalla Grande Guerra, che ha falcidiato una generazione di ragazzi e uomini: il gran numero di donne nubili, o zitelle, considerate un pericolo alla società in un mondo basato sul matrimonio ma che proprio in seguito a questo si aprirà a nuove prospettive per un’evoluzione diversa della società.
A oltre trent’anni dal romanzo che la rese celebre, Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood è tornata nel terrificante e oppressivo mondo di Gilead,forte anche del successo del serial TV, con I testamenti, un seguito molto particolare e alternativo di quella che è e resta una delle più inquietanti e riuscite distopie della modernità.
Il thriller è stato definito da un’esperta come Alicia Gimenez Bartlett come il genere che meglio racconta la società di oggi con tutte le sue contraddizioni, e si ricevono in continuazione conferme di questo, come capita nelle pagine della nuova fatica di Luca D’Andrea, già apparsa a puntate su La Repubblica la scorsa estate.
Il lockdown o confinamento che si è vissuto negli scorsi mesi sta già ispirando e ispirerà numerose storie, diari e riflessioni, una delle prime è uscita per Buendia Books nella collana Fiaschette ed è un thriller, Carne mangia carne, di Andrea Monticone.
























