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Morte di una strega di Mariangela Cerrino (Leone editore, 2020) a cura di Elena Romanello

10 ottobre 2020

La prolifica e poliedrica autrice piemontese Mariangela Cerrino torna con un nuovo romanzo, primo di una nuova serie, che porta ancora una volta in un’epoca storica lontana, legata ad un certo immaginario ma non poi così nota.
Morte di una strega è ambientato infatti nella Francia del Trecento, 1314 per la precisione, dove Filippo il Bello sta per dare vita alla persecuzione e strage dei Cavalieri Templari, personaggi iconici rimasti nell’immaginario fino ad oggi e periodicamente ripresi dalle storie ancora a distanza di centinaia di anni, come testimoniano successi che si sono aggiunti negli anni.
Quel fatto emblematico e gravissimo è però solo un punto di partenza per un affresco che si dipana intorno al personaggio di Adèmar de Cly, trent’anni, medico, erudito e con poteri che gli permettono di vedere oltre, di scoprire il futuro e i segreti di chi gli sta accanto, una cosa molto pericolosa.
La sua vita è stata segnata dalla morte atroce della moglie e del figlio, che l’ha portato a seguire la strada della vendetta: ma ora ha deciso di riprendere il suo lavoro e la sua vita, confrontandosi con quello che sta succedendo alla corte di papa Clemente V, esule ad Avignone, e nella vicina Carpentras. Sulla sua strada incontra Isaline, una giovane donna accusata di essere una strega, in realtà come lui interessata alla medicina e ad un mondo diverso. Purtroppo sulle tracce sue e della sua nuova compagna arriva anche l’Inquisizione, con il temibile Janus, che gli promette la morte.
Ancora una volta Mariangela Cerrino sceglie quindi di raccontare un episodio storico dentro una cornice di eventi noti, esaltando gli aspetti cosiddetti minori e facendo vedere personaggi e fatti in una nuova prospettiva, ricordando la persecuzione dei Templari, ma anche la cosiddetta cattività avignonese dei Papi, i primi passi dell’Inquisizione, allora impegnata più contro gli eretici che contro le streghe.
Il risultato è un romanzo appassionante, interessante, ricco di spunti, avvincente, con due personaggi che rimangono nel cuore, due outsider in cerca di un mondo migliore, ricordando anche cosa erano in alcuni casi le cosiddette streghe, donne scomode e istruite.
Tra l’altro, il finale, tutto da scoprire, non è conclusivo e apre ai prossimi capitoli, che speriamo non tarderanno, mai come adesso c’è bisogno di belle storie.

Mariangela Cerrino è nata a Torino nel 1948. Appassionata di storia americana, fin da giovanissima è autrice di numerosi romanzi storici editi da Sonzogno (firmati con uno pseudonimo), tra cui Blue River (1966) e L’anima selvaggia (1977). A partire dagli anni Ottanta, esplora il genere fantasy e la fantascienza e dà vita ad alcuni tra i suoi testi più celebri. Tradotta in Germania e in Spagna, ha vinto il Premio Italia grazie al racconto Il segreto di Mavi-Su. L’ultimo romanzo da lei pubblicato è il thriller Il Ministero delle ultime ombre (2015). Attualmente collabora con numerosi editori, quotidiani e settimanali.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, che ringraziamo.

:: L’alba di Alwayr di Mariangela Cerrino (Golem Edizioni 2017) a cura di Elena Romanello

12 gennaio 2018

Mariangela Cerrino

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La Golem edizioni presenta un’incursione inedita di Mariangela Cerrino di nuovo nel genere fantastico, con L’alba di Alwayr, storia fantascientifica con forti venature fantasy. Si tratta del seguito de L’ultima terra oscura, vincitore del Premio Italia 1990, riproposto sempre da Golem in formato e-book: la vicenda è però godibile anche da sola e senza conoscere l’antefatto.
L’alba di Alwayr è ambientato in un pianeta in un futuro remoto o in un tempo alternativo, e racconta la storia di Bain lo Straniero, ormai adulto, giunto a Glysendia quando aveva solo dieci anni. Bain è stato considerato colui che portava la morte e per questo motivo è visto come un pericolo da Artes, la Macchina Guida che ha trasformato l’intero pianeta di Alwayr per obbedire agli ordini del suo nuovo simbionte, il Doma della stirpe dei Dolane.
Il Doma ha dato ad Alwayr la speranza di una vita migliore e Artes, che pure ha subito la situazione, scatena contro Reelve Bain una caccia per catturarlo e quel prezzo richiama gli Scorridori di ogni angolo del mondo.
Ma questo odio per un diverso risveglierà anche la curiosità e le paure di quelli che ancora vivono nelle zone meno controllate, perché Reelve Bain non porta solo la morte ma anche il desiderio di libertà da un sistema che sembra aver dato la felicità ma che in realtà ha distrutto prospettive e aspirazioni.
La letteratura di fantascienza ha da sempre speculato su possibili futuri e mondi, metaforici di tante nostre realtà e delle aspirazioni e contraddizioni dell’animo umano: L’alba di Alwayr si pone in questa strada, all’interno della produzione di una scrittrice che del fantastico ha raccontato varie sfumature, dal Medio Evo fiabesco ed eroico della quadrilogia dell’anno Mille alle origini di Roma attraverso il mondo magico degli Etruschi passando per l’epopea ecologista di Lisidranda.
L’autrice ha spaziato su altri generi, ma è sempre bello ritrovarla negli universi del fantastico, in un mondo come quello di Alwayr, dominato dalle macchine e dove forse la libertà anche di morire è l’ultima speranza per costruire nuovi orizzonti.

Mariangela Cerrino è nata a Torino, e abita nei suoi dintorni. Tra i suoi romanzi di fantascienza ricordiamo, fra gli altri, L’Ultima Terra Oscura (Nord, 1989) e Gli Eredi della Luce (Nord, 2001) poi riproposto come Cronache dell’Epoca Mu (Mondadori, 2008). Per quello che riguarda il fantasy, è autrice de Lisidranda (Armenia), della trilogia di romanzi sugli Etruschi (Longanesi 1991-1995) I Cieli Dimenticati, La Via degli Dei e La Porta sulla Notte e del Ciclo dell’anno Mille:Il Segno del Drago, Il Segreto dell’Alchimista, Il Custode dell’Arcobaleno e Il Calice Spezzato, uscita prima per Longanesi e poi per Susalibri. La Storia è tornata in una prospettiva più realistica nei suoi romanzi Il Margine dell’Alba, ambientato nella Francia e nel Piemonte del XVI secolo e incentrato sulle guerre di religione tra cattolici e valdesi (Alacran Edizioni, 2010), riproposto nel maggio 2017 da Golem Edizioni; Absedium (Rizzoli, 2012), che rievoca la guerra di Gallia dal punto di vista dei Celti. Nel 2015 ha fatto anche uscire il romanzo Il Ministero delle Ultime Ombre, per Timecrime Fanucci, un’escursione nella narrativa thriller.

Source: omaggio dell’ufficio stampa, si ringrazia Francesca Mogavero.

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